Asparagina (Asparagus setaceus, (Kunth) Jessop 1966)

L'Asparagina (Asparagus setaceus), detta anche asparago piumoso, è un suffrutice rampicante delle Asparagaceae, originario dell'Africa australe e orientale. Il soprannome di «felce asparago» inganna: non si tratta di una felce, e il suo fogliame leggero e piumoso è formato da cladodi, fusti appiattiti che sostituiscono le vere foglie, ridotte a minuscole squame.

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Nome scientificoAsparagus setaceus
GenereAsparagus
FamigliaAsparagaceae
OrdineAsparagales

Asparago piumoso, Common asparagus fern, Lace fern e Plumosa fern

Identità
Tossicità
Linfa e bacche irritanti per persone e animali domesticianimali
Impegno di cura
Basso
Tipo di pianta
Suffrutice sarmentoso
Tipo di foglie
Sempreverde
Durata della vita
Vivace
Paese d'origine
SudafricaEtiopiaMalawiComore
Habitat
Foreste costiere umide, margini boschivi e boscaglie litoranee, in clima caldo raramente esposto al gelo
Stagionalità
Fioritura
Estate
Crescita
Ciclo
Vivace
Dormienza
Nessun periodo di riposo
Velocità di crescita
8/10
Propagazione
Divisione, Semina
Clima e acqua
Temperatura
Resistenza al freddo
Resistenza al vento
Moderata; evitare le correnti d'aria fredde e secche
Umidità
50–70 %
Irrigazione
Molto poca
Poca
Moderata
Elevata
Molto elevata
Tolleranza alla siccità
No
Suolo
pH del suolo
Tipi di terreno
Terreno ricco e friabile, Suolo drenato
Tolleranza al sale
Non tollerato
Luce e posizione
Esposizione luminosa

Offrile molta luce ambientale senza sole diretto sulle foglie.

Indicazioni sulla luce
Luce intensa e indiretta, tollera la mezz'ombra
Interno
Salone, Bagno luminoso
Distanza dalla finestra
Circa 50 cm da una finestra luminosa, senza sole diretto
Esterno
Patio ombreggiato, Veranda
Vasi
Terracotta, Pentola sospesa
Aspetto
Altezza1–3 mLarghezza0.6–1.5 m
Foglie
Verde
Fiori
BiancoCremaDimensioni3–5 mm
Frutti
VerdeNero
Portamento
Asparagina (Asparagus setaceus): origine e usi — portamento 1
Corteccia
Verde

Distribuzione mondiale

L'areale nativo di Asparagus setaceus si estende nell'Africa australe e orientale, dal Capo e dal Natal, in Sudafrica, fino all'Etiopia centrale e alle Comore. Coltivata dall'Ottocento come pianta ornamentale e da fronda recisa, si è diffusa nelle regioni calde di tutto il mondo, con naturalizzazioni locali fuori dall'areale nativo.

  • Autoctona4
  • Introdotta1
  • Invasiva1
  • Sudafrica
  • Etiopia
  • Malawi
  • Comore
  • Stati Uniti (Florida)
  • Australia (Queensland, Nuovo Galles del Sud)

Esagoni: regioni con fonte. Punti verdi: area nativa. Status secondo POWO (Kew).

Identità

L'Asparagina (Asparagus setaceus (Kunth) Jessop, 1966), nota anche come asparago piumoso, appartiene al genere Asparagus, nella famiglia delle Asparagaceae. Ha l'aria di una felce, ma non lo è: le sue vere foglie sono ridotte a squame minuscole, e il fogliame verde e leggero che tutti conoscono è formato da cladodi, sottili fusti appiattiti di 4-7 mm che svolgono la fotosintesi al posto delle foglie assenti. 1 2

Il botanico tedesco Carl Sigismund Kunth la descrisse nel 1850 come Asparagopsis setacea; nel 1966 Jessop la trasferì nel genere Asparagus, con il nome oggi accettato. L'epiteto setaceus richiama l'aspetto fine e ispido dei cladodi, paragonati a setole. 3

Riconoscimento

Cresce come suffrutice rampicante: i fusti sottili si arrampicano agganciandosi con brevi spine ricurve quando trovano un sostegno. In vaso e senza tutore resta cespugliosa e ricadente, tra 1 e 3 m; in piena terra, con un appoggio e un clima favorevole, i fusti rampicanti possono superare diversi metri. 4 5

Lunghi 4-7 mm, i cladodi si raggruppano a 10-20 per nodo e danno al fogliame la sua trama piumosa, molto apprezzata dai fioristi. I fusti vecchi portano spine dure e uncinate, spesso assenti sui getti giovani: ecco perché una talea recente sembra innocua, mentre una pianta adulta graffia con facilità. 1 6

D'estate, da giugno a settembre in coltivazione, spuntano fiori piccoli, bianchi o bianco verdastri, a campanella, lunghi circa 4 mm. Ne derivano bacche sferiche, prima verdi, che diventano nere a maturità. 7

Tassonomia utile

Accanto al nome accettato, Asparagus setaceus (Kunth) Jessop, sopravvivono sinonimi ancora molto presenti nel commercio orticolo. I principali da conoscere:

  • Asparagopsis setacea Kunth, il basionimo del 1850
  • Asparagus plumosus Baker, a lungo venduto con questo nome dai fioristi
  • Asparagus plumosus var. tenuissimus (Van Geert) L.H.Bailey
  • Asparagus tenuissimus Van Geert
  • Protasparagus setaceus (Kunth) Oberm.
  • Asparagus zanzibaricus Baker

Nei garden center il nome commerciale Plumosus compare ancora spesso sulle etichette: corrisponde ad Asparagus plumosus, oggi sinonimo di Asparagus setaceus. Davanti a un'etichetta datata, il riferimento sicuro resta il nome scientifico accettato. 2 3

Habitat e distribuzione

In natura la si trova dal Capo e dal Natal, in Sudafrica, fino all'Etiopia centrale e alle Comore, attraverso l'Africa australe e orientale. Colonizza foreste costiere umide, margini boschivi e boscaglie litoranee, in un clima caldo dove il gelo è raro. 2 8

Coltivata dall'Ottocento come ornamentale e per la fronda recisa, la specie si è diffusa nelle regioni calde di tutto il mondo, fino a essere segnalata in quasi 80 paesi. In Florida e in alcune zone dell'Australia Asparagus setaceus si è naturalizzata fuori dall'areale nativo. 7 5

In Australia le bacche, disperse dagli uccelli, ne favoriscono una naturalizzazione rapida: la specie è considerata invasiva sull'isola di Lord Howe, sull'isola Norfolk, nel nord del Nuovo Galles del Sud e nel Queensland, dove forma tappeti fitti che soffocano la vegetazione autoctona. 1

Ciclo e riproduzione

Discreta ed estiva, la fioritura precede la formazione di bacche carnose che impiegano diverse settimane a diventare nere. In natura sono gli uccelli, attirati dai frutti maturi, a disperdere gran parte dei semi. 1

In coltivazione si moltiplica soprattutto per semina o per divisione del cespo. I semi, lasciati a bagno 12 ore in acqua tiepida e seminati in primavera, germinano in 3-6 settimane a circa 25 °C; la divisione, fatta a inizio primavera su una pianta adulta, dà risultati più rapidi. 8 7

D'estate cresce in fretta, d'inverno rallenta senza entrare in una vera dormienza. Un rinvaso ogni anno, o ogni due, ridà vigore a una pianta coltivata in vaso. 6 4

Usi e rischi

L'impiego è soprattutto ornamentale: pianta d'appartamento nei climi temperati, si coltiva all'aperto nelle regioni senza gelo, come copertura del suolo in ombra o schermo leggero. In Italia, con zone di rusticità che vanno all'incirca dalla 7 alla 10, una specie delle zone USDA 9-12 resta in casa quasi ovunque; d'estate il vaso può passare sul terrazzo in ombra luminosa, e solo nelle località costiere più miti si può tentare la piena terra. I fusti recisi, apprezzati per la loro leggerezza, sono un classico delle composizioni floreali, tanto che l'Asparagina è di casa dai fioristi. 4 7

Le bacche contengono sapogenine, saponine steroidee tossiche se ingerite da cani e gatti, che provocano vomito, diarrea e dolori addominali. Linfa e cladodi possono anche causare dermatite da contatto nelle persone sensibili, specie dopo contatti ripetuti con la pelle. 1 6

Le spine dei fusti vecchi provocano spesso piccole ferite durante la cura o il rinvaso; per maneggiare una pianta adulta conviene usare i guanti. 6

Varietà, confusioni e piante affini

In orticoltura circolano due cultivar stabili: Nanus, forma nana adatta ai vasi piccoli, e Pyramidalis, dal portamento più eretto e ramificato, ricercata dai fioristi perché tiene bene in mazzo. 5

L'equivoco più comune riguarda Asparagus densiflorus 'Sprengeri', venduto con lo stesso nome commerciale di «felce asparago». I cladodi di Asparagus setaceus si riuniscono in ventagli piatti e finissimi, mentre quelli di Asparagus densiflorus sono più lunghi e isolati lungo fusti arcuati e ricadenti, dall'aspetto più erbaceo che piumoso. 6

Nei garden center la si scambia spesso anche con la felce di Boston (Nephrolepis exaltata) e con il capelvenere (Adiantum raddianum), due vere felci senza parentela con l'Asparagina: le loro fronde portano sulla pagina inferiore i caratteristici sori, assenti in Asparagus setaceus, che non produce né fronde né spore.

Fonti principali

Domande frequenti

L'Asparagina è davvero una felce?

No. Appartiene alla famiglia delle Asparagaceae, non alle felci. Le vere foglie sono ridotte a minuscole squame; il fogliame piumoso che si vede è formato da cladodi, fusti appiattiti che sostituiscono le foglie.

L'Asparagina è tossica per cani e gatti?

Le bacche contengono sapogenine, saponine steroidee che in caso di ingestione provocano vomito, diarrea e dolori addominali. Linfa e cladodi possono inoltre causare dermatite da contatto nei soggetti sensibili.

Perché alcuni fusti hanno spine e altri no?

Le spine ricurve compaiono soprattutto sui fusti vecchi o rampicanti, che le usano per aggrapparsi a un sostegno. I getti giovani delle talee radicate da poco ne sono spesso privi.

Come si distingue Asparagus setaceus da Asparagus densiflorus?

Asparagus setaceus forma cladodi finissimi riuniti in ventagli piatti. Asparagus densiflorus 'Sprengeri' porta cladodi più lunghi, isolati lungo fusti arcuati e ricadenti, dall'aspetto più erbaceo che piumoso.

Come si moltiplica facilmente l'Asparagina?

Per semina, mettendo i semi a bagno per 12 ore prima di seminarli in primavera, oppure dividendo un cespo adulto all'inizio della stagione di crescita. La divisione dà più in fretta una pianta utilizzabile.

Perché i cladodi ingialliscono e cadono?

Il più delle volte per mancanza d'acqua, per aria troppo secca vicino a un termosifone o, al contrario, per un eccesso di sole diretto che brucia il fogliame sottile. Una posizione luminosa ma schermata limita il problema.

Perché è così diffusa tra i fioristi?

I fusti recisi di Asparagus setaceus si usano dall'Ottocento come verde di accompagnamento nelle composizioni floreali, per la loro leggerezza e la trama fine.

Piante simili

Dati botanici compilati da fonti di riferimento (RHS, Kew Gardens, POWO). Il contenuto di questa scheda è indicativo e non sostituisce il parere di un botanico o di un veterinario in caso di dubbio sulla tossicità.