Tabasco (Capsicum frutescens, )
Tabasco (Capsicum frutescens) è un cultivar di un suffrutice delle Solanaceae, probabilmente originario della Bolivia e del Brasile centro-occidentale, oggi coltivato nei tropici e in serra nei climi temperati. I piccoli frutti crescono eretti verso l’alto, anziché pendere come in molti altri peperoncini. Il cultivar Tabasco è alla base dell’omonima salsa piccante della Louisiana.
Leggi di piùTabasco, Bird pepper, Tabasco pepper, Piri-piri, Malagueta e Siling labuyo
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Distribuzione mondiale
L’origine presunta di Capsicum frutescens è in Bolivia e nel Brasile centro-occidentale. La specie si è diffusa presto nel Messico meridionale e nell’America tropicale, poi il commercio coloniale l’ha introdotta in Africa e nel Sud-est asiatico, dove è largamente coltivata.
- Autoctona3
- Bolivia
- Brasile
- Messico
Esagoni: regioni in cui è presente la pianta. Punti verdi: area di origine.1
Identità
Tabasco (Capsicum frutescens L., 1753) designa un cultivar di un suffrutice del genere Capsicum, nella famiglia delle Solanaceae, noto anche come bird pepper. Descritta da Carl von Linné nel 1753, la specie sviluppa foglie persistenti e un portamento cespuglioso che in coltura supera raramente 1–2 m. 1 2
L'epiteto frutescens, «che diventa arbustivo», descrive il portamento legnoso: i fusti lignificano alla base con l'età, a differenza dei comuni peperoncini annuali dell'orto, che rimangono erbacei durante tutto il ciclo. La specie è geneticamente vicina a Capsicum chinense, altro importante peperoncino piccante dell'America tropicale. 5
Riconoscimento
La posizione del frutto è l'indizio più affidabile: in Capsicum frutescens le piccole bacche restano erette verso l'alto a maturità, mentre gran parte dei peperoni e peperoncini di Capsicum annuum pende dai fusti. 5 4
I fiori bianchi o bianco-verdastri si aprono in gruppi di due-quattro all'ascella delle foglie, mentre quelli di Capsicum annuum sono solitari. I frutti conici o ellissoidali misurano 1–2 cm di lunghezza e 3–7 mm di diametro; passano dal verde al giallo pallido, poi all'arancione e infine al rosso vivo. 4 2
Lanceolate od ovali, le foglie di Capsicum frutescens hanno margine intero e misurano 10–20 cm. Sono portate da fusti angolosi a zigzag, legnosi vicino alla base. 4
Tassonomia utile
Per questa specie POWO accetta Capsicum frutescens L.; nella letteratura meno recente compaiono diversi sinonimi botanici: 1
- Capsicum minimum Roxb., sinonimo botanico
- Capsicum indicum Dierb., sinonimo botanico
- Capsicum conoides Roem. & Schult., sinonimo botanico
- Capsicum micranthum Link, sinonimo botanico
L'equivoco più comune nasce dal commercio. Plants For A Future elenca il nome peperoncino di Cayenna fra quelli di Capsicum frutescens, ma il cultivar Cayenne venduto come semente appartiene più spesso a Capsicum annuum. Il nome scientifico resta il riferimento affidabile per evitare la confusione. 3
Habitat e distribuzione
L'origine presunta è in Bolivia e nel Brasile centro-occidentale. Da lì la specie si sarebbe diffusa allo stato selvatico verso l'America centrale e il Messico meridionale prima della domesticazione. 4 1
La valutazione IUCN colloca Capsicum frutescens nella categoria a minor rischio. L'ampio areale e la coltivazione mondiale spiegano questo stato, nonostante la crescente rarità delle popolazioni davvero selvatiche. 7
Il commercio coloniale ha portato la specie in cucine lontane dall'areale nativo: in Etiopia è coltivata dal XIX secolo come barbaré, mentre India e Filippine l'hanno integrata nei condimenti tradizionali. A La Réunion, nelle isole Mascarene dove si è acclimatata, è chiamata localmente piment martin o piment zozio. 5 9
Ciclo e riproduzione
Nelle regioni temperate i fiori autofertili, impollinati dagli insetti, si aprono soprattutto a fine estate, tra agosto e settembre. La fruttificazione segue circa tre mesi dopo il trapianto. 4
Pur essendo perenne, la specie raramente supera due anni di produzione utile, e il primo anno è il più generoso. Nei climi temperati una notte di gelo può ucciderla: occorre quindi coltivarla in un vaso da ricoverare oppure riseminarla ogni anno come annuale. 4 3
La propagazione avviene soltanto per semina, con germinazione in tre-quattro settimane a 20 °C. Per questa specie non è documentato un metodo affidabile di talea. Inoltre, una pianta nata da un frutto molto piccante non riproduce sempre la stessa piccantezza, perché in giardino è frequente l'impollinazione incrociata fra varietà vicine. 3
Usi e rischi
Come condimento si usano frutti freschi, essiccati, in polvere o fermentati in salsa. Il cultivar Tabasco, selezionato in Louisiana, dà il nome alla salsa piccante della casa McIlhenny e raggiunge 30.000–50.000 unità Scoville. 6 5
La capsaicina, responsabile del piccante, rappresenta secondo le fonti orticole lo 0,1–1,5% del peso secco del frutto. Negli usi tradizionali la stessa molecola stimola la digestione; applicata esternamente e molto diluita, favorisce la circolazione locale arrossando la pelle. 3
Secondo la classificazione ASPCA riportata, Capsicum frutescens non è tossico per gatti, cani o cavalli; la capsaicina irrita però bocca, occhi e pelle al contatto o in caso di ingestione abbondante. La voce ASPCA ornamental pepper riguarda una pianta diversa, Solanum pseudocapsicum, tossica per la presenza di solanina. 4 8
La linfa può provocare vesciche sulla pelle. Per raccogliere i frutti più piccanti è raccomandato l'uso di guanti. 3
Varietà, confusioni e piante affini
All'interno della specie si distinguono diversi cultivar regionali: Tabasco in Louisiana, piri-piri nell'Africa australe e lusofona, malagueta in Brasile e siling labuyo nelle Filippine. Sono selezioni locali di Capsicum frutescens, non specie botaniche distinte. 5 4
Fra le somiglianze più insidiose rientrano Capsicum chinense, l'habanero, geneticamente vicino ma con fiori spesso riuniti in gruppi più numerosi, e Capsicum annuum, i cui frutti per lo più pendono. Più pericolosa è la confusione con la ciliegia di Gerusalemme (Solanum pseudocapsicum), ornamentale dalle bacche rosse e tonde che ricorda un peperoncino ma è realmente tossica se ingerita. 4 8
Fonti principali
- Plants of the World Online / Kew, Capsicum frutescens L.
- Royal Horticultural Society, Capsicum frutescens
- Plants For A Future, Capsicum frutescens
- NC State Extension Gardener Plant Toolbox, Capsicum frutescens
- Wikipedia EN, Capsicum frutescens
- Wikipedia in francese, peperoncino Tabasco
- Lista Rossa IUCN, valutazione di Capsicum frutescens
- ASPCA, tossicità di Ornamental Pepper (Solanum pseudocapsicum)
- INPN / MNHN, Capsicum frutescens
- Wikidata, Capsicum frutescens
Domande frequenti
Tabasco e Cayenne sono lo stesso peperoncino?
Non necessariamente. Plants For A Future elenca Cayenne fra i nomi comuni di Capsicum frutescens, ma il cultivar Cayenne venduto come semente appartiene più spesso a Capsicum annuum. Il nome scientifico resta il riferimento affidabile.
Tabasco è tossico per gatti e cani?
Non è classificato tossico dall’ASPCA. La capsaicina irrita bocca, occhi e pelle al contatto o in caso di ingestione abbondante, senza un avvelenamento sistemico documentato.
Perché i frutti di Tabasco rimangono rivolti verso l’alto?
È un tratto distintivo della specie, legato alla dispersione da parte degli uccelli, che individuano più facilmente i frutti esposti verso il cielo rispetto a quelli nascosti sotto le foglie.
Qual è la differenza fra Capsicum frutescens e habanero?
Le due specie sono geneticamente vicine, ma Capsicum chinense, l’habanero, ha spesso gruppi di fiori più numerosi e frutti dal marcato aroma fruttato; Capsicum frutescens si riconosce dai piccoli frutti sempre eretti.
Il peperoncino Tabasco è una specie distinta?
No. Tabasco è un cultivar di Capsicum frutescens, selezionato in Louisiana nel XIX secolo per produrre la salsa omonima, non una specie botanica distinta.
Si può coltivare Tabasco in vaso nella Francia metropolitana?
Sì, ricoverandolo al riparo dal gelo in inverno oppure coltivandolo come annuale. Un vaso drenante presso una finestra a sud o in veranda luminosa soddisfa il suo bisogno di calore.
Perché gli uccelli mangiano peperoncini senza reagire alla capsaicina?
Gli uccelli non possiedono il recettore sensibile alla capsaicina che provoca bruciore nei mammiferi. Possono così consumare i frutti interi e disperdere i semi intatti.
Piante simili
Se hai dubbi sulla tossicità di una pianta, chiedi consiglio a un botanico o a un veterinario.





