Ciliegia di Gerusalemme (Solanum pseudocapsicum, )
Ciliegia di Gerusalemme (Solanum pseudocapsicum) è un piccolo arbusto delle Solanaceae, originario di Bolivia, Brasile e parte meridionale del continente sudamericano. Coltivato in tutto il mondo per le bacche tonde, verdi, gialle e infine rosso vivo, molto persistenti in autunno e inverno, è tossico per ingestione e classificato come invasivo in diversi paesi esterni al suo areale nativo.
Leggi di piùCiliegia di Gerusalemme, Jerusalem cherry, Madeira winter cherry e Winter cherry
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Distribuzione mondiale
L’areale nativo di Solanum pseudocapsicum comprende Bolivia, Brasile e parte meridionale del continente sudamericano. La specie è poi diventata un’ornamentale mondiale, coltivata per le bacche invernali, e si è naturalizzata in diverse regioni calde esterne al suo areale, dove compare negli elenchi delle specie invasive.
- Autoctona3
- Introdotta1
- Invasiva4
- Bolivia
- Brasile
- Argentina
- Stati Uniti
- Sudafrica
- India
- Australia
- Nuova Zelanda
Esagoni: regioni in cui è presente la pianta. Punti verdi: area di origine.1
Identità
Ciliegia di Gerusalemme (Solanum pseudocapsicum L., 1753) è un piccolo arbusto delle Solanaceae, la stessa famiglia di pomodoro, patata e peperoncino. L’epiteto pseudocapsicum indica una somiglianza ingannevole con il genere Capsicum: la pianta porta piccole bacche tonde che ricordano visivamente un peperoncino decorativo, senza appartenere allo stesso genere botanico. 1 2
Il nome francese morelle faux piment descrive proprio questo tratto. Gli inglesi Jerusalem cherry e Madeira winter cherry, talvolta abbreviato in Winter cherry, richiamano invece la forma del frutto e la sua lunga persistenza invernale: la specie non cresce a Gerusalemme, viene dal Sud America, e quel nome riflette soltanto un’antica consuetudine commerciale. 8 4
Riconoscimento
Un arbusto fitto e cespuglioso, alto 30–90 cm in vaso, caratterizza Solanum pseudocapsicum. I produttori ne contengono le dimensioni per facilitarne la vendita; in piena terra, in clima caldo e senza potatura, la stessa pianta supera questo formato. Le foglie semplici, verde scuro, sono da ovali a lanceolate, con margine intero o leggermente ondulato, senza incisioni marcate. 4 3
Fiori bianchi, stellati e a cinque petali si raccolgono in piccoli gruppi all’ascella delle foglie dalla fine della primavera all’estate. Precedono i frutti, l’elemento che permette di riconoscere subito la specie. Le bacche sferiche, larghe 1,5–2 cm, passano dal verde al giallo aranciato e infine al rosso vivo della piena maturità nell’arco di diverse settimane. 3 4
La lunga permanenza delle bacche, spesso per tutto l’autunno e buona parte dell’inverno, spiega la vendita soprattutto in vaso per le feste di fine anno. Un esemplare privo di frutti visibili non è dunque necessariamente identificato male: in casa, la luce insufficiente o l’assenza di impollinatori bastano a bloccare la fruttificazione. 3
Tassonomia utile
Pubblicato da Carl von Linné nel 1753, Solanum pseudocapsicum L. è il nome accettato nel genere Solanum, famiglia Solanaceae. Il genere comprende sia ortaggi coltivati, come pomodoro e patata, sia specie tossiche: il nome scientifico protegge quindi dalle confusioni meglio di un nome comune. 1
Una ricorrente confusione orticola riguarda Solanum capsicastrum Link ex Schauer, specie affine venduta con lo stesso nome commerciale di ciliegia di Gerusalemme o Christmas Cherry. Molti esemplari in commercio derivano in realtà da ibridi fra le due specie: una distinzione botanica rigorosa diventa quindi poco praticabile su una pianta acquistata in un vivaio. 4 7
Il riferimento stabile rimane il nome scientifico: le etichette variano secondo paesi e rivenditori, mentre Solanum pseudocapsicum indica sempre la stessa specie nelle banche dati di riferimento. 1 2
Habitat e distribuzione
Bolivia, Brasile e parte meridionale del continente sudamericano costituiscono l’areale nativo della specie, che vi cresce in sottoboschi luminosi e ai margini forestali. L’attrattiva delle bacche invernali ne ha favorito la diffusione orticola mondiale, soprattutto come ornamentale, ben oltre i territori d’origine. 1
Fuori dall’areale nativo, Solanum pseudocapsicum si è naturalizzato in diverse regioni calde e umide. È regolarmente segnalato come specie introdotta in Sudafrica, India, Australia e Nuova Zelanda, dove colonizza margini forestali e terreni disturbati grazie alle bacche disperse dagli uccelli. 6 7
Negli Stati Uniti la specie è censita come introdotta; alcuni organismi regionali, soprattutto nella Carolina del Sud, la segnalano fra quelle da sorvegliare. Nella Francia metropolitana rimane principalmente una pianta di vendita stagionale, coltivata in vaso più che stabilita in piena terra. 7 8
Ciclo e riproduzione
Dalla tarda primavera all’estate si aprono i fiori bianchi, impollinati dagli insetti all’aperto. In casa, l’impollinazione manuale con un pennello compensa l’assenza degli impollinatori naturali e migliora la fruttificazione. 4
Dopo l’allegagione, le bacche maturano in diverse settimane, passando dal verde al giallo aranciato e poi al rosso vivo. Mature, vengono mangiate dagli uccelli, che disperdono i semi: questo trasporto favorisce la naturalizzazione su nuovi terreni nelle regioni dove la specie è stata introdotta. 6
In coltura prevalgono due metodi di moltiplicazione: la semina, che produce un esemplare capace di fiorire e fruttificare già nel primo anno, e la talea di fusto a fine estate, riservata alle piante già insediate. 4
Usi e rischi
La destinazione soprattutto ornamentale di Solanum pseudocapsicum si esprime nella vendita in vaso per le bacche decorative, spesso con il nome commerciale Christmas Cherry. Nelle regioni abbastanza miti da conservarlo per più stagioni, viene anche piantato in aiuole in pieno sole. 3
Tutta la pianta è tossica, con concentrazione massima nelle bacche: contiene solanina e solanocapsina, due alcaloidi steroidei. Negli animali come nei bambini l’ingestione provoca disturbi digestivi, talvolta ulcerazioni gastrointestinali e, nei casi gravi, convulsioni e depressione respiratoria. 4 5
L’ASPCA classifica Solanum pseudocapsicum fra le piante tossiche per gatti, cani e cavalli. Le bacche rosse, invitanti e ad altezza di bambino su una pianta da tavolo, presentano lo stesso rischio per i piccoli: conviene collocarla fuori portata, senza affidarsi al gusto per scoraggiare un’ingestione accidentale. 5
Varietà, confusioni e piante affini
Poche cultivar botaniche stabili appartengono a questa specie. In commercio si distinguono soprattutto forme a frutto giallo o arancione, accanto alla forma rossa classica, oltre a esemplari compatti venduti come Christmas Cherry senza status di cultivar registrata. 3
Due confusioni orticole si ripresentano spesso sullo stesso banco di fine anno:
- Solanum capsicastrum Link ex Schauer, specie affine, spesso ibridata con Solanum pseudocapsicum in commercio e venduta con gli stessi nomi comuni;
- il peperoncino ornamentale, Capsicum annuum, dai frutti allungati o conici commestibili, a differenza delle bacche tonde tossiche di Solanum pseudocapsicum.
La forma del frutto permette di distinguerli all’acquisto: una bacca tonda simile a un piccolo pomodoro ciliegino indica Solanum pseudocapsicum, un frutto allungato o conico indica un peperoncino. Se l’etichetta lascia dubbi, il comportamento corretto è considerare il frutto non commestibile. 4
Fonti principali
- Plants of the World Online / Kew, Solanum pseudocapsicum L.
- International Plant Names Index, Solanum pseudocapsicum L.
- Royal Horticultural Society, Solanum pseudocapsicum - Christmas cherry
- North Carolina Extension Gardener Plant Toolbox, Solanum pseudocapsicum
- ASPCA, scheda di tossicità della ciliegia di Gerusalemme
- Atlas of Florida Plants, Solanum pseudocapsicum
- EDDMapS, distribuzione e status della ciliegia di Gerusalemme
- Tela Botanica / eFlore BDTFX, Solanum pseudocapsicum L.
Domande frequenti
La ciliegia di Gerusalemme è tossica?
Sì. Bacche, foglie e fusti contengono solanina e solanocapsina. L’ASPCA classifica Solanum pseudocapsicum come tossico per gatti, cani e cavalli, con disturbi digestivi che possono arrivare alle convulsioni in caso di ingestione abbondante.
Si possono mangiare i frutti di Solanum pseudocapsicum?
No. Nonostante somiglino a piccoli pomodori ciliegini, i frutti non sono commestibili e vanno tenuti lontani da bambini e animali domestici.
Come si distingue la ciliegia di Gerusalemme dal peperoncino ornamentale?
Entrambi sono piccoli arbusti a bacche rosse venduti nello stesso periodo, ma il peperoncino ornamentale (Capsicum annuum) porta frutti allungati o conici commestibili, mentre le bacche tonde di Solanum pseudocapsicum sono tossiche.
Solanum pseudocapsicum è invasivo?
Nel suo areale nativo sudamericano, no. Introdotta in Sudafrica, India, Australia e Nuova Zelanda, la specie si è naturalizzata e compare negli elenchi locali delle specie invasive.
Perché si chiama ciliegia di Gerusalemme se viene dal Sud America?
Questo antico nome commerciale non descrive una reale origine geografica. Si è diffuso in Europa insieme alla pianta, senza legame con l’areale nativo sudamericano della specie.
Perché le bacche rimangono così a lungo sulla pianta?
La persistenza dei frutti, dal verde al giallo aranciato fino al rosso vivo, costituisce l’interesse ornamentale della specie in autunno e inverno, quando la maggior parte delle altre piante da balcone perde attrattiva.
Qual è la temperatura minima tollerata dalla ciliegia di Gerusalemme?
La specie tollera male temperature inferiori a 1 °C e non sopravvive al gelo. Se coltivata all’aperto fuori dal suo areale nativo, va ritirata prima delle prime gelate.
Piante simili
Se hai dubbi sulla tossicità di una pianta, chiedi consiglio a un botanico o a un veterinario.




