Cedro dell'Himalaya (Cedrus deodara, (Roxb. ex D.Don) G.Don 1830)

Cedro dell'Himalaya (Cedrus deodara) è una grande conifera sempreverde delle Pinaceae, originaria dei contrafforti meridionali dell'Himalaya, dall'Afghanistan al Nepal occidentale. I rametti terminali penduli, gli aghi lunghi e morbidi e i coni eretti a barilotto caratterizzano uno dei più grandi coniferi eurasiatici.

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Nome scientificoCedrus deodara
GenereCedrus
OrdinePinales

Cedro dell'Himalaya, Cedro deodara, Cedro sacro, Deodar cedar e Himalayan cedar

Identità
Tossicità
Non tossico : umani, inclusi bambini, gatti, cani e animali · Da verificare : cavalli
Impegno di cura
Basso
Tipo di pianta
Conifera · Albero
Tipo di foglie
Sempreverde
Durata della vita
Vivace
Paese d'origine
AfghanistanPakistanIndiaNepalCina
Habitat
Foreste montane tra 1500 e 3300 m, pure o miste con abeti, pini dell’Himalaya e latifoglie
Stagionalità
Fioritura
Autunno
Raccolta
Autunno
Crescita
Dormienza
Nessun periodo di riposo
Velocità di crescita
6/10
Tempo di maturazione
Da venti a cinquant’anni per una chioma adulta completamente espansa
Propagazione
Semina, Trapianto
Clima e acqua
Temperatura
Resistenza al freddo
Resistenza al vento
40–60 km/h
Umidità
30–70 %
Irrigazione
Molto poca
Poca
Moderata
Elevata
Molto elevata
Tolleranza alla siccità
Sì
Suolo
pH del suolo
Tipi di terreno
Suolo drenato, Suolo profondo
Tolleranza al sale
Non tollerato
Luce e posizione
Esposizione luminosa

Pieno sole

Offrile alcune ore di sole diretto al giorno, preferibilmente al mattino o alla sera.

Richiede pieno sole, non tollera l’ombra
Esterno
Aiuola, Terra piena
Aspetto
Altezza2000–5000 cmLarghezza800–1500 cm
Foglie
Verde
Cedro dell'Himalaya (Cedrus deodara): origine e usi — foglie 1
Cedro dell'Himalaya (Cedrus deodara): origine e usi — foglie 2
Cedro dell'Himalaya (Cedrus deodara): origine e usi — foglie 3
Cedro dell'Himalaya (Cedrus deodara): origine e usi — foglie 4
Cedro dell'Himalaya (Cedrus deodara): origine e usi — foglie 5
Fiori
Cedro dell'Himalaya (Cedrus deodara): origine e usi — fiori 1
Cedro dell'Himalaya (Cedrus deodara): origine e usi — fiori 2
Cedro dell'Himalaya (Cedrus deodara): origine e usi — fiori 3
Cedro dell'Himalaya (Cedrus deodara): origine e usi — fiori 4
Cedro dell'Himalaya (Cedrus deodara): origine e usi — fiori 5
Frutti
Marrone
Cedro dell'Himalaya (Cedrus deodara): origine e usi — frutti 1
Cedro dell'Himalaya (Cedrus deodara): origine e usi — frutti 2
Cedro dell'Himalaya (Cedrus deodara): origine e usi — frutti 3
Cedro dell'Himalaya (Cedrus deodara): origine e usi — frutti 4
Cedro dell'Himalaya (Cedrus deodara): origine e usi — frutti 5
Portamento
Cedro dell'Himalaya (Cedrus deodara): origine e usi — portamento 1
Cedro dell'Himalaya (Cedrus deodara): origine e usi — portamento 2
Cedro dell'Himalaya (Cedrus deodara): origine e usi — portamento 3
Cedro dell'Himalaya (Cedrus deodara): origine e usi — portamento 4
Cedro dell'Himalaya (Cedrus deodara): origine e usi — portamento 5
Corteccia
Marrone
Cedro dell'Himalaya (Cedrus deodara): origine e usi — corteccia 1
Cedro dell'Himalaya (Cedrus deodara): origine e usi — corteccia 2
Cedro dell'Himalaya (Cedrus deodara): origine e usi — corteccia 3
Cedro dell'Himalaya (Cedrus deodara): origine e usi — corteccia 4
Cedro dell'Himalaya (Cedrus deodara): origine e usi — corteccia 5

Distribuzione mondiale

L’areale nativo di Cedrus deodara segue l’Himalaya occidentale, dall’Afghanistan nordorientale al Nepal occidentale, attraverso Pakistan settentrionale, India nordoccidentale e una fascia del Tibet sudoccidentale. Introdotto in Europa all’inizio dell’Ottocento, è poi stato piantato come ornamentale in numerosi paesi temperati.

  • Autoctona5
  • Afghanistan
  • Pakistan
  • India
  • Nepal
  • Tibet

Esagoni: regioni in cui è presente la pianta. Punti verdi: area di origine.1

Identità

Cedro dell'Himalaya (Cedrus deodara (Roxb. ex D.Don) G.Don, 1830), detto anche Cedro deodara o Cedro sacro, è una conifera sempreverde delle Pinaceae appartenente a Cedrus. Il nome deodara trascrive il sanscrito devadāru, «legno degli dei», già attestato negli antichi testi del subcontinente indiano. 1 8

La prima descrizione utilizzò il nome Pinus deodara di William Roxburgh, pubblicato da David Don nel 1824. George Don lo trasferì a Cedrus nel 1830. Il passaggio di genere spiega le parentesi degli autori nel nome accettato, una convenzione della nomenclatura botanica che segnala la ricombinazione. 1 7

Riconoscimento

Il tratto più evidente di Cedrus deodara è il portamento piangente: la cima e i rametti terminali flessibili rimangono penduli per tutta la vita, anche nei giovani esemplari in vivaio. L’altezza adulta è comunemente di 20–50 m, con segnalazioni eccezionali fino a 60 m nell’areale nativo. 2 3

Gli aghi, lunghi 2,5–5 cm, superano quelli degli altri cedri; sono morbidi, verde chiaro o verde azzurro e riuniti in ciuffi fitti sui rametti corti. I coni femminili a barilotto, con apice arrotondato, misurano 7–12 cm. Maturando si disgregano sull’albero e liberano semi alati, senza cadere interi. 2 3

Nei giovani alberi la corteccia è grigiastra e liscia; negli esemplari vecchi diventa fessurata e squamosa. Il tronco può superare 3 m di diametro. La chioma inizialmente conica si allarga molto con l’età, assumendo una sagoma ampia ed espansa. 3

Tassonomia utile

Quattro specie riconosciute compongono il genere Cedrus: Cedrus deodara, Cedrus libani A.Rich., Cedrus atlantica (Endl.) Manetti ex Carrière e Cedrus brevifolia (Hook.f.) Henry. Somiglianti nell’aspetto, si ibridano facilmente in coltivazione, rendendo difficile l’identificazione sul campo. Il nome scientifico accettato offre il riferimento per attribuire una pianta alla specie corretta. 1 7

Il sinonimo omotipico Cedrus libani var. deodara (Roxb. ex D.Don) Hook.f. ricorda che la pianta fu considerata una varietà del cedro del Libano prima di essere distinta come specie. Aurea e Pendula sono invece selezioni orticole dello stesso taxon, propagate per innesto, e non varietà botaniche autonome. 1 2

Habitat e distribuzione

L’Himalaya occidentale ospita l’areale nativo, dall’Afghanistan nordorientale al Nepal occidentale attraverso Pakistan settentrionale, India nordoccidentale e una fascia del Tibet sudoccidentale. Fra 1500 e 3300 m forma popolamenti spesso puri oppure misti con abeti e pini azzurri dell’Himalaya. 1 6

All’inizio dell’Ottocento l’albero arrivò in Europa, per poi diffondersi come ornamentale nei climi temperati di tutto il mondo, Francia compresa. Dopo l’attecchimento tollera bene siccità e terreni calcarei; sopporta invece male l’inquinamento atmosferico intenso delle grandi città. 2 4

La IUCN classifica Cedrus deodara a minor preoccupazione. Malgrado lo sfruttamento locale per il legname, la rigenerazione naturale rimane robusta e la specie è comune, talvolta dominante, in gran parte delle foreste himalayane. 5

Ciclo e riproduzione

Essendo monoico, Cedrus deodara produce coni maschili e femminili sullo stesso individuo, generalmente in autunno. Quelli maschili, eretti e cilindrici, emettono abbondante polline che il vento porta ai coni femminili vicini o di altri alberi. 3 2

Circa un anno occorre ai coni femminili per maturare. Dopo la fecondazione si disgregano progressivamente sui rami, squama dopo squama, liberando semi alati dispersi dal vento. Per questo è raro trovare un cono intero caduto intatto al suolo. 3 2

La semina riproduce la specie tipo dopo alcune settimane di stratificazione fredda, che interrompono la dormienza dei semi. È il metodo più usato in vivaio, mentre per conservare caratteri di cultivar come Aurea o Pendula serve l’innesto su un portainnesto della specie tipo. I semenzali sono geneticamente variabili e non riprendono fedelmente colore o portamento del genitore. 4

Usi e rischi

Il legno, moderatamente duro, aromatico e resistente alle termiti, è ricercato nelle regioni himalayane per edifici, carpenteria, ponti e mobili. La durabilità naturale ne spiega l’impiego storico negli edifici coloniali e nelle case galleggianti del Kashmir. 4 6

Da aghi e legno si estrae un olio essenziale usato in profumeria e aromaterapia; la resina serve da incenso in diverse tradizioni religiose himalayane. Nell’Ayurveda tradizionale legno e corteccia sono impiegati in decotti contro febbre e disturbi respiratori. Questi usi tradizionali non sostituiscono il parere medico. 4

Per gatti, cani e persone non sono segnalati principi tossici nel fogliame o nel legno di Cedrus deodara. Gli effetti sul cavallo restano non documentati per assenza di dati specifici. Questo profilo distingue il Cedro dell'Himalaya da altre conifere ornamentali più spesso indicate come irritanti. 6

Varietà, confusioni e piante affini

Le selezioni orticole non costituiscono specie separate. Aurea presenta fogliame dorato alla ripresa vegetativa; Pendula accentua il portamento piangente; Feelin' Blue è nana e prostrata, adatta a piccoli giardini. Prima dell’acquisto conviene verificare nome scientifico, stato delle radici e rusticità dichiarata della cultivar. 2

Le principali possibili confusioni riguardano:

  • Cedrus libani, con aghi più corti, chioma adulta appiattita e coni dall’apice piatto;
  • Cedrus atlantica, spesso azzurro, con portamento più rigido e meno pendulo;
  • alcuni grandi pini o abeti himalayani dalla sagoma conica simile a distanza.

La cima pendula permette di distinguere il Cedro dell'Himalaya dai parenti mediterranei già da giovane, prima della comparsa dei coni. Il solo colore è meno affidabile: anche alcuni esemplari di Cedrus atlantica hanno fogliame azzurro, e la variabilità limita il valore diagnostico di questo carattere sul campo.

Fonti principali

Domande frequenti

Il Cedro dell’Himalaya è tossico?

No. Non sono segnalati principi tossici in fogliame o legno di Cedrus deodara per gatti, cani e persone. Gli effetti sul cavallo restano non documentati per mancanza di dati specifici.

Come distinguo il Cedro dell’Himalaya dal cedro del Libano?

Cedrus deodara ha portamento piangente, aghi più lunghi (2,5–5 cm) e coni dall’apice arrotondato. Cedrus libani ha aghi più corti, chioma appiattita da adulto e coni dall’apice piatto.

Perché il Cedro dell’Himalaya ha rami piangenti?

I rametti terminali e la cima restano flessibili e penduli per tutta la vita, a differenza delle conifere con apice rigido. Il carattere è visibile anche nei giovani esemplari in vivaio.

Il legno del Cedro dell’Himalaya è usato in edilizia?

Sì. La durabilità naturale e la resistenza alle termiti lo rendono ricercato per edifici, ponti e carpenteria, soprattutto nelle regioni himalayane dove cresce.

Da dove viene il nome deodara?

Trascrive il sanscrito devadāru, letteralmente «legno degli dei», e richiama il carattere sacro dell’albero in diverse tradizioni religiose del subcontinente indiano.

Il Cedro dell’Himalaya è minacciato?

No, la IUCN lo classifica a minor preoccupazione. Nonostante il taglio locale per il legname, la rigenerazione naturale resta robusta nella maggior parte delle foreste himalayane.

Quanto cresce un Cedro dell’Himalaya in giardino?

In clima temperato supera spesso 20 m da adulto, con una larghezza di 8–15 m: serve molto spazio. Soltanto cultivar come Feelin’ Blue restano adatte ai piccoli giardini.

Piante simili

Se hai dubbi sulla tossicità di una pianta, chiedi consiglio a un botanico o a un veterinario.