Bagolaro occidentale (Celtis occidentalis, L. 1753)

Bagolaro occidentale (Celtis occidentalis) è un grande albero deciduo delle Cannabaceae, originario del centro e dell'est del Nord America. Si riconosce dalla corteccia grigia che con gli anni sviluppa verruche e fessure sugherose, dalle foglie asimmetriche alla base e dalle piccole drupe che diventano porpora scuro a fine estate.

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Nome scientificoCeltis occidentalis
GenereCeltis
OrdineRosales

Bagolaro occidentale, Common hackberry, Nettletree e American hackberry

Identità
Tossicità
Non tossico per persone, gatti e cani; incerto per il cavallo
Impegno di cura
Basso
Tipo di pianta
Tipo di foglie
Caducifoglia
Durata della vita
Vivace
Paese d'origine
Stati UnitiCanada
Habitat
Pianure alluvionali e suoli calcarei; tollera argille, sabbie e terreni pietrosi, al sole o a mezz’ombra
Stagionalità
Fioritura
Primavera
Raccolta
Autunno
Crescita
Dormienza
Riposo invernale
Velocità di crescita
7/10
Tempo di maturazione
Primi frutti a 15-20 anni; longevità di 150-200 anni
Propagazione
Semina, Trapianto
Clima e acqua
Temperatura
Resistenza al freddo
Resistenza al vento
Buona, tollera il vento e i siti urbani esposti
Umidità
30–70 %
Irrigazione
Molto poca
Poca
Moderata
Elevata
Molto elevata
Tolleranza alla siccità
Sì
Suolo
pH del suolo
Tipi di terreno
Suolo drenato, Argilla, limo o sabbia, Suolo calcareo
Tolleranza al sale
Tollerato
Luce e posizione
Esposizione luminosa

Pieno sole

Pieno sole o leggera mezz’ombra
Esterno
Aiuola, Terra piena
Aspetto
Altezza1200–2500 cmLarghezza800–1800 cm
Foglie
VerdeGiallo
Bagolaro occidentale (Celtis occidentalis): origine e usi — foglie 1
Bagolaro occidentale (Celtis occidentalis): origine e usi — foglie 2
Bagolaro occidentale (Celtis occidentalis): origine e usi — foglie 3
Bagolaro occidentale (Celtis occidentalis): origine e usi — foglie 4
Bagolaro occidentale (Celtis occidentalis): origine e usi — foglie 5
Fiori
Verde
Bagolaro occidentale (Celtis occidentalis): origine e usi — fiori 1
Bagolaro occidentale (Celtis occidentalis): origine e usi — fiori 2
Bagolaro occidentale (Celtis occidentalis): origine e usi — fiori 3
Bagolaro occidentale (Celtis occidentalis): origine e usi — fiori 4
Bagolaro occidentale (Celtis occidentalis): origine e usi — fiori 5
Frutti
ArancioneViolaDimensioni0.6–1.1 cm
Bagolaro occidentale (Celtis occidentalis): origine e usi — frutti 1
Bagolaro occidentale (Celtis occidentalis): origine e usi — frutti 2
Bagolaro occidentale (Celtis occidentalis): origine e usi — frutti 3
Bagolaro occidentale (Celtis occidentalis): origine e usi — frutti 4
Bagolaro occidentale (Celtis occidentalis): origine e usi — frutti 5
Portamento
Bagolaro occidentale (Celtis occidentalis): origine e usi — portamento 1
Bagolaro occidentale (Celtis occidentalis): origine e usi — portamento 2
Bagolaro occidentale (Celtis occidentalis): origine e usi — portamento 3
Bagolaro occidentale (Celtis occidentalis): origine e usi — portamento 4
Bagolaro occidentale (Celtis occidentalis): origine e usi — portamento 5
Corteccia
Marrone
Bagolaro occidentale (Celtis occidentalis): origine e usi — corteccia 1
Bagolaro occidentale (Celtis occidentalis): origine e usi — corteccia 2
Bagolaro occidentale (Celtis occidentalis): origine e usi — corteccia 3
Bagolaro occidentale (Celtis occidentalis): origine e usi — corteccia 4
Bagolaro occidentale (Celtis occidentalis): origine e usi — corteccia 5

Distribuzione mondiale

L’areale nativo di Celtis occidentalis comprende il centro e l’est del Nord America: dal Canada sudorientale, Ontario e Québec, con una popolazione isolata presso il lago Manitoba, al nord della Carolina del Nord e all’Oklahoma. Introdotto in Europa già nel 1636, vi è coltivato come ornamentale urbano, soprattutto nell’Europa centrale e orientale.

  • Autoctona2
  • Stati Uniti
  • Canada

Esagoni: regioni in cui è presente la pianta. Punti verdi: area di origine.1

Identità

Il Bagolaro occidentale (Celtis occidentalis L., 1753) è un grande albero deciduo del genere Celtis, famiglia Cannabaceae. A lungo incluso nelle Ulmaceae, la famiglia degli olmi, il genere Celtis è passato alle Cannabaceae con la riorganizzazione dovuta alla classificazione filogenetica delle piante a fiore. 1 4

Per il genere, Celtis riprende una parola latina usata da Plinio il Vecchio per un albero mediterraneo dai frutti dolci e adottata da Linneo per questo gruppo diffuso fra Nord America ed Eurasia. L’epiteto occidentalis, “occidentale”, si contrappone ad australis, “meridionale”, dello Spaccasassi (Celtis australis): entrambi riflettono un punto di vista europeo. 6

La presenza europea risale al 1636, circa 390 anni di impianto continuativo. Oggi il Bagolaro occidentale è coltivato soprattutto come ornamentale urbano, in particolare nell’Europa centrale e orientale, ma con numeri modesti rispetto al ben più diffuso parente mediterraneo. 2

Riconoscimento

La corteccia offre il carattere più affidabile sul campo, evolvendo diversamente da quella dello Spaccasassi: grigio chiaro e quasi liscia nei giovani esemplari, si screpola in placche sugherose fra 5 e 20 anni, poi diventa nettamente ruvida e fessurata, con verruche e creste caratteristiche. Celtis australis mantiene invece il tronco liscio molto più a lungo. 3 4

Le lamine fogliari, semplici e alterne, sono ovali o ovato-lanceolate, lunghe 5-12 cm, nettamente asimmetriche alla base e dentate lungo il margine, salvo presso il picciolo, dove rimane intero. Tre nervature principali partono dalla base; la pagina superiore è ruvida al tatto. 4

Normalmente raggiunge 12-25 m in età adulta, dimensioni generose per un parco ma ingombranti in un giardino urbano; nel sud dell’areale sono segnalati esemplari eccezionali fino a 40 m. L’espansione supera spesso 8-18 m. Il portamento arrotondato e la chioma larga, con rami talvolta ricadenti negli alberi vecchi, disegnano una sagoma più ampia e meno regolare rispetto allo Spaccasassi. 3 2

Tassonomia utile

Nel lavoro di Linneo del 1753 la specie compare come Celtis occidentalis L., nome rimasto accettato. Il genere ha a lungo riunito forme regionali diverse: taxa un tempo inclusi in C. occidentalis, come Celtis occidentalis var. reticulata (Torr.) Sarg. o Celtis occidentalis subsp. tenuifolia (Nutt.) A.E.Murray, sono oggi specie distinte, rispettivamente Celtis reticulata e Celtis tenuifolia. 1

Altri sinonimi rimangono invece semplici varietà dello stesso taxon: Celtis occidentalis var. canina (Raf.) Sarg., var. crassifolia (Lam.) A.Gray o var. pumila (Pursh) A.Gray. Per acquistare o identificare la pianta, il riferimento stabile resta il nome scientifico accettato, Celtis occidentalis. 1

Habitat e distribuzione

Dal Canada sudorientale, Ontario e Québec, con una popolazione isolata presso il lago Manitoba, l’areale nativo raggiunge il nord della Carolina del Nord e l’Oklahoma, comprendendo gran parte del centro e dell’est degli Stati Uniti. 1 4

Le condizioni preferite sono le pianure alluvionali e i suoli ricchi di calcare. La specie tollera però ambienti molto diversi, dalle argille compattate ai terreni pietrosi e poveri, sia in pieno sole sia a mezz’ombra. 4 5

Per l’Unione internazionale per la conservazione della natura, Celtis occidentalis è a rischio minimo: l’areale rimane ampio e non è documentato alcun declino. In Europa è coltivato fuori dal territorio nativo anche nei filari di Sombor, in Serbia, e Bratislava, in Slovacchia. Oltre 10 000 esemplari fiancheggiano le strade di Montréal, città che appartiene invece al suo areale nordamericano. 8 4

Ciclo e riproduzione

Con le giovani foglie primaverili compaiono minuscoli fiori verdastri impollinati dal vento. Sullo stesso albero sono presenti organi maschili e femminili, talvolta riuniti nello stesso fiore. 4 3

Le piccole drupe tonde, di circa 1 cm, passano dall’arancio-rosso al porpora scuro quando maturano fra settembre e ottobre, poi rimangono sui rami offrendo cibo agli uccelli durante l’inverno. Merli e beccofrusoni consumano la sottile polpa dolce e disperdono i semi lontano dalla pianta madre. 4 3

La prima produzione di frutti compare verso 15-20 anni nella maggior parte degli esemplari, molto prima della vecchiaia: l’albero può vivere 150-200 anni. La semina dopo stratificazione fredda rimane il metodo principale per moltiplicare la specie tipica; le cultivar si propagano per innesto, conservandone i caratteri. 5 3

Usi e rischi

Chiaro e giallastro, leggero e poco resistente dal punto di vista meccanico, il legno marcisce rapidamente se esposto all’umidità. Il suo uso commerciale è marginale, limitato a mobili economici, casse o combustibile. I popoli indigeni nordamericani consumavano i frutti maturi e impiegavano la corteccia in decotti contro il mal di gola. 4 5

La dolcezza dei frutti maturi ne consente il consumo crudo o in confettura. Non sono documentate sostanze tossiche nella specie, considerata non tossica per persone, gatti e cani; lo status rimane incerto soltanto per il cavallo. 5

Le alberature urbane ricorrono sempre più spesso a questa specie per la tolleranza a vento, inquinamento, sale antighiaccio e suoli compattati di varia natura. Dopo l’attecchimento resiste a lungo a temperature estreme, da -34 °C a 40 °C, e negli esemplari urbani tollera un’umidità relativa del 30-70 %: un profilo vicino a quello dello Spaccasassi, con maggiore resistenza al freddo. Un acaro associato a un fungo provoca, nei giovani come negli adulti, lo scopazzo, un ciuffo denso di rametti deformati all’estremità dei rami, senza indebolimento duraturo dell’albero. 4 3

Varietà, confusioni e piante affini

Contro gli scopazzi i vivaisti hanno selezionato cultivar dal portamento più regolare. Prairie Pride presenta forma ovale compatta, foglie spesse e lucide e sviluppa raramente questo disturbo; Chicagoland si distingue per il tronco diritto e la chioma ovale densa, nota per la resistenza al vento. 3

Lo Spaccasassi (Celtis australis L.) è la specie con cui si confonde più spesso: mantiene più a lungo la corteccia liscia, ha foglie lisce al tatto anziché ruvide e frutti maturi nero-violacei anziché porpora scuro, e resiste meno bene ai grandi freddi. Al confronto contribuiscono anche due specie nordamericane oggi distinte: Celtis reticulata Torr., dalle foglie più piccole e increspate, diffusa nell’ovest degli Stati Uniti, e Celtis tenuifolia Nutt., arbusto nano con foglie più strette e meno dentate. 1 2

Fonti principali

Domande frequenti

Il Bagolaro occidentale è tossico?

No. Non sono documentate sostanze tossiche in Celtis occidentalis, considerato non tossico per persone, gatti e cani. Lo status resta incerto per il cavallo, per mancanza di dati.

Come distinguere il Bagolaro occidentale dallo Spaccasassi?

La corteccia del Bagolaro occidentale diventa ruvida e fessurata in età adulta, mentre quella di Celtis australis resta liscia più a lungo. Le foglie sono ruvide al tatto anziché lisce, e i frutti maturi diventano porpora scuro anziché nero-violacei.

Perché alcuni bagolari hanno ciuffi densi di rametti?

Si tratta di uno scopazzo, causato da un acaro associato a un fungo. Il disturbo deforma localmente i rami ma non minaccia la sopravvivenza dell’albero.

I frutti del Bagolaro occidentale sono commestibili?

Sì. La sottile polpa dolce attorno al nocciolo si consuma cruda o in confettura. I popoli indigeni nordamericani la utilizzavano già, spesso mescolata ad altri alimenti.

Il Bagolaro occidentale è invasivo in Francia?

No. La specie resta poco piantata in Francia, dove è coltivata come albero ornamentale introdotto, senza naturalizzazione documentata né status invasivo.

Da dove viene il nome occidentalis?

L’epiteto latino significa “occidentale”, in contrapposizione ad australis, “meridionale”, epiteto dello Spaccasassi mediterraneo. Entrambi collocano le specie da un punto di vista europeo.

Quali farfalle dipendono dal Bagolaro occidentale?

Diverse specie nordamericane dei generi Asterocampa e Polygonia usano le foglie come alimento per i bruchi, senza danni duraturi per l’albero adulto.

Piante simili

Se hai dubbi sulla tossicità di una pianta, chiedi consiglio a un botanico o a un veterinario.