Cipresso giapponese (Chamaecyparis obtusa, )
Chamaecyparis obtusa è una grande conifera sempreverde delle Cupressaceae, originaria delle montagne temperate del Giappone centrale e meridionale. Si riconosce per il fogliame appiattito a squame con linee bianche sotto i rametti, la corteccia fibrosa bruno-rossastra che si sfalda in strisce e i piccoli coni globosi. Il suo legno, l'hinoki, occupa un posto particolare nell'architettura sacra giapponese.
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Taken Jan 7, 2021 by Espinoza-Zevallos Marco Elías (cc-by-sa)
Distribuzione mondiale
L'areale nativo di Chamaecyparis obtusa comprende il Giappone centrale e meridionale, soprattutto Honshu, Shikoku e Kyushu, tra 300 e 1500 m. Una popolazione distinta, la varietà formosana, vive nelle montagne di Taiwan tra 1600 e 2900 m. In passato l'areale era più ampio, come attestano fossili del Miocene rinvenuti fino in Germania. Fuori dall'Asia l'albero è coltivato nei climi temperati a scopo ornamentale, senza comportamento invasivo documentato.
- Autoctona2
- Giappone
- Taiwan
Esagoni: regioni in cui è presente la pianta. Punti verdi: area di origine.1
Identità
Chamaecyparis obtusa (Chamaecyparis obtusa (Siebold & Zucc.) Endl., 1847), detto anche cipresso giapponese, cipresso hinoki o hinoki, appartiene alle Cupressaceae, nel genere Chamaecyparis. Il nome generico unisce il greco chamai (a terra, nano) e kyparissos (cipresso): distingue questa conifera dai veri cipressi del genere Cupressus, dei quali ricorda il portamento. 1 3
In Giappone il nome hinoki, letteralmente «albero del fuoco», richiama il lungo impiego del legno per accendere il fuoco mediante sfregamento nei santuari shintoisti. In seguito è diventato uno dei legnami da costruzione più pregiati dell’arcipelago. 3
Siebold e Zuccarini descrissero inizialmente la specie come Retinospora obtusa nel 1844. Il botanico austriaco Stephan Endlicher la trasferì nel genere Chamaecyparis nel 1847, attribuendole il nome oggi accettato. 1
Riconoscimento
Il fogliame di Chamaecyparis obtusa è appiattito e formato da squame, disposte in ventagli flessibili dalle estremità ricadenti. Le squame, lunghe appena 2–4 mm, terminano con una punta arrotondata, ottusa, diversamente da quelle più appuntite di Chamaecyparis pisifera. Sottili disegni bianchi a X sotto i rametti aiutano a confermare l’identificazione. 4 3
Sugli esemplari anziani la corteccia bruno-rossastra e fibrosa si stacca in sottili strisce verticali, carattere condiviso con altre Cupressaceae. Nell’areale nativo l’albero raggiunge comunemente 15–40 m, con un tronco che può superare 3 m di diametro. La chioma conica si allarga solo per 3–8 m, dando una sagoma slanciata anziché espansa. Nei giardini le dimensioni sono spesso più contenute, intorno a 10–20 m. 3 5
I piccoli coni globosi misurano 8–12 mm di diametro e portano 8–10 squame; liberano semi alati lunghi circa 3 mm. Strofinato tra le dita, il fogliame emana un caratteristico odore resinoso. 3
Tassonomia utile
Il riferimento stabile è il nome scientifico accettato, Chamaecyparis obtusa. I principali nomi storici e sinonimi comprendono:
- Retinospora obtusa Siebold & Zucc., nome storico
- Chamaecyparis obtusa var. formosana Hayata, varietà taiwanese
- Chamaecyparis taiwanensis Masam. & Suzuki, nome usato per il taxon taiwanese
Si distinguono soprattutto due popolazioni: la varietà tipo, var. obtusa, del Giappone centrale e meridionale, e la varietà taiwanese var. formosana, talvolta considerata specie autonoma come Chamaecyparis taiwanensis. Una differenza riguarda i coni, più piccoli nella varietà taiwanese: 7–9 mm, contro 8–12 mm. 1 3
Nel confronto con Chamaecyparis pisifera, la punta delle squame è decisiva: in quella specie è nettamente acuminata, mentre in C. obtusa è ottusa, come ricorda l’epiteto specifico. 4
Habitat e distribuzione
Le foreste montane di Honshu, Shikoku e Kyushu, nel Giappone centrale e meridionale, ospitano popolamenti puri o misti di Chamaecyparis obtusa tra 300 e 1500 m, in un clima moderatamente umido. Secondo la provenienza dei semi, l’albero tollera minime invernali di −25 a −30 °C e picchi di caldo fino a 35 °C senza danni diretti, intervallo riferito alle zone USDA 4–8. 1 4
A Taiwan la varietà formosana vive più in alto, nelle foreste montane miste tra 1600 e 2900 m. Fossili del Miocene rinvenuti fino in Germania attestano un areale passato assai più esteso di quello attuale dell’Asia orientale. 3
Europa e America settentrionale coltivano oggi diffusamente l’albero nei giardini dei climi temperati, senza un comportamento invasivo documentato. La Lista rossa IUCN lo classifica tuttavia quasi minacciato, per lo sfruttamento intensivo passato del legname da costruzione, la cui entità storica resta poco quantificata. 2 7 8
Ciclo e riproduzione
Questa gimnosperma monoica porta sullo stesso albero coni maschili e femminili, impollinati dal vento in primavera, come le altre Cupressaceae. I semenzali producono inizialmente foglie giovanili aghiformi e pungenti, poi passano gradualmente alle squame adulte. A uno o due anni misurano ancora soltanto 15–40 cm; l’altezza adulta di 15–40 m arriva dopo diversi decenni. 6
Dopo la fecondazione i coni femminili maturano in una stagione e liberano in autunno piccoli semi alati dispersi dal vento. La semina in vivaio richiede una stratificazione in due fasi, un mese al caldo e uno al freddo; la germinazione può protrarsi fino a 18 mesi. 6
Per riprodurre le cultivar si ricorre soprattutto alla talea, tra fine estate e autunno oppure a fine inverno, in substrato sabbioso: è il metodo che conserva fedelmente una forma nana o dal fogliame colorato. In piena terra la crescita è più rapida tra i cinque e i venti anni, quando l’albero passa da 3 a 15 m, poi rallenta fino alle dimensioni adulte di 15–40 m tra 20 e 80 anni. Nelle cultivar nane in contenitore è ancora più lenta. 6 4
Usi e rischi
Chiaro, profumato e naturalmente resistente al marciume, il legno di hinoki ha un ruolo particolare nell’architettura giapponese. Fu usato per il tempio Horyu-ji, tra i più antichi grandi edifici lignei ancora esistenti, già nel periodo Nara dell’VIII secolo, e per il santuario di Ise, ricostruito identico ogni venti anni secondo il rito Shikinen Sengu. 3
Nei giardini la specie tipo e le sue oltre 200 cultivar sono impiegate come esemplari isolati, siepi o schermi. Le forme nane sono comuni nei bonsai. Si associa bene ad acero giapponese e azalea giapponese, che condividono la preferenza per un terreno fresco e leggermente acido sotto la chioma. 2 6
Secondo i dati disponibili, Chamaecyparis obtusa non è tossico per gatti, cani e persone. Per il cavallo lo stato resta incerto, in assenza di dati specifici. 6 7
I problemi sanitari documentati riguardano soprattutto l’albero: un terreno poco drenato favorisce il marciume radicale. Un esemplare indebolito dalla siccità è più vulnerabile a bruchi dei sacchi, cocciniglie e cancro del ginepro. 4 5
Varietà, confusioni e piante affini
La selezione ha prodotto oltre 200 cultivar, dai grandi alberi da parco alle forme nane inferiori a 30 cm. Nana Gracilis, lentissima e con rametti a conchiglia, è molto usata per bonsai. Crippsii ha fogliame dorato ricadente e l’Award of Garden Merit della RHS; Fernspray Gold ricorda una felce dalle fronde dorate. Nana Aurea emette germogli primaverili dorati che rinverdiscono parzialmente nella stagione. 2
La specie più spesso confusa con Chamaecyparis obtusa è Chamaecyparis pisifera, dalle squame appuntite. Anche i Thuja, con disegni diversi sotto i rametti, e i veri cipressi del genere Cupressus, dal portamento simile ma appartenenti a un genere distinto, possono trarre in inganno.
Squame ottuse, corteccia fibrosa che si sfalda in strisce e piccoli coni con 8–10 squame costituiscono i caratteri più affidabili per confermare Chamaecyparis obtusa. 4 3
Fonti principali
- Plants of the World Online / Kew, Chamaecyparis obtusa (Siebold & Zucc.) Endl.
- Royal Horticultural Society, Chamaecyparis obtusa - hinoki cypress
- The Gymnosperm Database, Chamaecyparis obtusa
- NC State Extension, Chamaecyparis obtusa (Hinoki Cypress)
- Missouri Botanical Garden Plant Finder, Chamaecyparis obtusa
- Plants For A Future, Chamaecyparis obtusa
- INPN / MNHN, Chamaecyparis obtusa (Siebold & Zucc.) Endl., 1847 (cd_nom 610828)
- IUCN Red List, Chamaecyparis obtusa assessment
Domande frequenti
Chamaecyparis obtusa è un vero cipresso?
No. Chamaecyparis è distinto da Cupressus, il genere dei veri cipressi. Entrambi appartengono alle Cupressaceae, ma coni e fogliame differiscono abbastanza da separarli botanicamente.
Chamaecyparis obtusa è tossico per gatti e cani?
No, i dati disponibili non classificano Chamaecyparis obtusa tra le piante tossiche per i comuni animali domestici. Per il cavallo lo stato resta incerto, in assenza di studi specifici.
Perché il legno di hinoki è così ricercato in Giappone?
Il legno chiaro, profumato e naturalmente resistente al marciume è stato usato per il tempio Horyu-ji e il santuario di Ise, ricostruito identico ogni venti anni da secoli.
Quanto diventa alto Chamaecyparis obtusa?
Nel suo areale giapponese raggiunge comunemente 15–40 m. In coltivazione ornamentale resta spesso più piccolo e le numerose cultivar nane superano raramente 1–2 m.
Che differenza c’è tra le varietà obtusa e formosana?
La varietà tipo, obtusa, cresce in Giappone tra 300 e 1500 m. La varietà taiwanese formosana vive più in alto, tra 1600 e 2900 m, e porta coni leggermente più piccoli.
Si può coltivare Chamaecyparis obtusa come bonsai?
Sì, è una delle conifere più usate per bonsai, soprattutto con cultivar nane come Nana Gracilis, apprezzate per la crescita lenta e i rametti a conchiglia facili da modellare.
Come distinguere Chamaecyparis obtusa da Chamaecyparis pisifera?
Le squame di C. obtusa hanno una punta arrotondata, ottusa; quelle di C. pisifera sono più appuntite e acuminate. È il carattere più affidabile per distinguere le due specie.
Piante simili
Se hai dubbi sulla tossicità di una pianta, chiedi consiglio a un botanico o a un veterinario.






