Palma nana (Chamaerops humilis, )
La Palma nana (Chamaerops humilis) è una specie delle Arecaceae che forma cespugli bassi e spinosi lungo le coste asciutte del Mediterraneo occidentale. Con Phoenix theophrasti è una delle sole due palme native del continente europeo. La riproduzione dipende da un curculionide impollinatore specializzato e dalla dispersione dei semi da parte del tasso, due caratteri insoliti nelle palme coltivate.
Leggi di piùPalma nana, Palma di San Pietro, European fan palm e Palmito
Posizionala in pieno sole, con luce diretta intensa per tutto il giorno.
Preferisce il pieno sole, tollera la mezzombra





© foto
(c) tato grasso, some rights reserved (CC BY-SA) · cc-by-sa
Oleg Kosterin · cc0
Duarte Frade · cc-by
Taken Feb 1, 2015 by Tela Botanica − Patrick LEBOULENGER (cc-by-sa)
Taken Mar 25, 2007 by Tela Botanica − Errol VELA (cc-by-sa)
Taken Jul 25, 2019 by Diego Alex (cc-by-sa)
Taken Jan 20, 2022 by Fabrice Rubio (cc-by-sa)
© copyright of the Board of Trustees of the Royal Botanic Gardens, Kew.
Distribuzione mondiale
L’areale nativo della Palma nana copre il Mediterraneo occidentale e centrale, dal Portogallo e dalla Spagna al Maghreb e all’Italia. Nella Francia metropolitana la specie è molto rara, limitata a poche stazioni prossime al limite settentrionale dell’areale naturale, ed è protetta a livello nazionale.
- Autoctona8
- Introdotta2
- Spagna
- Marocco
- Algeria
- Tunisia
- Italia
- Portogallo
- Francia metropolitana
- Malta
- California (Stati Uniti)
- Australia
Esagoni: regioni in cui è presente la pianta. Punti verdi: area di origine.1
Identità
La Palma nana (Chamaerops humilis L., 1753), nota anche come palma di San Pietro, è l’unica specie del genere Chamaerops, nelle Arecaceae. Con Phoenix theophrasti, originaria di Creta, è una delle sole due palme realmente native del continente europeo. 1 3
Due radici greche formano il nome scientifico: khamai («a terra», «nano») e rhôps («cespuglio»), descrivendo il portamento basso e cespuglioso rispetto alle grandi palme tropicali. Il nome francese «palmier doum» è ambiguo: il vero doum, Hyphaene thebaica, appartiene a un diverso genere africano dal tronco ramificato; il fusto della Palma nana non si divide mai. 5
Riconoscimento
Più fusti corti e ravvicinati emergono dalla stessa ceppaia, formando un cespuglio multicaule. Allo stato spontaneo la Palma nana rimane spesso quasi senza tronco visibile e raramente supera 2 m. In coltivazione un esemplare allevato su un solo fusto può raggiungere 5–8 m dopo molti decenni, come quello piantato nel 1585 all’Orto botanico di Padova. 3 2
In rosette terminali si raccolgono foglie palmate a ventaglio, larghe 60–90 cm, sostenute da un lungo picciolo con spine affilate sui due margini. Ogni foglia presenta 10–20 segmenti rigidi, verde vivo sopra e più chiari, talvolta glauchi, sotto. 2
Piccoli spadici gialli, avvolti da una corta spata, compongono le infiorescenze. Compaiono in primavera, tra aprile e giugno, soltanto sugli esemplari abbastanza maturi. 4
Tassonomia utile
La classificazione distingue due varietà botaniche accettate di Chamaerops humilis. La varietà tipo, Chamaerops humilis var. humilis, ha foglie verdi e occupa gran parte dell’areale. Chamaerops humilis var. argentea (Anon.) André, originaria dell’Atlante marocchino, presenta fogliame glauco e una maggiore resistenza al freddo. 1
Una revisione del 2021 colloca una forma cerosa vicina ad argentea sotto il nome Chamaerops humilis subsp. cerifera (Becc.) Giovino & Domina, con uno stato ancora discusso tra gli autori. Il nome accettato Chamaerops humilis resta il riferimento per evitare acquisti doppi: denominazioni commerciali come Vulcano e Stella non hanno valore tassonomico e possono indicare la stessa pianta sotto etichette diverse. 1
Habitat e distribuzione
Il Mediterraneo occidentale e centrale costituisce l’areale nativo della Palma nana: Spagna, Portogallo, Francia meridionale, Italia, Marocco, Algeria e Tunisia. 3 1
Nella Francia metropolitana la specie è molto rara, con poche stazioni vicine al limite settentrionale della distribuzione naturale. La protezione nazionale francese vieta distruzione, raccolta e commercio degli esemplari spontanei. 5
Garighe e macchie asciutte, suoli rocciosi, sabbiosi o calcarei ospitano la Palma nana dal litorale fino a 1200 m. Dopo un incendio la ceppaia sotterranea emette nuovi polloni: ricolonizzando rapidamente il terreno denudato, contribuisce a limitare l’erosione dei pendii costieri. 6
La Lista rossa IUCN assegna alla specie la categoria a minor rischio, dato l’areale ancora ampio nel bacino mediterraneo. Alcune popolazioni locali sono tuttavia in declino per l’urbanizzazione costiera. 6
Ciclo e riproduzione
La Palma nana è generalmente dioica, con fiori maschili e femminili su individui separati, sebbene siano segnalate occasionali infiorescenze miste. L’impollinazione dipende quasi interamente dal curculionide Derelomus chamaeropsis. Le larve si sviluppano nelle infiorescenze maschili, mentre gli adulti portano il polline ai fiori femminili: è un’impollinazione con sito di sviluppo larvale, in cui l’insetto beneficia della pianta senza danneggiarla. 7
Il frutto è una drupa ovale, bruno-rossastra a maturità, lunga 2–5 cm, dalla polpa fibrosa e astringente. Nel sud della Spagna il principale dispersore dei semi è il tasso europeo (Meles meles), attratto dall’odore forte dei frutti maturi. Il transito intestinale danneggia parte dei semi, ma ne consente anche la dispersione su lunghe distanze. 8
Oltre alla semina, dalla germinazione piuttosto lenta e irregolare, è comune la separazione dei polloni basali. Questo metodo riproduce fedelmente la pianta madre senza attendere la fioritura. 4
Usi e rischi
L’impiego prevalente della Palma nana è ornamentale. Il portamento compatto e la resistenza al vento salmastro la rendono apprezzata nei giardini mediterranei e costieri; nei climi più freschi si coltiva anche in grandi contenitori sul terrazzo. 2
In passato dalle foglie si ricavava una fibra resistente, il crine vegetale, usata in Nordafrica per imbottiture, cesti e cordame. Il cuore delle piante giovani, commestibile ma poco saporito, è stato anche un alimento di carestia. 4
I repertori di riferimento sulle piante tossiche non documentano sostanze pericolose nella Palma nana. Il rischio concreto è meccanico: le lunghe spine dei piccioli possono causare ferite profonde durante la potatura o a un animale che vi si strofina. 4
Paysandisia archon è la minaccia più documentata per la specie, seguita dal punteruolo rosso delle palme e dalle cocciniglie. Questa farfalla sudamericana, introdotta in Europa intorno al 2000, depone le uova nel cuore della pianta; le larve vi scavano gallerie che finiscono per ucciderla. 9
Varietà, confusioni e piante affini
Tra le forme da collezione spiccano la varietà argentea dal fogliame glauco e cultivar come Vulcano, compatta e quasi priva di spine, o Stella. Queste etichette non modificano il nome scientifico accettato. 1
Le confusioni più comuni coinvolgono queste palme:
- Trachycarpus fortunei ha un tronco singolo rivestito da fibre brune persistenti e piccioli privi di spine marcate;
- le Washingtonia spp. superano ampiamente la Palma nana in altezza, con un tronco solitario e sottile, spesso nudo per tutta la lunghezza;
- Hyphaene thebaica, il vero doum, ha un tronco che si biforca, diversamente dal fusto non ramificato della Palma nana.
Nome scientifico, base con più fusti e spine del picciolo consentono di escludere rapidamente queste confusioni, senza dover attendere fiori o frutti.
Fonti principali
- Plants of the World Online / Kew, Chamaerops humilis L.
- Royal Horticultural Society, Chamaerops humilis details
- Missouri Botanical Garden, Plant Finder, Chamaerops humilis
- Plants For A Future, Chamaerops humilis
- INPN, Chamaerops humilis L., 1753, Palmier nain
- IUCN Red List, Chamaerops humilis assessment
- PMC / Annals of Botany, Spatio-temporal arrangement of Chamaerops humilis inflorescences and Derelomus chamaeropsis occupancy
- PubMed, Fedriani & Delibes, Dangerous liaisons disperse the Mediterranean dwarf palm
- Defra Plant Health Portal, Paysandisia archon factsheet
Domande frequenti
La Palma nana è tossica per gatti e cani?
Nei repertori consultati non sono documentate sostanze tossiche in Chamaerops humilis. Il rischio è meccanico: le lunghe spine dei piccioli possono ferire un animale che vi si strofina.
Perché la mia Palma nana non forma un vero tronco?
Allo stato spontaneo la Palma nana forma un cespuglio con più fusti, senza tronco evidente. Un tronco singolo si ottiene eliminando regolarmente i polloni basali: è una scelta di allevamento, non il portamento spontaneo.
Come distinguere la Palma nana da Trachycarpus fortunei?
La Palma nana forma un cespuglio spinoso con più fusti; Trachycarpus fortunei ha un solo tronco coperto da fibre brune persistenti e un picciolo senza spine marcate.
Da dove proviene la Palma nana?
L’areale nativo copre il Mediterraneo occidentale e centrale, dalla Spagna e dal Portogallo al Maghreb e all’Italia. Insieme a Phoenix theophrasti è una delle sole due palme native del continente europeo.
Si può coltivare la Palma nana in piena terra in Francia?
Sì, soprattutto nel sud e lungo la costa atlantica francese, dove tollera gelate brevi fino a −12 °C. È inoltre protetta allo stato spontaneo nella sua unica stazione naturale del territorio.
Come si riproduce la Palma nana?
L’impollinazione dipende quasi esclusivamente dal curculionide specializzato Derelomus chamaeropsis. Nel sud della Spagna il tasso europeo disperde poi i semi dopo aver mangiato i frutti maturi.
Qual è la principale minaccia per la Palma nana?
La farfalla Paysandisia archon, introdotta dal Sudamerica in Europa intorno al 2000: le larve scavano gallerie mortali nel cuore della pianta.
Piante simili
Se hai dubbi sulla tossicità di una pianta, chiedi consiglio a un botanico o a un veterinario.





