Erba miseria asiatica (Commelina communis, )
L’erba miseria asiatica (Commelina communis L., 1753) è un’annuale delle Commelinaceae originaria dell’Asia orientale e del nord del Sud-est asiatico, dalla Siberia e dall’Estremo Oriente russo al Vietnam. Il fiore dura una sola mattina e presenta due grandi petali blu eretti e un piccolo petalo bianco quasi invisibile. Introdotta nell’Europa centrale e in America settentrionale, colonizza soprattutto terreni umidi e disturbati.
Leggi di piùErba miseria asiatica, Asiatic dayflower, Common dayflower, Dayflower e Yazhicao
Offrile alcune ore di sole diretto al giorno, preferibilmente al mattino o alla sera.
Dal pieno sole alla mezz’ombra, tollera margini boschivi ombreggiati




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Distribuzione mondiale
L’areale nativo di Commelina communis comprende gran parte dell’Asia orientale e il nord del Sud-est asiatico, dalla Siberia e dall’Estremo Oriente russo al Vietnam. Introdotta nell’Europa centrale e orientale e in America settentrionale, è oggi ampiamente naturalizzata, senza essere fortemente invasiva ovunque sia presente.
- Autoctona5
- Introdotta3
- Invasiva1
- Cina
- Giappone
- Corea
- Russia (Estremo Oriente)
- Vietnam
- Francia metropolitana
- Europa centrale e orientale
- Canada (Ontario, Québec)
- Stati Uniti
Esagoni: regioni in cui è presente la pianta. Punti verdi: area di origine.1
Identità
L’erba miseria asiatica (Commelina communis L., 1753) è un’erbacea annuale del genere Commelina, famiglia Commelinaceae. Linneo la descrisse nel 1753 nella prima edizione di Species Plantarum, insieme ad altre otto Commelina: è la specie tipo del genere, i cui caratteri ne definiscono il riferimento ufficiale. 3 1
Il genere rende omaggio ai botanici olandesi Jan e Caspar Commelijn: Linneo associò ai due fratelli i due grandi petali blu eretti di questa specie, scelta come tipo del genere. Il nome inglese dayflower e quello cinese yazhicao, erba a zampa d’anatra, descrivono lo stesso fiore effimero, aperto una sola mattina. 3
Riconoscimento
I fusti di Commelina communis, prostrati alla base e poi eretti verso l’estremità, radicano ai nodi quando toccano il terreno umido. Le foglie sessili o quasi, da lanceolate a ovali, lunghe 3-12 cm e con base asimmetrica, aiutano a confermare l’identificazione sul campo. 3 4
Più delle foglie o dei fusti, il fiore è il carattere più affidabile per distinguere Commelina communis dalle altre specie blu del genere. Una spata cuoriforme sostiene due grandi petali blu eretti, di circa 1 cm, e un piccolo petalo bianco inferiore quasi invisibile. Aperto al mattino, il fiore appassisce prima della fine del giorno, da cui il nome inglese dayflower. 3
Dei sei stami, tre sono fertili e di colori diversi: quello centrale è giallo con connettivo marrone, i due laterali sono bruno-indaco. Gli altri tre, gialli e disposti a croce, sono sterili e privi di polline. Il frutto è una capsula bruna di 4,5-8 mm, con due logge contenenti ciascuna due semi angolosi. 3
Tassonomia utile
Tra i nomi ricondotti in sinonimia con Commelina communis figurano Commelina polygama Roth, 1790, Commelina barbata, Commelina salicifolia Bojer, Commelina willdenowii Kunth, 1841 e Commelina coreana H.Lév., 1910, descritta da popolazioni coreane. 3 1
Restano discusse due varietà: Commelina communis var. ludens (Miq.) C.B.Clarke, con fiori più scuri e distribuzione montana secondo la Flora del Giappone, che alcuni autori ritengono impossibile separare costantemente dalla forma tipica; e Commelina communis var. hortensis Makino, forma coltivata a fiori grandi usata per la tintura. La forma variegata f. aureostriata MacKeever, 1961 compare sporadicamente nell’intero areale. 3
Habitat e distribuzione
Dalla Siberia e dall’Estremo Oriente russo al Vietnam, attraverso Cina, Corea e Giappone, l’areale nativo di Commelina communis copre gran parte dell’Asia orientale e il nord del Sud-est asiatico. 1 2
I luoghi aperti e umidi ospitano la specie: margini boschivi ombreggiati, campi coltivati, frutteti, fossi e bordi stradali, fino a 2.400 m a Taiwan. Introdotta in Europa centrale e orientale e in America settentrionale, colonizza soprattutto terreni disturbati e margini dei campi. In Francia l’INPN la registra come infestante localmente presente, senza un marcato status invasivo. 3 6
Ciclo e riproduzione
Dall’estate all’autunno si succedono fiori che durano una sola mattina. Senza nettare, la pianta offre ai visitatori soltanto polline; l’impollinazione è assicurata soprattutto dall’ape asiatica Apis cerana, dal sirfide Episyrphus balteatus e dal bombo Bombus diversus. 7
Un esperimento di rimozione ha mostrato che gli stami sterili gialli, pur privi di polline, aumentano le visite imitando quelli fertili. Rimuovere lo stame centrale fertile riduce invece le visite che depositano effettivamente polline sullo stigma. Gli stami sterili attirano quindi gli impollinatori senza ricompensarli, mentre quello centrale fertile assicura il contatto con lo stigma: questa divisione dei ruoli spiega la presenza di sei stami, di cui soltanto tre producono polline. 7
Dopo la fecondazione la capsula matura in poche settimane e libera fino a quattro semi angolosi. La pianta si dissemina abbondantemente; inoltre ogni nodo a contatto con il terreno umido può emettere radici. Questo secondo modo di propagazione spiega la rapida formazione di colonie dense. 3
Usi e rischi
Per Commelina communis non è documentata tossicità: foglie giovani e germogli sono commestibili crudi o cotti, con consistenza mucillaginosa. In Cina e in India la pianta fornisce anche foraggio. 5
Nella medicina tradizionale cinese è impiegata come febbrifugo e antinfiammatorio, soprattutto contro mal di gola e tonsillite, e ha anche un uso diuretico riconosciuto. Due composti isolati, acido p-idrossicinnamico e D-mannitolo, mostrano rispettivamente attività antibatterica e antitussiva documentate in laboratorio. 3
In Giappone la varietà hortensis, coltivata per i grandi fiori, fornisce un succo blu per tingere la carta aigami. La commelinina, pigmento estratto da questa varietà, colorò numerose stampe ukiyo-e nel Settecento e nell’Ottocento, prima di essere in gran parte sostituita dal blu di Prussia, più stabile alla luce. 3
In alcune regioni nordamericane di introduzione, le autorità di conservazione classificano la specie come infestante occasionalmente invasiva, senza sconvolgimenti duraturi degli ecosistemi presenti. Nella Cina nordorientale, pur essendo nativa, provoca anche danni agricoli documentati nei frutteti. 8 3
Varietà, confusioni e piante affini
Non esistono cultivar ornamentali di Commelina communis veramente diffuse: le varietà riconosciute restano soprattutto curiosità botaniche o tintorie, senza selezioni per il giardino ornamentale. 3
Rispetto alle altre specie blu di Commelina e alle Tradescantia striscianti, come Tradescantia zebrina, i criteri più affidabili sono dimensioni e colore dei petali, insieme alla presenza del piccolo petalo bianco inferiore. 3
La ricerca sfrutta anche un’altra proprietà: dalle foglie si ottengono impronte epidermiche costituite da un solo strato di cellule. La specie è così diventata un modello classico per studiare il funzionamento degli stomi nella fisiologia vegetale. 3
Fonti principali
- Plants of the World Online / Kew, Commelina communis L.
- GBIF, Commelina communis L., scheda della specie
- Wikipedia (EN), Commelina communis - erba miseria asiatica
- NC State Extension, Commelina communis - erba miseria asiatica
- Plants For A Future, Commelina communis
- INPN / MNHN, Commelina communis L., 1753 - erba miseria asiatica
- Ushimaru et al., 2007, American Journal of Botany, organi floreali e comportamento degli impollinatori in Commelina communis
- Virginia Department of Conservation and Recreation, specie vegetali invasive della Virginia
Domande frequenti
L’erba miseria asiatica è tossica?
Non è documentata alcuna tossicità. Foglie giovani e germogli sono commestibili crudi o cotti, con una consistenza mucillaginosa simile a quella di alcune verdure asiatiche.
Perché i fiori di Commelina communis durano un solo giorno?
Ogni fiore si apre al mattino e appassisce prima della fine della giornata. Da qui derivano il nome inglese dayflower e quello giapponese tsuyukusa, erba della rugiada.
Perché alcuni stami non producono polline?
Tre dei sei stami sono sterili e privi di polline. Esperimenti di rimozione hanno mostrato che attirano soprattutto più insetti verso gli stami fertili: un inganno floreale ben documentato.
L’erba miseria asiatica è invasiva?
In alcune aree di introduzione del Nord America è classificata come infestante occasionalmente invasiva, senza sconvolgere gli ecosistemi esistenti. Anche nella Cina nordorientale, dove è nativa, provoca danni agricoli documentati nei frutteti.
A cosa serve l’erba miseria asiatica in Giappone?
La varietà coltivata hortensis, con fiori più grandi, fornisce un succo blu per tingere la carta aigami, usata nella preparazione di stampe ukiyo-e nel Settecento e nell’Ottocento.
Come si riconosce l’erba miseria asiatica?
Il fiore è il carattere più affidabile: due grandi petali blu eretti sopra un piccolo petalo bianco quasi invisibile, sostenuti da una spata a forma di cuore.
L’erba miseria asiatica ha usi medicinali?
Nella medicina tradizionale cinese è impiegata come febbrifugo e antinfiammatorio, soprattutto per il mal di gola. Composti come l’acido p-idrossicinnamico mostrano un’attività antibatterica documentata.
Piante simili
Se hai dubbi sulla tossicità di una pianta, chiedi consiglio a un botanico o a un veterinario.






