Ginestra dei carbonai (Cytisus scoparius, (L.) Link 1822)

Ginestra dei carbonai (Cytisus scoparius) è un arbusto deciduo delle Fabaceae, originario dell’Europa occidentale e centrale. Si riconosce dai fusti verdi angolosi, attivi anche senza foglie, e dall’abbondante fioritura primaverile giallo vivo. Indigena e comune in Francia, è diventata una grande specie invasiva in Nord America, Australia e Nuova Zelanda.

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Nome scientificoCytisus scoparius
GenereCytisus
OrdineFabales

Ginestra dei carbonai, Common broom, Scotch broom e Retama negra

Identità
Tossicità
Tossica per esseri umani, cani e cavalli
Impegno di cura
Basso
Tipo di pianta
Tipo di foglie
Caducifoglia
Durata della vita
Vivace
Paese d'origine
FranciaRegno UnitoSpagnaGermania
Habitat
Brughiere acide, dune costiere, scarpate e margini di boschi radi su terreno povero e ben drenato
Stagionalità
Fioritura
Primavera
Raccolta
Estate
Crescita
Dormienza
Riposo invernale
Velocità di crescita
8/10
Tempo di maturazione
Fiorisce dal 2º o 3º anno; portamento adulto in 2–3 anni
Propagazione
Semina, Talea
Clima e acqua
Temperatura
Resistenza al freddo
Resistenza al vento
Buona; tollera gli spruzzi salini e l’esposizione marittima
Umidità
30–70 %
Irrigazione
Molto poca
Poca
Moderata
Elevata
Molto elevata
Tolleranza alla siccità
Sì
Suolo
pH del suolo
Tipi di terreno
Suolo leggero e sabbioso, Suolo drenato
Tolleranza al sale
Tollerato
Luce e posizione
Esposizione luminosa

Pieno sole

Posizionala in pieno sole, con luce diretta intensa per tutto il giorno.

Esterno
Aiuola a pieno sole, Siepe campestre
Aspetto
Altezza100–300 cmLarghezza100–200 cm
Foglie
Verde
Ginestra dei carbonai (Cytisus scoparius): origine e usi — foglie 1
Ginestra dei carbonai (Cytisus scoparius): origine e usi — foglie 2
Ginestra dei carbonai (Cytisus scoparius): origine e usi — foglie 3
Ginestra dei carbonai (Cytisus scoparius): origine e usi — foglie 4
Ginestra dei carbonai (Cytisus scoparius): origine e usi — foglie 5
Fiori
GialloDimensioni2–3 cm
Ginestra dei carbonai (Cytisus scoparius): origine e usi — fiori 1
Ginestra dei carbonai (Cytisus scoparius): origine e usi — fiori 2
Ginestra dei carbonai (Cytisus scoparius): origine e usi — fiori 3
Ginestra dei carbonai (Cytisus scoparius): origine e usi — fiori 4
Ginestra dei carbonai (Cytisus scoparius): origine e usi — fiori 5
Frutti
NeroMarrone
Ginestra dei carbonai (Cytisus scoparius): origine e usi — frutti 1
Ginestra dei carbonai (Cytisus scoparius): origine e usi — frutti 2
Ginestra dei carbonai (Cytisus scoparius): origine e usi — frutti 3
Ginestra dei carbonai (Cytisus scoparius): origine e usi — frutti 4
Ginestra dei carbonai (Cytisus scoparius): origine e usi — frutti 5
Portamento
Ginestra dei carbonai (Cytisus scoparius): origine e usi — portamento 1
Ginestra dei carbonai (Cytisus scoparius): origine e usi — portamento 2
Ginestra dei carbonai (Cytisus scoparius): origine e usi — portamento 3
Ginestra dei carbonai (Cytisus scoparius): origine e usi — portamento 4
Ginestra dei carbonai (Cytisus scoparius): origine e usi — portamento 5
Corteccia
Verde
Ginestra dei carbonai (Cytisus scoparius): origine e usi — corteccia 1
Ginestra dei carbonai (Cytisus scoparius): origine e usi — corteccia 2
Ginestra dei carbonai (Cytisus scoparius): origine e usi — corteccia 3
Ginestra dei carbonai (Cytisus scoparius): origine e usi — corteccia 4
Ginestra dei carbonai (Cytisus scoparius): origine e usi — corteccia 5

Distribuzione mondiale

L’areale nativo di Cytisus scoparius comprende l’Europa occidentale e centrale, dal Portogallo e dalle isole Britanniche alla Polonia e alla Scandinavia meridionale. In questi territori è comune su suoli poveri e non è considerata invasiva. Introdotta altrove come ornamentale o per stabilizzare i terreni, si è naturalizzata in modo aggressivo in Nord America, Australia e Nuova Zelanda.

  • Autoctona4
  • Invasiva4
  • Francia
  • Regno Unito
  • Spagna
  • Germania
  • Stati Uniti
  • Canada
  • Australia
  • Nuova Zelanda

Esagoni: regioni in cui è presente la pianta. Punti verdi: area di origine.1

Identità

Ginestra dei carbonai (Cytisus scoparius (L.) Link, 1822) è un arbusto deciduo del genere Cytisus, nella famiglia delle Fabaceae. Originaria dell’Europa occidentale e centrale, dal Portogallo e dalle isole Britanniche alla Polonia e alla Scandinavia meridionale, colonizza brughiere, dune, scarpate e margini di boschi radi su suoli poveri e acidi. 1 2

Un antico impiego domestico spiega il nome francese genêt à balais: i fusti flessibili, legati in fasci, servivano per fabbricare scope e pulire i camini. Secondo la tradizione, nel XII secolo Goffredo V d’Angiò portava sull’elmo un rametto di ginestra, planta genista in latino. Quel distintivo araldico avrebbe dato il nome alla dinastia dei Plantageneti, che regnò sull’Inghilterra dal 1154 al 1485. 9

Riconoscimento

I fusti verdi angolosi a cinque facce, striati per tutta la lunghezza, sono il primo carattere di Cytisus scoparius. Svolgono fotosintesi corticale anche in inverno, dopo la caduta delle foglie: l’arbusto resta così verde pur essendo deciduo. In piena terra raggiunge comunemente 1–3 m di altezza con un’espansione simile. 2 3

Sui giovani germogli compaiono foglie trifogliate; sui fusti più vecchi si riducono a una sola fogliolina sessile, presto caduca. I fiori papilionacei giallo vivo, di 2–3 cm, si aprono isolati o in coppia all’ascella delle foglie. Il peso di un’ape sulle ali del fiore aziona un meccanismo a molla, liberando bruscamente stami e stilo coperti di polline. 4 2

Tassonomia utile

La combinazione accettata da POWO/WCVP, Cytisus scoparius (L.) Link, risale al 1822 ed è basata su Spartium scoparium L., pubblicato da Linneo nel 1753. Il sinonimo Sarothamnus scoparius (L.) Wimm. ex W.D.J.Koch è stato a lungo usato in botanica e orticoltura: cercare solo il nome attuale può escludere riferimenti ancora indicizzati con il sinonimo. 1

Si riconoscono due sottospecie: Cytisus scoparius subsp. scoparius, molto diffusa, e Cytisus scoparius subsp. maritimus (Rouy) Heywood, forma costiera prostrata limitata ai litorali della Manica. Il nome accettato Cytisus scoparius resta il riferimento da distinguere dal vicino genere Genista, nonostante nomi comuni spesso intercambiabili. 1

Habitat e distribuzione

Nell’areale originario occupa brughiere acide, dune costiere, scarpate stradali e margini di boschi radi, sempre su suolo povero e ben drenato. In queste stazioni il pH varia da 4,5 a 7 e la pianta tollera temperature da -18 a 35 °C secondo la varietà. È comune e non vi pone particolari problemi ecologici. 2 4

Le introduzioni ornamentali o per consolidare scarpate hanno favorito una naturalizzazione aggressiva in diverse regioni temperate: Stati Uniti nordoccidentali, Columbia Britannica in Canada, Australia sudorientale e Nuova Zelanda. Qui forma boscaglie dense che soffocano la vegetazione nativa, riducono il pascolo disponibile e aumentano il rischio di incendio. 5 6

Il successo invasivo dipende dalla combinazione di abbondante produzione di semi, una riserva nel terreno in parte vitale fino a 80 anni e fissazione dell’azoto atmosferico, capace di modificare durevolmente la chimica dei suoli colonizzati. 6 7

Ciclo e riproduzione

Nell’emisfero nord fiorisce da aprile a giugno, con un massimo a maggio. Ogni fiore impollinato produce un baccello appiattito, verde e poi nero a maturità, bordato di peli. Seccando al sole, il baccello si torce e si apre, proiettando i semi a diversi metri con uno schiocco udibile. 2 4

Nelle aree invase, questa fecondità complica la gestione nel lungo periodo. I semi caduti formano una riserva che permette alla popolazione di ricomparire anni o decenni dopo un’estirpazione apparentemente completa. 6

Per la propagazione orticola si usa la semina: prima della germinazione si eseguono scarificazione, ammollo di 24 ore e stratificazione fredda di un mese. Le talee di rami semilegnosi prelevate in agosto sono un’alternativa affidabile per riprodurre fedelmente una cultivar. Il fittone fragile rende rischioso il trapianto tardivo: conviene collocare direttamente a dimora le giovani piante. 4

Usi e rischi

Oggi prevale l’impiego ornamentale, come siepe campestre informale o esemplare isolato in un’aiuola soleggiata. Pochi altri arbusti fioriscono così abbondantemente su terreni poveri. I fusti legati in fasci servivano un tempo come vere scope domestiche, da cui il nome francese della pianta. 2

Foglie, fusti e semi contengono alcaloidi chinolizidinici, soprattutto citisina e sparteina. Queste molecole sono tossiche per esseri umani, cani e cavalli: l’ingestione provoca disturbi digestivi, debolezza muscolare e, a dosi elevate, alterazioni cardiache. 5 2

I boccioli in salamoia sono stati a lungo un sostituto dei capperi e i semi tostati un surrogato del caffè: usi tradizionali che persistono nonostante la tossicità. Queste preparazioni richiedono reale prudenza e non sostituiscono un parere specialistico, soprattutto in gravidanza o in caso di ipertensione. 4

Varietà, confusioni e piante affini

Fra le cultivar spiccano ’Andreanus’, bicolore rosso bruno e giallo, ’Boskoop Ruby’, ibrido dai fiori rosso rubino, e ’Lena’, ibrido con Cytisus dallimorei dalle tonalità rosse, gialle e arancioni. Tutte e tre hanno ricevuto l’Award of Garden Merit della RHS. 8

La confusione più comune sul campo riguarda il ginestrone (Ulex europaeus), che condivide il suolo povero e i fiori gialli ma ha spine rigide, assenti in Cytisus scoparius. La ginestra odorosa (Spartium junceum) ha invece fusti rotondi anziché angolosi. Anche Cytisus striatus e Genista tinctoria possono trarre in inganno un occhio inesperto, pur avendo portamento e dimensioni dei fiori differenti.

Fonti principali

Domande frequenti

La ginestra dei carbonai è invasiva?

È indigena e non invasiva in Francia e nell’Europa occidentale. Introdotta come ornamentale o per stabilizzare i terreni, è invece diventata invasiva in Nord America, Australia e Nuova Zelanda, dove forma boscaglie dense che soffocano la vegetazione locale.

La ginestra dei carbonai è tossica?

Sì. Gli alcaloidi citisina e sparteina, presenti in tutta la pianta, sono tossici per esseri umani, cani e cavalli e causano disturbi digestivi e cardiaci se ingeriti.

Perché i fusti della ginestra restano verdi in inverno?

I fusti angolosi svolgono fotosintesi corticale anche dopo la caduta delle foglie. Questa strategia compensa la perdita precoce del fogliame e consente alla pianta di continuare a produrre energia tutto l’anno.

Come distinguere la ginestra dei carbonai dal ginestrone?

Il ginestrone (Ulex europaeus) ha spine rigide e foglie ridotte a pungiglioni; la ginestra dei carbonai è priva di spine e conserva fusti flessibili, un carattere semplice e affidabile sul campo.

Si possono mangiare i boccioli della ginestra dei carbonai?

Tradizionalmente i boccioli sono stati conservati in salamoia come sostituto dei capperi e i semi tostati usati come surrogato del caffè, ma gli alcaloidi tossici impongono grande prudenza e quantità ridotte.

Da dove viene il nome della dinastia dei Plantageneti?

Secondo la tradizione storica, Goffredo V d’Angiò portava sull’elmo un rametto di ginestra dei carbonai, planta genista in latino, come distintivo araldico. Il soprannome avrebbe poi dato il nome ai Plantageneti, che regnarono sull’Inghilterra dal 1154 al 1485.

Perché si diffonde così rapidamente dove è invasiva?

Ogni pianta produce migliaia di semi per stagione, alcuni dei quali restano vitali nel terreno per diversi decenni. L’apertura esplosiva dei baccelli proietta i semi lontano dalla pianta madre, accelerando la colonizzazione di nuovi terreni.

Piante simili

Se hai dubbi sulla tossicità di una pianta, chiedi consiglio a un botanico o a un veterinario.