Cocomero asinino (Ecballium elaterium, (L.) A.Rich. 1824)

Cocomero asinino (Ecballium elaterium (L.) A.Rich., 1824) è l’unica specie del genere Ecballium, una Cucurbitaceae strisciante e irta di peli, originaria del bacino mediterraneo fino all’Iran. Priva di viticci, a differenza delle cucurbitacee da orto, si riconosce soprattutto per il frutto ispido che si stacca ed esplode al minimo contatto, proiettando i semi a diversi metri.

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Nome scientificoEcballium elaterium
GenereEcballium
OrdineCucurbitales

Cocomero asinino, Squirting cucumber e Exploding cucumber

Identità
Tossicità
Tossico per persone, gatti e cani; cucurbitacine concentrate nel frutto
Impegno di cura
Basso
Tipo di pianta
Vivace erbacea · Avventizio
Tipo di foglie
Caducifoglia
Durata della vita
Vivace
Paese d'origine
FranciaSpagna, Italia, GreciaSpagnaNord AfricaIran e Asia occidentale
Habitat
Incolti, macerie, scarpate asciutte e sentieri, su terreni pietrosi o sabbiosi disturbati e soleggiati
Stagionalità
Fioritura
Estate
Crescita
Dormienza
Riposo invernale
Velocità di crescita
8/10
Tempo di maturazione
Fioritura da giugno ad agosto, frutti maturi ed esplosivi da agosto a ottobre
Propagazione
Semina
Clima e acqua
Temperatura
Resistenza al freddo
Resistenza al vento
Fusti bassi e striscianti, poco sensibili al vento
Irrigazione
Molto poca
Poca
Moderata
Elevata
Molto elevata
Tolleranza alla siccità
Sì
Suolo
pH del suolo
Tipi di terreno
Terreno drenato e caldo, Suolo perturbato
Tolleranza al sale
Non tollerato
Luce e posizione
Esposizione luminosa

Pieno sole

Offrile alcune ore di sole diretto al giorno, preferibilmente al mattino o alla sera.

Esterno
Rudere urbano, Bordo della strada, Cantiere
Aspetto
Altezza30–60 cmLarghezza50–150 cm
Foglie
Verde
Cocomero asinino (Ecballium elaterium): origine e usi — foglie 1
Cocomero asinino (Ecballium elaterium): origine e usi — foglie 2
Cocomero asinino (Ecballium elaterium): origine e usi — foglie 3
Cocomero asinino (Ecballium elaterium): origine e usi — foglie 4
Cocomero asinino (Ecballium elaterium): origine e usi — foglie 5
Fiori
GialloDimensioni1.5–2 cm
Cocomero asinino (Ecballium elaterium): origine e usi — fiori 1
Cocomero asinino (Ecballium elaterium): origine e usi — fiori 2
Cocomero asinino (Ecballium elaterium): origine e usi — fiori 3
Cocomero asinino (Ecballium elaterium): origine e usi — fiori 4
Cocomero asinino (Ecballium elaterium): origine e usi — fiori 5
Frutti
VerdeDimensioni4–5.5 cm
Cocomero asinino (Ecballium elaterium): origine e usi — frutti 1
Cocomero asinino (Ecballium elaterium): origine e usi — frutti 2
Cocomero asinino (Ecballium elaterium): origine e usi — frutti 3
Cocomero asinino (Ecballium elaterium): origine e usi — frutti 4
Cocomero asinino (Ecballium elaterium): origine e usi — frutti 5
Portamento
Cocomero asinino (Ecballium elaterium): origine e usi — portamento 1
Cocomero asinino (Ecballium elaterium): origine e usi — portamento 2
Cocomero asinino (Ecballium elaterium): origine e usi — portamento 3
Cocomero asinino (Ecballium elaterium): origine e usi — portamento 4
Cocomero asinino (Ecballium elaterium): origine e usi — portamento 5
Corteccia
Verde
Cocomero asinino (Ecballium elaterium): origine e usi — corteccia 1
Cocomero asinino (Ecballium elaterium): origine e usi — corteccia 2
Cocomero asinino (Ecballium elaterium): origine e usi — corteccia 3
Cocomero asinino (Ecballium elaterium): origine e usi — corteccia 4
Cocomero asinino (Ecballium elaterium): origine e usi — corteccia 5

Distribuzione mondiale

L’areale nativo di Ecballium elaterium si estende dalle Canarie all’Iran attraverso tutto il bacino mediterraneo e il Nord Africa. Introdotta altrove come curiosità o accidentalmente con importazioni di bestiame, la specie si è naturalizzata in diverse regioni a clima mediterraneo, dove talvolta è regolamentata come infestante.

  • Autoctona5
  • Introdotta1
  • Invasiva1
  • Francia metropolitana
  • Spagna, Italia, Grecia
  • Isole Canarie
  • Nord Africa
  • Iran e Asia occidentale
  • Stati Uniti (California)
  • Australia

Esagoni: regioni in cui è presente la pianta. Punti verdi: area di origine.↗

Identità

Il Cocomero asinino (Ecballium elaterium (L.) A.Rich., 1824) è l’unica specie del genere Ecballium, nella famiglia delle Cucurbitaceae. Carl von Linné lo descrisse nel 1753 come Momordica elaterium; Achille Richard lo trasferì nel genere Ecballium nel 1824, con un nome rimasto da allora accettato. 1 5

Il termine greco ekballein, «gettare fuori», ha dato origine al nome del genere: descrive direttamente l’azione del frutto maturo, che esplode al minimo contatto e scaglia i semi. L’epiteto elaterium indicava inizialmente il succo essiccato del frutto, un purgante usato in medicina fin dall’Antichità, prima di entrare nel nome scientifico della pianta. 6

Riconoscimento

Fusti striscianti e irti di peli ruvidi, lunghi da 50 cm a 1,50 m, si distendono sul terreno senza mai arrampicarsi. Per riconoscere Ecballium elaterium sul campo basta un carattere: a differenza della maggior parte delle Cucurbitaceae, questa specie non presenta viticci in alcuna fase della crescita. 3 2

Il fogliame cordato e spesso ha colore verde grigiastro e superficie ruvida, coperta di peli corti. La pianta è monoica: sullo stesso esemplare crescono fiori maschili giallo pallido, riuniti in piccoli racemi, e fiori femminili solitari, campanulati, di 18–20 mm di diametro. 2

Ovoidale e irto di brevi aculei, il frutto misura 4–5,5 cm di lunghezza e circa 2,5 cm di larghezza. Appena maturo si stacca dal peduncolo alla minima pressione ed espelle violentemente il succo carico di semi, un comportamento inconfondibile. 2 8

Tassonomia utile

Resta accettato il nome Ecballium elaterium (L.) A.Rich., unica specie riconosciuta del genere monotipico Ecballium. Si riconoscono due sottospecie: Ecballium elaterium subsp. elaterium, monoica e diffusa dalle Canarie all’Iran, e Ecballium elaterium subsp. dioicum (Batt.) Costich, forma dioica con individui maschili e femminili distinti, limitata alla penisola iberica meridionale e all’Africa nordoccidentale. 5 1

Nelle flore regionali ricorrono ancora sinonimi ottocenteschi come Ecballium officinale T.Nees, Ecballium officinarum Rich. ex M.Roem. ed Ecballium purgans Schrad., tutti ricondotti allo stesso nome accettato. 1

Entro l’ordine delle Cucurbitales la specie si affianca a cetrioli, meloni e zucche coltivati, ma il contenuto di cucurbitacine del frutto, fino al 3,84% del peso secco, supera ampiamente quello delle cucurbitacee da orto: nelle specie coltivate questi composti amari restano sotto lo 0,3%. 6

Habitat e distribuzione

Dalle Canarie all’Iran, l’areale nativo attraversa tutto il bacino mediterraneo e il Nord Africa. La pianta colonizza incolti, macerie, scarpate asciutte e bordi dei sentieri, quasi sempre in pieno sole e su terreni poveri. Suolo nudo e sole favoriscono la germinazione rapida e offrono spazio disponibile, senza la competizione di piante già insediate. 4 3

L’introduzione fuori dall’areale nativo, come curiosità da giardino o accidentalmente con importazioni di bestiame, ne ha favorito la naturalizzazione in Australia dall’inizio del XX secolo, dove è tuttora sottoposta a controllo normativo, e in California e altre regioni a clima mediterraneo. 4

Ciclo e riproduzione

Tra giugno e agosto compaiono fiori maschili e femminili separati, portati dallo stesso individuo nella sottospecie tipo. I frutti maturano da agosto a ottobre, quando il meccanismo di espulsione diventa pienamente attivo. 2

Nei giorni che precedono l’espulsione il frutto perde volume mentre il fusto che lo sostiene si gonfia: il suo raggio aumenta di circa il 20% e la lunghezza di circa il 45%, senza alcun aumento della massa complessiva. Il liquido interno migra dunque dal frutto al fusto, un meccanismo documentato per la prima volta in questa specie. 8

Al contatto il peduncolo si rompe in una trentina di millisecondi e il frutto espelle il succo a circa 16–20 metri al secondo, con una differenza di pressione prossima a 1,7 bar. I semi ricadono fino a 10 metri dalla pianta madre, circa 250 volte la lunghezza del frutto. 8

Usi e rischi

Il succo del frutto essiccato, storicamente chiamato elaterio, è stato usato per oltre duemila anni come potente purgante contro gli edemi di origine renale o cardiaca. L’impiego è ancora documentato in alcune farmacopee tradizionali tunisine, algerine e turche. Resta pericoloso fuori da un rigoroso controllo medico: i sovradosaggi hanno provocato gravi gastroenteriti e anche decessi. 6

Le cucurbitacine, triterpeni amari concentrati soprattutto nel frutto, rendono tossica tutta la pianta. Uno schizzo di succo nell’occhio causa in pochi minuti congiuntivite, edema periorbitario ed erosioni corneali, come documentato in un agricoltore di 70 anni trattato con lavaggi e corticosteroidi locali, guarito in quattro giorni. L’ingestione accidentale espone a vomito, accelerazione del polso e, nei casi estremi, convulsioni. 7 6

Varietà, confusioni e piante affini

Per Ecballium elaterium non risultano cultivar orticole riconosciute: è una pianta selvatica, mai selezionata per ornamento o consumo alimentare. 3

Occorre distinguere soprattutto le giovani cucurbitacee da orto, come Cucumis sativus o Cucurbita pepo, che sviluppano rapidamente viticci, assenti in Ecballium elaterium a qualsiasi età. Momordica charantia, il cui genere ha a lungo ospitato il basionimo della specie, si distingue per i frutti allungati e verrucosi, mai esplosivi. Citrullus colocynthis, la coloquintide, condivide la tossicità da cucurbitacine ma produce frutti rotondi che non si aprono mai per pressione. 1

Il comportamento del frutto maturo fornisce l’indizio decisivo: un frutto che si stacca e spruzza al minimo contatto identifica il cocomero asinino; nessun’altra pianta del bacino mediterraneo condivide questo carattere.

Fonti principali

Domande frequenti

Il cocomero asinino è tossico?

Sì. Tutta la pianta contiene cucurbitacine, concentrate soprattutto nel frutto. L’ingestione provoca gravi disturbi digestivi e il contatto del succo con gli occhi causa congiuntivite ed edema documentati clinicamente.

Si può confondere con un vero cetriolo?

Raramente da adulto. La pianta non produce mai viticci, mentre le giovani piante di cetriolo o zucchina li sviluppano rapidamente per arrampicarsi.

Come funziona l’espulsione esplosiva dei semi?

Il peduncolo si rompe sotto la pressione interna e il frutto proietta il succo carico di semi a circa 16–20 m/s, in una trentina di millisecondi, fino a 10 m di distanza.

Da dove proviene il cocomero asinino?

Il suo areale nativo va dalle Canarie all’Iran attraverso tutto il bacino mediterraneo. La specie si è naturalizzata altrove, in particolare in Australia dall’inizio del XX secolo.

Il cocomero asinino ha usi medicinali?

Storicamente sì. Il succo essiccato, chiamato elaterio, è stato impiegato per oltre duemila anni come potente purgante, ma i sovradosaggi hanno causato gravi intossicazioni e l’uso resta pericoloso fuori dal controllo medico.

Il cocomero asinino è invasivo?

In Australia, dove è stato introdotto all’inizio del XX secolo, è sottoposto a controllo normativo. Nel suo areale mediterraneo nativo resta una comune infestante di incolti e macerie.

Cosa fare se il succo entra negli occhi?

Sciacquare abbondantemente con acqua pulita e consultare rapidamente un medico. Un caso clinico documentato ha richiesto lavaggio e corticosteroidi locali, con completa risoluzione in quattro giorni.

Piante simili

Se hai dubbi sulla tossicità di una pianta, chiedi consiglio a un botanico o a un veterinario.