Palma da olio (Elaeis guineensis, Jacq. 1763)

Elaeis guineensis è una delle due specie del genere Elaeis, nella famiglia delle Arecaceae. Originaria delle foreste aperte umide dell'Africa occidentale e centrale, è diventata la prima fonte mondiale di olio vegetale grazie ai frutti riuniti in caschi, dai quali si ricavano sia l'olio di palma sia quello di palmisto.

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Nome scientificoElaeis guineensis
GenereElaeis
OrdineArecales

Palma da olio, African oil palm, Palmera de aceite e Ölpalme

Identità
Tossicità
Non tossica per le persone e gli animali domestici
Impegno di cura
Alto
Tipo di pianta
Tipo di foglie
Sempreverde
Durata della vita
Vivace
Paese d'origine
SenegalCosta d’AvorioNigeriaCamerunAngola
Habitat
Foreste aperte umide di pianura, suoli sabbiosi poco drenati, rive fluviali e radure fino a 700 m
Stagionalità
Fioritura
PrimaveraEstateAutunnoInverno
Raccolta
PrimaveraEstateAutunnoInverno
Crescita
Dormienza
Nessun periodo di riposo
Velocità di crescita
7/10
Tempo di maturazione
Prima raccolta dopo circa 3 anni in campo, piena produzione a 7–8 anni
Propagazione
Semina
Clima e acqua
Temperatura
Resistenza al freddo
Resistenza al vento
Moderata; stipite flessibile, giovani piante sensibili ai venti forti
Umidità
70–90 %
Irrigazione
Molto poca
Poca
Moderata
Elevata
Molto elevata
Tolleranza alla siccità
No
Suolo
pH del suolo
Tipi di terreno
Suolo leggero e sabbioso, Terreno ricco
Tolleranza al sale
Non tollerato
Luce e posizione
Esposizione luminosa

Pieno sole

Posizionala in pieno sole, con luce diretta intensa per tutto il giorno.

Pieno sole, senza tolleranza all'ombra
Interno
Veranda umida, Serra calda
Esterno
Aiuola a pieno sole
Vasi
Grande bacino, Vaso drenante
Aspetto
Altezza300–2000 cmLarghezza600–900 cm
Foglie
Verde
Elaeis guineensis: origine e usi — foglie 1
Elaeis guineensis: origine e usi — foglie 2
Elaeis guineensis: origine e usi — foglie 3
Elaeis guineensis: origine e usi — foglie 4
Elaeis guineensis: origine e usi — foglie 5
Fiori
Crema
Elaeis guineensis: origine e usi — fiori 1
Elaeis guineensis: origine e usi — fiori 2
Elaeis guineensis: origine e usi — fiori 3
Elaeis guineensis: origine e usi — fiori 4
Frutti
NeroArancioneRosso
Elaeis guineensis: origine e usi — frutti 1
Elaeis guineensis: origine e usi — frutti 2
Elaeis guineensis: origine e usi — frutti 3
Elaeis guineensis: origine e usi — frutti 4
Elaeis guineensis: origine e usi — frutti 5
Portamento
Elaeis guineensis: origine e usi — portamento 1
Elaeis guineensis: origine e usi — portamento 2
Elaeis guineensis: origine e usi — portamento 3
Elaeis guineensis: origine e usi — portamento 4
Elaeis guineensis: origine e usi — portamento 5
Corteccia
Marrone
Elaeis guineensis: origine e usi — corteccia 1
Elaeis guineensis: origine e usi — corteccia 2
Elaeis guineensis: origine e usi — corteccia 3
Elaeis guineensis: origine e usi — corteccia 4
Elaeis guineensis: origine e usi — corteccia 5

Distribuzione mondiale

L'areale nativo di Elaeis guineensis segue la costa atlantica dell'Africa occidentale e centrale, dal Senegal e dal Gambia all'Angola, per circa 6.000 km. La sua antica associazione con i paesaggi agricoli dell'Africa occidentale rende talvolta difficile distinguere le popolazioni selvatiche da quelle favorite dall'uomo.

  • Autoctona5
  • Introdotta1
  • Senegal
  • Costa d’Avorio
  • Nigeria
  • Camerun
  • Angola
  • Costa Rica

Esagoni: regioni in cui è presente la pianta. Punti verdi: area di origine.1

Identità

Elaeis guineensis (Elaeis guineensis Jacq., 1763), conosciuta come palma da olio, è una delle sole due specie del genere Elaeis, nella famiglia delle Arecaceae. Il naturalista francese Michel Adanson fu il primo occidentale a descriverla e a riportarne semi dall'Africa occidentale, prima della descrizione botanica formale di Jacquin. 4 1

L'epiteto guineensis rimanda all'antica regione costiera che i naturalisti europei del XVIII secolo chiamavano Guinea: un vasto territorio dell'Africa occidentale, non l'attuale paese omonimo. Il nome comune richiama l'uso principale della specie, la produzione dell'olio vegetale oggi più consumato al mondo. 5 4

Riconoscimento

Uno stipite unico ad anelli, segnato dalle cicatrici delle vecchie foglie cadute e privo di ramificazioni laterali, caratterizza Elaeis guineensis. In natura raggiunge 20 m; nelle piantagioni gli esemplari vengono sostituiti molto prima, perché la raccolta manuale dei caschi diventerebbe impraticabile. 4 6

La chioma riunisce foglie pennate lunghe 3–7 m, disposte in un folto ciuffo attorno alla gemma terminale. Una giovane palma produce circa trenta foglie nuove all'anno. I frutti crescono in grandi caschi compatti, spesso con centinaia di unità e un peso di 5–30 kg, secondo l'età della pianta. 4 6

Nel frutto una polpa oleosa, il mesocarpo, fornisce l'olio di palma; un guscio duro racchiude il seme dal quale si ricava l'olio di palmisto. Nella forma più comune il colore passa dal nero del frutto immaturo all'arancio e infine al rosso a piena maturazione. 4 7

Tassonomia utile

Soltanto due specie appartengono al genere Elaeis: l'africana Elaeis guineensis e Elaeis oleifera (Kunth) Cortés, originaria dell'America tropicale e talvolta chiamata corozo. Le due si ibridano in coltivazione: l'incrocio, indicato come OxG, è particolarmente ricercato in America Latina. 4 3

I tipi Dura, Pisifera e Tenera furono inizialmente descritti come varietà botaniche formali, prima di essere riconosciuti come forme fruttifere legate a un solo gene che determina lo spessore del guscio. Tale distinzione resta centrale nella selezione moderna: il materiale commerciale attuale è quasi esclusivamente Tenera. 4 3

Habitat e distribuzione

Dalla costa del Senegal e del Gambia fino all'Angola, l'areale nativo segue il litorale atlantico dell'Africa occidentale e centrale per circa 6.000 km. La specie vive nelle foreste aperte umide, su suoli sabbiosi spesso poco drenati, lungo i fiumi e nelle radure, sotto 700 m di quota. 5 6

Nei paesaggi agricoli antichi dell'Africa occidentale questa palma è presente da lungo tempo. Si comporta come specie pioniera, favorita dalle radure e dai terreni rimaneggiati dall'uomo: distinguere popolazioni selvatiche e popolazioni soltanto tollerate o favorite non è sempre semplice. 6 7

Il Sud-est asiatico, esterno all'areale nativo, fornisce tuttavia gran parte della produzione mondiale. Coloni olandesi introdussero quattro piante nell'orto botanico di Bogor, a Giava, nel 1848; la specie raggiunse poi la Malaysia nel 1910. Questi pochi fondatori spiegano in parte la ristretta base genetica delle piantagioni attuali. 4 5

Ciclo e riproduzione

La biologia riproduttiva è monoica: infiorescenze maschili e femminili separate si aprono raramente nello stesso momento sulla medesima pianta, favorendo la fecondazione incrociata. Dall'impollinazione alla piena maturazione del frutto trascorrono 5–6 mesi. 4 5

Gli insetti assicurano quasi interamente l'impollinazione naturale. Il punteruolo Elaeidobius kamerunicus, introdotto deliberatamente nel Sud-est asiatico nel 1980–1981, rese superflue in poche stagioni le costose operazioni di impollinazione manuale praticate prima del suo arrivo. 4 5

Dopo 24 ore di ammollo in acqua tiepida, il seme germina in 2–5 mesi. Il tempo dipende dall'applicazione, nei vivai commerciali, di uno shock termico per interrompere la dormienza, che porta il successo a circa 80 %. In campo la giovane palma produce verso 3 anni, raggiunge la piena produzione a 7–8 anni e viene sfruttata commercialmente per circa 25 anni prima della sostituzione. 6 7

Usi e rischi

Dalla stessa infruttescenza si estraggono olio di palma, dalla polpa, e olio di palmisto, dal seme, in un rapporto di circa 9 a 1. Gli impieghi principali sono gli alimenti trasformati e la cosmesi; la produzione di sapone rappresenta uno sbocco industriale secondario. 7 5

Tra gli usi tradizionali dell'Africa occidentale restano il vino di palma, ottenuto fermentando la linfa di un'infiorescenza recisa, e il cuore di palma, prelevato dalla gemma terminale. Quest'ultimo raccolto uccide la pianta, che ha uno stipite unico e non produce polloni laterali. 5 7

Nessun dato classifica Elaeis guineensis come tossica per le persone o gli animali domestici; Useful Tropical Plants Database non riporta pericoli documentati. Il rischio ambientale principale riguarda l'espansione recente delle monocolture nel Sud-est asiatico, associata alla perdita di foreste tropicali e habitat naturali, una questione distinta dall'ecologia della specie nel suo areale nativo. 7 4

Varietà, confusioni e piante affini

Tre tipi di frutto distinguono il materiale commerciale: Dura, dal guscio spesso e dalla resa oleosa bassa; Pisifera, privo di guscio e generalmente sterile sul lato femminile; Tenera, loro ibrido, con guscio sottile e polpa abbondante, dominante nelle piantagioni dagli anni 1960. 4 3

Gli ibridi interspecifici OxG, incroci con Elaeis oleifera, si diffondono in America Latina per la crescita in altezza più lenta e la maggiore tolleranza al marciume della gemma. La resa in olio è però spesso inferiore a quella del Tenera puro. 3 4

Il confronto più immediato è con Elaeis oleifera: il suo stipite molto più corto e spesso prostrato contrasta con quello eretto della palma africana. Da giovane può somigliare anche alla palma da cocco, ma i frutti chiariscono l'identità: caschi compatti di frutti ovoidali in Elaeis guineensis, una noce isolata e assai più voluminosa in Cocos nucifera. 4

Fonti principali

Domande frequenti

Elaeis guineensis è tossica per cani e gatti?

No, nessun dato classifica Elaeis guineensis come tossica per le persone o gli animali domestici. Le banche dati di riferimento non riportano casi documentati.

Che differenza c’è tra olio di palma e olio di palmisto?

L’olio di palma viene dalla polpa, o mesocarpo, del frutto; quello di palmisto dal seme racchiuso nel guscio. Lo stesso casco fornisce entrambi, in un rapporto di circa 9 a 1 a favore dell’olio di palma.

Che cosa significano Dura, Pisifera e Tenera?

Sono tre tipi di frutto distinti per lo spessore del guscio. Dura ha un guscio spesso, Pisifera ne è privo, mentre Tenera, il loro ibrido, unisce guscio sottile e polpa abbondante ed è oggi il materiale più piantato.

Da dove proviene Elaeis guineensis?

Il suo areale nativo segue la costa atlantica dell’Africa occidentale e centrale, dal Senegal all’Angola. Quasi tutta la produzione attuale viene però dal Sud-est asiatico, dove la specie fu introdotta nel XIX secolo.

Quanto bisogna aspettare per la prima raccolta?

La prima raccolta avviene generalmente 3 anni dopo la messa a dimora in campo; la piena produzione si raggiunge a 7–8 anni. Lo sfruttamento commerciale dura poi circa 25 anni.

Perché le palme da olio vengono ripiantate regolarmente?

Con l’età lo stipite diventa troppo alto per raccogliere efficacemente i caschi a mano. Le piantagioni vengono quindi rinnovate ogni 25 anni circa, indipendentemente dalla salute della palma.

Elaeis guineensis somiglia alla palma da cocco?

Entrambe hanno un tronco unico ad anelli e foglie pennate, ma frutti molto diversi. Elaeis guineensis produce grandi caschi compatti; la noce di cocco è isolata e molto più voluminosa.

Piante simili

Se hai dubbi sulla tossicità di una pianta, chiedi consiglio a un botanico o a un veterinario.