Gramigna comune (Elymus repens, (L.) Gould 1947)

Gramigna comune (Elymus repens) è una Poaceae perenne delle regioni temperate eurasiatiche, oggi diffusa in quasi tutti i continenti. Il rizoma giallastro, appuntito e molto ramificato colonizza i terreni lavorati e ne fa una delle infestanti più difficili da eliminare da orti e colture agricole. Lo stesso rizoma essiccato è impiegato da tempo nella farmacopea francese come blando diuretico.

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Nome scientificoElymus repens
GenereElymus
OrdinePoales

Gramigna comune e Quackgrass

Identità
Tossicità
Non tossico : umani, inclusi bambini, gatti, cani e animali · Da verificare : cavalli
Impegno di cura
Alto
Tipo di pianta
Vivace erbacea · Erbaccia invasiva
Tipo di foglie
Caducifoglia
Durata della vita
Vivace
Paese d'origine
EuropaAsia temperataAfrica settentrionaleFrancia
Habitat
Campi coltivati, incolti, sentieri, pascoli, giardini e scarpate; quasi tutti i suoli salvo quelli più acidi
Stagionalità
Fioritura
Estate
Raccolta
Autunno
Crescita
Dormienza
Riposo invernale
Velocità di crescita
8/10
Tempo di maturazione
Spigatura da giugno ad agosto; successiva maturazione dei semi
Propagazione
Talea di fusto con nodo, Semina
Clima e acqua
Temperatura tollerata
Resistenza al vento
Spighette e rizomi dispersi dal vento e dai macchinari
Irrigazione
Molto poca
Poca
Moderata
Elevata
Molto elevata
Tolleranza alla siccità
Sì
Suolo
Tipi di terreno
Suolo perturbato, Suolo coltivato, Sole a bordo strada
Tolleranza al sale
Non tollerato
Luce e posizione
Esposizione luminosa

Pieno sole

Offrile alcune ore di sole diretto al giorno, preferibilmente al mattino o alla sera.

Pieno sole o leggera mezz’ombra
Esterno
Bordo della strada, Bordo del campo, Cantiere
Aspetto
Altezza30–120 cm
Foglie
Verde
Fiori
VerdeDimensioni0.5–1.5 cm
Frutti
Marrone
Portamento
Gramigna comune (Elymus repens): origine e usi — portamento 1
Corteccia
Verde

Distribuzione mondiale

L’areale nativo di Elymus repens comprende l’Eurasia temperata e l’Africa settentrionale. L’agricoltura l’ha poi introdotta ampiamente come foraggio o accidentalmente con sementi e terra, facendone una delle graminacee infestanti più diffuse nelle regioni temperate del mondo.

  • Autoctona4
  • Introdotta3
  • Invasiva3
  • Europa
  • Asia temperata
  • Africa settentrionale
  • Francia metropolitana
  • Nuova Zelanda
  • Sudafrica
  • Giappone
  • Stati Uniti
  • Canada
  • Australia

Esagoni: regioni in cui è presente la pianta. Punti verdi: area di origine.1

Identità

La Gramigna comune (Elymus repens (L.) Gould, 1947), nota in inglese come Quackgrass, è una specie accettata del genere Elymus, nella famiglia delle Poaceae. Linneo la descrisse nel 1753 come Triticum repens; Frank Walton Gould la trasferì a Elymus nel 1947, dopo il passaggio nel genere Agropyron. 1 2

Per riconoscerla sul terreno, le auricole uncinate, lunghe 1–3 mm, separano subito Elymus repens da Elymus caninus, la graminacea con cui viene spesso confusa e che ne è completamente priva. 4

Nella flora francese, l’INPN mantiene la combinazione Elytrigia repens, ancora ampiamente usata nelle flore europee accanto al nome accettato da POWO. Entrambe le denominazioni indicano la stessa pianta e compaiono anche nei cataloghi di tisane vendute in Francia come chiendent officinal. 3

A renderla tenace è il rizoma giallastro, strisciante e fragile: ogni frammento rimasto isolato nel terreno dopo l’aratura può rigenerare una pianta intera, rendendo inefficace l’estirpazione parziale. Essiccato, lo stesso rizoma figura nella farmacopea francese come blando diuretico. 6

Riconoscimento

L’altezza abituale della gramigna comune è di 30–90 cm, ma i fusti raggiungono 1,2 m nei terreni ricchi e ben esposti. Le foglie strette e piatte, ruvide sulla pagina superiore, spesso si restringono vicino alla punta. 5 4

Superato lo stadio di plantula, le auricole confermano l’identificazione: alla base di ogni foglia spuntano due sottili uncini di 1–3 mm, visibili a occhio nudo, a differenza dei caratteri più minuti necessari per altre graminacee affini. 4

Sulla spiga terminale si allineano due file di spighette aderenti all’asse, senza ramificazioni, talvolta aristate secondo le popolazioni. Nel sottosuolo il rizoma, da giallo pallido a biancastro, si allunga per 60 cm o più e scende fino a 20 cm di profondità; ogni nodo può produrre un germoglio indipendente. 5

Tassonomia e nomi

Il riferimento tassonomico rimane Elymus repens (L.) Gould. POWO riconduce allo stesso taxon combinazioni tuttora utilizzate, tra cui Agropyron repens (L.) P.Beauv., omotipica di Triticum repens L., ed Elytrigia repens (L.) Desv. ex Nevski, preferita in diverse flore europee. 1 3

La sigla AGRRE identifica la specie nella banca dati EPPO. Deriva dal nome Agropyron repens, ma resta in uso nel monitoraggio fitosanitario europeo anche dopo il cambiamento del genere accettato. 7

Fra le somiglianze più insidiose c’è quella con Elymus caninus, privo di auricole e dotato di spighette aristate simili. Un secondo criterio risolve il dubbio: in Elymus repens le glume rimangono attaccate al fusto quando cade la spighetta, mentre in Elymus caninus si staccano insieme al fiore. 8

Habitat e distribuzione

Dall’Eurasia temperata all’Africa settentrionale si estende l’areale nativo di Elymus repens. L’agricoltura ha poi diffuso la specie in quasi tutti i continenti temperati, dove figura tra le graminacee infestanti meglio documentate. 1 5

Nel continente nordamericano è considerata alloctona e invasiva: si trova da un oceano all’altro, fino all’Alaska, ma manca negli Stati del golfo del Messico, troppo caldi per questa graminacea dei climi freschi. 5

Quanto al suolo, la gramigna comune tollera quasi ogni terreno, con pH fra 4,2 e 8,3, e colonizza soprattutto campi lavorati, incolti, sentieri, scarpate e giardini. Questa ampia tolleranza edafica ne fa una pioniera dei terreni disturbati, fra le prime a insediarsi dopo un’aratura o un cantiere, prima che subentrino altre infestanti. 6 5

Ciclo e riproduzione

Semi e rizomi consentono entrambi alla gramigna comune di riprodursi, spiegandone la persistenza. Prevale però la propagazione per rizoma: ogni frammento con un nodo vitale può rigenerare una pianta completa, anche se isolato nel terreno dopo un’aratura. 4 5

In estate avvengono la levata e la spigatura; le spighette maturano in seguito e aggiungono semi alla riserva del terreno, dove possono rimanere per diverse stagioni prima di germinare. 5

Eseguire una sola aratura profonda non distrugge la pianta: frammenta soprattutto la rete di rizomi e disperde i segmenti vitali in nuove zone, ottenendo l’effetto opposto a quello desiderato. 4

Usi e gestione

Nella Farmacopea francese il rizoma essiccato figura come droga medicinale, preparata in decotto per il suo effetto blandamente diuretico e tradizionalmente consigliata contro cistiti e calcoli urinari. I giovani germogli si consumano crudi in insalata in primavera; il rizoma macinato è servito come integrazione della farina durante le carestie. 6

Negli orti e nelle colture agricole la gramigna comune compete presto con le piante vicine per azoto e acqua, riducendo le rese quando la coltura si insedia prima del diserbo. La gestione privilegia l’asportazione completa dei rizomi senza frammentarli, associata a false semine ripetute anziché a un’unica aratura profonda. 5

In agricoltura si ricorre spesso a erbicidi sistemici fogliari durante la piena crescita, ma di frequente occorrono applicazioni ripetute: le gemme dormienti dei rizomi possono sopravvivere al primo trattamento e ripartire nella stagione successiva. 4

Confusioni e piante affini

Il nome comune può indicare graminacee diverse, creando equivoci. La gramigna comune, dai rizomi striscianti e tipica dei climi temperati, va distinta da Cynodon dactylon, appartenente a un altro genere e più frequente nei tappeti erbosi dei climi miti. 3

Per distinguere le specie sul posto conviene osservare:

  • le auricole uncinate, assenti in Elymus caninus;
  • il rizoma giallastro e fragile di Elymus repens;
  • la permanenza o la caduta delle glume quando si stacca la spighetta, utile fra i due Elymus;
  • il nome scientifico, riferimento stabile rispetto ai nomi vernacolari regionali.

Da questi caratteri dipende anche la gestione: il rizoma di Cynodon dactylon reagisce diversamente all’estirpazione e agli erbicidi rispetto a quello della gramigna comune. 8

Fonti principali

Domande frequenti

La gramigna comune è tossica per gatti o cani?

Non è documentata alcuna tossicità. Gatti e cani brucano volentieri questa graminacea, un comportamento associato alla regolazione digestiva anziché al rischio di intossicazione.

Perché la gramigna comune è difficile da eliminare?

Ogni frammento del rizoma giallastro dotato di un nodo può ricrescere, anche dopo un’estirpazione parziale. Un’unica aratura profonda frammenta e disperde la rete anziché distruggerla.

Elymus repens e la gramigna dei prati sono la stessa pianta?

No. Il nome gramigna può indicare sia Elymus repens, dai rizomi striscianti e diffusa nei climi temperati, sia Cynodon dactylon, di un genere diverso e più comune nei prati dei climi miti. Rizoma e auricole permettono di distinguerle.

A cosa serve il rizoma di gramigna comune in fitoterapia?

Essiccato e preparato in decotto, è tradizionalmente impiegato come blando diuretico contro cistiti e calcoli urinari; per questo figura nella Farmacopea francese.

Come distinguere Elymus repens da Elymus caninus?

Le auricole uncinate alla base delle foglie sono presenti in Elymus repens e assenti in Elymus caninus. Anche il comportamento delle glume alla caduta della spighetta conferma la distinzione.

Da dove proviene la gramigna comune?

Il suo areale nativo comprende l’Eurasia temperata e l’Africa settentrionale. L’agricoltura l’ha poi diffusa in quasi tutti i continenti, dove è oggi tra le infestanti più comuni dei terreni coltivati.

La gramigna comune è commestibile?

Il rizoma essiccato e macinato è stato usato per fare il pane durante le carestie. I giovani germogli si mangiano crudi in insalata, ma il fogliame diventa presto fibroso e poco appetibile.

Piante simili

Se hai dubbi sulla tossicità di una pianta, chiedi consiglio a un botanico o a un veterinario.