Nespolo del Giappone (Eriobotrya japonica, )
Nespolo del Giappone (Eriobotrya japonica (Thunb.) Lindl., 1821) è un albero da frutto sempreverde delle Rosaceae, originario dei monti subtropicali della Cina sudoccidentale. Fiorisce in autunno o in inverno, una particolarità rara negli alberi da frutto, e i frutti maturano soltanto alla fine dell’inverno o all’inizio della primavera.
Leggi di piùNespolo del Giappone, Loquat e Pípá
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Distribuzione mondiale
L’areale nativo di Eriobotrya japonica comprende i monti subtropicali della Cina sudoccidentale, fra 900 e 2.000 m, con un probabile centro di domesticazione nello Hubei. Coltivato in Giappone da oltre mille anni e nel Mediterraneo dal XVII secolo, si naturalizza fuori dall’areale originario grazie ai semi dispersi da uccelli e mammiferi. In Australia, alle Hawaii, alla Réunion e in Sudafrica può diventare invasivo.
- Autoctona1
- Introdotta3
- Invasiva4
- Cina
- Giappone
- India
- Cile
- Australia orientale
- Hawaii
- Réunion
- Sudafrica
Esagoni: regioni in cui è presente la pianta. Punti verdi: area di origine.1
Identità
Il Nespolo del Giappone (Eriobotrya japonica (Thunb.) Lindl., 1821), noto anche come Loquat, è un albero da frutto sempreverde delle Rosaceae, tribù Maleae. Carl Peter Thunberg lo descrisse nel 1784 come Mespilus japonica; John Lindley lo trasferì nel 1821 al nuovo genere Eriobotrya, separandolo dai veri nespoli. 1 5
Il termine Eriobotrya unisce il greco erion, lana, e botrys, grappolo: significa quindi “grappolo lanoso”. Rami giovani, gemme e pannocchie fiorali sono coperti da una peluria cotonosa utile per riconoscerlo. I nomi francesi bibacier e bibassier derivano dal cinese Pípá, nome del frutto e di uno strumento a corde dalla forma simile; allo stesso accostamento si deve il nome del lago Biwa, vicino a Kyoto. 5
Riconoscimento
Le foglie semplici e alterne raggiungono 25 cm, sono coriacee e dentate, verde scuro lucido sopra e tomentose, di colore ruggine, sotto. Questa pagina inferiore feltrosa manca nel lauroceraso e nell’olivo, due sempreverdi dall’aspetto vagamente simile ma con il rovescio liscio e glabro. È un carattere immediato, osservabile senza lente né chiave botanica. 3 5
Una fioritura in autunno o all’inizio dell’inverno è rara per un albero da frutto. Le pannocchie terminali sono bianche e profumate, mentre la maturazione arriva a fine inverno o inizio primavera. Il fiore gela già a -5 °C: un tardo autunno mite condiziona dunque direttamente l’abbondanza del raccolto seguente. 3 5
Il frutto ovoidale misura 3–5 cm, dal giallo arancio all’avorio secondo la cultivar. La polpa succosa e acidula racchiude da uno a cinque grandi semi bruno neri. Negli esemplari da seme non selezionati la polpa è sottile; le migliori selezioni da frutto hanno semi più piccoli e una maggiore parte carnosa. 2 5
Tassonomia utile
La specie accettata rimane Eriobotrya japonica, ma il suo inquadramento è stato riesaminato nel 2020. Uno studio del genoma cloroplastico e del DNA ribosomiale nucleare ha collocato geneticamente Eriobotrya all’interno di Rhaphiolepis, portando alla pubblicazione di Rhaphiolepis loquata B.B.Liu & J.Wen come possibile nome sostitutivo. 9
Alcuni botanici hanno poi proposto di conservare Eriobotrya come nome di genere nonostante l’affinità genetica con Rhaphiolepis, per mantenere un nome orticolo e commerciale consolidato da due secoli. Le banche dati di riferimento trattano ancora Eriobotrya japonica come nome accettato e Rhaphiolepis loquata come sinonimo omotipico: un’informazione utile quando il secondo compare in vivaio. 1
Fra i sinonimi più antichi figurano Photinia japonica (Thunb.) Hemsl., Crataegus bibas Lour. e Pyrus bibas (Lour.) M.F.Fay & Christenh.. Non indicano specie diverse, ma successive riclassificazioni dello stesso taxon durante le revisioni del genere. 1
Habitat e distribuzione
Le montagne subtropicali della Cina sudoccidentale, fra 900 e 2.000 m, costituiscono l’areale nativo. Il sequenziamento di piante selvatiche del Sichuan e dello Yunnan suggerisce un centro di domesticazione nello Hubei. In Cina la coltivazione è attestata da circa due millenni, ben prima dell’introduzione in Giappone. 5
Dal Giappone, dove è coltivato e naturalizzato da oltre mille anni, il Nespolo del Giappone raggiunse il Mediterraneo nel XVII secolo, poi India, Americhe e Oceania. Nell’area cinese di domesticazione primaria sono state descritte oltre mille cultivar; Giappone e Spagna conservano importanti collezioni varietali. 5 4
I frutti maturi richiamano uccelli e mammiferi che trasportano i semi lontano dai frutteti. Fuori dall’areale originario la specie è segnalata come invasiva in varie regioni mediterranee, in Australia, alle Hawaii, alla Réunion e in Sudafrica, dove può formare popolamenti densi nel sottobosco o lungo i corsi d’acqua. 7
Ciclo e riproduzione
Da seme fresco la germinazione richiede meno di un mese, ma la prima fruttificazione arriva dopo 7–10 anni e in genere offre meno polpa rispetto alle cultivar innestate. La propagazione commerciale ricorre soprattutto all’innesto, a spacco, a gemma o a corona, su franco di nespolo per gli alberi ad alto fusto oppure su cotogno e biancospino per le forme nane. 5
Una pianta innestata può fruttificare da 2 anni, ma la sua vita scende a circa 20 anni, contro i 40 di un albero innestato su franco di Nespolo del Giappone. Margotta aerea e talea sono metodi affidabili ma più lenti, usati soprattutto per la propagazione ornamentale. 5
Dopo l’allegagione, un primo diradamento conserva soltanto le infiorescenze terminali, più precoci e produttive. Un secondo passaggio a fine inverno lascia 2 o 3 frutti per grappolo, aumentandone la pezzatura e limitando l’alternanza biennale fra raccolti abbondanti e scarsi. In Giappone talvolta si insacchettano i grappoli per favorire la maturazione e proteggerli dagli uccelli. 5
Usi e rischi
La polpa si mangia fresca, cotta o trasformata in sciroppi, vino e liquori; apporta vitamina A, vitamina B6, potassio e ferro. Le foglie essiccate e infuse danno una tisana tradizionale diffusa in Cina e Giappone; nella farmacopea cinese sono usate anche come cataplasma. 3 5
I semi, a differenza della polpa, contengono glicosidi cianogenici come l’amigdalina, capaci di liberare acido cianidrico quando vengono spezzati e digeriti. Un’analisi di semi essiccati ha misurato in media 5.900 mg/kg di amigdalina, con il rischio di superare la dose acuta di riferimento per il cianuro in oltre metà dei campioni. L’ingestione di molti semi spezzati può provocare sintomi dalla debolezza alle convulsioni. 8 3
Dall’amigdalina si è a lungo prodotto il laetrile, un presunto trattamento antitumorale la cui efficacia non è mai stata dimostrata e la cui vendita è vietata negli Stati Uniti. L’uso tradizionale di piccole quantità di semi tostati come surrogato del caffè non elimina la prudenza necessaria con semi crudi o spezzati in quantità. 5
Varietà, confusioni e piante affini
Due gruppi orticoli tradizionali si distinguono per la forma del frutto. Il gruppo cinese comprende cultivar a foglia stretta e frutto arancione, piriforme o rotondo, generalmente precoci: vi rientrano Tanaka, selezione tardiva e resistente al freddo introdotta negli Stati Uniti nel 1902, e Algérie, dolce e di mezza stagione, la più coltivata in Andalusia. Il gruppo giapponese ha foglie larghe e frutti giallo chiaro più tardivi, come Champagne e Advance, selezionate in California da C. P. Taft all’inizio del Novecento. 5
Il nome richiama il nespolo comune (Mespilus germanica), un albero diverso che resiste ai climi freddi, nelle zone USDA 5–8, e dà frutti da consumare ammezziti. Il Nespolo del Giappone richiede invece caldo, nelle zone USDA 8–11, e si raccoglie maturo. Thunberg aveva inizialmente collocato la specie in Mespilus, prima che Lindley la separasse nel 1821. 4 5
Fonti principali
- Plants of the World Online / Kew, Eriobotrya japonica (Thunb.) Lindl.
- Royal Horticultural Society, Eriobotrya japonica (F), Japanese loquat
- NC State Extension, Eriobotrya japonica (Japanese medlar, Japanese plum, loquat)
- Plants For A Future, Eriobotrya japonica, loquat
- Wikipédia, Eriobotrya japonica
- Wikipedia, Loquat
- Brisbane City Council weed profile, Loquat (Eriobotrya japonica)
- Quantification of amygdalin, prunasin, total cyanide and free cyanide in powdered loquat seeds, PubMed
- Liu, Liu, Hong & Wen (2020), Eriobotrya belongs to Rhaphiolepis (Maleae, Rosaceae)
Domande frequenti
Il Nespolo del Giappone è tossico?
La polpa si consuma comunemente e non presenta rischi particolari. I semi contengono invece glicosidi cianogenici, fra cui l’amigdalina, che possono liberare acido cianidrico se spezzati e ingeriti in quantità.
Il Nespolo del Giappone è lo stesso albero del nespolo comune?
No. Il nespolo comune (Mespilus germanica) resiste ai climi freddi e dà frutti da consumare ammezziti. Il Nespolo del Giappone richiede un clima caldo e si raccoglie maturo: le due specie condividono soltanto il nome comune.
Perché il Nespolo del Giappone fiorisce in autunno?
È una particolarità rara negli alberi da frutto, legata all’origine subtropicale. Alla fioritura autunnale o invernale segue una lenta maturazione, che si conclude alla fine dell’inverno o all’inizio della primavera.
Si possono mangiare i semi del Nespolo del Giappone?
È sconsigliato. Contengono amigdalina, a lungo impiegata per produrre il laetrile, un presunto trattamento antitumorale mai dimostrato efficace. Il consumo in grandi quantità espone a un rischio concreto di intossicazione da cianuro.
Serve innestare il Nespolo del Giappone per avere presto i frutti?
Una pianta da seme impiega 7–10 anni e spesso produce poca polpa. Una pianta innestata su franco di nespolo o su cotogno fruttifica già da 2 anni e conserva le qualità della cultivar scelta.
Il Nespolo del Giappone è invasivo?
È segnalato come invasivo in varie regioni fuori dall’areale nativo, fra cui Australia, Hawaii e Sudafrica, dove gli uccelli disperdono i semi lontano dai frutteti.
Quale temperatura minima tollera un Nespolo del Giappone adulto?
Un albero adulto ben attecchito resiste fino a circa -11 °C. I fiori sono molto più delicati e gelano già a -5 °C, mettendo a rischio il raccolto successivo durante un’ondata di freddo tardoautunnale.
Piante simili
Se hai dubbi sulla tossicità di una pianta, chiedi consiglio a un botanico o a un veterinario.


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