Euforbia catapuzia (Euphorbia lathyris, L. 1753)

Euforbia catapuzia (Euphorbia lathyris L., 1753) è una biennale delle Euphorbiaceae originaria dell'Asia centrale e del Pakistan, oggi ampiamente naturalizzata in Europa e Nord America. Il portamento rigido, le foglie opposte disposte a croce e la linfa bianca molto irritante la rendono facile da riconoscere, ma pericolosa da maneggiare senza precauzioni.

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Nome scientificoEuphorbia lathyris
GenereEuphorbia
OrdineMalpighiales

Euforbia catapuzia, Caper spurge, Moleplant e Gopher plant

Identità
Tossicità
Linfa molto irritante e tossica per contatto o ingestione
Impegno di cura
Basso
Tipo di pianta
Erbacea · Avventizio
Tipo di foglie
Sempreverde
Durata della vita
Biennale
Paese d'origine
Asia centrale e Pakistan
Habitat
Boschi radi e margini su suoli non acidi; incolti, bordi stradali e giardini nelle aree di naturalizzazione
Stagionalità
Fioritura
PrimaveraEstate
Crescita
Dormienza
Nessun periodo di riposo
Velocità di crescita
6/10
Tempo di maturazione
Rosetta il primo anno; fiori e frutti il secondo, tra maggio e agosto
Propagazione
Semina, Talea
Clima e acqua
Temperatura
Resistenza al freddo
Resistenza al vento
Fusto rigido, si sostiene bene senza tutore
Irrigazione
Molto poca
Poca
Moderata
Elevata
Molto elevata
Tolleranza alla siccità
Sì
Suolo
pH del suolo
Tipi di terreno
Suolo drenato, Suolo leggero e sabbioso
Tolleranza al sale
Non tollerato
Luce e posizione
Esposizione luminosa

Pieno sole

Offrile alcune ore di sole diretto al giorno, preferibilmente al mattino o alla sera.

Pieno sole, tollera una leggera mezzombra
Esterno
Bordo della strada, Rudere urbano, Bordo dell'orto
Aspetto
Altezza60–150 cmLarghezza20–50 cm
Foglie
Verde
Euforbia catapuzia (Euphorbia lathyris): origine e usi — foglie 1
Euforbia catapuzia (Euphorbia lathyris): origine e usi — foglie 2
Euforbia catapuzia (Euphorbia lathyris): origine e usi — foglie 3
Euforbia catapuzia (Euphorbia lathyris): origine e usi — foglie 4
Euforbia catapuzia (Euphorbia lathyris): origine e usi — foglie 5
Fiori
GialloVerdeDimensioni0.3–0.5 cm
Euforbia catapuzia (Euphorbia lathyris): origine e usi — fiori 1
Euforbia catapuzia (Euphorbia lathyris): origine e usi — fiori 2
Euforbia catapuzia (Euphorbia lathyris): origine e usi — fiori 3
Euforbia catapuzia (Euphorbia lathyris): origine e usi — fiori 4
Euforbia catapuzia (Euphorbia lathyris): origine e usi — fiori 5
Frutti
VerdeMarrone
Euforbia catapuzia (Euphorbia lathyris): origine e usi — frutti 1
Euforbia catapuzia (Euphorbia lathyris): origine e usi — frutti 2
Euforbia catapuzia (Euphorbia lathyris): origine e usi — frutti 3
Euforbia catapuzia (Euphorbia lathyris): origine e usi — frutti 4
Euforbia catapuzia (Euphorbia lathyris): origine e usi — frutti 5
Portamento
Euforbia catapuzia (Euphorbia lathyris): origine e usi — portamento 1
Euforbia catapuzia (Euphorbia lathyris): origine e usi — portamento 2
Euforbia catapuzia (Euphorbia lathyris): origine e usi — portamento 3
Euforbia catapuzia (Euphorbia lathyris): origine e usi — portamento 4
Euforbia catapuzia (Euphorbia lathyris): origine e usi — portamento 5
Corteccia
Verde
Euforbia catapuzia (Euphorbia lathyris): origine e usi — corteccia 1
Euforbia catapuzia (Euphorbia lathyris): origine e usi — corteccia 2
Euforbia catapuzia (Euphorbia lathyris): origine e usi — corteccia 3
Euforbia catapuzia (Euphorbia lathyris): origine e usi — corteccia 4
Euforbia catapuzia (Euphorbia lathyris): origine e usi — corteccia 5

Distribuzione mondiale

L'areale nativo di Euphorbia lathyris è limitato all'Asia centrale e al Pakistan, dalla Cina occidentale al Kirghizistan. La pianta è coltivata e naturalizzata da tempo nell'Europa mediterranea, Francia compresa, e in Nord America, dove diversi Stati ne sorvegliano il potenziale invasivo.

  • Autoctona1
  • Introdotta4
  • Asia centrale e Pakistan
  • Francia metropolitana
  • Europa mediterranea
  • Stati Uniti
  • Australia

Esagoni: regioni in cui è presente la pianta. Punti verdi: area di origine.1

Identità

Euforbia catapuzia (Euphorbia lathyris L., 1753) è una pianta biennale del genere Euphorbia, nella famiglia delle Euphorbiaceae. Plants of the World Online riconosce come accettato questo nome, pubblicato da Linneo nel 1753. 1

L'antico impiego di linfa e semi come purgante drastico sopravvive nel nome francese épurge: oggi questo uso medicinale è abbandonato per l'eccessiva tossicità. Il nome inglese caper spurge richiama invece le capsule con tre semi, un tempo lasciate a lungo in acqua salata e poi aceto per imitare i capperi, nonostante il rischio di avvelenamento. 2

Riconoscimento

Un fusto eretto, rigido e non ramificato sotto l'infiorescenza caratterizza Euphorbia lathyris, alta da 60 cm a 1,50 m secondo terreno e clima. La rigidità del fusto, insolita nelle euforbie di questa taglia, permette alla pianta di reggersi senza tutore anche in un giardino esposto al vento. 3 4

Rispetto alle euforbie spontanee europee, nelle quali prevalgono le foglie alterne, il segno più affidabile è la disposizione a croce, qui più evidente che nelle specie vicine: foglie sessili, glauche e lanceolate formano coppie opposte ruotate di 90° tra nodi successivi. In cima compare, dalla tarda primavera all'estate, un'ombrella di ciazi giallo-verdi, larghi ciascuno da 3 a 5 mm. 3

Dal ciazio impollinato si sviluppa una capsula tricocca a tre lobi: maturando ricorda il frutto del cappero, poi esplode e scaglia i semi. Una ferita al fusto o alle foglie libera subito una linfa bianca lattiginosa, segnale che invita a evitare contatti prolungati. La linfa protegge la pianta dalla maggior parte degli erbivori; solo le mosche impollinatrici si avvicinano senza rischio ai ciazi. 2 4

Tassonomia utile

Euphorbia lathyris L., pubblicato nel 1753 nel protologo originale di Linneo, resta il nome accettato da Plants of the World Online. La specie appartiene alle Euphorbiaceae e al vasto genere Euphorbia, che riunisce diverse migliaia di specie dal lattice spesso irritante. 1

Nelle flore antiche compare talvolta una varietà minore, Euphorbia lathyris var. minor Hook. & Arn., oggi priva di uno status orticolo riconosciuto: il riferimento stabile resta la specie tipo. Il genere Euphorbia condivide un carattere tassonomico, il ciazio, infiorescenza compatta che simula un fiore unico ma riunisce più fiori ridotti attorno a un fiore femminile centrale. 1

Habitat e distribuzione

In natura Euphorbia lathyris è originaria soltanto dell'Asia centrale e del Pakistan, dalla Cina occidentale al Kirghizistan. Vi cresce nei boschi radi, su suoli non acidi con pH compreso fra 6 e 7,5. 1 2

Sul territorio francese è introdotta da tempo, da cinquanta a cento anni secondo i repertori regionali, senza comportamento invasivo documentato. L'INPN la registra come euphorbe épurge e ne segnala la presenza nella maggior parte delle regioni. 6

Portata in Nord America come pianta da giardino, si è naturalizzata in una ventina di Stati, dalle zone interne alla costa. La tolleranza climatica, da -15 °C in inverno a 35 °C in estate nelle zone USDA 5–9, spiega in parte questa diffusione. In California il Cal-IPC la colloca nella categoria di osservazione «Watch», meno restrittiva di un divieto: i semi possono viaggiare con acqua, macchinari agricoli e scarti di giardinaggio. 5

Ciclo e riproduzione

Il ciclo di Euphorbia lathyris è biennale e monocarpico. Ogni seme, bruno e ovale, misura 4–5 mm e germina in 2–3 settimane quando il terreno raggiunge 20 °C; il primo anno la giovane pianta forma una rosetta bassa. Questa supera l'inverno senza danni, poi nella primavera successiva emette un fusto fiorale rigido e muore dopo la fruttificazione. 4

Fra maggio e giugno si aprono i ciazi giallo-verdi, riuniti in un'ombrella terminale a due o quattro raggi. La pianta è monoica, con fiori maschili e femminili distinti sullo stesso individuo, e viene impollinata dalle mosche. 2

A maturità la capsula tricocca esplode meccanicamente, lanciando i tre semi a diversi metri dalla pianta madre. Questa dispersione balistica, più efficace del vento per la specie, basta a spiegare la rapida comparsa di colonie dense nei giardini dove i fusti non vengono tagliati in tempo. 4

Usi e rischi

Nella linfa bianca di Euphorbia lathyris sono presenti esteri diterpenici irritanti: il contatto provoca arrossamenti, vesciche e talvolta reazioni fotosensibili, anche con materiale essiccato da diversi giorni. Il contatto ripetuto è documentato come preoccupante per la pelle, motivo per indossare guanti anche durante la potatura. Rispetto a questa tossicità, afidi e oidio sulle foglie restano problemi minori e non richiedono trattamenti sistematici. 2

Se ingerita, l'intera pianta è tossica per gatti, cani, cavalli e bambini: causa irritazione orale e digestiva, salivazione e vomito, con sintomi documentati come più gravi rispetto ad altre euforbie comuni. 7

Già usata come purgante e vermifugo, la catapuzia ha perso il suo impiego medicinale perché il margine fra dose attiva e dose tossica è considerato troppo stretto. I semi, con un contenuto d'olio fino al 48% del peso, interessano piuttosto la ricerca sui biocarburanti. Già dal 1977 il chimico Melvin Calvin studiava il lattice ricco di triterpeni come possibile fonte di combustibile. 2 8

Ai margini degli orti viene talvolta piantata per un presunto effetto repellente su talpe e arvicole, credenza antica che le stesse fonti orticole giudicano non dimostrata. Un solo esemplare, in particolare, non basta ad allontanare una colonia di talpe insediata: soltanto una bordura fitta di più piante si avvicina all'uso tradizionale descritto dai giardinieri. 4

Varietà, confusioni e piante affini

Per Euphorbia lathyris non esistono veri cultivar orticoli: è una pianta semiselvatica, mai selezionata per l'ornamento, a differenza di euforbie da giardino come Euphorbia characias. 3

Fra le altre euforbie con lattice presenti in Francia, meritano attenzione Euphorbia peplus, molto più piccola e con foglie alterne non decussate, ed Euphorbia helioscopia, con infiorescenze a ombrella giallo vivo e foglie arrotondate. Rispetto a entrambe, in Euphorbia lathyris le foglie a croce si verificano sul campo più rapidamente dell'altezza del fusto o del colore dei ciazi.

Il nome inglese non implica alcuna parentela botanica con il cappero (Capparis spinosa): il paragone dipende solo dalla forma della capsula e non indica un uso alimentare sicuro.

Fonti principali

Domande frequenti

L’euforbia catapuzia è tossica?

Sì. La linfa bianca contiene esteri diterpenici irritanti e ingerire qualsiasi parte della pianta è tossico per gatti, cani, cavalli e bambini.

L’euforbia catapuzia tiene davvero lontane le talpe?

La credenza è antica, ma le fonti orticole attuali la definiscono priva di dimostrazione scientifica; non sostituisce un metodo di controllo efficace.

Si possono mangiare i semi di euforbia catapuzia come capperi?

Esisteva un uso storico dopo un lungo ammollo in acqua salata e poi aceto, oggi sconsigliato per la tossicità documentata della pianta.

Come riconoscere l’euforbia catapuzia sul campo?

Il carattere più affidabile è la disposizione delle foglie opposte, ruotate di 90° tra un nodo e il successivo: formano una croce regolare lungo il fusto rigido.

Da dove proviene l’euforbia catapuzia?

L’areale nativo è limitato all’Asia centrale e al Pakistan; è introdotta da tempo in Europa, Francia compresa, e più recentemente in Nord America.

L’euforbia catapuzia è invasiva?

In California il Cal-IPC la colloca nella categoria di osservazione «Watch», anziché fra le specie regolamentate; in Francia non è documentata come invasiva, pur essendovi presente da tempo.

Come maneggiare l’euforbia catapuzia in sicurezza?

Indossare guanti e occhiali protettivi per potarla o estirparla, sciacquare abbondantemente pelle o occhi dopo il contatto con la linfa e tenerla lontana da bambini e animali.

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Se hai dubbi sulla tossicità di una pianta, chiedi consiglio a un botanico o a un veterinario.