Gular (Ficus racemosa, L. 1753)

Ficus racemosa (Ficus racemosa), detto anche udumbara, è un grande albero delle Moraceae originario del Pakistan, del subcontinente indiano, del Sud-est asiatico e dell’Australia settentrionale. Si riconosce dai fichi riuniti in densi grappoli direttamente sul tronco e sui rami maggiori; ha un ruolo sacro nell’induismo e nel buddismo.

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Nome scientificoFicus racemosa
GenereFicus
OrdineRosales

Gular, Udumbara, Cluster fig e Country fig

Identità
Tossicità
Prudenza : umani, gatti, cani e animali
Impegno di cura
Moderato
Tipo di pianta
Tipo di foglie
Semisempreverde
Durata della vita
Vivace
Paese d'origine
IndiaSri LankaThailandiaVietnamIndonesiaCinaAustralia
Habitat
Foreste monsoniche aperte, rive fluviali e zone con falda alta, dal livello del mare a 1 700 m
Stagionalità
Fioritura
PrimaveraEstateAutunnoInverno
Raccolta
PrimaveraEstateAutunnoInverno
Crescita
Dormienza
Nessun periodo di riposo
Velocità di crescita
8/10
Tempo di maturazione
Primi fichi dopo diversi anni; portamento adulto in alcuni decenni
Propagazione
Talea, Semina, Talea aerea
Clima e acqua
Temperatura
Resistenza al freddo
Resistenza al vento
Buona, tronco massiccio, talvolta con contrafforti alla base
Umidità
50–80 %
Irrigazione
Molto poca
Poca
Moderata
Elevata
Molto elevata
Tolleranza alla siccità
Sì
Suolo
pH del suolo
Tipi di terreno
Terreno ricco, Suolo profondo, Suolo drenato
Tolleranza al sale
Non tollerato
Luce e posizione
Esposizione luminosa

Pieno sole

Pieno sole o leggera mezz’ombra
Esterno
Serra calda, Terra piena
Vasi
Grande bacino
Aspetto
Altezza1000–3000 cmLarghezza800–2000 cm
Foglie
Verde
Fiori
Verde
Frutti
VerdeArancioneRosso
Portamento
Ficus racemosa: origine e usi — portamento 1
Corteccia
Marrone

Distribuzione mondiale

L’areale nativo di Ficus racemosa va dal Pakistan al subcontinente indiano e al Sud-est asiatico continentale e insulare, fino all’Australia settentrionale, con popolazioni nella Cina meridionale. L’albero è coltivato per l’ombra e come albero sacro anche molto oltre questo areale originario.

  • Autoctona7
  • Introdotta1
  • India
  • Sri Lanka
  • Thailandia
  • Vietnam
  • Indonesia
  • Cina meridionale
  • Australia (Territorio del Nord)
  • Hong Kong

Esagoni: regioni in cui è presente la pianta. Punti verdi: area di origine.1

Identità

Ficus racemosa (Ficus racemosa L., 1753), albero del genere Ficus e della famiglia delle Moraceae, si riconosce anzitutto dai fichi: crescono in densi grappoli sul tronco e sui rami maggiori, anziché all’ascella delle foglie. Carl von Linné descrisse la specie con questo nome nel 1753, nel secondo volume dello Species Plantarum. Il nome resta accettato, nonostante la persistenza del sinonimo Ficus glomerata nel commercio orticolo. 1 2

La parola sanscrita udumbara designa albero e frutto nei più antichi testi vedici, l’Atharvaveda e lo Shatapatha Brahmana, dove è associata alla prosperità. Il nome hindi gular, più comune nell’uso quotidiano in India, indica lo stesso albero, piantato vicino ai templi e ai punti d’acqua. 11

Riconoscimento

Una chioma espansa e irregolare caratterizza questo grande albero, che raggiunge comunemente 10–30 m di altezza. Negli esemplari anziani il tronco può superare 1 m di diametro e presenta talvolta contrafforti alla base. 7 8

Grigio-bruna e liscia negli alberi giovani, la corteccia si sfalda in piccole scaglie con l’età. Come negli altri Ficus, una minima ferita fa subito fuoriuscire lattice bianco: un indizio utile per riconoscere il genere prima ancora di esaminare foglie e frutti. 8 5

Semplici e alterne, le foglie sono ellittiche o ovato-lanceolate, lunghe 6–18 cm e larghe 3–8 cm, verde scuro e lucide sulla pagina superiore. Rispetto ad altri fichi coltivati, spiccano i siconi riuniti in densi grappoli direttamente sul tronco e sui rami maggiori anziché all’ascella delle foglie. Misurano 2,5–4 cm di diametro e dal verde diventano arancio o rosso scuro a maturità. 7 8

Tassonomia utile

Linné pubblicò la specie nello Species Plantarum, volume 2, pagina 1060, nel 1753. Nella letteratura ayurvedica antica e nel commercio resta diffuso un sinonimo botanico; anche diverse varietà sono oggi ricondotte alla sinonimia della specie:

  • Ficus glomerata Roxb. (sinonimo storico)
  • Ficus glomerata var. chittagonga (Miq.) King (varietà in sinonimia)
  • Ficus racemosa var. miquelii (King) Corner (varietà in sinonimia)
  • Ficus racemosa var. mollis (Miq.) M.F.Barrett (varietà in sinonimia)

Particolare attenzione merita Ficus glomerata: questo nome circola ancora nel commercio orticolo e in parte della letteratura ayurvedica, benché il nome scientifico accettato rimanga Ficus racemosa. 1 3

Habitat e distribuzione

Dal Pakistan al subcontinente indiano, al Sud-est asiatico continentale e insulare e fino all’Australia settentrionale si estende l’areale nativo di Ficus racemosa, con popolazioni nella Cina meridionale. Cresce nelle foreste monsoniche aperte e lungo i corsi d’acqua, dal livello del mare a circa 1 700 m. 5 7

Dopo l’attecchimento Ficus racemosa tollera sia le inondazioni stagionali sia periodi di siccità. Questo favorisce la sua presenza lungo le rive e nelle foreste a galleria dell’Asia tropicale. 6

Quanto alla conservazione, la specie rientra nella categoria UICN a minor rischio, senza minacce individuate sull’intero areale. 4

Ciclo e riproduzione

Una vespa impollinatrice, Ceratosolen fusciceps, è al centro del mutualismo obbligato di Ficus racemosa. Entra nel fico chiuso attraverso un ostiolo per fecondare i fiori interni, invisibili dall’esterno. Uno studio su popolazioni continentali del Sud-est asiatico ha individuato una sola specie di vespa impollinatrice per questo fico. La specificità impedisce la produzione di frutti fertili fuori dall’areale nativo, dove manca la vespa. 12

La fioritura nascosta rafforza il carattere sacro dell’udumbara. Nella tradizione induista radici, corteccia e rami sono associati alla triade Brahma, Vishnu e Shiva; le donne venerano tradizionalmente l’albero per la prosperità e la discendenza. 11

Nell’areale originario la fruttificazione è quasi continua durante l’anno, senza un picco stagionale netto. In coltivazione la talea di porzioni di fusto lunghe 4–12 cm, lasciate asciugare alcuni giorni prima dell’impianto, è molto più rapida della semina. I semi germinano più lentamente, soprattutto sotto i 20 °C. 5 8

Usi e rischi

L’Ayurveda e la medicina unani impiegano tradizionalmente la corteccia astringente contro le emorragie e le foglie per calmare la diarrea. Prove tossicologiche sugli estratti segnalano però epatotossicità e nefrotossicità reversibili ad alte dosi negli animali di laboratorio. Un uso tradizionale non equivale quindi a un uso privo di rischio a dosi non controllate. 9

Arancio o rosso scuro a maturità, il frutto è commestibile e viene consumato fresco, secco o in conserva in varie regioni asiatiche; quello verde, più astringente, viene talvolta cotto come verdura. Il rischio principale riguarda il lattice, ricco di ficina, irritante per pelle e bocca al contatto. In cani, gatti ed esseri umani può causare irritazione cutanea o dermatite da contatto, senza ulteriore gravità sistemica documentata. 6 10

Varietà, confusioni e piante affini

Per Ficus racemosa non esistono cultivar orticole stabilizzate paragonabili alle forme variegate di altri fichi da interno. Gli esemplari venduti come bonsai o forme nane restano selezioni commerciali, senza rango botanico distinto dalla specie tipo. 1

Il confronto con alcune specie vicine chiarisce possibili confusioni:

  • Ficus glomerata Roxb. non è una specie diversa, ma un sinonimo storico dello stesso taxon, ancora diffuso nella letteratura ayurvedica;
  • Ficus sycomorus è un altro grande fico caulifloro, originario però dell’Africa anziché dell’Asia;
  • Ficus benghalensis, il baniano, condivide l’habitat sudasiatico ma sviluppa radici aeree molto più invadenti.

La chioma espansa, la corteccia che si sfalda in scaglie e i grappoli di fichi sul tronco sono riferimenti utili per riconoscere Ficus racemosa nel confronto con Ficus glomerata e Ficus sycomorus. 8 7

Fonti principali

Domande frequenti

Ficus racemosa è tossico?

Il lattice bianco, ricco di ficina, può irritare pelle e bocca per contatto. È richiesta cautela per cani, gatti ed esseri umani; il frutto maturo è invece commestibile e viene consumato localmente.

Perché i fichi crescono direttamente sul tronco?

È la caulifloria, una strategia che concentra i frutti sul legno vecchio anziché alle estremità di rametti troppo sottili. Facilita l’accesso a macachi, scoiattoli giganti e uccelli frugivori.

Che differenza c’è fra Ficus racemosa e Ficus glomerata?

Nessuna dal punto di vista botanico. Ficus glomerata Roxb. è un sinonimo storico oggi incluso nella sinonimia di Ficus racemosa, il nome scientifico accettato secondo Plants of the World Online.

Si può coltivare Ficus racemosa dove gela?

Non in piena terra: l’albero non tollera gelate. Si coltiva in grandi contenitori in serra riscaldata, oppure come bonsai per limitarne le dimensioni adulte, molto superiori a quelle compatibili con un interno.

Perché nei testi vedici questo albero si chiama udumbara?

Il nome sanscrito udumbara compare nell’Atharvaveda e nello Shatapatha Brahmana, dove l’albero simboleggia la prosperità. Nella tradizione induista radici, corteccia e rami sono associati alla triade Brahma, Vishnu e Shiva.

Il frutto di Ficus racemosa è commestibile?

Il frutto maturo, arancio o rosso scuro, si consuma fresco, secco o in conserva in varie regioni asiatiche. Quello verde, più astringente, si usa piuttosto come verdura cotta in alcune cucine locali.

Da dove proviene Ficus racemosa?

L’areale nativo va dal Pakistan al subcontinente indiano, al Sud-est asiatico e all’Australia settentrionale, con popolazioni nella Cina meridionale. Oggi viene coltivato molto oltre tale areale per l’ombra e come albero sacro.

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Se hai dubbi sulla tossicità di una pianta, chiedi consiglio a un botanico o a un veterinario.