Olivello spinoso (Hippophae rhamnoides, )
Olivello spinoso (Hippophae rhamnoides) è un arbusto spinoso e dioico delle Elaeagnaceae, originario delle zone temperate d'Europa, comprese le coste francesi, fino alla Siberia meridionale e alla Cina centro-meridionale. Pioniere dei suoli poveri grazie alla simbiosi radicale con il batterio Frankia, ha foglie argentee e, sugli esemplari femminili impollinati, frutti arancioni molto ricchi di vitamina C.
Leggi di piùOlivello spinoso, Sea buckthorn, Seaberry e Sanddorn
Offrile alcune ore di sole diretto al giorno, preferibilmente al mattino o alla sera.
Esclusivamente pieno sole





© foto
(c) ryatova_natalya, some rights reserved (CC BY-NC), uploaded by ryatova_natalya · cc-by-nc
Älven · cc0
Stephen James McWilliam · cc0
© copyright of the Board of Trustees of the Royal Botanic Gardens, Kew.
Distribuzione mondiale
L'areale nativo di Hippophae rhamnoides si estende dall'Europa temperata alla Siberia meridionale e alla Cina centro-meridionale, con popolazioni nell'Himalaya e nel Caucaso. In Francia occupa tre zone distinte: le dune costiere della Manica e della Guascogna, le valli alluvionali del Rodano e del Reno e la fascia da collinare a subalpina delle Alpi. Introdotto altrove per consolidare le dune, diventa talvolta localmente invasivo.
- Autoctona6
- Introdotta1
- Invasiva3
- Francia
- Germania
- Polonia
- Russia
- Cina
- India
- Stati Uniti
- Regno Unito
- Irlanda
- Canada
Esagoni: regioni in cui è presente la pianta. Punti verdi: area di origine.1
Identità
L'Olivello spinoso (Hippophae rhamnoides L., 1753) appartiene al genere Hippophae e alla famiglia delle Elaeagnaceae. Il nome inglese Sea buckthorn non indica un'appartenenza al genere Rhamnus: l'epiteto rhamnoides significa soltanto «simile allo spino cervino», per il portamento spinoso e cespuglioso. 1 6
Nel nome Hippophae si riconoscono il greco antico hippos, cavallo, e phaos, splendore: gli autori antichi riferivano l'impiego delle foglie come foraggio per rendere lucido il mantello dei cavalli. Il frutto è invece noto per l'eccezionale contenuto di vitamina C, da cui il soprannome tedesco di «limone del Nord». L'arbusto è conosciuto anche come Seaberry e Sanddorn. 4
Riconoscimento
I rami grigio-bruni di Hippophae rhamnoides sono armati di corte spine rigide che complicano potatura e raccolta. Questo arbusto dioico e molto spinoso raggiunge comunemente 2–6 m di altezza, talvolta di più se cresce libero e ben esposto. 2 3
Strette, da lineari a lanceolate, le foglie sono verde grigiastro sopra e argentee sotto per la presenza di minuscole squame. La colorazione su due facce distingue bene la specie dallo spino cervino, dalle foglie uniformemente verdi, anche negli ambienti costieri. 3 4
Prima che compaiano le foglie, in primavera si aprono minuscoli fiori giallo-verdi privi di petali, in glomeruli serrati all'ascella dei rami dell'anno precedente. Sugli esemplari femminili impollinati seguono drupe ovoidali di 6–8 mm, dapprima verdi, poi arancione vivo a maturazione, verso la fine dell'estate. 2 3
Tassonomia utile
Nel trattamento POWO/WCVP è accettato Hippophae rhamnoides L., l'unica specie del genere ampiamente diffusa fuori dall'Asia. Il genere comprende anche specie himalayane più localizzate, come Hippophae salicifolia D.Don e Hippophae tibetana Schltdl., talvolta coltivate ma raramente incontrate fuori dall'areale nativo. 1
Le sottospecie geografiche riconosciute aiutano a collocare una popolazione spontanea più che un esemplare da giardino:
- Hippophae rhamnoides subsp. rhamnoides, sottospecie tipica diffusa in Europa
- Hippophae rhamnoides subsp. carpatica Rousi, Europa centrale e sud-orientale
- Hippophae rhamnoides subsp. caucasica Rousi, dalla Bulgaria all'Iran nord-occidentale
- Hippophae rhamnoides subsp. mongolica Rousi, dalla Siberia meridionale alla Mongolia
- Hippophae rhamnoides subsp. turkestanica Rousi, dall'Afghanistan all'Himalaya occidentale
- Hippophae rhamnoides subsp. yunnanensis Rousi, Tibet sud-orientale e Cina occidentale
Nella scelta orticola conta soprattutto il sesso della pianta: i cataloghi indicano quasi sempre se una cultivar è maschile, destinata soltanto all'impollinazione, oppure femminile e produttrice di frutti. 1
Habitat e distribuzione
Dall'Europa temperata alla Siberia meridionale e alla Cina centro-meridionale si estende l'areale dell'Olivello spinoso, con popolazioni nell'Himalaya e nel Caucaso. È una specie pioniera dei suoli instabili: dune consolidate, rive alluvionali ghiaiose, ghiaioni e pendii rocciosi fino a circa 1900 m. 6 4
Sul territorio francese occupa tre zone distinte: le dune della Manica e della Guascogna, le valli alluvionali del Rodano e del Reno e la fascia collinare e subalpina delle Alpi. L'INPN lo classifica a minor preoccupazione nella lista rossa francese; le macchie dunali rientrano inoltre in un habitat protetto da Natura 2000. 5
Piantato fuori dall'areale originario per consolidare le dune, può diventare localmente invasivo: le radici che fissano l'azoto arricchiscono un suolo naturalmente povero, mentre le macchie soffocano la flora dunale indigena. Il fenomeno è documentato sulle coste britanniche e irlandesi, dove gli impianti di fine Ottocento sono poi diventati oggetto di interventi di rimozione. 7 8
Ciclo e riproduzione
La separazione dei sessi è netta nell'Olivello spinoso dioico: ogni esemplare porta soltanto fiori maschili oppure femminili. Fruttificano solo le femmine impollinate da un maschio vicino; nei frutteti si impiega in genere un maschio ogni sei–otto femmine, a meno di 15 m di distanza. 2 3
A livello radicale interviene la simbiosi con il batterio Frankia, capace di fissare l'azoto atmosferico come avviene nei noduli di alcune leguminose. Dove sabbia e ghiaia offrono poco azoto e molti arbusti non attecchiscono, questa associazione permette all'Olivello spinoso di insediarsi stabilmente in terreni tollerati da poche altre specie legnose. 4
Per propagare la pianta mantenendo il sesso dell'esemplare originario si ricorre soprattutto a talee legnose o alla divisione dei polloni già radicati. La semina è possibile ma più lenta, e il sesso della giovane pianta diventa riconoscibile soltanto alla prima fioritura. 4
Usi e rischi
Fra gli arbusti temperati, l'Olivello spinoso produce uno dei frutti commestibili più ricchi di vitamina C. L'acidità elevata ne limita il consumo crudo, ma dopo cottura o congelamento si presta a succhi, confetture e sciroppi. Non è documentata tossicità per l'uomo o gli animali domestici; resta la consueta prudenza verso grandi quantità durante la gravidanza. 4
Come siepe frangivento costiera, l'arbusto consolida anche scarpate e dune grazie alla tolleranza a sale, vento e aerosol marino. Il fogliame argenteo e i frutti arancioni, che rimangono per buona parte dell'inverno, aggiungono valore ornamentale a questi impieghi pratici. 2 3
La produzione di polloni radicali è il principale inconveniente in giardino: le nuove piante possono occupare uno spazio molto più ampio di quello iniziale. Una barriera antirizoma o lo sfalcio regolare del perimetro ne limita l'avanzata, soprattutto nei piccoli giardini. 3
Varietà, confusioni e piante affini
Sesso e destinazione d'uso distinguono le cultivar. Le selezioni tedesche Leikora e Pollmix formano una coppia classica: la prima è femminile e produce grossi frutti arancioni, la seconda è maschile e serve soltanto da impollinatore. La più recente Sandora è autofertile e può fruttificare senza un maschio separato nelle vicinanze, un vantaggio negli spazi ridotti. 2
Le somiglianze che possono trarre in inganno riguardano soprattutto:
- Rhamnus cathartica, spino cervino, con foglie uniformemente verdi, non argentee, e frutti neri;
- Elaeagnus angustifolia, olivo di Boemia, anch'esso argenteo ma con frutti allungati giallo-bruni, anziché arancioni;
- Prunus spinosa, prugnolo, arbusto spinoso di sagoma simile nelle siepi costiere, ma con frutti blu-neri pruinosi.
Per una verifica rapida sul campo conviene osservare le due facce della foglia: verde sopra e argentea sotto nell'Olivello spinoso. Questo carattere permette di distinguerlo dallo spino cervino, dall'olivo di Boemia e dal prugnolo.
Fonti principali
- Plants of the World Online / Kew, Hippophae rhamnoides L.
- Royal Horticultural Society, Hippophae rhamnoides - olivello spinoso
- Missouri Botanical Garden Plant Finder, Hippophae rhamnoides
- Plants For A Future, Hippophae rhamnoides
- INPN / MNHN–OFB, Hippophae rhamnoides L., CD_NOM 102863, pagina originale degli status, archiviata il 28 dicembre 2021
- Tela Botanica, eFlore BDTFX, Hippophae rhamnoides L., record nomenclaturale ufficiale 32100
- National Trust, rimozione dell’olivello spinoso nella riserva naturale di Murlough
- EDDMapS, profilo di Hippophae rhamnoides L.
Domande frequenti
Servono un maschio e una femmina per ottenere i frutti?
Sì. L'Olivello spinoso è dioico: soltanto una pianta femminile impollinata da un maschio vicino produce frutti. Un esemplare isolato può fiorire senza fruttificare; si consiglia un maschio ogni sei–otto femmine.
I frutti sono commestibili?
Sì, i frutti maturi sono commestibili e molto ricchi di vitamina C, ma l'acidità ne limita il consumo crudo. Si trasformano soprattutto in succhi, confetture o sciroppi dopo cottura o congelamento.
È tossico per gatti e cani?
Non è documentata tossicità per gli animali domestici né per l'uomo. Per prudenza, durante la gravidanza è comunque sconsigliato consumare grandi quantità di frutti.
Perché cresce così bene sulle dune?
Le radici vivono in simbiosi con il batterio Frankia, capace di fissare l'azoto atmosferico. Questa associazione gli permette di colonizzare sabbie povere e instabili dove pochi altri arbusti attecchiscono.
Come si distingue dallo spino cervino?
Lo spino cervino (Rhamnus cathartica) ha foglie verdi uniformi, non argentee, e frutti neri. L'Olivello spinoso si riconosce dalla pagina inferiore argentea e dai frutti arancioni riuniti lungo i rami.
Perché è considerato invasivo in alcuni paesi?
Introdotto fuori dall'areale nativo per consolidare le dune, talvolta forma macchie dense che soffocano la vegetazione locale, soprattutto sulle coste britanniche e irlandesi. In questi territori la coltivazione è regolamentata, mentre sulle coste atlantiche francesi è una specie nativa.
I polloni possono diventare un problema in giardino?
Sì, numerosi polloni radicali possono colonizzare lo spazio ben oltre la pianta originaria. Una barriera antirizoma o lo sfalcio regolare intorno all'esemplare ne limita l'espansione.
Piante simili
Se hai dubbi sulla tossicità di una pianta, chiedi consiglio a un botanico o a un veterinario.







