Lattuga selvatica (Lactuca serriola, L. 1756)

Lattuga selvatica (Lactuca serriola L., 1756) è una pianta erbacea annuale o biennale delle Asteraceae, considerata la parente selvatica più vicina alla lattuga coltivata. Diffusa dall’Europa temperata all’Asia sudoccidentale, colonizza bordi stradali, frutteti e campi coltivati. Le foglie superiori si dispongono verticalmente su un piano nord-sud, da cui il soprannome inglese compass plant.

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Nome scientificoLactuca serriola
GenereLactuca
OrdineAsterales

Lattuga selvatica, Scarola, Prickly lettuce, Compass plant e Willowleaf lettuce

Identità
Tossicità
Prudenza : umani, inclusi bambini · Da verificare : gatti, cani, cavalli e animali
Impegno di cura
Basso
Tipo di pianta
Erbacea · Pianta selvatica
Tipo di foglie
Caducifoglia
Durata della vita
Biennale
Paese d'origine
FranciaEuropa temperata e mediterraneaAfrica settentrionaleAsia sudoccidentale e Himalaya occidentale
Habitat
Bordi stradali, frutteti, campi e incolti; suoli disturbati, spesso calcarei o ricchi di azoto
Stagionalità
Fioritura
PrimaveraEstateAutunno
Raccolta
Primavera
Crescita
Dormienza
Nessun periodo di riposo
Velocità di crescita
8/10
Tempo di maturazione
Rosetta il primo anno; levata e fruttificazione in pochi mesi secondo il clima
Propagazione
Semina
Clima e acqua
Temperatura
Resistenza al freddo
Resistenza al vento
Buona dopo la lignificazione del fusto
Umidità
30–70 %
Irrigazione
Molto poca
Poca
Moderata
Elevata
Molto elevata
Tolleranza alla siccità
Sì
Suolo
pH del suolo
Tipi di terreno
Suolo drenato, Suolo perturbato
Tolleranza al sale
Non tollerato
Luce e posizione
Esposizione luminosa

Pieno sole

Offrile alcune ore di sole diretto al giorno, preferibilmente al mattino o alla sera.

Esterno
Bordo della strada, Rudere urbano, Verde controllato
Vasi
Grande bacino
Aspetto
Altezza50–200 cmLarghezza20–50 cm
Foglie
Verde
Lattuga selvatica (Lactuca serriola): origine e usi — foglie 1
Lattuga selvatica (Lactuca serriola): origine e usi — foglie 2
Lattuga selvatica (Lactuca serriola): origine e usi — foglie 3
Lattuga selvatica (Lactuca serriola): origine e usi — foglie 4
Lattuga selvatica (Lactuca serriola): origine e usi — foglie 5
Fiori
GialloViolaDimensioni1–1.5 cm
Lattuga selvatica (Lactuca serriola): origine e usi — fiori 1
Lattuga selvatica (Lactuca serriola): origine e usi — fiori 2
Lattuga selvatica (Lactuca serriola): origine e usi — fiori 3
Lattuga selvatica (Lactuca serriola): origine e usi — fiori 4
Lattuga selvatica (Lactuca serriola): origine e usi — fiori 5
Frutti
Marrone
Lattuga selvatica (Lactuca serriola): origine e usi — frutti 1
Lattuga selvatica (Lactuca serriola): origine e usi — frutti 2
Lattuga selvatica (Lactuca serriola): origine e usi — frutti 3
Lattuga selvatica (Lactuca serriola): origine e usi — frutti 4
Lattuga selvatica (Lactuca serriola): origine e usi — frutti 5
Portamento
Lattuga selvatica (Lactuca serriola): origine e usi — portamento 1
Lattuga selvatica (Lactuca serriola): origine e usi — portamento 2
Lattuga selvatica (Lactuca serriola): origine e usi — portamento 3
Lattuga selvatica (Lactuca serriola): origine e usi — portamento 4
Lattuga selvatica (Lactuca serriola): origine e usi — portamento 5
Corteccia
VerdeRosso
Lattuga selvatica (Lactuca serriola): origine e usi — corteccia 1
Lattuga selvatica (Lactuca serriola): origine e usi — corteccia 2
Lattuga selvatica (Lactuca serriola): origine e usi — corteccia 3
Lattuga selvatica (Lactuca serriola): origine e usi — corteccia 4
Lattuga selvatica (Lactuca serriola): origine e usi — corteccia 5

Distribuzione mondiale

Secondo POWO, l’areale nativo di Lactuca serriola va dall’Europa alla Siberia sudoccidentale e all’Himalaya occidentale, e dall’Africa settentrionale alla Somalia, in clima temperato. La specie si è poi ampiamente naturalizzata in Nordamerica e Australia, dove colonizza frutteti, bordi stradali e colture in pieno campo.

  • Autoctona4
  • Introdotta2
  • Francia metropolitana
  • Europa temperata e mediterranea
  • Africa settentrionale
  • Asia sudoccidentale e Himalaya occidentale
  • Nordamerica
  • Australia

Esagoni: regioni in cui è presente la pianta. Punti verdi: area di origine.1

Identità

Lattuga selvatica (Lactuca serriola L., 1756), detta anche scarola, è un’erbacea del genere Lactuca, famiglia Asteraceae e tribù Cichorieae. È considerata la parente selvatica più vicina alla lattuga coltivata (Lactuca sativa), più di qualsiasi altra Lactuca spontanea: le due specie condividono un sinonimo tassonomico omotipico, segno di una stretta parentela genetica. 1 3

Sulla porzione superiore del fusto fiorale, le foglie ruotano e si dispongono verticalmente su un piano nord-sud anziché est-ovest. Gli ecofisiologi Werk ed Ehleringer documentarono questo comportamento già nel 1980: riduce l’esposizione al sole di mezzogiorno e la perdita d’acqua, favorendo le popolazioni esposte al pieno sole. Da qui deriva il soprannome inglese compass plant.

Il nome scarola può trarre in inganno: nell’uso culinario, anche in francese, indica soprattutto una cicoria a foglie larghe (Cichorium endivia), distinta da Lactuca serriola. L’epiteto serriola richiamerebbe invece il margine seghettato delle foglie. 2

Riconoscimento

Prima della levata compare una rosetta basale; segue un fusto eretto, glabro e spesso rossastro alla base. La pianta raggiunge 2 m di altezza e resiste bene al vento dopo la lignificazione del fusto, che la sostiene anche sulle scarpate esposte. Una ferita libera lattice bianco, meno abbondante rispetto alla lattuga velenosa. 6 5

Una fila di spine sottili ma rigide corre sul lato inferiore della nervatura centrale delle foglie. Più dure che nelle altre Lactuca, costituiscono il carattere più affidabile allo stadio di rosetta, prima della fioritura. 6

Nella rosetta ancora priva di fusto, le foglie rimangono orizzontali: la sola posizione non basta quindi al riconoscimento. Soltanto le foglie alte del fusto fiorale assumono in seguito l’orientamento nord-sud da cui nasce il nome compass plant. 8

I capolini misurano 1–1,5 cm e sono giallo pallido, talvolta sfumati di viola. Secondo l’individuo contengono da 12 a 20 fiori ligulati, senza fiori tubulosi. Gli acheni, grigi all’estremità, portano un pappo di setole bianche. 4

Tassonomia utile

Per questa lattuga il nome accettato da POWO è Lactuca serriola L. Nella letteratura storica ricorrono diversi sinonimi e nomi infraspecifici:

  • Lactuca serriola f. integrifolia Hegi, forma botanica
  • Lactuca serriola var. integrata Farw., varietà botanica
  • Lactuca serriola subsp. integrifolia (Gray) G.H.Loos, sottospecie
  • Lactuca sativa subsp. serriola (L.) Frietema, sottospecie

L’ultimo sinonimo mostra la vicinanza tassonomica con la lattuga coltivata: alcuni autori considerano quest’ultima una semplice forma coltivata della specie selvatica. I selezionatori studiano perciò Lactuca serriola come riserva genetica, cercandovi in particolare geni di resistenza alla peronospora della lattuga (Bremia lactucae). 1 9

Habitat e distribuzione

Dall’Europa l’areale nativo raggiunge la Siberia sudoccidentale e l’Himalaya occidentale; comprende inoltre l’Africa settentrionale fino alla Somalia, in clima temperato, secondo POWO. 1

La naturalizzazione fuori dall’areale originario interessa soprattutto Nordamerica e Australia, dove la pianta occupa frutteti, bordi stradali e colture in pieno campo. In California è segnalata fino a 2 000 m, nei terreni agricoli come negli incolti urbani: è una delle infestanti del genere Lactuca più diffuse nel mondo. 6

Ciclo e riproduzione

Annuale oppure biennale secondo il clima, la specie forma la rosetta in autunno o all’inizio della primavera. I semi non presentano una dormienza primaria marcata: la germinazione è ottimale fra 12 e 24 °C, secondo il lotto, cessa sotto 8 °C e lascia spazio a una dormienza secondaria oltre 26–35 °C. 6

Da aprile a ottobre, secondo la latitudine, si susseguono le fioriture. Una pianta isolata e vigorosa, alta circa 1,5 m, può produrre fino a 50 000 semi; un esemplare stentato di 30 cm, sottoposto a forte competizione, ne produce appena 330. La fecondità dipende quindi moltissimo dal vigore. 7

Il pappo favorisce la dispersione degli acheni soprattutto con il vento, nei pressi della pianta madre. Anche l’acqua d’irrigazione superficiale li trasporta, accelerando l’espansione negli appezzamenti vicini, in particolare fra i cereali invernali senza controllo delle infestanti. 7

Usi e rischi

Della rosetta si consumano le foglie giovani, meno amare, crude in insalata o cotte al vapore; i giovani germogli cotti ricordano gli asparagi. Dopo questo stadio, l’amarezza aumenta rapidamente con l’invecchiamento della pianta. 5

Essiccato, il lattice è affine al lattucario della lattuga velenosa, ma meno concentrato; in passato serviva come blando sedativo e antispasmodico. La pianta matura resta lievemente tossica: molte foglie ingerite provocano disturbi digestivi, mentre l’abuso del lattice causa dapprima agitazione e, nei sovradosaggi gravi, paralisi cardiaca. 5

Nei cereali invernali questa infestante è temuta perché i boccioli presenti alla mietitura contaminano la granella. Il panello di semi di senape bianca incorporato nel suolo ne riduce l’emergenza per effetto allelopatico, offrendo un’alternativa agli erbicidi negli appezzamenti interessati. 7

Varietà, confusioni e piante affini

Per Lactuca serriola non sono riconosciute cultivar orticole: rimane una pianta selvatica mai selezionata a scopo ornamentale, ma studiata attivamente come donatrice di geni per la lattuga coltivata. 9

Fra le possibili confusioni prevale la lattuga velenosa (Lactuca virosa), seguita dal grespino comune (Sonchus oleraceus). La prima ha acheni nero-violacei e foglie più orizzontali; nella lattuga selvatica gli acheni sono più chiari e le foglie superiori verticali. Le giovani rosette del grespino si distinguono invece per il fusto cavo, mai rossastro alla base. 4

Resta l’ambiguità del nome scarola: in cucina designa Cichorium endivia, una cicoria a foglie larghe botanicamente distinta dalla lattuga selvatica, nonostante il nome condiviso.

Fonti principali

Domande frequenti

La lattuga selvatica è tossica?

La pianta adulta è lievemente tossica. Quantità elevate di foglie possono provocare disturbi digestivi; il lattice essiccato, affine al lattucario, causa sonnolenza in caso di sovradosaggio.

Si può mangiare la lattuga selvatica?

Le giovani foglie della rosetta, meno amare, si consumano crude in insalata o cotte al vapore. Superato lo stadio di rosetta, l’amarezza aumenta molto con l’età della pianta.

Perché Lactuca serriola è chiamata compass plant?

Sul fusto fiorale le foglie superiori ruotano fino a disporsi verticalmente su un piano nord-sud, limitando l’esposizione al sole di mezzogiorno e la perdita d’acqua.

La lattuga selvatica è imparentata con quella coltivata?

Sì. È considerata la parente selvatica più vicina a Lactuca sativa, la lattuga coltivata, con cui condivide un sinonimo tassonomico omotipico.

Come distinguere la lattuga selvatica dalla lattuga velenosa?

La lattuga selvatica ha foglie superiori verticali e acheni più chiari; Lactuca virosa presenta foglie più orizzontali e acheni nero-violacei.

La scarola dell’orto è la stessa pianta?

No. In cucina scarola indica una cicoria a foglie larghe, Cichorium endivia, distinta da Lactuca serriola nonostante il nome talvolta condiviso.

La lattuga selvatica crea problemi in agricoltura?

Sì, soprattutto nei cereali invernali: i boccioli presenti alla mietitura contaminano la granella raccolta e una pianta isolata può produrre fino a 50 000 semi.

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Se hai dubbi sulla tossicità di una pianta, chiedi consiglio a un botanico o a un veterinario.