Zucca bottiglia (Lagenaria siceraria, )
Zucca bottiglia (Lagenaria siceraria) è una rampicante erbacea annuale delle Cucurbitaceae, probabilmente originaria dell’Africa tropicale. Domesticata fin dalla preistoria in Africa e in Asia, porta fiori bianchi che si aprono soltanto di notte. Il frutto, con scorza dura e impermeabile dopo l’essiccazione, è stato a lungo usato come borraccia, recipiente e strumento musicale in quasi tutte le regioni tropicali del mondo.
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Taken Jul 19, 2020 by Auka Sisa (cc-by-sa)
Taken Sep 15, 2008 by Photoflora - Jean-Luc TASSET (©)
Taken Sep 15, 2001 by Photoflora - Jean-Luc TASSET (©)
© copyright of the Board of Trustees of the Royal Botanic Gardens, Kew.
Distribuzione mondiale
L’areale nativo di Lagenaria siceraria resta incerto nei dettagli, perché il frutto secco galleggia e può aver percorso grandi distanze in mare prima della coltivazione umana. POWO lo colloca nell’Africa tropicale occidentale, fino all’Etiopia e alla Tanzania. Oggi la pianta si coltiva in quasi tutte le regioni tropicali e temperate calde del mondo, spesso da migliaia di anni.
- Autoctona4
- Senegal
- Etiopia
- Tanzania
- Zimbabwe
Esagoni: regioni in cui è presente la pianta. Punti verdi: area di origine.1
Identità
Zucca bottiglia (Lagenaria siceraria (Molina) Standl., 1930), detta anche zucca a fiasco o zucca da vino, è una rampicante erbacea annuale delle Cucurbitaceae. Domesticata separatamente in Africa e in Asia 8 000–9 000 anni fa, è fra le piante coltivate più antiche, anteriore al mais e al frumento. Dopo 2–4 mesi di essiccazione la scorza si indurisce e diventa impermeabile: conserva il contenuto per mesi, con un uso che in diverse regioni precede l’invenzione della ceramica. 7 2
L’epiteto siceraria deriva dal latino sicer, a sua volta prestito dall’ebraico per una bevanda fermentata simile al sidro. Ricorda l’antico impiego del frutto come recipiente da bevanda, senza riferirsi all’ebbrezza. Molina descrisse la specie nel 1782 come Cucurbita siceraria; Standley la trasferì al genere Lagenaria nel 1930. 6 1
Riconoscimento
Con i suoi viticci ramificati, Lagenaria siceraria si arrampica lungo un fusto angoloso e peloso che può raggiungere 9 m in una stagione calda. Le foglie cuoriformi o reniformi presentano 3–7 lobi poco profondi e misurano fino a 30 cm di larghezza. 4 5
Rispetto alle zucche del genere Cucurbita, dai grandi fiori gialli aperti di giorno, la zucca bottiglia produce fiori bianchi a trombetta che si aprono soltanto di notte e si richiudono al mattino. La fioritura notturna dipende dalle falene, impollinatrici attive dopo il tramonto, quando le api diurne sono già rientrate nell’alveare. 2 3
Secondo la varietà il frutto assume forma di bottiglia, clava o serpente, con una lunghezza di 10–90 cm. Da giovane la buccia liscia verde chiaro ricorda una zucchina; a piena maturità ingiallisce e indurisce, diventando del tutto impermeabile dopo la completa essiccazione. A quel punto il frutto non è più adatto al consumo, ma è ideale come recipiente. 5 2
Tassonomia utile
Nel genere Lagenaria, Lagenaria siceraria (Molina) Standl. è l’unica specie ampiamente coltivata fra parenti africane rimaste selvatiche; POWO/WCVP ne accetta questo nome. In base alla forma dei frutti sono stati descritti vari sinonimi e varietà:
- Lagenaria siceraria var. clavata (Ser.) H.Hara, varietà botanica
- Lagenaria siceraria var. gourda (Ser.) H.Hara, varietà botanica
- Lagenaria siceraria var. turbinata (Ser.) H.Hara, varietà botanica
- Lagenaria siceraria subsp. asiatica (Kobjakova) Heiser, sottospecie
- Lagenaria vulgaris Ser., sinonimo botanico
La varietà Lagenaria siceraria var. longissima, dai frutti lunghi e sottili detti a serpente, si coltiva come ortaggio anziché come recipiente. Questi 5 sinonimi e varietà designano gruppi orticoli, non specie distinte: confondere i nomi commerciali favorisce errori negli ordini, mentre il nome scientifico accettato aiuta chi cerca una semente precisa. 1
Habitat e distribuzione
L’origine geografica precisa rimane incerta: il frutto secco galleggia e deriva per grandi distanze in mare, rendendo difficile ricostruirne la provenienza. POWO colloca l’areale nativo nell’Africa tropicale occidentale, fino all’Etiopia e alla Tanzania. Qui la specie occupa arbusteti fluviali, savane alberate e margini di foresta secca, fra 245 e 1 265 m di altitudine. 1 5
I ritrovamenti archeologici indicano una domesticazione asiatica già 8 000–9 000 anni fa, seguita da una distinta domesticazione africana circa 4 000 anni dopo. Uno studio genetico pubblicato nel 2014 stabilisce che le più antiche zucche bottiglia americane discendono da popolazioni selvatiche africane: raggiunsero le Americhe alla deriva attraverso l’oceano, fino a 10 000 anni prima dell’arrivo dei primi agricoltori. 7 8
Oggi ampiamente coltivata ai tropici e negli orti temperati durante la stagione calda, la zucca bottiglia non si naturalizza stabilmente fuori coltura in Francia. Sotto 5 °C, il gelo distrugge il fusto e impedisce la ripresa: i frutti secchi devono quindi essere raccolti prima delle prime gelate. 2
Ciclo e riproduzione
Essendo monoica, Lagenaria siceraria porta sullo stesso individuo fiori maschili, dal lungo peduncolo, e fiori femminili, riconoscibili dall’ovario rigonfio. I primi si aprono circa 45 giorni dopo la semina. Senza falene impollinatrici nell’orto, i fiori femminili abortiscono senza allegare; l’impollinazione manuale al crepuscolo risolve il problema nella quasi totalità dei casi. 2
Dopo l’impollinazione il frutto cresce rapidamente; una pianta ben nutrita può produrre un frutto al giorno per diverse settimane. La maturazione completa, fino all’essiccazione della scorza e della polpa interna, richiede 2–4 mesi. Immergere i semi per 12 ore in acqua tiepida, con il terreno vicino a 25 °C, favorisce nettamente la germinazione. 4 2
Usi e rischi
Da giovane il frutto si cucina come una zucchina, lessato, al vapore o fritto; in diversi paesi dell’Africa australe si consumano come verdura anche foglie e germogli teneri. Il frutto maturo, invece, non si mangia più dopo l’indurimento della scorza: svuotato ed essiccato diventa borraccia, ciotola o cucchiaio. 6 5
A destare maggiore preoccupazione sono i frutti diventati amari. Come tutte le Cucurbitaceae, la zucca bottiglia può accumulare cucurbitacine, composti citotossici ad alte dosi che rendono il succo imbevibile fin dal primo sorso. Il succo di frutti anormalmente amari causa gravi disturbi digestivi, talvolta mortali: una serie di casi pubblicati in India ne riporta diversi, anche in pazienti diabetici. Un frutto o un succo decisamente amaro non deve mai essere consumato. 9
Il guscio essiccato e svuotato serve inoltre da cassa di risonanza per strumenti tradizionali come kora e balafon; l’impiego rituale o decorativo varia fra le diverse regioni del mondo. 6
Varietà, confusioni e piante affini
A distinguere le forme in commercio è soprattutto il profilo del frutto maturo. Quello a bottiglia, con collo stretto, è la tradizionale borraccia; quello tondo a collo sottile diventa un nido per uccelli dopo l’essiccazione; la varietà longissima, simile a un lungo serpente, si raccoglie giovane come ortaggio. 2
Fra le altre cucurbitacee a frutto allungato si possono confondere:
- Luffa aegyptiaca, il cui frutto secco diventa fibroso e spugnoso, mai duro come un guscio;
- Cucurbita pepo, con fiori gialli diurni e peduncolo angoloso a cinque coste;
- Momordica charantia, dal frutto bitorzoluto e naturalmente amaro, senza rapporto con gli episodi di accumulo tossico di cucurbitacine nella zucca bottiglia.
Dopo 45 giorni di coltivazione, la fioritura bianca notturna permette di separarla dalle zucche Cucurbita, dai fiori gialli diurni. Il guscio duro e impermeabile del frutto maturo evita invece la confusione con la luffa, che resta fibrosa quando secca. Questi due caratteri, fioritura notturna e guscio duro, sono i criteri più affidabili per riconoscere Lagenaria siceraria fra le cucurbitacee rampicanti. 3 5
Fonti principali
- Plants of the World Online / Kew, Lagenaria siceraria (Molina) Standl.
- North Carolina State Extension, Lagenaria siceraria (bottle gourd)
- Missouri Botanical Garden Plant Finder, Lagenaria siceraria
- Plants For A Future, Lagenaria siceraria
- South African National Biodiversity Institute (PlantZAfrica), Lagenaria siceraria
- PlantUse Français / PROTA, Lagenaria siceraria
- Erickson et al., 2005, An Asian origin for a 10,000-year-old domesticated plant in the Americas, PNAS
- Kistler et al., 2014, Transoceanic drift and the domestication of African bottle gourds in the Americas, PNAS
- Puri et al., 2011, Gastrointestinal toxicity due to bitter bottle gourd, Indian Journal of Gastroenterology
Domande frequenti
La zucca bottiglia è tossica?
Il frutto giovane è commestibile e generalmente non tossico per gatti e cani secondo le banche dati veterinarie disponibili. Il rischio principale riguarda i frutti diventati amari, che possono accumulare cucurbitacine pericolose anche per l’uomo.
Si può mangiare il frutto maturo della zucca bottiglia?
Non nell’uso comune. Il frutto maturo serve quasi soltanto come recipiente dopo l’essiccazione; si cucina come una zucchina solo quello giovane, ancora verde e tenero.
Perché la zucca bottiglia fiorisce ma non produce frutti?
I fiori di Lagenaria siceraria si aprono soltanto di notte e dipendono dalle falene impollinatrici. Se queste mancano nell’orto, l’impollinazione manuale al crepuscolo risolve in genere il problema.
Che differenza c’è fra zucca bottiglia e altre zucche?
La zucca bottiglia appartiene al genere Lagenaria, con fiori bianchi notturni, mentre le zucche del genere Cucurbita hanno fiori gialli diurni. Inoltre il frutto maturo della zucca bottiglia forma un guscio impermeabile, con un impiego pratico raro nelle altre zucche comuni.
Da dove proviene la zucca bottiglia?
L’origine geografica precisa resta discussa, perché il frutto secco galleggia e si disperde via mare. I dati attuali indicano un’antica domesticazione nell’Africa tropicale e una distinta in Asia, diversi millenni prima dell’arrivo di Cristoforo Colombo nelle Americhe.
Come riconoscere un frutto diventato pericoloso?
Un sapore molto amaro, evidente fin dal primo boccone o nel succo estratto, segnala la presenza di cucurbitacine tossiche. Un frutto o un succo decisamente amaro non deve mai essere consumato.
La zucca bottiglia è davvero una borraccia vegetale?
Sì: il frutto vegetale essiccato di Lagenaria siceraria è stato usato come recipiente fin dalla preistoria, prima della comparsa dei moderni contenitori di plastica o metallo.
Piante simili
Se hai dubbi sulla tossicità di una pianta, chiedi consiglio a un botanico o a un veterinario.






