Henné (Lawsonia inermis, L. 1753)

Henné (Lawsonia inermis L.), unica specie del genere Lawsonia, è un arbusto delle Lythraceae originario dell’Africa tropicale nordorientale, della penisola Arabica e del subcontinente indiano. Coltivato da millenni per il pigmento aranciato delle foglie, presenta piccole foglie ellittiche opposte, pannocchie di fiori profumati e capsule brune sferiche.

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Nome scientificoLawsonia inermis
GenereLawsonia
OrdineMyrtales

Henné, Henna e Mehndi

Identità
Tossicità
Non tossico : umani, inclusi bambini, gatti, cani e animali · Da verificare : cavalli
Impegno di cura
Basso
Tipo di pianta
Tipo di foglie
Sempreverde
Durata della vita
Vivace
Paese d'origine
SudanYemenArabia SauditaPakistanIndia
Habitat
Savane aride, boscaglie costiere e corsi d’acqua stagionali, su terreni poveri, sabbiosi o calcarei
Stagionalità
Fioritura
EstateAutunno
Raccolta
Estate
Crescita
Dormienza
Nessun periodo di riposo
Velocità di crescita
6/10
Tempo di maturazione
Foglie raccoglibili dal primo anno; piena produzione dopo 2–3 anni
Propagazione
Semina, Talea
Clima e acqua
Temperatura
Resistenza al freddo
Resistenza al vento
Buona tolleranza al vento una volta attecchito
Umidità
20–50 %
Irrigazione
Molto poca
Poca
Moderata
Elevata
Molto elevata
Tolleranza alla siccità
Sì
Suolo
pH del suolo
Tipi di terreno
Suolo drenato, Suolo calcareo, Suolo leggero e sabbioso
Tolleranza al sale
Tollerato
Luce e posizione
Esposizione luminosa

Pieno sole

Posizionala in pieno sole, con luce diretta intensa per tutto il giorno.

Interno
Veranda asciutta, Serra calda
Esterno
Aiuola a pieno sole, Siepe campestre, Roccia resistente al gelo
Vasi
Terracotta, Vaso drenante
Aspetto
Altezza200–600 cmLarghezza200–600 cm
Foglie
Verde
Henné (Lawsonia inermis): origine e usi — foglie 1
Henné (Lawsonia inermis): origine e usi — foglie 2
Henné (Lawsonia inermis): origine e usi — foglie 3
Henné (Lawsonia inermis): origine e usi — foglie 4
Henné (Lawsonia inermis): origine e usi — foglie 5
Fiori
BiancoRossoDimensioni0.8–1.2 cm
Henné (Lawsonia inermis): origine e usi — fiori 1
Henné (Lawsonia inermis): origine e usi — fiori 2
Henné (Lawsonia inermis): origine e usi — fiori 3
Henné (Lawsonia inermis): origine e usi — fiori 4
Henné (Lawsonia inermis): origine e usi — fiori 5
Frutti
Marrone
Henné (Lawsonia inermis): origine e usi — frutti 1
Henné (Lawsonia inermis): origine e usi — frutti 2
Henné (Lawsonia inermis): origine e usi — frutti 3
Henné (Lawsonia inermis): origine e usi — frutti 4
Henné (Lawsonia inermis): origine e usi — frutti 5
Portamento
Henné (Lawsonia inermis): origine e usi — portamento 1
Henné (Lawsonia inermis): origine e usi — portamento 2
Henné (Lawsonia inermis): origine e usi — portamento 3
Henné (Lawsonia inermis): origine e usi — portamento 4
Henné (Lawsonia inermis): origine e usi — portamento 5
Corteccia
VerdeMarrone
Henné (Lawsonia inermis): origine e usi — corteccia 1
Henné (Lawsonia inermis): origine e usi — corteccia 2
Henné (Lawsonia inermis): origine e usi — corteccia 3
Henné (Lawsonia inermis): origine e usi — corteccia 4
Henné (Lawsonia inermis): origine e usi — corteccia 5

Distribuzione mondiale

L’areale nativo di Lawsonia inermis va dall’Africa tropicale nordorientale alla penisola Arabica, fino al Pakistan meridionale e all’India. Coltivata dall’antichità, si è naturalizzata molto oltre, soprattutto in Nordafrica e nell’Australia settentrionale. Occorre distinguere l’areale nativo dalle regioni di coltivazione e dalle popolazioni naturalizzate.

  • Autoctona5
  • Introdotta2
  • Sudan
  • Yemen
  • Arabia Saudita
  • Pakistan
  • India
  • Marocco
  • Australia settentrionale

Esagoni: regioni in cui è presente la pianta. Punti verdi: area di origine.1

Identità

Henné (Lawsonia inermis L., 1753), noto anche come henna, è un arbusto delle Lythraceae e l’unica specie riconosciuta del genere Lawsonia. Il nome riguarda la pianta viva, mentre le polveri in commercio possono avere composizioni diverse. 1 6

Il nome scientifico riunisce due storie. Lawsonia rende omaggio a Isaac Lawson, medico militare scozzese che contribuì a finanziare il Systema Naturae di Linneo. L’epiteto inermis, cioè «senza spine», distingue invece i rami lisci delle forme coltivate dai rami spinosi osservati allo stato selvatico. 2

La parola henné deriva dall’arabo hinna’, da cui proviene anche l’inglese henna. Il Cantico dei Cantici cita già la pianta con l’antico nome camphire, testimonianza di un impiego tintorio lungo millenni. Le foglie essiccate e poi macinate sono state usate per colorare pelle, capelli, unghie e alcuni tessuti. 7

Riconoscimento

Una ramificazione fitta dà a Lawsonia inermis il portamento di un arbusto molto ramificato, talvolta allevato come piccolo albero. Raggiunge comunemente 2–6 m di altezza; in condizioni climatiche favorevoli sono segnalati esemplari vecchi alti fino a 7 m. 3 2

I rami giovani, verdi e angolosi, diventano grigiastri con l’età e possono terminare in brevi spine. Questa differenza ha a lungo sostenuto la distinzione fra forme spinose e inermi. Le foglie opposte, ellittiche o lanceolate, hanno margine intero e superficie glabra; misurano 1,5–5 cm. Sono più piccole di quelle di molti arbusti ornamentali a foglia larga. 5 3

Bianchi, rosa o rossi secondo la popolazione, i fiori misurano appena 1 cm, ma si riuniscono a centinaia in ampie pannocchie terminali molto profumate. Seguono capsule brune sferiche di 4–8 mm, che a maturità si aprono in quattro sezioni e liberano numerosi semi angolosi. 5

Tassonomia utile

Il carattere monotipico del genere Lawsonia significa che Lawsonia inermis ne è l’unica specie riconosciuta. Il rischio di confusione riguarda quindi soprattutto le denominazioni commerciali. Fra i sinonimi storici si incontrano:

  • Lawsonia spinosa L., nome assegnato alle forme selvatiche spinose prima che fossero comprese in L. inermis;
  • Lawsonia alba Lam., nome antico ancora presente in alcune traduzioni bibliche che citano il camphire del Cantico dei Cantici.

POWO accetta il nome Lawsonia inermis L. Usarlo permette di separare subito la specie da espressioni come «henné neutro» e «henné nero», che non indicano alcuna varietà botanica riconosciuta. Il colore promesso su una confezione, da solo, non identifica un taxon. 1 6

Habitat e distribuzione

Dall’Africa tropicale nordorientale l’areale nativo raggiunge la penisola Arabica, il Pakistan meridionale e l’India. Questa distribuzione originaria va distinta dai territori nei quali la coltivazione ha favorito la diffusione della specie. 1

L’arbusto vive in pieno sole nelle savane aride, nelle boscaglie costiere e lungo corsi d’acqua stagionali. Tollera terreni poveri, sabbiosi o calcarei meglio di molti arbusti ornamentali, una caratteristica coerente con gli ambienti semi-aridi che occupa. 2 3

Secoli di coltivazione, iniziati nell’antichità, hanno portato alla naturalizzazione in zone molto lontane dall’areale nativo, fra cui il Nordafrica e l’Australia settentrionale. Qui popolazioni spontanee persistono fuori dalle colture. Sojat, nel Rajasthan, concentra gran parte della produzione indiana e gode di un’indicazione geografica legata al tenore di lawsone delle foglie. 2

Ciclo e riproduzione

Per moltiplicare l’henné si ricorre soprattutto alla semina, in terriccio caldo a 25–30 °C, oppure a talee semilegnose nella stagione calda. La germinazione richiede da due a quattro settimane e la crescita rimane lenta durante il primo anno. 3

In condizioni favorevoli le foglie si raccolgono già dal primo anno, ma la piena produzione arriva dopo due o tre anni, quando la ramificazione è ben sviluppata. Dopo il taglio, le foglie vengono essiccate all’ombra e macinate: la polvere verde forma la pasta di henné quando viene mescolata con un liquido acido. 7

Negli ambienti temperati, sulle piante coltivate al riparo, la fioritura si concentra soprattutto a fine estate. Con un clima tropicale costantemente caldo può invece ripetersi più volte nel corso dell’anno: la stagionalità dipende dunque dalle condizioni di coltivazione. 3

Usi e rischi

Colorare pelle e capelli è l’impiego principale dell’henné. Il pigmento responsabile, il lawsone (2-idrossi-1,4-naftochinone), si lega alla cheratina di pelle, capelli e unghie. Ne deriva una tinta bruno rossiccia che persiste da una a tre settimane secondo la parte trattata. 7

L’henné puro applicato sulla pelle sana è considerato non tossico per esseri umani e animali domestici. Il rischio documentato riguarda l’henné nero, preparazione per tatuaggi temporanei più scuri e rapidi contenente parafenilendiammina (PPD). Questo potente allergene può provocare dermatiti da contatto anche gravi, che compaiono una o due settimane dopo la prima esposizione. 8

Accanto alla tintura cosmetica, la pianta ha trovato impiego tradizionale come blando antisettico cutaneo e come colorante per lana, seta e cuoio. Questi usi sono attestati dall’antico Egitto alle tradizioni del subcontinente indiano e riguardano materiali e preparazioni differenti. 7

Varietà, confusioni e piante affini

La variabilità commerciale dell’henné dipende soprattutto dall’origine geografica e dal contenuto di lawsone; non esistono cultivar botaniche stabili ampiamente riconosciute. L’henné di Sojat, apprezzato per la concentrazione di pigmento, e l’henné dello Yemen, valorizzato per la tinta più scura, sono denominazioni di provenienza, non taxon distinti. 2

La polvere commercializzata come «henné neutro» è una fonte frequente di equivoci. In genere non contiene lawsone e proviene da un genere botanico completamente diverso: l’espressione commerciale non descrive quindi la pianta viva di Lawsonia inermis. 7

Essendo il genere monotipico, non esistono altre specie selvatiche di Lawsonia con cui confonderla. Nella famiglia delle Lythraceae si trovano però piante come lagerstroemia e salicaria, molto diverse per portamento e fioritura. Il nome scientifico accettato resta il riferimento per distinguere l’arbusto da un prodotto cosmetico venduto con una denominazione commerciale. 6

Fonti principali

Domande frequenti

L’henné è tossico per gli animali?

No. Lawsonia inermis è considerata non tossica per gatti, cani ed esseri umani. Il rischio documentato riguarda l’henné nero con additivi chimici, non la foglia grezza.

L’henné nero è pericoloso?

L’henné nero venduto per tatuaggi temporanei contiene spesso parafenilendiammina (PPD), un potente allergene che può causare gravi dermatiti da contatto una o due settimane dopo l’applicazione.

Si può coltivare l’henné nelle regioni con inverni freddi?

Nelle regioni fredde si coltiva in vaso o al riparo in serra, come avviene in gran parte della Francia metropolitana. Teme il freddo sotto 5 °C e richiede pieno sole e calore per crescere e fiorire bene.

Da dove viene il nome henné?

Deriva dall’arabo hinna’, trasmesso attraverso il francese e all’origine anche dell’inglese henna. Nel Cantico dei Cantici la pianta è citata con l’antico nome camphire.

Esistono diverse varietà botaniche di henné?

No. Lawsonia è un genere monotipico e Lawsonia inermis è la sua unica specie. Nomi come henné di Sojat o dello Yemen indicano provenienze geografiche, non varietà botaniche distinte.

Come si ottiene il colore dell’henné?

Il lawsone delle foglie essiccate e macinate si lega alla cheratina di pelle, capelli e unghie, producendo un colore bruno rossiccio che dura da una a tre settimane.

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Se hai dubbi sulla tossicità di una pianta, chiedi consiglio a un botanico o a un veterinario.