Magnolia (Magnolia grandiflora, )
La magnolia (Magnolia grandiflora) è un albero sempreverde della famiglia delle Magnoliaceae, originario degli Stati Uniti sudorientali. Si riconosce per le foglie coriacee dal rovescio rugginoso e per gli enormi fiori bianchi profumati, fra i più grandi delle piante coltivate nei climi temperati. Introdotta in Francia nel 1711, rimane un albero da parchi e grandi giardini dove il clima lo consente.
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(c) 潘立傑 LiChieh Pan, some rights reserved (CC BY-NC-SA) · cc-by-nc-sa
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Taken Jan 1, 2017 by Daniel Altschüler (cc-by-sa)
Taken Jan 17, 2022 by Nebil Temsamani (cc-by-sa)
Taken Jan 26, 2022 by Tristan Jaton-Maria (cc-by-sa)
Taken Sep 14, 2022 by John Sycorax (cc-by-sa)
Taken Jan 23, 2019 by Silvana Sarracino (cc-by-sa)
© copyright of the Board of Trustees of the Royal Botanic Gardens, Kew.
Distribuzione mondiale
L’areale nativo di Magnolia grandiflora comprende la pianura costiera degli Stati Uniti sudorientali, dalla Virginia e dalla Carolina del Nord alla Florida e, verso ovest, al Texas. È largamente coltivata fuori dall’areale nativo, soprattutto nell’Europa temperata e in Giappone, dove rimane una pianta introdotta senza uno status invasivo documentato.
Identità
La Magnolia (Magnolia grandiflora L., 1759), detta anche magnolia sempreverde, è un albero del genere Magnolia, famiglia delle Magnoliaceae. In francese è chiamata anche magnolier à grandes fleurs o laurier-tulipier. Linneo la descrisse nel 1759 nella decima edizione del Systema Naturae. Il genere onora Pierre Magnol, botanico di Montpellier del XVII secolo; grandiflora significa letteralmente «a grandi fiori» e richiama le corolle di 20–30 cm di diametro. 6 1
Dagli Stati Uniti sudorientali la specie raggiunse la Francia nel 1711: secondo la ricostruzione storica, l’ammiraglio Roland-Michel Barrin de la Galissonnière l’avrebbe portata nel porto di Paimbœuf, a valle di Nantes. Il sindaco di Nantes René Darquistade piantò poi alcuni esemplari in serra; la margotta aerea ne favorì la diffusione nei giardini francesi. Il sinonimo Magnolia grandiflora f. galissoniensis conserva il ricordo di questa introduzione, oltre tre secoli più tardi. 7
Riconoscimento
Il profilo della magnolia è piramidale o conico. In condizioni favorevoli l’altezza adulta raggiunge 18–27 m, con una chioma larga 9–15 m. Le foglie sempreverdi, alterne, coriacee e lucide misurano 12–20 cm. Sulla pagina inferiore un indumento bruno rugginoso e feltroso permette di distinguerla facilmente dagli altri magnoli sempreverdi. 2 4
Alle ascelle fogliari si aprono fiori solitari ed eretti, con 6–12 tepali bianco crema e un profumo intenso, spesso descritto come agrumato. Il diametro di 20–30 cm li colloca fra i più grandi fiori d’albero coltivati nei climi temperati. 3 4
Il frutto è un cono ovoidale di follicoli riuniti, prima verde e poi bruno rosato a maturità. Ne pendono piccoli semi dal rivestimento rosso vivo, sospesi a un sottile filamento. 2
Tassonomia utile
Attorno al nome accettato Magnolia grandiflora L. si raccolgono sinonimi botanici e varietà orticole da verificare prima di acquistare esemplari antichi o innesti:
- Magnolia grandiflora var. ferruginea Sims (nome botanico storico)
- Magnolia grandiflora var. lanceolata W.T.Aiton (nome botanico storico)
- Magnolia grandiflora var. obovata Aiton (nome botanico storico)
- Magnolia grandiflora var. rotundifolia Sweet ex Loudon (nome botanico storico)
- Magnolia grandiflora f. galissoniensis K.Koch (nome botanico storico)
- Magnolia foetida Sarg. (nome botanico storico)
Queste denominazioni storiche non corrispondono a specie distinte: descrivono soprattutto la forma della lamina o l’origine della pianta madre. Il riferimento affidabile resta il nome accettato, eventualmente completato da quello della cultivar. 1
Habitat e distribuzione
La pianura costiera degli Stati Uniti sudorientali ospita l’areale nativo, dalla Virginia e dalla Carolina del Nord alla Florida e, verso ovest, al Texas. Qui la magnolia cresce nelle foreste umide, su suoli sabbiosi o freschi, generalmente sotto i 100 m di quota. 2 6
Per la IUCN Magnolia grandiflora è una specie a rischio minimo, coerentemente con un areale nativo ancora esteso e con l’ampia coltivazione fuori dalla zona d’origine. 8
Dal XVIII secolo la coltivazione europea ne ha fatto un albero ornamentale dei climi oceanici e mediterranei, in Francia, Italia e Portogallo. È diffusa anche in Giappone, fra i grandi alberi più piantati nei parchi. In Francia rimane tuttavia una pianta introdotta, senza uno status invasivo documentato. 7
Ciclo e fioritura
Tra maggio e giugno si concentra la fioritura principale, con aperture sporadiche fino alla fine dell’estate. Una pianta da seme impiega spesso oltre dieci anni a fiorire; la piena maturità, con fioritura regolare e fruttificazione, arriva piuttosto fra 15 e 25 anni. 3 2
Lo sviluppo è lento o moderato, più rapido con caldo e umidità che in un terreno povero o compatto. Una volta radicata, la pianta tollera bene vento, aerosol marino e tempeste: per questo è frequente come schermo e frangivento lungo la costa atlantica americana. 2
Per conservare una cultivar si ricorre soprattutto alla margotta aerea o alla talea semilegnosa. La semina, dopo due o tre mesi di stratificazione fredda, riproduce la specie ma dà esemplari più variabili e dalla fioritura più tardiva. 5
Usi e rischi
La funzione ornamentale domina: esemplare isolato per la fioritura spettacolare, schermo sempreverde lungo recinzioni o confini, albero allevato a parete nei giardini ventosi oppure associato nel sottobosco a camelie e azalee che tollerano la stessa ombra parziale. Questi impieghi sono documentati negli Stati Uniti e nel Regno Unito. 4 2
I petali commestibili vengono talvolta canditi o usati come spezia. La corteccia figura in impieghi tradizionali contro febbre e reumatismi, senza una validazione medica moderna sistematica. 5
Per cani e gatti Magnolia grandiflora non risulta elencata come tossica, diversamente da molte ornamentali. Per il cavallo il dato rimane non documentato: in assenza di conferme è opportuno mantenere prudenza. 6
Fra i parassiti prevale la cocciniglia della magnolia: la melata favorisce la fumaggine, un rivestimento nero sul fogliame che ostacola la fotosintesi. Nei terreni calcarei il ferro diventa meno assimilabile e le foglie giovani ingialliscono per clorosi; un chelato di ferro e una pacciamatura acida correggono in genere il sintomo. 2
Sotto una magnolia adulta il prato e molte aiuole faticano a insediarsi: l’ombra densa della chioma e la competizione delle radici superficiali rappresentano un limite pratico. 2
La tolleranza all’aerosol salino e la scarsa attrattiva per gli ungulati sono vantaggi nei giardini costieri o ai margini dei boschi frequentati dai caprioli. La caduta continua delle grandi foglie coriacee, in autunno come in primavera, richiede però una raccolta regolare alla base del tronco. 2
Varietà, confusioni e piante affini
Dall’introduzione in coltura sono state selezionate oltre 150 cultivar, ma solo una trentina rimane comune nei vivai. Little Gem e Kay Parris hanno un portamento seminano adatto ai piccoli giardini. Bracken’s Brown Beauty e Edith Bogue figurano fra le selezioni più rustiche, capaci di tollerare inverni più freddi della specie tipo. 6 2
Una possibile confusione riguarda Magnolia virginiana, più piccola, con foglie semipersistenti e pagina inferiore glauca anziché rugginosa: basta girare una foglia per distinguerla. Grandi arbusti sempreverdi dalle foglie coriacee, come la camelia del Giappone (Camellia japonica) e l’agrifoglio (Ilex aquifolium), condividono impieghi paesaggistici simili senza appartenere alle Magnoliaceae. 2
Fonti principali
- Plants of the World Online / Kew, Magnolia grandiflora L.
- NC State Extension, scheda di Magnolia grandiflora
- Missouri Botanical Garden Plant Finder, Magnolia grandiflora
- Royal Horticultural Society, Magnolia grandiflora
- Plants For A Future, Magnolia grandiflora
- Wikipedia EN, Magnolia grandiflora
- Wikipedia FR, magnolia a grandi fiori
- Lista rossa IUCN, valutazione di Magnolia grandiflora
Domande frequenti
La magnolia perde le foglie in inverno?
No, è un albero sempreverde. Le foglie vecchie cadono gradualmente tutto l’anno, con un picco primaverile durante il rinnovo del fogliame: la perdita può apparire abbondante senza essere anomala.
La magnolia è tossica per cani o gatti?
No, la specie non è elencata come tossica per cani o gatti. Il dato rimane invece non documentato per il cavallo, il che suggerisce prudenza in assenza di conferme.
Perché sotto la magnolia non cresce nulla?
L’ombra densa della chioma e le radici superficiali competitive limitano fortemente l’insediamento di un prato o di un’aiuola. Sotto un esemplare adulto la pacciamatura è spesso la soluzione più semplice.
Quanto bisogna aspettare per la prima fioritura?
Un esemplare da seme fiorisce raramente prima di una decina d’anni. Una pianta innestata o ottenuta per margotta, già di qualche anno al momento della vendita, può fiorire prima una volta ben insediata.
Come si distingue da Magnolia virginiana?
Magnolia virginiana è più piccola, con foglie semipersistenti secondo il clima e pagina inferiore glauca anziché coperta di indumento rugginoso. Dimensioni adulte e colore del rovescio fogliare sono i caratteri più affidabili.
La magnolia tollera vento e aerosol marino?
Sì, una volta ben radicata. Questa tolleranza spiega il frequente impiego come schermo o frangivento lungo la costa atlantica americana e nei giardini costieri europei.
Da dove viene il nome magnolia?
Il genere è stato dedicato a Pierre Magnol, botanico di Montpellier del XVII secolo. L’epiteto grandiflora descrive invece le dimensioni eccezionali dei fiori.
Piante simili
Se hai dubbi sulla tossicità di una pianta, chiedi consiglio a un botanico o a un veterinario.




