Magnolia (Magnolia grandiflora, L. 1759)

La magnolia (Magnolia grandiflora) è un albero sempreverde della famiglia delle Magnoliaceae, originario degli Stati Uniti sudorientali. Si riconosce per le foglie coriacee dal rovescio rugginoso e per gli enormi fiori bianchi profumati, fra i più grandi delle piante coltivate nei climi temperati. Introdotta in Francia nel 1711, rimane un albero da parchi e grandi giardini dove il clima lo consente.

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Nome scientificoMagnolia grandiflora
GenereMagnolia
OrdineMagnoliales

Magnolia, Magnolia sempreverde, Southern magnolia, Bull bay e Evergreen magnolia

Identità
Tossicità
Nessuna tossicità nota per cani e gatti; cavallo non documentato
Impegno di cura
Basso
Tipo di pianta
Tipo di foglie
Sempreverde
Durata della vita
Vivace
Paese d'origine
Stati Uniti
Habitat
Foreste umide di pianura e suoli sabbiosi o freschi della costa atlantica, in genere sotto i 100 m
Stagionalità
Fioritura
PrimaveraEstate
Raccolta
Autunno
Crescita
Dormienza
Nessun periodo di riposo
Velocità di crescita
4/10
Tempo di maturazione
Prima fioritura spesso dopo una decina d’anni
Propagazione
Talea aerea, Semina, Talea
Clima e acqua
Temperatura
Resistenza al freddo
Resistenza al vento
Buona resistenza a vento e aerosol marino una volta radicata
Irrigazione
Molto poca
Poca
Moderata
Elevata
Molto elevata
Tolleranza alla siccità
Sì
Suolo
pH del suolo
Tipi di terreno
Terreno ricco, Suolo drenato
Tolleranza al sale
Tollerato
Luce e posizione
Esposizione luminosa

Pieno sole

Offrile alcune ore di sole diretto al giorno, preferibilmente al mattino o alla sera.

Pieno sole o mezz’ombra
Esterno
Terra piena, Aiuola
Aspetto
Altezza1800–2700 cmLarghezza900–1500 cm
Foglie
VerdeMarrone
Magnolia (Magnolia grandiflora): origine e usi — foglie 1
Magnolia (Magnolia grandiflora): origine e usi — foglie 2
Magnolia (Magnolia grandiflora): origine e usi — foglie 3
Magnolia (Magnolia grandiflora): origine e usi — foglie 4
Magnolia (Magnolia grandiflora): origine e usi — foglie 5
Fiori
BiancoCremaDimensioni20–30 cm
Magnolia (Magnolia grandiflora): origine e usi — fiori 1
Magnolia (Magnolia grandiflora): origine e usi — fiori 2
Magnolia (Magnolia grandiflora): origine e usi — fiori 3
Magnolia (Magnolia grandiflora): origine e usi — fiori 4
Magnolia (Magnolia grandiflora): origine e usi — fiori 5
Frutti
VerdeRosso
Magnolia (Magnolia grandiflora): origine e usi — frutti 1
Magnolia (Magnolia grandiflora): origine e usi — frutti 2
Magnolia (Magnolia grandiflora): origine e usi — frutti 3
Magnolia (Magnolia grandiflora): origine e usi — frutti 4
Magnolia (Magnolia grandiflora): origine e usi — frutti 5
Portamento
Magnolia (Magnolia grandiflora): origine e usi — portamento 1
Magnolia (Magnolia grandiflora): origine e usi — portamento 2
Magnolia (Magnolia grandiflora): origine e usi — portamento 3
Magnolia (Magnolia grandiflora): origine e usi — portamento 4
Magnolia (Magnolia grandiflora): origine e usi — portamento 5
Corteccia
Marrone
Magnolia (Magnolia grandiflora): origine e usi — corteccia 1
Magnolia (Magnolia grandiflora): origine e usi — corteccia 2
Magnolia (Magnolia grandiflora): origine e usi — corteccia 3
Magnolia (Magnolia grandiflora): origine e usi — corteccia 4
Magnolia (Magnolia grandiflora): origine e usi — corteccia 5

Distribuzione mondiale

L’areale nativo di Magnolia grandiflora comprende la pianura costiera degli Stati Uniti sudorientali, dalla Virginia e dalla Carolina del Nord alla Florida e, verso ovest, al Texas. È largamente coltivata fuori dall’areale nativo, soprattutto nell’Europa temperata e in Giappone, dove rimane una pianta introdotta senza uno status invasivo documentato.

  • Autoctona1
  • Stati Uniti

Esagoni: regioni in cui è presente la pianta. Punti verdi: area di origine.1

Identità

La Magnolia (Magnolia grandiflora L., 1759), detta anche magnolia sempreverde, è un albero del genere Magnolia, famiglia delle Magnoliaceae. In francese è chiamata anche magnolier à grandes fleurs o laurier-tulipier. Linneo la descrisse nel 1759 nella decima edizione del Systema Naturae. Il genere onora Pierre Magnol, botanico di Montpellier del XVII secolo; grandiflora significa letteralmente «a grandi fiori» e richiama le corolle di 20–30 cm di diametro. 6 1

Dagli Stati Uniti sudorientali la specie raggiunse la Francia nel 1711: secondo la ricostruzione storica, l’ammiraglio Roland-Michel Barrin de la Galissonnière l’avrebbe portata nel porto di Paimbœuf, a valle di Nantes. Il sindaco di Nantes René Darquistade piantò poi alcuni esemplari in serra; la margotta aerea ne favorì la diffusione nei giardini francesi. Il sinonimo Magnolia grandiflora f. galissoniensis conserva il ricordo di questa introduzione, oltre tre secoli più tardi. 7

Riconoscimento

Il profilo della magnolia è piramidale o conico. In condizioni favorevoli l’altezza adulta raggiunge 18–27 m, con una chioma larga 9–15 m. Le foglie sempreverdi, alterne, coriacee e lucide misurano 12–20 cm. Sulla pagina inferiore un indumento bruno rugginoso e feltroso permette di distinguerla facilmente dagli altri magnoli sempreverdi. 2 4

Alle ascelle fogliari si aprono fiori solitari ed eretti, con 6–12 tepali bianco crema e un profumo intenso, spesso descritto come agrumato. Il diametro di 20–30 cm li colloca fra i più grandi fiori d’albero coltivati nei climi temperati. 3 4

Il frutto è un cono ovoidale di follicoli riuniti, prima verde e poi bruno rosato a maturità. Ne pendono piccoli semi dal rivestimento rosso vivo, sospesi a un sottile filamento. 2

Tassonomia utile

Attorno al nome accettato Magnolia grandiflora L. si raccolgono sinonimi botanici e varietà orticole da verificare prima di acquistare esemplari antichi o innesti:

  • Magnolia grandiflora var. ferruginea Sims (nome botanico storico)
  • Magnolia grandiflora var. lanceolata W.T.Aiton (nome botanico storico)
  • Magnolia grandiflora var. obovata Aiton (nome botanico storico)
  • Magnolia grandiflora var. rotundifolia Sweet ex Loudon (nome botanico storico)
  • Magnolia grandiflora f. galissoniensis K.Koch (nome botanico storico)
  • Magnolia foetida Sarg. (nome botanico storico)

Queste denominazioni storiche non corrispondono a specie distinte: descrivono soprattutto la forma della lamina o l’origine della pianta madre. Il riferimento affidabile resta il nome accettato, eventualmente completato da quello della cultivar. 1

Habitat e distribuzione

La pianura costiera degli Stati Uniti sudorientali ospita l’areale nativo, dalla Virginia e dalla Carolina del Nord alla Florida e, verso ovest, al Texas. Qui la magnolia cresce nelle foreste umide, su suoli sabbiosi o freschi, generalmente sotto i 100 m di quota. 2 6

Per la IUCN Magnolia grandiflora è una specie a rischio minimo, coerentemente con un areale nativo ancora esteso e con l’ampia coltivazione fuori dalla zona d’origine. 8

Dal XVIII secolo la coltivazione europea ne ha fatto un albero ornamentale dei climi oceanici e mediterranei, in Francia, Italia e Portogallo. È diffusa anche in Giappone, fra i grandi alberi più piantati nei parchi. In Francia rimane tuttavia una pianta introdotta, senza uno status invasivo documentato. 7

Ciclo e fioritura

Tra maggio e giugno si concentra la fioritura principale, con aperture sporadiche fino alla fine dell’estate. Una pianta da seme impiega spesso oltre dieci anni a fiorire; la piena maturità, con fioritura regolare e fruttificazione, arriva piuttosto fra 15 e 25 anni. 3 2

Lo sviluppo è lento o moderato, più rapido con caldo e umidità che in un terreno povero o compatto. Una volta radicata, la pianta tollera bene vento, aerosol marino e tempeste: per questo è frequente come schermo e frangivento lungo la costa atlantica americana. 2

Per conservare una cultivar si ricorre soprattutto alla margotta aerea o alla talea semilegnosa. La semina, dopo due o tre mesi di stratificazione fredda, riproduce la specie ma dà esemplari più variabili e dalla fioritura più tardiva. 5

Usi e rischi

La funzione ornamentale domina: esemplare isolato per la fioritura spettacolare, schermo sempreverde lungo recinzioni o confini, albero allevato a parete nei giardini ventosi oppure associato nel sottobosco a camelie e azalee che tollerano la stessa ombra parziale. Questi impieghi sono documentati negli Stati Uniti e nel Regno Unito. 4 2

I petali commestibili vengono talvolta canditi o usati come spezia. La corteccia figura in impieghi tradizionali contro febbre e reumatismi, senza una validazione medica moderna sistematica. 5

Per cani e gatti Magnolia grandiflora non risulta elencata come tossica, diversamente da molte ornamentali. Per il cavallo il dato rimane non documentato: in assenza di conferme è opportuno mantenere prudenza. 6

Fra i parassiti prevale la cocciniglia della magnolia: la melata favorisce la fumaggine, un rivestimento nero sul fogliame che ostacola la fotosintesi. Nei terreni calcarei il ferro diventa meno assimilabile e le foglie giovani ingialliscono per clorosi; un chelato di ferro e una pacciamatura acida correggono in genere il sintomo. 2

Sotto una magnolia adulta il prato e molte aiuole faticano a insediarsi: l’ombra densa della chioma e la competizione delle radici superficiali rappresentano un limite pratico. 2

La tolleranza all’aerosol salino e la scarsa attrattiva per gli ungulati sono vantaggi nei giardini costieri o ai margini dei boschi frequentati dai caprioli. La caduta continua delle grandi foglie coriacee, in autunno come in primavera, richiede però una raccolta regolare alla base del tronco. 2

Varietà, confusioni e piante affini

Dall’introduzione in coltura sono state selezionate oltre 150 cultivar, ma solo una trentina rimane comune nei vivai. Little Gem e Kay Parris hanno un portamento seminano adatto ai piccoli giardini. Bracken’s Brown Beauty e Edith Bogue figurano fra le selezioni più rustiche, capaci di tollerare inverni più freddi della specie tipo. 6 2

Una possibile confusione riguarda Magnolia virginiana, più piccola, con foglie semipersistenti e pagina inferiore glauca anziché rugginosa: basta girare una foglia per distinguerla. Grandi arbusti sempreverdi dalle foglie coriacee, come la camelia del Giappone (Camellia japonica) e l’agrifoglio (Ilex aquifolium), condividono impieghi paesaggistici simili senza appartenere alle Magnoliaceae. 2

Fonti principali

Domande frequenti

La magnolia perde le foglie in inverno?

No, è un albero sempreverde. Le foglie vecchie cadono gradualmente tutto l’anno, con un picco primaverile durante il rinnovo del fogliame: la perdita può apparire abbondante senza essere anomala.

La magnolia è tossica per cani o gatti?

No, la specie non è elencata come tossica per cani o gatti. Il dato rimane invece non documentato per il cavallo, il che suggerisce prudenza in assenza di conferme.

Perché sotto la magnolia non cresce nulla?

L’ombra densa della chioma e le radici superficiali competitive limitano fortemente l’insediamento di un prato o di un’aiuola. Sotto un esemplare adulto la pacciamatura è spesso la soluzione più semplice.

Quanto bisogna aspettare per la prima fioritura?

Un esemplare da seme fiorisce raramente prima di una decina d’anni. Una pianta innestata o ottenuta per margotta, già di qualche anno al momento della vendita, può fiorire prima una volta ben insediata.

Come si distingue da Magnolia virginiana?

Magnolia virginiana è più piccola, con foglie semipersistenti secondo il clima e pagina inferiore glauca anziché coperta di indumento rugginoso. Dimensioni adulte e colore del rovescio fogliare sono i caratteri più affidabili.

La magnolia tollera vento e aerosol marino?

Sì, una volta ben radicata. Questa tolleranza spiega il frequente impiego come schermo o frangivento lungo la costa atlantica americana e nei giardini costieri europei.

Da dove viene il nome magnolia?

Il genere è stato dedicato a Pierre Magnol, botanico di Montpellier del XVII secolo. L’epiteto grandiflora descrive invece le dimensioni eccezionali dei fiori.

Piante simili

Se hai dubbi sulla tossicità di una pianta, chiedi consiglio a un botanico o a un veterinario.