Lauroceraso (Prunus laurocerasus, L. 1753)

Lauroceraso (Prunus laurocerasus) è un arbusto sempreverde delle Rosaceae, originario dei margini del Mar Nero, dall’Europa sudorientale al Caucaso e all’Iran settentrionale. Molto usato nelle siepi temperate, porta foglie coriacee lucide, racemi eretti di fiori bianchi e piccole drupe nere. Una foglia stropicciata emana odore di mandorla amara, legato ai composti cianogenici presenti nella pianta.

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Nome scientificoPrunus laurocerasus
GenerePrunus
OrdineRosales

Lauroceraso, Lauro regio e Lauro ceraso

Identità
Tossicità
Tossico per esseri umani e animali
Impegno di cura
Basso
Tipo di pianta
Arbusti · Siepe campestre
Tipo di foglie
Sempreverde
Durata della vita
Vivace
Paese d'origine
TurchiaBulgariaAlbaniaStati UnitiIran
Habitat
Sottoboschi e margini forestali umidi di media montagna; coltivato in siepi e giardini temperati
Stagionalità
Fioritura
Primavera
Raccolta
Autunno
Crescita
Dormienza
Nessun periodo di riposo
Velocità di crescita
7/10
Tempo di maturazione
Siepe densa in 3–5 anni; portamento arboreo nel corso di decenni
Propagazione
Semina, Talea
Clima e acqua
Temperatura
Resistenza al freddo
Resistenza al vento
Buona, tollera vento e aria marina una volta stabilito
Umidità
50–80 %
Irrigazione
Molto poca
Poca
Moderata
Elevata
Molto elevata
Tolleranza alla siccità
No
Suolo
pH del suolo
Tipi di terreno
Suolo drenato, Terreno ricco, Suolo fresco
Tolleranza al sale
Tollerato
Luce e posizione
Esposizione luminosa

Offrile molta luce ambientale senza sole diretto sulle foglie.

Dal sole all’ombra fitta
Esterno
Aiuola, Terra piena
Aspetto
Altezza300–800 cmLarghezza300–800 cm
Foglie
Verde
Lauroceraso (Prunus laurocerasus): origine e usi — foglie 1
Lauroceraso (Prunus laurocerasus): origine e usi — foglie 2
Lauroceraso (Prunus laurocerasus): origine e usi — foglie 3
Lauroceraso (Prunus laurocerasus): origine e usi — foglie 4
Lauroceraso (Prunus laurocerasus): origine e usi — foglie 5
Fiori
BiancoCrema
Lauroceraso (Prunus laurocerasus): origine e usi — fiori 1
Lauroceraso (Prunus laurocerasus): origine e usi — fiori 2
Lauroceraso (Prunus laurocerasus): origine e usi — fiori 3
Lauroceraso (Prunus laurocerasus): origine e usi — fiori 4
Lauroceraso (Prunus laurocerasus): origine e usi — fiori 5
Frutti
RossoNero
Lauroceraso (Prunus laurocerasus): origine e usi — frutti 1
Lauroceraso (Prunus laurocerasus): origine e usi — frutti 2
Lauroceraso (Prunus laurocerasus): origine e usi — frutti 3
Lauroceraso (Prunus laurocerasus): origine e usi — frutti 4
Lauroceraso (Prunus laurocerasus): origine e usi — frutti 5
Portamento
Lauroceraso (Prunus laurocerasus): origine e usi — portamento 1
Lauroceraso (Prunus laurocerasus): origine e usi — portamento 2
Lauroceraso (Prunus laurocerasus): origine e usi — portamento 3
Lauroceraso (Prunus laurocerasus): origine e usi — portamento 4
Lauroceraso (Prunus laurocerasus): origine e usi — portamento 5
Corteccia
VerdeMarrone
Lauroceraso (Prunus laurocerasus): origine e usi — corteccia 1
Lauroceraso (Prunus laurocerasus): origine e usi — corteccia 2
Lauroceraso (Prunus laurocerasus): origine e usi — corteccia 3
Lauroceraso (Prunus laurocerasus): origine e usi — corteccia 4
Lauroceraso (Prunus laurocerasus): origine e usi — corteccia 5

Distribuzione mondiale

L’areale nativo di Prunus laurocerasus segue il bacino del Mar Nero, dall’Albania e dalla Bulgaria nell’Europa sudorientale fino alla Turchia settentrionale, al Caucaso e all’Iran settentrionale nell’Asia sudoccidentale. Coltivata in quasi tutta l’Europa temperata, la specie si è naturalizzata in varie regioni, dove è considerata invasiva.

  • Autoctona5
  • Invasiva3
  • Turchia
  • Bulgaria
  • Albania
  • Georgia
  • Iran
  • Regno Unito
  • Belgio
  • Stati Uniti (nordovest del Pacifico)

Esagoni: regioni in cui è presente la pianta. Punti verdi: area di origine.1

Identità

Lauroceraso (Prunus laurocerasus L., 1753) è un arbusto sempreverde della famiglia Rosaceae, nel genere Prunus. Il nome unisce il richiamo alle foglie dell’alloro da cucina, Laurus nobilis, una pianta priva di parentela, a quello dei frutti simili a piccole ciliegie nere. È quindi la somiglianza esteriore, non la classificazione botanica, a spiegare il riferimento all’alloro. 1 2

Scambiare le foglie del Lauroceraso con quelle dell’alloro ha causato in passato intossicazioni alimentari. Un carattere aiuta a distinguerle: la foglia di Lauroceraso stropicciata libera odore di mandorla amara, assente nell’alloro da cucina. La somiglianza del fogliame non consente dunque di attribuire alle due piante gli stessi impieghi. 6 4

Rispetto al ciliegio e al susino, suoi parenti nello stesso genere Prunus, il Lauroceraso si distingue per la prunasina responsabile del caratteristico odore cianogenico.

Riconoscimento

Foglie persistenti, coriacee e molto lucide rivestono un arbusto denso. Sono alterne e misurano comunemente 10–25 cm di lunghezza per 4–10 cm di larghezza, con margine finemente dentato. Se stropicciate emanano odore di mandorla amara: è un indizio utile da considerare insieme agli altri caratteri della pianta. 9 2

In primavera compaiono racemi eretti di 7–15 cm, con 30–40 piccoli fiori profumati bianco crema, ciascuno con cinque petali e stami giallastri. I frutti successivi sono drupe ovoidali di 1–2 cm, dapprima verdi, poi rosse e infine nere e lucide a piena maturità, tra fine estate e autunno. 9 3

In siepe potata l’arbusto rimane spesso fra 2 e 4 m di altezza. Lasciato libero, un esemplare vecchio può diventare un piccolo albero di 8–15 m, raramente più alto. La corteccia grigia e liscia, segnata da lenticelle, è caratteristica del genere Prunus. 2 4

Tassonomia utile

Linné descrisse questa specie nel 1753. Nel tempo è stata assegnata anche al genere Cerasus o citata nella sinonimia di Laurocerasus officinalis, prima che il nome accettato si stabilizzasse in Prunus laurocerasus. Fra le denominazioni storiche e varietali da riconoscere figurano:

  • Cerasus laurocerasus (L.) Loisel., combinazione storica;
  • Padus laurocerasus Mill., denominazione storica;
  • Prunus laurocerasus var. latifolia L.H.Bailey, nome varietale storico;
  • Prunus laurocerasus var. rotundifolia L.H.Bailey, nome varietale storico;
  • Prunus laurocerasus var. schipkaensis Späth ex H.L.Späth, nome varietale storico.

Il riferimento stabile resta Prunus laurocerasus. Nomi come Rotundifolia e Schipkaensis designano oggi cultivar orticole commercializzate sotto queste denominazioni, da distinguere dalle varietà botaniche storiche omonime. Un nome simile in un catalogo non indica quindi necessariamente lo stesso rango tassonomico usato nella letteratura più antica. 1 7

Habitat e distribuzione

Il bacino del Mar Nero costituisce il nucleo dell’areale nativo: dall’Albania e dalla Bulgaria, nell’Europa sudorientale, fino alla Turchia settentrionale, al Caucaso e all’Iran settentrionale nell’Asia sudoccidentale. In queste zone il Lauroceraso cresce nei sottoboschi e ai margini delle foreste fresche di media montagna. 1 7

La coltivazione ornamentale nell’Europa temperata, Francia compresa, ha favorito la naturalizzazione fuori dall’areale nativo. Nel Regno Unito, in Belgio e nel nordovest pacifico del Nord America, gli uccelli disperdono i noccioli nei boschi. Il fogliame sempreverde e denso forma un sottobosco che impedisce la rinnovazione delle specie locali; in questi territori la pianta è classificata come esotica invasiva. 8 9

In Francia il Lauroceraso è largamente coltivato nelle siepi dei giardini, senza uno status invasivo generalizzato alla data della fonte. È comunque necessaria vigilanza locale lungo i margini forestali ombreggiati, dove riesce a insediarsi facilmente. Questa indicazione territoriale non va estesa automaticamente alle norme di altri paesi. 7

Ciclo e riproduzione

I racemi primaverili offrono risorse a numerosi insetti impollinatori. I frutti maturano lentamente, passando dal verde al rosso e poi al nero tra fine estate e autunno. Sono ricercati dagli uccelli, ai quali si deve la maggior parte della dispersione dei noccioli e della conseguente diffusione spontanea. 9 3

La crescita è rapida nei climi miti e nei terreni freschi. Piante distanziate di 60–80 cm possono formare una siepe densa in tre–cinque anni. Senza potatura l’arbusto continua ad accrescersi per diversi decenni, fino ad assumere il portamento di un piccolo albero. 2 3

In coltivazione si ricorre soprattutto alla talea semilegnosa di fine estate, che conserva fedelmente i caratteri delle cultivar. Anche la semina dei noccioli stratificati al freddo funziona per la specie tipo, ma produce piante più variabili, poco usate per riprodurre le selezioni orticole. 4 2

Usi e rischi

La siepe sempreverde è l’impiego dominante. Con la potatura il Lauroceraso forma uno schermo opaco durante tutto l’anno, apprezzato per la crescita rapida e la tolleranza all’ombra degli alberi vicini, qualità poco comune fra gli arbusti da siepe. Interventi in marzo e a fine estate, con cesoie anziché tagliasiepi elettrico, aiutano a evitare che la base si spogli, soprattutto in mezz’ombra. 2 3

L’intera pianta contiene glicosidi cianogenici, fra cui la prunasina, concentrati soprattutto nelle foglie e nei noccioli. Triturati o masticati, questi tessuti liberano acido cianidrico, associato all’odore di mandorla amara. L’ingestione di foglie o noccioli provoca disturbi digestivi e, nei casi gravi, respiratori in esseri umani, cani, gatti e cavalli; questi ultimi sono considerati particolarmente sensibili ai glicosidi cianogenici. La polpa dei frutti maturi contiene quantità molto inferiori di cianuro e viene talvolta consumata in Turchia dopo aver eliminato il nocciolo. 6 5

Varietà, confusioni e piante affini

Le selezioni orticole del Lauroceraso non sono specie distinte. Otto Luyken e Zabeliana hanno un portamento basso ed espanso, adatto a siepi basse e coperture del suolo. Rotundifolia e Schipkaensis, più vigorose e rustiche, si prestano a siepi alte. Aureovariegata si riconosce per il margine giallo delle foglie. 2

Le confusioni più frequenti riguardano tre arbusti dal fogliame persistente:

  • l’alloro (Laurus nobilis), una Lauraceae priva di parentela: le foglie non odorano di mandorla e non contengono composti cianogenici;
  • il viburno tino (Viburnum tinus), con foglie più piccole e frutti blu-neri, mentre quelli del Lauroceraso diventano neri lucidi;
  • il lauro del Portogallo (Prunus lusitanica), riconoscibile per le foglie più piccole e i piccioli rossastri.

L’odore di mandorla delle foglie stropicciate e i racemi eretti di frutti neri sono due indizi affidabili per confermare l’identità di un arbusto da siepe come Prunus laurocerasus. Osservare insieme foglie, infiorescenze e frutti aiuta a non basarsi soltanto sulla somiglianza con un altro sempreverde. 9 4

Fonti principali

Domande frequenti

Il Lauroceraso è tossico?

Sì. Foglie, fiori, frutti e soprattutto noccioli contengono glicosidi cianogenici che liberano acido cianidrico quando i tessuti vengono triturati o masticati. L’ingestione di foglie o noccioli provoca disturbi digestivi, talvolta respiratori, in esseri umani, cani, gatti e cavalli.

Si possono mangiare i frutti del Lauroceraso?

La polpa ben matura, nera e dolce, viene talvolta consumata in Turchia, ma il nocciolo rimane tossico e va scartato. Un frutto verde o dal gusto amaro indica un contenuto maggiore di cianuro e va evitato.

Il Lauroceraso è un vero alloro?

No. È un Prunus della famiglia Rosaceae, senza parentela con l’alloro da cucina Laurus nobilis, una Lauraceae. La somiglianza delle foglie ha causato in passato pericolose confusioni alimentari.

Perché le foglie odorano di mandorla?

Il fogliame contiene composti cianogenici, fra cui la prunasina, che liberano odore di mandorla amara e acido cianidrico quando una foglia viene stropicciata o tagliata. È un indizio di identificazione e un segnale di tossicità.

Il Lauroceraso è invasivo?

Nell’areale nativo del Mar Nero fa parte della flora forestale. Introdotto altrove, soprattutto nel Regno Unito, in Belgio e nel nordovest pacifico del Nord America, viene disseminato dagli uccelli e forma un sottobosco denso che ostacola la rinnovazione delle specie locali.

Quanto diventa alto il Lauroceraso?

In una siepe potata resta generalmente fra 2 e 4 m. Se lasciato crescere, un esemplare vecchio può diventare un grande arbusto o un piccolo albero di 8–15 m, raramente di più.

Quale cultivar scegliere per una siepe bassa?

Otto Luyken e Zabeliana sono compatte ed espanse, adatte a siepi basse o come tappezzanti. Rotundifolia e Schipkaensis si prestano meglio a siepi alte e climi più freddi.

Piante simili

Se hai dubbi sulla tossicità di una pianta, chiedi consiglio a un botanico o a un veterinario.