Lauro del Portogallo (Prunus lusitanica, )
Prunus lusitanica, il lauro del Portogallo, è un arbusto o piccolo albero sempreverde delle Rosaceae, originario dell’Europa sudoccidentale, del Marocco e della Macaronesia. Spesso confuso con il lauroceraso, Prunus laurocerasus, si distingue per piccioli e giovani rami rosso scuro, un carattere più affidabile della forma delle foglie.
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Distribuzione mondiale
L’areale nativo di Prunus lusitanica comprende l’Europa sudoccidentale, Portogallo, Spagna e Paesi Baschi francesi, il Marocco e gli arcipelaghi macaronisici di Azzorre, Madeira e Canarie. Sul continente è un relitto della laurisilva terziaria, ridotto a rare popolazioni in gole fresche; in Macaronesia resta un elemento comune della foresta laurifoglia.
- Autoctona7
- Introdotta1
- Portogallo
- Spagna
- Francia metropolitana
- Marocco
- Azzorre
- Madeira
- Isole Canarie
- Regno Unito
Esagoni: regioni in cui è presente la pianta. Punti verdi: area di origine.1
Identità
Prunus lusitanica (Prunus lusitanica L., 1753), il lauro del Portogallo, è un arbusto o piccolo albero sempreverde delle Rosaceae, descritto da Carl von Linné nel 1753. L’epiteto lusitanica rimanda alla Lusitania, provincia romana corrispondente all’attuale Portogallo e a parte dell’Estremadura e del territorio di Salamanca in Spagna. 1 6
Il richiamo al Portogallo nel nome comune non esaurisce l’areale originario: comprende anche Spagna, Paesi Baschi francesi, Marocco e gli arcipelaghi macaronisici di Azzorre, Madeira e Canarie. Questa distribuzione iberico-macaronisica può rendere il nome ingannevole: una popolazione delle Canarie non è meno indigena di una portoghese. 7 1
Riconoscimento
In condizioni ordinarie Prunus lusitanica è un arbusto denso o piccolo albero di 3–8 m, con segnalazioni eccezionali fino a 20 m. In coltivazione britannica RHS descrive esemplari alti oltre 12 m e larghi più di 8 m dopo 20–50 anni. 2 6
Il rosso scuro o porpora dei piccioli e dei giovani rami è un indizio più affidabile della forma fogliare: resta visibile tutto l’anno, mentre la lamina varia con età del ramo ed esposizione. Le foglie sono ovato-lanceolate, coriacee e lucide, lunghe 6–13 cm, con margine finemente dentato. 3 2
All’inizio dell’estate, racemi eretti di 15–28 cm portano numerosi piccoli fiori bianchi profumati. Seguono piccole drupe ovoidali o coniche, verdi, poi rosso scuro e infine porpora nerastro a maturità. 2 6
Tassonomia utile
La specie accettata Prunus lusitanica L. appartiene alle Amygdaloideae, sottofamiglia delle Rosaceae. Tre sottospecie geograficamente distinte aiutano a collocare l’origine di un esemplare:
- Prunus lusitanica subsp. lusitanica occupa il continente, Portogallo, Spagna, Paesi Baschi francesi e Marocco, ed è la sottospecie nominale;
- Prunus lusitanica subsp. azorica (Mouill.) Franco è endemica delle Azzorre, dove è considerata minacciata nell’habitat naturale;
- Prunus lusitanica subsp. hixa (Brouss. ex Willd.) Franco cresce a Madeira e nelle Canarie ed è più diffusa della precedente.
La separazione fra arcipelaghi spiega perché la stessa specie comprenda popolazioni con stati di conservazione diversi: citare soltanto Prunus lusitanica mescola una popolazione stabile, hixa, con una minacciata, azorica. Il nome completo di sottospecie evita l’ambiguità. 1
Habitat e distribuzione
Sul continente vive in boschi e gole fresche di media montagna, nicchia che ne fa un relitto della laurisilva terziaria, foresta laurifoglia un tempo molto più estesa in Europa. Le popolazioni selvatiche sono rare, confinate a gole umide della penisola iberica sudoccidentale. 4 8
Nelle isole macaronisiche la situazione cambia: la specie è ancora comune nella laurisilva, foresta alimentata dalle nebbie e ricca di flora e fauna endemiche. Azzorre, Madeira e Canarie ospitano le sue popolazioni naturali più abbondanti. 6 1
Al di fuori dell’areale nativo viene coltivata soprattutto come ornamentale da siepe. Piantata da decenni nel Regno Unito, si naturalizza occasionalmente senza raggiungere lo stato di specie invasiva. 4
Ciclo e riproduzione
I racemi profumati della fioritura estiva attirano gli insetti impollinatori; dopo la fecondazione si formano drupe che passano dal verde al rosso scuro e al porpora nerastro fra estate e autunno. 3 2
Per moltiplicare le piante coltivate, la talea semilegnosa estiva, ricavata dai rami dell’anno, dà esemplari più rapidamente e più fedelmente della semina. Il seme richiede 2–3 mesi di stratificazione fredda e può impiegare fino a 18 mesi a germinare: si riserva soprattutto alla selezione varietale o alla conservazione delle sottospecie selvatiche. 4
Allevato in siepe, l’arbusto sopporta bene la potatura drastica e ricaccia facilmente dal legno vecchio, mantenendo una sagoma densa per decenni senza perdere vigore. 3
Usi e rischi
Siepi potate, schermature e topiarie rappresentano l’uso ornamentale principale, grazie alla risposta alla potatura e alla tolleranza dei terreni poveri e calcarei. La Royal Horticultural Society gli riconosce l’Award of Garden Merit. 2
Occorre attenzione sul piano tossicologico: come in altri Prunus, foglie, semi e soprattutto fusti appassiti contengono glicosidi cianogenici. L’ASPCA classifica i ciliegi del genere come tossici per gatti, cani e cavalli; i sintomi tipici dopo ingestione comprendono mucose rosso mattone, pupille dilatate e difficoltà respiratorie. 5 3
È inoltre sorvegliato come ospite ad alto rischio di Xylella fastidiosa, batterio da quarantena regolamentato in Europa: un disseccamento improvviso dei rami merita una segnalazione ai servizi fitosanitari, anziché limitarsi a una potatura di pulizia. 2
Varietà, confusioni e piante affini
Tra le selezioni da giardino figurano Variegata, con foglie marginate di bianco crema, e Myrtifolia, dalle foglie piccole e strette simili al mirto. Sono nomi orticoli e non sostituiscono il riferimento tassonomico: per chiarire l’origine geografica di un esemplare selvatico conta la sottospecie precisa, azorica, hixa o lusitanica. 2
Tre gruppi di piante causano più confusioni degli altri sempreverdi da siepe:
- Prunus laurocerasus, il lauroceraso, ha foglie più grandi e larghe e soprattutto piccioli verdi anziché rosso scuro;
- Laurus nobilis, l’alloro da cucina, condivide il richiamo al «lauro» ma appartiene a un’altra famiglia, le Lauraceae;
- altri Prunus sempreverdi vengono venduti con nomi simili per le siepi, senza i caratteristici piccioli rossi.
Osservare il colore del picciolo è più rapido che confrontare la grandezza delle foglie e funziona anche su una siepe potata con fogliame non ancora pienamente sviluppato.
Fonti principali
- Plants of the World Online / Kew, Prunus lusitanica L.
- Royal Horticultural Society, scheda di Prunus lusitanica
- North Carolina Extension Gardener Plant Toolbox, Prunus lusitanica
- Plants For A Future, Prunus lusitanica
- ASPCA, scheda sulla tossicità dei ciliegi (Prunus spp.)
- Wikipedia in francese, lauro del Portogallo (Prunus lusitanica)
- Wikipedia in inglese, Prunus lusitanica
- INPN / MNHN, Prunus lusitanica
Domande frequenti
Prunus lusitanica è tossico per cani e gatti?
Sì. Come altri Prunus, foglie, semi e fusti appassiti contengono glicosidi cianogenici. L’ASPCA classifica i ciliegi del genere Prunus come tossici per gatti, cani e cavalli, con mucose rosso mattone e difficoltà respiratorie dopo ingestione.
Come si distingue Prunus lusitanica dal lauroceraso?
Il carattere più affidabile è il colore dei piccioli e dei giovani rami: rosso scuro o porpora in Prunus lusitanica, verde in Prunus laurocerasus. Nel lauroceraso le foglie sono inoltre generalmente più grandi e larghe.
Quali esposizione e terreno preferisce?
Un terreno ben drenato, da calcareo a neutro, dal pieno sole alla mezz’ombra, favorisce la fioritura migliore. Tollera anche suoli poveri e poco profondi, diventando una siepe poco esigente dopo l’attecchimento.
Prunus lusitanica è invasivo?
Non sono segnalate invasioni documentate nella Francia metropolitana, dove è indigeno con popolazioni rare. Nel Regno Unito, dove è introdotto e molto piantato, è indicata una naturalizzazione occasionale senza un marcato stato invasivo.
Perché si chiama lusitanica se cresce anche fuori dal Portogallo?
L’epiteto rimanda alla Lusitania romana, antico nome del territorio portoghese scelto da Linneo nel 1753. L’areale reale si estende però alla Spagna, ai Paesi Baschi francesi, al Marocco e a diversi arcipelaghi macaronisici.
Può sostituire il bosso in una siepe?
È un uso comune. La tolleranza ai suoli poveri e calcarei e la buona risposta a potature drastiche ne fanno un’alternativa resistente, mentre il bosso tradizionale soffre diffusamente per piralide e deperimento.
Tutte le sottospecie sono minacciate?
No. La sottospecie endemica delle Azzorre, subsp. azorica, è considerata minacciata nell’habitat naturale; la sottospecie di Madeira e Canarie, subsp. hixa, resta più diffusa nel proprio areale.
Piante simili
Se hai dubbi sulla tossicità di una pianta, chiedi consiglio a un botanico o a un veterinario.





