Siberian crab apple (Malus baccata, )
Malus baccata (L.) Borkh., 1803 è un albero deciduo delle Rosaceae, originario di un territorio dalla Siberia all’Himalaya, attraverso Cina, Corea e Giappone. La fioritura bianca profumata compare presto in primavera, prima di molti meli coltivati. I piccoli frutti rossi o gialli rimangono spesso sui rami per parte dell’inverno; l’estrema rusticità spiega l’impiego della specie come portinnesto.
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Distribuzione mondiale
L’areale nativo di Malus baccata va dalla Siberia e dall’Estremo Oriente russo alla Cina meridionale attraverso Mongolia, Corea, Giappone e Himalaya (Nepal, Bhutan e India nordorientale). In Francia resta un albero coltivato in filare o isolato e non appartiene ai meli indigeni.
- Autoctona6
- Introdotta1
- Siberia ed Estremo Oriente russo
- Cina settentrionale e centrale
- Mongolia
- Corea
- Giappone
- Himalaya (Nepal, Bhutan, India nordorientale)
- America settentrionale
Esagoni: regioni in cui è presente la pianta. Punti verdi: area di origine.1
Identità
Malus baccata (Malus baccata (L.) Borkh., 1803) è un albero deciduo delle Rosaceae, chiamato in inglese Siberian crab apple, Siberian crab o Manchurian crab apple. POWO accetta il nome per una specie originaria di un territorio dalla Siberia all’Himalaya, attraverso Mongolia, Cina settentrionale e centrale, Corea e Giappone. 1
Linneo lo descrisse nel 1767 come Pyrus baccata, probabilmente da un campione di provenienza russa. Moritz Balthasar Borkhausen lo trasferì nel genere Malus nel 1803, da cui l’autorità attuale «(L.) Borkh.». 5
L’epiteto baccata deriva dal latino bacca, «bacca», e richiama i minuscoli frutti rotondi, molto più piccoli delle mele coltivate (Malus domestica) e persino di quelle del melo selvatico europeo (Malus sylvestris).
Riconoscimento
Un’altezza di 6-15 m, tipicamente intorno a 10 m, e una chioma arrotondata con rami arcuati, talvolta ricadenti, caratterizzano Malus baccata. Le foglie, ellittiche od ovali e finemente dentate, misurano 3-8 cm. 5 3
Tra aprile e maggio sbocciano fiori bianchi profumati, riuniti in gruppi di 4-6, con diametro di 3-4 cm. La fioritura precede quella di molti meli coltivati vicini e permette di distinguerli, attirando anche i primi impollinatori della stagione. 2 5
Rosso o giallo e sostenuto da un lungo peduncolo, il frutto misura appena 0,8-1,6 cm. Il calice cade prima della piena maturazione: è un carattere utile per confermare la specie quando porta frutti, mentre negli altri meli i sepali restano generalmente fino alla raccolta. 7 3
Tassonomia utile
La storia del nome passa da Pyrus baccata, basionimo pubblicato da Linneo nel 1767, al trasferimento nel genere Malus operato da Borkhausen nel 1803. Questa combinazione determina l’autorità attuale. 1
POWO riconosce la varietà autonima Malus baccata var. baccata e considera sinonimi diversi nomi regionali a lungo usati nelle flore locali: Malus baccata subsp. himalaica (Maxim.) Likhonos, Malus baccata subsp. sikkimensis (Wenz.) Likhonos e Malus baccata subsp. toringo (Siebold) Koidz.. 1
Le varianti regionali e gli ibridi orticoli M. × floribunda e M. × robusta spiegano perché una pianta venduta con un nome vicino a Malus baccata possa appartenere a una linea incrociata, anziché alla specie in senso stretto. 5
Habitat e distribuzione
Dalla Siberia e dall’Estremo Oriente russo, Malus baccata raggiunge la Cina meridionale attraverso Mongolia, Corea, Giappone e Himalaya, inclusi Nepal, Bhutan e India nordorientale. Vive in clima continentale freddo, nei boschi misti sui pendii e nelle boscaglie di fondovalle, dal mare fino a 1.500 m in Cina e più in alto nella parte meridionale dell’areale. 1 4
Introdotta a Kew già nel 1784, la specie si diffuse rapidamente nei vivai europei grazie all’estrema rusticità, la maggiore del genere Malus: tollera temperature fino a circa -40 °C. 5 4
Sul territorio francese rimane un albero coltivato in filari urbani o come esemplare isolato, apprezzato per la fioritura precoce. Non è un melo indigeno della Francia, a differenza di Malus sylvestris.
Ciclo e riproduzione
In primavera i fiori ermafroditi di Malus baccata, riuniti a 4-6, attirano con il loro profumo intenso gli impollinatori prima dei meli coltivati vicini. I piccoli frutti maturano in settembre-ottobre e spesso restano sui rami per parte dell’inverno, offrendo cibo agli uccelli quando altre risorse scarseggiano. 3 2
Seminati freschi in autunno, i semi germinano bene; se conservati richiedono una stratificazione fredda di tre mesi a 1 °C per uscire dalla dormienza. È possibile fare talee di legno maturo in novembre, ma l’innesto resta il metodo di riferimento per conservare un cultivar nominato o ottenere portinnesti uniformi. 4
Il sequenziamento del genoma pubblicato nel 2019 ha individuato geni di resistenza alle malattie e tolleranza al freddo assenti o meno sviluppati nel melo coltivato. I selezionatori li utilizzano per migliorare la resistenza dei cultivar moderni mantenendone la produttività. 8
Usi e tossicità
Per alberature stradali, giardini e bonsai, la fioritura precoce e abbondante rappresenta il principale pregio ornamentale. Malus baccata serve inoltre da portinnesto per cultivar di melo più sensibili al gelo, grazie alla propria rusticità. 3 4
La polpa acidula di Malus baccata è commestibile cruda o cotta; tradizionalmente si essicca per l’inverno o si trasforma in gelatina. 4
L’ASPCA include l’intera pianta, come gli altri meli, nella voce generica «Apple» tra quelle da sorvegliare per cani, gatti e cavalli. I glicosidi cianogenici si concentrano nei semi e nelle foglie appassite; il rischio diventa concreto soprattutto se ne vengono masticate grandi quantità. Tenerli fuori dalla portata degli animali riduce il rischio. Dopo un’ingestione massiccia possono comparire mucose rosso mattone, pupille dilatate e difficoltà respiratorie. 6
Varietà, confusioni e piante affini
Dal tipo selvatico derivano 'Gracilis', dal portamento piangente, 'Jackii', introduzione coreana robusta e fiorifera spesso usata come portinnesto, e 'Street Parade', dalla chioma stretta selezionata per i filari urbani. 5
Tra gli ibridi orticoli diffusi, Malus × floribunda e Malus × robusta hanno Malus baccata come genitore; il secondo deriva dall’incrocio con Malus prunifolia. 5
Le somiglianze da valutare riguardano soprattutto:
- il melo selvatico europeo (Malus sylvestris), con foglie pelose e frutti più grandi e aspri di quelli di Malus baccata;
- Malus prunifolia, il cui frutto mantiene spesso il calice, a differenza di Malus baccata;
- gli ibridi Malus × robusta, con caratteri intermedi tra le specie parentali.
Per riconoscere i frutti maturi di Malus baccata, grandi 0,8-1,6 cm, il calice caduco è più affidabile del colore o delle sole dimensioni. Questo carattere manca nella maggior parte delle specie vicine, nelle quali i sepali persistono fino alla piena maturazione.
Fonti principali
- Plants of the World Online / Kew, Malus baccata (L.) Borkh.
- Royal Horticultural Society, Malus baccata, melo siberiano
- Missouri Botanical Garden Plant Finder, Malus baccata
- Plants For A Future, Malus baccata
- Trees and Shrubs Online, Malus baccata
- ASPCA, scheda di tossicità del melo (specie di Malus)
- Go Botany / Native Plant Trust, Malus baccata
- PMC, sequenziamento del genoma di un melo selvatico (Malus baccata), resistenza alle malattie e al freddo
Domande frequenti
Malus baccata è l’antenato del melo coltivato?
No. Il melo coltivato discende soprattutto da Malus sieversii, originario dell’Asia centrale. Malus baccata contribuisce invece ai programmi di selezione con geni di rusticità e resistenza alle malattie, attraverso ibridazione e impiego come portinnesto.
Malus baccata è tossico per cani e gatti?
La polpa non presenta problemi, ma l’ASPCA include la pianta tra quelle da sorvegliare per cani, gatti e cavalli. Semi e foglie appassite contengono glicosidi cianogenici, pericolosi soprattutto se masticati in grandi quantità.
Come si distingue Malus baccata dagli altri meli?
Il carattere più affidabile è il calice del frutto, che cade prima della completa maturazione, mentre in molti altri meli persiste. Frutti piccolissimi, sotto 2 cm, e fioritura molto precoce aiutano a confermare l’identificazione.
Perché Malus baccata si usa come portinnesto?
La sua rusticità, la più elevata del genere Malus, permette di tollerare circa -40 °C. Un cultivar sensibile innestato su questa specie beneficia di maggiore resistenza al freddo e, secondo studi genomici recenti, di geni utili contro le malattie.
I frutti di Malus baccata si possono mangiare?
Sì, crudi o cotti, con sapore acidulo. Tradizionalmente si essiccano per l’inverno o si trasformano in gelatina, anche se le dimensioni ridotte li rendono meno pratici delle mele coltivate.
Dove cresce Malus baccata in Francia?
Non è indigeno in Francia: viene coltivato come albero isolato o in filari urbani per la fioritura precoce e la robustezza, soprattutto nelle zone con inverni rigidi.
Con quali piante si confonde Malus baccata?
Soprattutto con Malus sylvestris, il melo selvatico europeo dalle foglie pelose, Malus prunifolia, con calice persistente, e gli ibridi Malus × robusta, dai caratteri intermedi.
Piante simili
Se hai dubbi sulla tossicità di una pianta, chiedi consiglio a un botanico o a un veterinario.






