Gelso bianco (Morus alba, L. 1753)

Gelso bianco (Morus alba) è un albero da frutto caducifoglio a crescita rapida delle Moraceae, originario della Cina centrale e settentrionale. Coltivato da quasi cinquemila anni per nutrire il baco da seta, ha foglie molto variabili e frutti dolci, spesso poco saporiti, ben diversi da quelli del gelso nero.

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Nome scientificoMorus alba
GenereMorus
OrdineRosales

Gelso bianco, Moro bianco, White mulberry, Common mulberry, Silkworm mulberry e Morera blanca

Identità
Tossicità
Bassa tossicità per persone e animali, da linfa e frutti acerbi
Impegno di cura
Basso
Tipo di pianta
Albero · Albero da frutto
Tipo di foglie
Caducifoglia
Durata della vita
Vivace
Paese d'origine
CinaCorea del Sud
Habitat
Boschi radi e ripariali temperati; coltivato e naturalizzato lungo strade, nelle siepi e negli incolti urbani
Stagionalità
Fioritura
Primavera
Raccolta
Estate
Crescita
Dormienza
Riposo invernale
Velocità di crescita
8/10
Tempo di maturazione
Prima fruttificazione circa 5–8 anni dopo l’impianto
Propagazione
Talea, Trapianto, Semina
Clima e acqua
Temperatura
Resistenza al freddo
Resistenza al vento
Buona, impiegato in frangivento e siepi campestri
Umidità
40–70 %
Irrigazione
Molto poca
Poca
Moderata
Elevata
Molto elevata
Tolleranza alla siccità
Sì
Suolo
pH del suolo
Tipi di terreno
Argilla, limo o sabbia, Suolo drenato
Tolleranza al sale
Non tollerato
Luce e posizione
Esposizione luminosa

Pieno sole

Pieno sole o leggera mezz’ombra
Esterno
Frutteto, Siepe campestre, Terra piena
Vasi
Vasca profonda
Aspetto
Altezza900–2000 cmLarghezza900–1500 cm
Foglie
Verde
Gelso bianco (Morus alba): origine e usi — foglie 1
Gelso bianco (Morus alba): origine e usi — foglie 2
Gelso bianco (Morus alba): origine e usi — foglie 3
Gelso bianco (Morus alba): origine e usi — foglie 4
Gelso bianco (Morus alba): origine e usi — foglie 5
Fiori
VerdeDimensioni1–3.5 cm
Gelso bianco (Morus alba): origine e usi — fiori 1
Gelso bianco (Morus alba): origine e usi — fiori 2
Gelso bianco (Morus alba): origine e usi — fiori 3
Gelso bianco (Morus alba): origine e usi — fiori 4
Gelso bianco (Morus alba): origine e usi — fiori 5
Frutti
BiancoRosaViolaDimensioni1–1.5 cm
Gelso bianco (Morus alba): origine e usi — frutti 1
Gelso bianco (Morus alba): origine e usi — frutti 2
Gelso bianco (Morus alba): origine e usi — frutti 3
Gelso bianco (Morus alba): origine e usi — frutti 4
Gelso bianco (Morus alba): origine e usi — frutti 5
Portamento
Gelso bianco (Morus alba): origine e usi — portamento 1
Gelso bianco (Morus alba): origine e usi — portamento 2
Gelso bianco (Morus alba): origine e usi — portamento 3
Gelso bianco (Morus alba): origine e usi — portamento 4
Gelso bianco (Morus alba): origine e usi — portamento 5
Corteccia
Marrone
Gelso bianco (Morus alba): origine e usi — corteccia 1
Gelso bianco (Morus alba): origine e usi — corteccia 2
Gelso bianco (Morus alba): origine e usi — corteccia 3
Gelso bianco (Morus alba): origine e usi — corteccia 4
Gelso bianco (Morus alba): origine e usi — corteccia 5

Distribuzione mondiale

L’areale nativo di Morus alba si trova nella Cina centrale e settentrionale; popolazioni originarie sono talvolta segnalate anche in Corea. L’antichissima coltivazione per la bachicoltura lo ha poi diffuso in quasi tutti i continenti, dove si è ampiamente naturalizzato.

  • Autoctona2
  • Introdotta4
  • Invasiva1
  • Cina
  • Corea del Sud
  • Iran
  • Turchia
  • Messico
  • Stati Uniti
  • Australia orientale

Esagoni: regioni in cui è presente la pianta. Punti verdi: area di origine.1

Identità

Gelso bianco (Morus alba L., 1753), chiamato anche moro bianco, è un albero da frutto caducifoglio del genere Morus, nella famiglia delle Moraceae. L’epiteto alba rimanda al bianco, colore che descrive soprattutto il frutto chiaro di molte forme coltivate, non il fogliame. 1 2

Dalla Cina centrale e settentrionale, con popolazioni originarie talvolta riportate anche in Corea, questa specie è entrata in coltivazione quasi cinquemila anni fa per nutrire il baco da seta Bombyx mori. L’allevamento ha spinto i produttori a moltiplicare l’albero ben oltre il suo areale nativo. Ciò spiega sia l’antichissima diffusione verso Europa e America, sia la diversità delle forme orticole. 1 6

Riconoscimento

A crescita rapida, Morus alba raggiunge comunemente 9–20 m di altezza e un’ampiezza paragonabile; la corteccia è grigiastra e appena fessurata. Basta ferire una foglia o un ramo perché fuoriesca una linfa lattiginosa: un segnale che rimanda alle Moraceae, come accade nel fico. 2 3

Molto polimorfo, il fogliame cambia con età e vigore dei rami. Sui ricacci robusti e sui giovani germogli le foglie possono raggiungere 30 cm, con lobi profondi e arrotondati. Su un albero adulto ben insediato misurano piuttosto 5–13 cm, sono intere, cuoriformi alla base e dentate ai margini. Questa alternanza fra foglia giovanile lobata e adulta intera rende difficile identificare Morus alba da un solo ramo isolato: occorre osservare l’albero nel suo insieme. 2

Piccoli amenti unisessuali, lunghi 1–3,5 cm, formano i fiori. Di solito crescono su piante separate, maschili o femminili, anche se alcuni esemplari portano entrambi i sessi. Il frutto successivo, un’infruttescenza di 1–1,5 cm, varia dal bianco al rosa secondo la forma coltivata; più raramente è porpora scuro come nelle forme selvatiche. Il sapore dolce, spesso poco intenso, contrasta con quello più deciso del gelso nero. 2

Tassonomia utile

Sotto il nome accettato Morus alba sono riconosciute due varietà: Morus alba var. alba e Morus alba var. multicaulis. Quest’ultima è stata a lungo allevata in siepi basse e potata corta per produrre rapidamente le foglie destinate ai bachi da seta. 1

La sinonimia botanica della specie è particolarmente ricca, segno di una lunga storia di denominazioni locali e selezioni orticole:

  • Morus multicaulis Perr., sinonimo botanico
  • Morus tatarica L.
  • Morus lhou (Ser.) Koidz.
  • Morus nigriformis (Bureau) Koidz.
  • Morus italica Poir.
  • Morus indica L.

Per un’identificazione stabile il riferimento rimane il nome scientifico accettato, Morus alba L. 1

Habitat e distribuzione

In Cina centrale e settentrionale si colloca l’areale nativo, con popolazioni originarie talvolta segnalate anche in Corea. La specie vive spontanea nei boschi radi e ripariali temperati. La resistenza fino a circa -25 °C nel clima continentale, corrispondente alle zone USDA 4–8, ha permesso alla bachicoltura di seguirla ben oltre le regioni subtropicali, fino all’Europa temperata e poi all’America settentrionale. 1 2

Dopo la coltivazione e la fuga dai giardini in quasi tutti i continenti, la specie si è ampiamente naturalizzata. In America settentrionale occupa bordi stradali, incolti urbani e margini dei coltivi, ibridandosi facilmente con il gelso rosso nativo, Morus rubra. Negli Stati Uniti i botanici sorvegliano questo fenomeno perché diluisce, generazione dopo generazione, il patrimonio genetico del gelso rosso. In alcune regioni australiane il gelso bianco è invece seguito come potenziale infestante. 3 7

Per la Francia metropolitana, i repertori floristici riportano una pianta coltivata e poi localmente naturalizzata: un’eredità diretta delle antiche strutture di allevamento dei bachi da seta nel sud del paese. 4 5

Ciclo e riproduzione

Con la fioritura primaverile compaiono amenti poco appariscenti. Il gelso bianco è però celebre per la velocità di liberazione del polline: gli stami agiscono come catapulte, scaricando l’energia elastica accumulata in appena 25 microsecondi. Il polline viene proiettato a circa 610 km/h, quasi metà della velocità del suono. Nessun altro movimento vegetale finora misurato, in alcuna specie, ha raggiunto una simile velocità. 8

Gli uccelli frugivori mangiano la polpa dolce dei frutti maturi e disperdono ampiamente i semi in essi contenuti. In coltivazione si ricorre soprattutto alla talea di legno maturo o all’innesto su portinnesti vigorosi. Anche la semina è possibile, ma produce discendenti più variabili rispetto alla varietà di partenza. 2

Usi e rischi

Il legame storico con il foraggio resta centrale: le foglie sono l’alimento preferito del baco da seta Bombyx mori. Ciò motivò lo sviluppo della bachicoltura dalla Cina antica all’Europa mediterranea e poi all’America latina dopo la conquista spagnola. Ricche di proteine e facilmente digeribili, le foglie servono anche come alimento per il bestiame. 6 1

Dolce e commestibile a maturità, il frutto viene trasformato in sciroppi o bevande secondo le regioni; la corteccia fibrosa entra nella fabbricazione di carta e tessuti. La tossicità è bassa: prove su roditori non hanno rivelato rischi significativi, ma linfa lattiginosa e frutti ancora acerbi possono provocare lievi disturbi digestivi se ingeriti. 3 2

Proiettato a circa 610 km/h e liberato in abbondanza, il polline del gelso bianco provoca anche allergie respiratorie in alcune città dove l’albero è piantato lungo le strade. 2

Varietà, confusioni e piante affini

Fra le forme orticole del gelso bianco, Pendula è coltivata come ornamentale per il portamento piangente. Il clone Fruitless, sviluppato per l’industria serica americana e poi impiegato come albero da ombra urbano, evita i frutti che sporcano i marciapiedi. La varietà multicaulis conserva l’interesse foraggero nelle siepi potate corte. Nessuna di queste forme costituisce una specie separata. 1

Nel confronto con il gelso nero, Morus nigra, sono utili più caratteri insieme: quest’ultimo ha portamento più basso, chioma più arrotondata, corteccia più spessa, foglie più scure e pelose su entrambe le facce, frutti più allungati, succosi e scuri. In America settentrionale l’ibridazione con Morus rubra complica ulteriormente l’identificazione sul campo. 2

  • Morus nigra, dal frutto più scuro, succoso e acidulo prima della piena maturazione;
  • Morus rubra, gelso rosso nativo dell’America settentrionale, spesso coinvolto in ibridi con il gelso bianco;
  • Ficus carica, altra Moraceae dalla linfa lattiginosa, ma con foglie lobate ben diverse.

Corteccia liscia appena fessurata, fogliame polimorfo e frutto chiaro che passa dal bianco al rosa restano i riferimenti più affidabili per confermare Morus alba.

Fonti principali

Domande frequenti

Il gelso bianco è tossico?

La tossicità è bassa. Prove su roditori non hanno mostrato rischi significativi, ma linfa lattiginosa e frutti ancora acerbi possono causare lievi disturbi digestivi se ingeriti, sia nelle persone sia negli animali domestici.

Perché il gelso bianco è stato piantato così tanto?

Le foglie sono l’alimento preferito del baco da seta Bombyx mori. Questo rapporto ne ha motivato la coltivazione in Cina da quasi cinquemila anni, poi la diffusione in Europa e America latina per produrre seta.

Come distinguere gelso bianco e gelso nero?

Il gelso nero ha portamento più basso, chioma più arrotondata, corteccia più spessa e foglie più scure e pelose su entrambe le facce. Il frutto è più allungato, succoso e decisamente più scuro di quello del gelso bianco.

Il gelso bianco ha davvero il polline più veloce conosciuto?

Sì. Gli stami liberano il polline con un movimento a catapulta misurato a circa 610 km/h, quasi metà della velocità del suono: resta il movimento più veloce mai misurato in una pianta.

Perché alcuni gelsi bianchi non fanno mai frutti?

Di solito la specie porta fiori maschili e femminili su piante separate. Un esemplare solo maschile, o un clone senza frutti scelto appositamente per l’ombra urbana, non produrrà quindi frutti.

Il gelso bianco è invasivo?

Si dissemina facilmente grazie agli uccelli frugivori ed è sorvegliato come potenziale infestante in alcune regioni australiane e nordamericane. In America settentrionale si ibrida anche con il gelso rosso nativo Morus rubra.

Come raccogliere foglie per allevare bachi da seta in casa?

Una siepe bassa di gelso bianco, potata corta come la varietà storica multicaulis, rigenera rapidamente foglie tenere. Questa forma di allevamento è il modo più semplice per avere fogliame abbondante per tutta l’estate.

Piante simili

Se hai dubbi sulla tossicità di una pianta, chiedi consiglio a un botanico o a un veterinario.