Patata messicana (Pachyrhizus erosus, (L.) Urb. 1905)

Pachyrhizus erosus, conosciuto anche come jicama, è un rampicante delle Fabaceae originario del Messico e dell’America centrale. Coltivato per la grossa radice tuberosa bianca e croccante, produce anche baccelli e semi molto tossici, ricchi di rotenone, che contrastano con la radice commestibile.

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Nome scientificoPachyrhizus erosus
GenerePachyrhizus
OrdineFabales

Patata messicana, Jicama, Yam bean e Mexican turnip

Identità
Tossicità
Semi e baccelli tossici; radice tuberosa commestibile
Impegno di cura
Moderato
Tipo di pianta
Tipo di foglie
Caducifoglia
Durata della vita
Vivace
Paese d'origine
MessicoGuatemala
Habitat
Pendii rocciosi, margini e foreste tropicali decidue; rampicante coltivato al caldo su terreno drenato
Stagionalità
Fioritura
Autunno
Raccolta
Autunno
Crescita
Dormienza
Riposo invernale
Velocità di crescita
8/10
Tempo di maturazione
Radice matura circa 9 mesi dopo la semina, senza gelate
Propagazione
Semina
Clima e acqua
Temperatura
Resistenza al freddo
Resistenza al vento
Bassa, rampicante senza fusto legnoso; serve un sostegno robusto
Umidità
55–80 %
Irrigazione
Molto poca
Poca
Moderata
Elevata
Molto elevata
Tolleranza alla siccità
No
Suolo
pH del suolo
Tipi di terreno
Suolo leggero e sabbioso, Suolo drenato
Tolleranza al sale
Non tollerato
Luce e posizione
Esposizione luminosa

Pieno sole

Posizionala in pieno sole, con luce diretta intensa per tutto il giorno.

Esterno
Orto, Serra calda
Vasi
Grande bacino
Aspetto
Altezza400–500 cmLarghezza100–200 cm
Foglie
Verde
Pachyrhizus erosus: origine e usi — foglie 1
Pachyrhizus erosus: origine e usi — foglie 2
Pachyrhizus erosus: origine e usi — foglie 3
Pachyrhizus erosus: origine e usi — foglie 4
Pachyrhizus erosus: origine e usi — foglie 5
Fiori
BluViolaBiancoDimensioni1.5–2 cm
Pachyrhizus erosus: origine e usi — fiori 1
Pachyrhizus erosus: origine e usi — fiori 2
Pachyrhizus erosus: origine e usi — fiori 3
Pachyrhizus erosus: origine e usi — fiori 4
Pachyrhizus erosus: origine e usi — fiori 5
Frutti
VerdeMarroneDimensioni10–14 cm
Pachyrhizus erosus: origine e usi — frutti 1
Pachyrhizus erosus: origine e usi — frutti 2
Pachyrhizus erosus: origine e usi — frutti 3
Pachyrhizus erosus: origine e usi — frutti 4
Pachyrhizus erosus: origine e usi — frutti 5
Portamento
Pachyrhizus erosus: origine e usi — portamento 1
Pachyrhizus erosus: origine e usi — portamento 2
Pachyrhizus erosus: origine e usi — portamento 3
Pachyrhizus erosus: origine e usi — portamento 4
Corteccia
Verde
Pachyrhizus erosus: origine e usi — corteccia 1
Pachyrhizus erosus: origine e usi — corteccia 2
Pachyrhizus erosus: origine e usi — corteccia 3
Pachyrhizus erosus: origine e usi — corteccia 4

Distribuzione mondiale

L’areale nativo di Pachyrhizus erosus comprende Messico e America centrale. Introdotta nelle Filippine dagli spagnoli nel XVII secolo, la pianta si è poi diffusa in Cina e nel resto dell’Asia sudorientale, dove è oggi ampiamente coltivata e talvolta naturalizzata.

  • Autoctona2
  • Introdotta5
  • Messico
  • Guatemala
  • Filippine
  • Indonesia
  • Cina
  • India
  • Stati Uniti

Esagoni: regioni in cui è presente la pianta. Punti verdi: area di origine.1

Identità

Pachyrhizus erosus ((L.) Urb., 1905), noto anche come jicama o patata messicana, è un rampicante delle Fabaceae, nel genere Pachyrhizus. Carl von Linné descrisse inizialmente la specie come Dolichos erosus; Ignatz Urban la trasferì nel genere Pachyrhizus nel 1905, stabilendo la combinazione ancora in uso. 1 2

Dal nahuatl xīcamatl deriva il nome jicama, che indica soprattutto la radice tuberosa commestibile, più che l’intero rampicante. La pianta abbina baccelli da leguminosa sopra il suolo e una radice che si ingrossa come una patata sottoterra. Questa si mangia cruda o cotta, mentre baccelli e semi dello stesso rampicante concentrano dosi elevate di rotenone, un insetticida naturale tossico per l’uomo. La stessa specie presenta dunque parti sotterranee commestibili e parti aeree tossiche. 5

Riconoscimento

Un rampicante erbaceo finemente peloso, Pachyrhizus erosus raggiunge 4–5 m con un sostegno robusto. Senza tutore striscia sul terreno e i fusti sottilmente pubescenti si aggrovigliano. Le foglie alterne hanno tre foglioline: quella terminale è nettamente più grande delle laterali, con margine irregolarmente dentato o lobato. 3

Azzurri, lilla o talvolta bianchi, i fiori misurano circa 2 cm e formano racemi eretti all’ascella delle foglie. I baccelli lineari arrivano a 14 cm e contengono semi quasi quadrati, bruno-rossastri. Fiori e baccelli somigliano a quelli di molte leguminose rampicanti e non bastano a identificare la specie; la radice tuberosa è invece caratteristica, con buccia cartacea giallo-bruna, polpa bianca croccante e peso che può arrivare a 20 kg. 4 3

Tassonomia utile

La sinonimia di questo nome accettato è ampia, per effetto delle diverse riclassificazioni del genere Pachyrhizus:

  • Dolichos erosus L. (basionimo)
  • Cacara erosa (L.) Kuntze
  • Pachyrhizus angulatus DC.
  • Pachyrhizus bulbosus (L.) Kurz
  • Pachyrhizus erosus var. palmatilobus (DC.) R.T.Clausen
  • Stizolobium bulbosum (L.) Spreng.

Anche Pachyrhizus tuberosus e Pachyrhizus ahipa vengono coltivati per la radice, alimentando frequenti confusioni tra i nomi locali. Il nome scientifico accettato, Pachyrhizus erosus, è il riferimento che rimane costante da un paese all’altro. 1 2

Habitat e distribuzione

Messico e America centrale costituiscono l’areale nativo di Pachyrhizus erosus. Qui il rampicante cresce sui pendii rocciosi e ai margini delle foreste tropicali decidue, ed è coltivato fin dall’epoca preispanica. 5 3

Nel XVII secolo gli spagnoli portarono la pianta nelle Filippine; da lì la coltivazione raggiunse la Cina e il resto dell’Asia sudorientale, dove la radice è diventata un ingrediente comune delle cucine locali. La specie si è talvolta naturalizzata fuori dalle aree coltivate, senza diventare propriamente invasiva. 5 4

Alle prime gelate la crescita della radice si arresta. Per raccogliere radici tuberose grandi occorrono circa 9 mesi senza gelo; con una stagione utile più breve la pianta forma comunque una radice, ma più piccola. 4

Ciclo e riproduzione

Si moltiplica esclusivamente mediante semina, mai per talea o divisione. I semi germinano in un terreno riscaldato oltre 20 °C; il calore di fondo accelera sensibilmente l’emergenza delle piantine. 4

L’accorciamento delle giornate induce la fioritura verso la fine della stagione vegetativa. I fiori impegnano parte dell’energia a scapito della radice tuberosa: i coltivatori li eliminano quindi appena compaiono, per favorire l’ingrossamento della parte sotterranea. 4

Di solito ciascuna pianta forma un’unica grossa radice tuberosa, mentre la patata produce più tuberi per pianta. Rimuovere presto i fiori favorisce ulteriormente questa radice unica. 3

Usi e rischi

Sbucciata, la radice si mangia cruda in insalata o a bastoncini con sale e limone, oppure cotta in zuppe e piatti saltati. La polpa contiene circa il 90% d’acqua ed è ricca di vitamina C: da qui la consistenza croccante e rinfrescante. 5 4

Per le altre parti servono precauzioni molto maggiori. Semi maturi, baccelli e foglie concentrano rotenone, sostanza usata a lungo come insetticida e veleno da pesca, pericolosa per l’uomo se ingerita. 7

In ambiente asciutto tra 12,5 e 15 °C la radice si conserva fino a 4 mesi; refrigerata dura circa tre settimane, ma un freddo più intenso ne altera il colore e deteriora la consistenza. 6

Varietà, confusioni e piante affini

In coltivazione si distinguono due forme di Pachyrhizus erosus secondo la consistenza del succo della radice. Jícama de agua ha succo traslucido e radice a trottola ed è preferita per il mercato fresco; jícama de leche ha succo lattiginoso e radice più allungata, meno commercializzata fresca. 5

I principali possibili scambi riguardano:

  • Pachyrhizus tuberosus e Pachyrhizus ahipa, altre due specie dello stesso genere coltivate per la radice tuberosa;
  • lo yacón (Smallanthus sonchifolius), composta sudamericana priva di parentela botanica, talvolta chiamata jícama in Ecuador e in Perù.

Prima di acquistare semi o piantine, il nome scientifico completo Pachyrhizus erosus identifica la specie senza ambiguità. Il nome comune jícama può invece designare piante del tutto diverse secondo il paese. 1

Fonti principali

Domande frequenti

Pachyrhizus erosus è tossico?

La radice tuberosa sbucciata è commestibile. Semi, baccelli e foglie contengono invece alte concentrazioni di rotenone, sostanza usata storicamente come insetticida e veleno da pesca.

Si possono mangiare i semi di jicama?

No. I semi maturi sono la parte della pianta più ricca di rotenone e non devono mai essere consumati. La radice tuberosa è invece l’unica parte raccolta per l’alimentazione.

Quanto tempo serve per raccogliere la jicama?

Occorrono circa nove mesi senza gelate per una radice di buone dimensioni. Nei climi più freschi anche una stagione di cinque mesi dà un raccolto, ma con radici più piccole.

Perché si eliminano i fiori di Pachyrhizus erosus?

Fioritura e formazione dei baccelli assorbono parte dell’energia della pianta. Eliminare i fiori appena compaiono indirizza questa energia verso l’ingrossamento della radice tuberosa, la parte raccolta.

Pachyrhizus erosus e yacón sono la stessa pianta?

No. In Ecuador e in Perù il nome jícama indica talvolta lo yacón, una composta dalle radici tuberose dolci che non ha parentela con Pachyrhizus erosus, appartenente alle Fabaceae.

Che differenza c’è tra jícama de agua e jícama de leche?

Le due forme coltivate si distinguono per il succo della radice. La forma de agua ha succo traslucido e radice a trottola, preferita per il mercato fresco; la forma de leche ha succo lattiginoso e radice più allungata.

Da dove proviene Pachyrhizus erosus oggi coltivato?

Originario del Messico e dell’America centrale, fu introdotto nelle Filippine dagli spagnoli nel XVII secolo e poi diffuso in Cina e nel resto dell’Asia sudorientale, dove rimane molto coltivato.

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Se hai dubbi sulla tossicità di una pianta, chiedi consiglio a un botanico o a un veterinario.