Fagiolo di Lima (Phaseolus lunatus, )
Fagiolo di Lima (Phaseolus lunatus) è una liana erbacea rampicante delle Fabaceae, originaria dell’America tropicale, dal Messico al Perù. Perenne nei climi caldi, viene coltivata come annuale nei climi temperati. I baccelli appiattiti racchiudono grossi semi reniformi, bianchi, verdi o screziati di rosso, consumati come ortaggio al pari del fagiolo. I semi crudi, soprattutto nelle forme colorate, contengono un glucoside cianogenetico e richiedono una cottura completa.
Leggi di piùFagiolo di Lima, Lima bean e Butter bean


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Distribuzione mondiale
Phaseolus lunatus è originario dell’America tropicale, dal Messico al Perù, con due centri di domesticazione indipendenti: uno andino, intorno al 2000 a.C., e uno mesoamericano, intorno all’800 d.C. Oggi è ampiamente coltivato ai tropici e nei climi temperati caldi; fuori dall’areale originario la sua presenza corrisponde a coltivazioni volontarie.
- Autoctona5
- Messico
- Guatemala
- Perù
- Colombia
- Venezuela
Esagoni: regioni in cui è presente la pianta. Punti verdi: area di origine.1
Identità
Il Fagiolo di Lima (Phaseolus lunatus L., 1753) è una leguminosa delle Fabaceae appartenente al genere Phaseolus. In francese è chiamato anche pois du Cap o haricot du Cap. Diversamente dal fagiolo (Phaseolus vulgaris), nei climi caldi si comporta da liana perenne: le radici ingrossate permettono la ripresa da una stagione all’altra, mentre nei climi temperati viene coltivato come annuale. 1 2
L’epiteto lunatus, a forma di falce lunare, descrive il profilo appiattito e incurvato del seme, diverso da quello ovale del fagiolo. In Francia circolano anche i nomi haricot de Madagascar e tsidimy; a Réunion e Mauritius si usa pois du Cap, eredità delle antiche rotte commerciali dell’oceano Indiano. 4 3
Riconoscimento
Fusti volubili, glabri o pubescenti, lunghi fino a 4–5 m nelle forme rampicanti ben sviluppate, caratterizzano Phaseolus lunatus. L’apparato radicale profondo quasi 2 m spiega la buona tolleranza alla siccità delle piante ormai attecchite. 5 3
Le foglie trifogliate hanno foglioline ovali-lanceolate lunghe 3–15 cm e un picciolo che può superare 15 cm. Nel genere Phaseolus merita attenzione la germinazione epigea di questa specie: i cotiledoni emergono dal terreno, mentre nella maggior parte degli altri fagioli restano interrati. 2 3
Piccoli fiori biancastri o rosati, papilionacei, presentano una carena avvolta per un giro e mezzo. I baccelli oblunghi, spesso arcuati, misurano 5–11 cm per 1,2–2,5 cm e racchiudono 2–4 semi reniformi appiattiti, bianchi, neri, verdi o screziati di rosso secondo la varietà. 3 2 Un fusto oltre 3 m, insieme ai cotiledoni emergenti alla germinazione, permette già di escludere i fagioli nani affini prima di osservare fiori o semi.
Tassonomia utile
Linneo descrisse Phaseolus lunatus nel 1753, lo stesso anno di Phaseolus vulgaris, l’altra grande specie di fagiolo coltivato. Nei cataloghi sementieri e nella letteratura botanica si incontrano ancora sinonimi obsoleti: Phaseolus limensis Macfad., Phaseolus lunatus var. macrocarpus (Moench) Benth., Phaseolus inamoenus L., Phaseolus puberulus Kunth e Phaseolus xuaresii Zuccagni, nomi diversi per la stessa specie dal seme reniforme.
Il sinonimo limensis richiama Lima, capitale del Perù, ma non delimita l’areale della pianta: il nome comune lima bean può far pensare a una provenienza molto più ristretta di quella reale. Il nome accettato Phaseolus lunatus offre un riferimento stabile; i sinonimi servono per interpretare vecchi cataloghi ed etichette commerciali. 1 4
Habitat e distribuzione
Dal Messico al Perù si estende l’areale nativo di Phaseolus lunatus, con popolazioni in America centrale, Colombia, Venezuela e altri paesi sudamericani. In natura cresce ai margini delle foreste tropicali umide e lungo i corsi d’acqua, arrampicandosi su arbusti e giovani alberi. 1 3
Due processi di domesticazione indipendenti hanno segnato la specie. Il primo, nelle Ande peruviane intorno al 2000 a.C., ha dato il gruppo a seme grande ritrovato in siti archeologici delle civiltà Nazca e Mochica. Il secondo, in Mesoamerica verso l’800 d.C., ha prodotto il gruppo a seme piccolo spesso chiamato sieva. 6 7
La coltivazione odierna è diffusa ai tropici e nei climi temperati caldi. La presenza della pianta deriva soprattutto dalla semina volontaria: si naturalizza solo localmente e non figura fra le principali specie invasive. 2
Ciclo e riproduzione
Ai tropici Phaseolus lunatus può vivere per più anni; nei climi temperati viene invece seminato dopo le ultime gelate e coltivato come annuale. Le piantine emergono in una decina di giorni dopo un ammollo di 12 ore in acqua tiepida, che accelera e uniforma la germinazione. 3 5
La fioritura produce racemi all’ascella delle foglie, su peduncoli spesso lunghi oltre 15 cm. Ogni baccello fecondato racchiude diversi semi; il tegumento secco e fragile ne segnala la piena maturità, distinguendo la raccolta secca da quella del baccello immaturo consumato fresco. 3 2
In coltivazione si moltiplica soltanto per seme, in terreno riscaldato. Oltre 30 °C l’allegagione e la formazione dei semi diminuiscono nettamente: sono quindi adatte le stagioni calde senza eccessi, più che i picchi di canicola. 3
Usi e rischi
A tavola si utilizzano baccelli immaturi lessati, semi secchi ammollati e poi cotti, oppure germogli in alcune preparazioni. Il seme, chiamato garrofó, entra nella paella valenciana tradizionale; a Réunion e Mauritius il pois du Cap accompagna il cari ed è un ingrediente fondamentale del bonbon piment. 3 2
I semi crudi, soprattutto colorati, costituiscono il rischio principale: contengono faseolunatina, glucoside cianogenetico che libera acido cianidrico per azione enzimatica. Un ammollo prolungato seguito da cottura in abbondante acqua, eliminandola dopo ciascuna fase, distrugge la faseolunatina e rende sicuri i semi; le varietà bianche ne contengono molto meno. 8 2
Le forme ornamentali dai semi screziati, coltivate per foglie o fiori anziché per l’alimentazione, rimangono tossiche anche dopo una cottura parziale e non devono mai essere mangiate. 2
Varietà, confusioni e piante affini
Due grandi gruppi varietali riflettono le due domesticazioni: le forme andine a seme grande, dette lima in senso stretto, e quelle mesoamericane a seme piccolo, dette sieva o butter bean. Le cultivar moderne combinano portamento cespuglioso o rampicante, colore del seme e precocità secondo l’uso previsto. 6 5
Fra le leguminose dell’orto possono generare confusione:
- Phaseolus vulgaris, il fagiolo, dal seme più piccolo e meno appiattito;
- Phaseolus coccineus, il fagiolo di Spagna, dai grandi fiori rossi;
- Vicia faba, la fava, di una linea distinta ma dal baccello di profilo simile.
Per separare Phaseolus lunatus dalle specie coltivate affini, il seme reniforme appiattito e il baccello arcuato di 5–11 cm contano più del colore del tegumento, assai variabile fra cultivar. 2 1
Fonti principali
- Plants of the World Online / Kew, Phaseolus lunatus L.
- North Carolina State Extension, Phaseolus lunatus
- Plants For A Future, Phaseolus lunatus
- INPN / MNHN, Phaseolus lunatus L., 1753
- Purdue University, NewCROP, Phaseolus lunatus
- Motta-Aldana et al., 2010, Multiple Origins of Lima Bean Landraces in the Americas, Crop Science
- Serrano-Serrano et al., 2012, Evolution and Domestication of Lima Bean in Mexico, Crop Science
- Adeparusi, 2001, Effect of processing on nutrients and anti-nutrients of lima bean flour, Food/Nahrung
Domande frequenti
Il fagiolo di Lima è tossico?
I semi crudi, soprattutto colorati, contengono faseolunatina, un glucoside cianogenetico che libera acido cianidrico. Ammollo e cottura completa, eliminando l’acqua a ogni passaggio, distruggono questa tossina; i semi bianchi ne contengono molto meno.
Che differenza c’è rispetto al fagiolo?
Il fagiolo di Lima (Phaseolus lunatus) ha semi più grandi, piatti e incurvati; quelli del fagiolo (Phaseolus vulgaris) sono più piccoli e convessi. Le due specie si coltivano in modo simile ma non si ibridano naturalmente.
Perché alcune varietà sono più pericolose?
Le varietà a seme colorato concentrano più glucoside cianogenetico di quelle a seme bianco. Le forme ornamentali screziate, coltivate per i fiori anziché per il consumo, rimangono tossiche anche dopo una cottura parziale.
Da dove proviene il fagiolo di Lima?
L’areale nativo va dal Messico al Perù. Due domesticazioni indipendenti, nelle Ande verso il 2000 a.C. e in Mesoamerica verso l’800 d.C., spiegano le diverse dimensioni dei semi nelle cultivar.
Si può coltivare nei climi temperati?
Sì, come annuale seminata dopo le ultime gelate. Occorre però una stagione calda più lunga rispetto al fagiolo per portare i semi a piena maturazione.
Il fagiolo di Lima è perenne?
Nell’areale tropicale può comportarsi da perenne grazie alle radici ingrossate, che gli permettono di ripartire da una stagione all’altra. Nei climi temperati soggetti a gelate si coltiva come annuale.
Come riconoscerlo nell’orto?
Fusto volubile rampicante, baccello oblungo leggermente arcuato e soprattutto seme reniforme appiattito sono indizi più affidabili del solo colore, molto variabile fra varietà.
Piante simili
Se hai dubbi sulla tossicità di una pianta, chiedi consiglio a un botanico o a un veterinario.


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