Ora-pro-nóbis (Pereskia aculeata, )
Pereskia aculeata è un cactus rampicante delle Cactaceae, originario di Panama e dell’America meridionale tropicale. Conserva vere foglie piatte e sviluppa fusti sarmentosi con spine uncinate che si aggrappano alla vegetazione. Le giovani foglie e i frutti sono commestibili; in Brasile è coltivata come ora-pro-nóbis per l’elevato contenuto proteico.
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Cactus pereskia e Pereskia pereskia
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Taken Mar 31, 2022 by Oliveira Vander (cc-by-sa)
Taken Apr 4, 2022 by Oliveira Vander (cc-by-sa)
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Taken Jun 18, 2021 by Fernando da Luz Schmidt (cc-by-sa)
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Distribuzione mondiale
L’areale nativo di Pereskia aculeata va da Panama all’America meridionale tropicale, con popolazioni confermate fino in Argentina e Paraguay. Introdotta come ornamentale, siepe difensiva o portainnesto nei tropici, si è spesso naturalizzata. È dichiarata invasiva in Sudafrica e vietata in Nuova Caledonia.
- Autoctona5
- Introdotta2
- Invasiva2
- Panama
- Colombia
- Venezuela
- Brasile
- Argentina
- Hawaii
- Australia
- Sudafrica
- Nuova Caledonia
Esagoni: regioni in cui è presente la pianta. Punti verdi: area di origine.1
Identità
Pereskia aculeata (Pereskia aculeata Mill., 1768), chiamata ora-pro-nóbis in Brasile, è un cactus rampicante delle Cactaceae, sottofamiglia Pereskioideae. Molti cactus hanno perso le foglie a favore dei fusti succulenti; questa specie conserva vere foglie piatte, un carattere che la avvicina alla forma ancestrale del gruppo. 1 2
Il genere Pereskia onora l’astronomo e naturalista francese Nicolas-Claude Fabri de Peiresc (1580–1637). L’epiteto aculeata deriva dal latino aculeus, «provvisto di aculeo», e descrive i fusti spinosi. Il nome brasiliano ora-pro-nóbis, dalla formula liturgica latina «prega per noi», è associato a una leggenda di Sabará, nel Minas Gerais: la pianta sarebbe cresciuta nell’orto di un sacerdote che recitava questa litania. 8
Già nel 1703 Charles Plumier descrisse Pereskia aculeata in Nova Plantarum Americanarum Genera. Le regole nomenclaturali assumono però come riferimento ufficiale la descrizione binomiale di Philip Miller, pubblicata nel 1768 nell’ottava edizione del Gardeners Dictionary. 8 2
Riconoscimento
All’inizio arbustiva ed eretta, Pereskia aculeata sviluppa con l’età lunghi fusti sarmentosi legnosi. Si appoggiano alla vegetazione e salgono fino a 10 m. La corteccia dei giovani fusti è verde; invecchiando diventa bruno-grigiastra e si fessura. 5 8
Le foglie di questa rampicante sono alterne, da lanceolate a ovali, lunghe 4,5–11 cm, e cadono nella stagione secca. Le areole permettono il riconoscimento anche senza foglie: sui giovani fusti portano 1–3 spine corte e uncinate, sui vecchi fino a 25 spine dritte lunghe 1–3,5 cm. 8 5
Profumati e bianchi o rosa molto pallido, i fiori misurano 2,5–5 cm di diametro. Le infiorescenze possono riunirne più di 70. I frutti globosi, giallo-arancio o rossi, misurano 1,5–2,5 cm e ricordano l’uva spina: da qui il nome francese groseillier des Barbades. 5 8
Tassonomia utile
Il nome riconosciuto da POWO è Pereskia aculeata Mill., nelle Cactaceae. In letteratura circolano circa venti sinonimi, fra cui Cactus pereskia L., combinazione linneana precedente al genere Pereskia, e Pereskia pereskia (L.) H.Karst., oggi non valido. 1 2
Nel genere Pereskia, P. aculeata è la sola specie con vero portamento lianoso. Pereskia grandifolia Haw. e Pereskia bleo (Kunth) DC. restano arbustive e hanno fiori rosa o arancio, anziché bianchi. 8
Come le altre Cactaceae, dal 1975 Pereskia aculeata figura nell’appendice II della CITES, che ne disciplina il commercio internazionale senza vietarlo. 9
Habitat e distribuzione
Da Panama all’America meridionale tropicale si estende l’areale nativo: popolazioni sono confermate in Venezuela, Colombia, Brasile, Argentina e Paraguay, nelle foreste di bassa quota fino a 1.000 m. 1 4
L’introduzione come ornamentale, portainnesto o siepe difensiva ha interessato molte regioni tropicali e subtropicali, tra cui Hawaii, Australia, India, Vietnam e Sudafrica. In vari luoghi si è naturalizzata oltre i giardini. 4
In Sudafrica la classificazione in categoria 1b impone controllo o eradicazione e vieta vendita e piantagione. I fusti spinosi invadono i margini forestali del KwaZulu-Natal e del Capo Orientale, formando masse impenetrabili che possono soffocare la chioma degli alberi. 6
Nella Provincia Sud della Nuova Caledonia il codice ambientale vieta introduzione, produzione, trasporto e vendita della specie. A scala mondiale la IUCN la valuta a rischio minimo, perché è molto diffusa e localmente invasiva. 8 3
Usi alimentari e medicinali
Note in Brasile come ora-pro-nóbis, le giovani foglie sono un alimento tradizionale del Minas Gerais, usato in zuppe, frittate e torte. Contengono 17–25% di proteine sulla sostanza secca, con digeribilità vicina all’85%, oltre a ferro, calcio, magnesio e fosforo. Il contenuto di lisina supera quello di cavolo e spinacio. 8 5
I frutti maturi sono commestibili freschi, in confettura o in conserva. Linfa e foglie sono impiegate nella medicina tradizionale brasiliana come emollienti e antinfiammatori, in particolare per le ustioni. 5 8
Una ricerca pubblicata nel 2017 ha valutato la tossicità acuta di un estratto fogliare nei ratti senza rilevare differenze clinicamente significative rispetto al controllo. Il risultato sostiene l’impiego alimentare. Il rischio principale rimane meccanico: le spine areolari feriscono facilmente durante raccolta e potatura. 7
Coltivazione e moltiplicazione
Per crescere, Pereskia aculeata richiede pieno sole e substrato drenante; una volta insediata tollera numerosi terreni. La rusticità generalmente indicata è USDA 9–11. I fusti vecchi sopportano una gelata lieve e breve, ma giovani piante e foglie soffrono già ai primi freddi. 5
La riproduzione è facile per talea di fusto semilegnoso o per seme; la radicazione richiede 3–6 settimane. La crescita, lenta nei primi mesi, accelera nettamente dopo la formazione delle radici. 5
Come portainnesto, Pereskia aculeata sostiene cactus epifiti più delicati, quali Schlumbergera e alcuni Rhipsalis, che beneficiano del suo vigoroso apparato radicale. La forma variegata lemon vine, o Godseffiana, con foglie sfumate crema e rosa, è la più diffusa nell’orticoltura ornamentale. 8
Confusioni e precauzioni
Fuori dall’areale nativo, la gestione in piena terra presenta soprattutto rischi meccanici e d’invasione. Senza sostegno e potatura regolare, i fusti colonizzano un albero ospite in 2–3 anni; qualsiasi frammento caduto al suolo può radicare e formare una nuova liana. 6
Le specie arbustive Pereskia grandifolia e Pereskia bleo possono trarre in inganno, ma hanno portamento eretto non rampicante e fiori colorati. Il portamento è più affidabile del colore floreale, variabile fra esemplari: solo P. aculeata si arrampica davvero. Il nome scientifico completo aiuta a verificare l’identità. 8
Nella Francia metropolitana, diversamente dai territori francesi tropicali, la coltivazione in piena terra non è raccomandata. Si alleva in vaso, veranda o serra calda, rigorosamente al riparo dal gelo. 5 10
Fonti principali
- Plants of the World Online / Kew, Pereskia aculeata Mill.
- International Plant Names Index, Pereskia aculeata
- IUCN Red List, Pereskia aculeata valutazione
- CABI Compendium, Pereskia aculeata (Barbados gooseberry)
- Purdue University NewCROP, Barbados Gooseberry (Julia F. Morton)
- Agricultural Research Council PPRI, Pereskia (Barbados gooseberry) controllo biologico
- Journal of Medicinal Food (Pinto et al., 2017), tossicità acuta di Pereskia aculeata
- Wikipedia in francese, Groseillier des Barbades
- CITES France, scheda Pereskia aculeata
- INPN / MNHN, Pereskia aculeata Mill., 1768
Domande frequenti
Pereskia aculeata è tossica?
Non è documentata tossicità alimentare. Uno studio del 2017 sui ratti non ha rilevato segni di tossicità acuta di un estratto fogliare. Il rischio principale è meccanico: le spine areolari feriscono facilmente la pelle.
Si possono mangiare le foglie di Pereskia aculeata?
Sì. In Brasile le giovani foglie, dette ora-pro-nóbis, contengono il 17–25% di proteine sulla sostanza secca e si usano in zuppe, frittate e torte nel Minas Gerais.
Perché questo cactus ha vere foglie?
Appartiene alle Pereskioideae, vicine alla forma ancestrale delle Cactaceae. Ha conservato foglie piatte presenti per parte dell’anno, a differenza dei cactus più derivati con fusti succulenti senza foglie.
Pereskia aculeata è invasiva?
Sì, in varie regioni tropicali. In Sudafrica è in categoria 1b, con obbligo di controllo; in Nuova Caledonia sono vietate introduzione, vendita e piantagione.
Come si distingue da Pereskia grandifolia?
Pereskia aculeata è la sola specie del genere davvero rampicante. Pereskia grandifolia e Pereskia bleo rimangono arbustive e hanno fiori rosa o arancio anziché bianchi.
Si può coltivare dove gli inverni sono freddi?
Il gelo prolungato non è tollerato: occorre coltivarla in vaso, in veranda o serra calda. Nella Francia metropolitana non è consigliata in piena terra, diversamente dai territori tropicali francesi.
A cosa serve come portainnesto?
Il vigoroso apparato radicale sostiene cactus epifiti più delicati, come Schlumbergera e alcuni Rhipsalis, i cui fusti ricadenti beneficiano della sua vigoria.
Piante simili
Se hai dubbi sulla tossicità di una pianta, chiedi consiglio a un botanico o a un veterinario.





