Bambù edule (Phyllostachys edulis, )
Bambù edule (Phyllostachys edulis) è una graminacea gigante rizomatosa della sottofamiglia Bambusoideae, nella famiglia Poaceae, originaria della Cina centrale e sudorientale e di Taiwan. I suoi culmi sono tra i più alti e veloci a crescere fra i bambù rustici; i rizomi si espandono nel terreno e i giovani germogli commestibili si raccolgono già dalla fine dell’inverno.
Leggi di piùBambù edule, Bambù moso, Moso bamboo, Tortoise-shell bamboo e Mao zhu
Offrile alcune ore di sole diretto al giorno, preferibilmente al mattino o alla sera.
Pieno sole o leggera mezz’ombra




© foto
(c) Eric Knight, some rights reserved (CC BY), uploaded by Eric Knight · cc-by
Aaron Liston · cc0
WATANABE Hitoshi 渡辺仁 · cc-by
© copyright of the Board of Trustees of the Royal Botanic Gardens, Kew.
Distribuzione mondiale
L’areale nativo di Phyllostachys edulis comprende la Cina centrale e sudorientale, a sud del fiume Yangtze, e Taiwan. Introdotta in Giappone già nel XVIII secolo, la specie vi si è ampiamente naturalizzata. Altrove rimane soprattutto una pianta coltivata, talvolta presente in modo effimero fuori dai giardini nei climi miti e umidi.
- Autoctona2
- Introdotta3
- Cina
- Taiwan
- Giappone
- Corea del Sud
- Stati Uniti
Esagoni: regioni in cui è presente la pianta. Punti verdi: area di origine.1
Identità
Il Bambù edule (Phyllostachys edulis (Carrière) J.Houz., 1906), conosciuto anche come bambù moso, è una graminacea gigante rizomatosa della sottofamiglia Bambusoideae, nella famiglia Poaceae. Il botanico francese Élie-Abel Carrière descrisse dapprima la specie come Bambusa edulis nel 1866; il botanico belga Jean Houzeau de Lehaie la riclassificò nel genere Phyllostachys nel 1906. 1 2
L’epiteto latino edulis significa «commestibile» e richiama i giovani germogli raccolti a fine inverno e in primavera. Originaria della Cina centrale e sudorientale, oggi è la specie più coltivata ed economicamente importante fra i bambù cinesi, sfruttata per il legno, i germogli e le fibre tessili. 5 7
Riconoscimento
I culmi di Phyllostachys edulis sono fra i più spessi e alti di tutti i bambù rustici: superano comunemente 10 cm di diametro e possono arrivare a 18 cm negli esemplari più vigorosi dell’areale originario. Nei climi temperati, in coltivazione, l’altezza rimane più contenuta, fra 4 e 8 m, mentre un popolamento ben insediato in un clima più mite può superare 18 m. 3 7
Sui giovani culmi si osservano guaine caulinari ricadenti, brune e macchiettate, densamente pelose, che si staccano mentre il culmo matura e diventa giallo-verde dorato. Le foglie sottili e lanceolate formano leggeri ventagli alla sommità delle canne mature; sui culmi ancora giovani, sotto i nodi, compare una pruina cerosa biancastra, utile per riconoscerli prima che la superficie esterna indurisca. 4
Al culmine della stagione vegetativa, un culmo può allungarsi di oltre 90 cm al giorno: il bambù edule è quindi fra le piante legnose dalla crescita più rapida conosciuta. Raggiunta l’altezza definitiva, nel giro di poche settimane, l’allungamento si arresta bruscamente e il diametro del culmo non cambia più. 4
Tassonomia utile
Il nome accettato della specie è Phyllostachys edulis, ma nella letteratura orticola e nei cataloghi circolano ancora tre nomi che possono generare confusione:
- Phyllostachys pubescens Mazel ex J.Houz., sinonimo botanico
- Phyllostachys heterocycla (Carrière) Mitford, sinonimo botanico
- Bambusa edulis Carrière, sinonimo botanico
Phyllostachys pubescens ricorre ancora molto nei cataloghi dei vivai e nelle pubblicazioni scientifiche meno recenti: indica esattamente la stessa pianta di Phyllostachys edulis. Il nome inglese tortoise-shell bamboo deriva invece da una variazione naturale del culmo, con internodi asimmetrici e rigonfi, a lungo trattata come forma distinta heterocycla prima di essere ricondotta alla sinonimia. 1 6
Habitat e distribuzione
La distribuzione originaria di Phyllostachys edulis comprende la Cina centrale e sudorientale, a sud del fiume Yangtze, e Taiwan. Qui la specie forma bambuseti fitti sulle colline subtropicali, fino a circa 1.600 m di altitudine. 1 6
Già introdotta in Giappone nel XVIII secolo, si è ampiamente naturalizzata dal sud di Hokkaido fino a Kagoshima. Altrove, soprattutto negli Stati Uniti sudorientali, rimane principalmente una pianta coltivata, che persiste o si espande localmente oltre gli impianti originari; in Francia non è riconosciuta come invasiva sul piano ecologico. 6
Ciclo e riproduzione
Il rizoma del bambù edule è monopodiale ed espansivo (leptomorfo): avanza sotto terra e produce culmi isolati, allineati lungo il suo percorso, anziché un cespo compatto. Questa modalità di propagazione permette alla specie di colonizzare un intero giardino in assenza di una barriera fisica. 4
Per questo bambù la fioritura è eccezionale: le popolazioni fioriscono soltanto ogni 48-67 anni, in modo gregario su vaste superfici, e l’episodio si conclude quasi sempre con un deperimento massiccio dei culmi interessati. Una fioritura tanto rara limita in pratica la riproduzione in coltivazione a due metodi affidabili: la divisione del rizoma e la talea basale di culmo. La semina rimane legata ai rari episodi di fioritura osservati in coltivazione. 7 5
Usi e rischi
Raccolti prima che emergano completamente dal terreno, i giovani germogli costituiscono il principale impiego alimentare della specie in Cina e Giappone. Crudi contengono glicosidi cianogenici che liberano acido cianidrico durante la masticazione; una cottura prolungata in acqua bollente distrugge questo composto termolabile e rende il germoglio sicuro da consumare. 5 8
Anche i culmi alimentano un’industria considerevole: pannelli, pavimenti, mobili, impalcature, utensili e, soprattutto, fibre tessili trasformate in viscosa o rayon. 5 7
La maggiore criticità in giardino è l’espansione dei rizomi: senza una barriera antirizoma rigida, interrata a 60-70 cm di profondità, questo bambù supera lo spazio iniziale e colonizza il giardino vicino. La pianta, una volta cotti i germogli, non è considerata tossica per gatti, cani o esseri umani. Si distingue così nettamente dal bambù sacro (Nandina domestica), una pianta non affine che talvolta viene scambiata per un vero bambù, ma il cui fogliame e i cui frutti sono tossici per cianogenesi. 9
Varietà, confusioni e piante affini
La sagoma del culmo distingue diverse forme orticole più del fogliame. 'Kikko', venduta anche come heterocycla, presenta internodi rigonfi e asimmetrici simili a un guscio di tartaruga, da cui il nome inglese della specie. 'Bicolor' ha culmi striati di verde e giallo. 'Nabeshimana' e 'Subconvexa' rimangono forme da collezione, il cui status può essere discusso secondo gli autori. 7
Nel riconoscimento conviene distinguere soprattutto questi casi:
- Phyllostachys pubescens e Phyllostachys heterocycla, due sinonimi esatti della stessa specie, non piante differenti;
- gli altri grandi Phyllostachys a rizomi espansivi, la cui distinzione precisa si basa sul colore e sulla consistenza delle guaine caulinari;
- Nandina domestica, detta bambù sacro o celeste, che non appartiene alle Poaceae e non è un vero bambù, malgrado il nome comune.
Prima ancora del nome scientifico, due caratteri osservabili sul campo aiutano a riconoscere Phyllostachys edulis: il rizoma espansivo, che dispone canne isolate anziché formare un cespo compatto, e il diametro del culmo, spesso superiore a 10 cm laddove i bambù ornamentali coltivati nei climi temperati rimangono molto più piccoli.
Fonti principali
- Plants of the World Online / Kew, Phyllostachys edulis (Carrière) J.Houz.
- International Plant Names Index, Phyllostachys edulis (Carrière) J.Houz.
- Royal Horticultural Society, Phyllostachys edulis
- Missouri Botanical Garden Plant Finder, Phyllostachys edulis
- Plants For A Future, Phyllostachys edulis
- Flora of the Southeastern United States (UNC Herbarium), Phyllostachys edulis
- Guadua Bamboo, Phyllostachys edulis profilo della specie
- Food Standards Australia New Zealand, Glicosidi cianogenici nella manioca e nei germogli di bambù
- ASPCA, Heavenly Bamboo (Nandina domestica) scheda di tossicità
Domande frequenti
Il bambù edule si espande troppo in giardino?
Il rizoma espansivo può colonizzare un intero giardino senza una barriera fisica. In Francia non è riconosciuto come invasivo sul piano ecologico, ma il rischio orticolo è ben documentato e giustifica una barriera antirizoma fin dall’impianto.
Il bambù edule è tossico per gatti e cani?
No, non è considerato una pianta tossica. Non va però confuso con il bambù sacro, Nandina domestica, che non è un vero bambù ed è invece tossico per cianogenesi.
Si possono mangiare crudi i germogli di bambù?
No. Crudi contengono glicosidi cianogenici che liberano acido cianidrico. Una cottura prolungata in acqua bollente distrugge questo composto termolabile e rende il germoglio sicuro da consumare.
Che differenza c’è tra Phyllostachys edulis e Phyllostachys pubescens?
Nessuna dal punto di vista botanico. Phyllostachys pubescens è un sinonimo esatto di Phyllostachys edulis, ancora molto usato nei cataloghi vivaistici e nella letteratura orticola meno recente.
Perché il bambù edule cresce così in fretta?
Il culmo non aumenta di diametro dopo essere emerso dal terreno; tutta la sua energia serve all’allungamento, che può superare 90 cm al giorno al culmine della stagione. L’altezza definitiva viene raggiunta in poche settimane.
Il bambù edule fiorisce spesso?
No. La fioritura è eccezionale, segnalata ogni 48-67 anni secondo le popolazioni, ed è spesso accompagnata da un deperimento massiccio dei culmi interessati.
Serve una barriera antirizoma per piantare il bambù edule?
Sì, in piena terra. Senza una barriera rigida interrata a 60-70 cm di profondità, il rizoma espansivo finisce per allargarsi ben oltre lo spazio previsto.
Piante simili
Se hai dubbi sulla tossicità di una pianta, chiedi consiglio a un botanico o a un veterinario.





