Pino nero (Pinus nigra, )
Pino nero (Pinus nigra) è una conifera delle Pinaceae, originaria delle montagne mediterranee, dalla Spagna e dall'Austria al Caucaso e all'Africa nordoccidentale. Si riconosce per la corteccia scura e fessurata, gli aghi rigidi appaiati e la chioma conica che si allarga con l'età; resta una delle grandi conifere da rimboschimento dell'Europa meridionale.
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Taken Oct 15, 2014 by Photoflora - Jean-Luc TASSET (©)
Taken Aug 15, 2004 by Photoflora - Jean-Luc TASSET (©)
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Distribuzione mondiale
L'areale nativo del pino nero si estende lungo le montagne mediterranee, dalla Spagna e dall'Austria alla Crimea, al Caucaso, all'Asia Minore, a Cipro e ai monti di Marocco e Algeria. In Francia le popolazioni native restano localizzate in Corsica, nelle Cevenne e nei Pirenei; le altre piantagioni francesi derivano da rimboschimenti avviati nel XIX secolo, ben oltre l'areale d'origine in senso stretto.
- Autoctona8
- Introdotta1
- Invasiva1
- Austria
- Francia
- Spagna
- Croazia
- Turchia
- Cipro
- Ucraina
- Marocco
- Stati Uniti
- Nuova Zelanda
Esagoni: regioni in cui è presente la pianta. Punti verdi: area di origine.1
Identità
Il Pino nero (Pinus nigra J.F.Arnold, 1785), detto anche pino nero austriaco, è una conifera del genere Pinus, famiglia delle Pinaceae. Descritto nel 1785 dal botanico austriaco Johann Franz Xaver Arnold, Pinus nigra comprende cinque sottospecie accettate, distribuite dall'Europa meridionale all'Asia Minore e al Caucaso. 1 5
L'epiteto nigra, «nera» in latino, descrive la corteccia scura e fessurata degli esemplari anziani di Pinus nigra. Spesso basta questo carattere a evitare la confusione più frequente, quella con il pino silvestre, la cui corteccia diventa arancione nella parte alta con l'età. 3
Riconoscimento
La corteccia del pino nero è il primo carattere da osservare sul campo. Grigia e relativamente liscia alla base dei giovani esemplari, si scurisce con l'età e si fessura in grandi placche grigie o nerastre, senza diventare arancione come nel pino silvestre. 3 7
Gli aghi del pino nero sono riuniti a due, rigidi e scuri, lunghi 8–16 cm secondo le popolazioni. Quelli di origine occidentale (Salzmann) sono più sottili e flessibili rispetto a quelli orientali, più rigidi e ricurvi. I coni, ovoidali e bruno chiaro lucente, misurano 5–10 cm e impiegano due stagioni complete a maturare. 2 7
In coltivazione il pino nero supera spesso 12 m di altezza e 8 m di larghezza; nei popolamenti naturali alcuni vecchi esemplari raggiungono 40 m o più. Il portamento giovanile è conico e denso; con i decenni la chioma si allarga e diventa irregolare, talvolta quasi a ombrello. 2 4
Tassonomia utile
Descritto nel 1785 nei dintorni di Mariazell, in Stiria, Pinus nigra J.F.Arnold è il nome accettato da POWO/WCVP. La specie comprende cinque sottospecie geografiche riconosciute, ciascuna associata a un nome comune distinto nell'uso corrente:
- Pinus nigra subsp. nigra, il pino nero austriaco in senso stretto, dai Balcani all'Austria orientale;
- Pinus nigra subsp. laricio Palib. ex Maire, il pino laricio, della Corsica, della Sicilia e dell'Italia meridionale;
- Pinus nigra subsp. salzmannii (Dunal) Franco, il pino di Salzmann, dal sud della Francia e dalla Spagna fino a Marocco e Algeria;
- Pinus nigra subsp. pallasiana (Lamb.) Holmboe, di Crimea, Caucaso, Cipro e Turchia;
- Pinus nigra subsp. dalmatica (Vis.) Franco, limitata al litorale croato.
Il laricio mostra un frequente equivoco commerciale: venduto come specie a sé, resta botanicamente una sottospecie di Pinus nigra. 1 5
Habitat e distribuzione
Una fascia continua di montagne mediterranee forma l'areale nativo, dalla Spagna e dall'Austria alla Crimea, al Caucaso, all'Asia Minore, a Cipro e ai monti di Marocco e Algeria. L'altitudine va dal livello del mare a 2000 m, con la maggior parte dei popolamenti tra 250 e 1600 m. Secondo l'origine geografica, le popolazioni preferiscono suoli calcarei oppure silicei. 1 3
L'Unione internazionale per la conservazione della natura considera la specie nel suo insieme a rischio minimo, grazie a un areale vasto e a una popolazione complessivamente stabile. La sottospecie dalmatica, limitata ad alcune isole e al litorale croato, è invece valutata in pericolo. 6
Fuori dall'areale originario, il pino nero si è naturalizzato nel Midwest degli Stati Uniti ed è stato classificato come specie invasiva in Nuova Zelanda, dove l'ombreggiamento degrada le praterie autoctone a ciuffi. 8
Ciclo e riproduzione
La specie Pinus nigra è monoica: ogni albero porta coni maschili e femminili. In primavera i coni maschili liberano polline trasportato dal vento fino a quelli femminili, riuniti alle estremità dei giovani germogli. 2
Dopo l'impollinazione il cono impiega due stagioni complete a maturare, poi libera semi provvisti di un'ala di 15–25 mm che favorisce la dispersione eolica. Negli esemplari isolati e ben esposti, le prime produzioni di coni compaiono spesso verso 15–20 anni. 7 2
La semina riproduce fedelmente la specie e le sue sottospecie geografiche; soltanto l'innesto garantisce invece una determinata cultivar, per esempio dal portamento nano o colonnare. 2
Usi e rischi
Introdotto in Francia verso il 1830, il pino nero austriaco ha consolidato durevolmente i pendii calcarei scavati dall'erosione durante i grandi interventi di ripristino dei terreni montani, condotti dal XIX secolo nelle Alpi meridionali francesi, nella Lozère e nelle Corbières occidentali. La crescita rapida, la tolleranza al calcare e alla siccità e la buona resistenza al freddo ne hanno fatto uno degli alberi forestali più piantati in Francia. 9
Il legno è più grossolano e meno resistente di quello del pino silvestre, a causa della crescita più rapida; serve soprattutto per costruzioni, riscaldamento e pasta di cellulosa. Come ornamentale, il pino nero viene piantato in filari o come frangivento, apprezzato in città e sul litorale per la tolleranza al sale, all'inquinamento e ai suoli poveri. 8
Per gatti e cani la specie non è classificata come tossica, ma aghi e resina possono irritare la bocca se ingeriti. Il rischio documentato deriva soprattutto da un insetto: la processionaria del pino, frequente nelle piantagioni di pino nero del sud della Francia, forma nidi sericei bianchi e libera peli urticanti che possono causare necrosi della lingua nel cane che la mordicchia. 8
Varietà, confusioni e piante affini
Per i piccoli giardini l'offerta orticola ruota intorno a tre selezioni: 'Hornibrookiana', nana e allargata, insignita dell'Award of Garden Merit della RHS; 'Oregon Green', dalla sagoma compatta e scultorea; 'Arnold Sentinel', forma colonnare selezionata da semi turchi all'Arnold Arboretum nel 1984. 2
Tra i pini con cui può essere confuso figurano:
- Pinus sylvestris, dalla corteccia arancione nella parte alta e con aghi molto più corti di quelli di Pinus nigra, ritorti e verde-azzurri;
- Pinus pinaster, con aghi molto più lunghi di quelli di Pinus nigra, diffuso soprattutto sul litorale francese;
- Pinus halepensis, con aghi più sottili e coni più piccoli di quelli di Pinus nigra, tipico delle regioni calde e secche del Mediterraneo.
La combinazione di corteccia scura e fessurata e aghi lunghi, rigidi e appaiati permette di escludere questi tre pini senza esaminare più da vicino i coni.
Fonti principali
- Plants of the World Online / Kew, Pinus nigra J.F.Arnold
- Royal Horticultural Society, Pinus nigra
- NC State Extension, Pinus nigra (Austrian Pine)
- Missouri Botanical Garden Plant Finder, Pinus nigra
- INPN / MNHN, Pinus nigra J.F.Arnold, 1785 (cd_nom 113683)
- IUCN Red List, Pinus nigra valutazione (Farjon, 2013)
- Trees and Shrubs Online, Pinus nigra
- Plants For A Future, Pinus nigra
- Centre National de la Propriété Forestière Occitanie, I pini neri
Domande frequenti
Come distinguere il pino nero dal pino silvestre?
Il pino nero ha corteccia grigia o nerastra che resta scura anche negli esemplari vecchi, con aghi lunghi, rigidi e scuri. Il pino silvestre ha corteccia che diventa arancione nella parte alta e aghi più corti, ritorti e verde-azzurri.
Il pino nero è tossico per gatti e cani?
No, non è classificato come tossico per queste specie. Aghi e resina possono irritare la bocca se ingeriti; la processionaria del pino, frequente su questa conifera, rappresenta invece un pericolo reale e documentato per i cani in primavera.
Qual è l'areale del pino nero?
L'areale nativo va dalla Spagna e dall'Austria alla Crimea, al Caucaso, all'Asia Minore, a Cipro e alle montagne di Marocco e Algeria. In Francia le popolazioni native sono limitate alla Corsica, alle Cevenne e ai Pirenei.
Il pino nero è minacciato?
La specie nel suo insieme è classificata a rischio minimo dalla IUCN, grazie all'ampio areale e alla popolazione complessivamente stabile. La sottospecie dalmatica, limitata al litorale croato, è invece classificata in pericolo.
Perché il pino nero è stato tanto piantato nelle Alpi meridionali francesi?
Introdotto in Francia verso il 1830, diede i migliori risultati nel consolidare i pendii calcarei scavati dall'erosione durante i grandi lavori di ripristino dei terreni montani, grazie alla crescita rapida e alla tolleranza al calcare e alla siccità.
Il pino laricio corso e il pino di Salzmann sono specie diverse?
No. Sono due delle cinque sottospecie riconosciute di Pinus nigra, rispettivamente native della Corsica e del sud della Francia e della Spagna, distinte soprattutto per la flessibilità degli aghi.
Il pino nero è invasivo?
Nell'areale nativo europeo no. Introdotto in Nuova Zelanda, si è invece naturalizzato ed è classificato come specie invasiva: l'ombreggiamento degrada le praterie a ciuffi.
Piante simili
Se hai dubbi sulla tossicità di una pianta, chiedi consiglio a un botanico o a un veterinario.







