Pino silvestre (Pinus sylvestris, L. 1753)

Il Pino silvestre (Pinus sylvestris) è una conifera delle Pinaceae con l’areale naturale più vasto fra tutti i pini, dalla Scozia e dalla Spagna all’Estremo Oriente russo. Si riconosce da lontano per la corteccia arancione che si sfalda in placche sul tronco e sui rami alti, sotto una chioma irregolare con lunghi aghi contorti verde azzurro.

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Nome scientificoPinus sylvestris
GenerePinus
OrdinePinales

Pino silvestre, Pino di Scozia, Pino di Riga e Scots pine

Identità
Tossicità
Non segnalato come tossico per gatti e cani; aghi irritanti
Impegno di cura
Basso
Tipo di pianta
Conifera · Albero
Tipo di foglie
Sempreverde
Durata della vita
Vivace
Paese d'origine
FranciaRegno UnitoNorvegiaSpagnaRussiaTurchia
Habitat
Brughiere e torbiere acide, pinete montane, foreste boreali di taiga e dune costiere sabbiose
Stagionalità
Fioritura
Primavera
Raccolta
Autunno
Crescita
Dormienza
Nessun periodo di riposo
Velocità di crescita
6/10
Tempo di maturazione
Primi coni a 10–15 anni se isolato, più tardi in popolamenti densi
Propagazione
Semina, Trapianto
Clima e acqua
Temperatura
Resistenza al freddo
Resistenza al vento
Molto buona, tollera l’esposizione marittima
Umidità
30–70 %
Irrigazione
Molto poca
Poca
Moderata
Elevata
Molto elevata
Tolleranza alla siccità
Sì
Suolo
pH del suolo
Tipi di terreno
Suolo drenato, Suolo leggero e sabbioso
Tolleranza al sale
Tollerato
Luce e posizione
Esposizione luminosa

Pieno sole

Pieno sole indispensabile
Esterno
Aiuola a pieno sole, Terra piena
Aspetto
Altezza2000–3500 cmLarghezza600–1000 cm
Foglie
BluVerde
Fiori
GialloRosso
Frutti
MarroneDimensioni3–7 cm
Portamento
Pino silvestre (Pinus sylvestris): origine e usi — portamento 1
Corteccia
ArancioneMarrone

Distribuzione mondiale

Il Pino silvestre ha l’areale naturale più vasto fra tutti i pini: dalla Spagna meridionale e dalla Scozia all’Estremo Oriente russo, dal Caucaso e dall’Anatolia fino oltre il circolo polare in Scandinavia. In Francia occupa soprattutto i rilievi montuosi e alcuni terreni poveri di pianura, dove è stato anche molto piantato per la selvicoltura.

  • Autoctona6
  • Introdotta1
  • Francia
  • Regno Unito
  • Norvegia
  • Spagna
  • Russia
  • Turchia
  • Stati Uniti

Esagoni: regioni in cui è presente la pianta. Punti verdi: area di origine.1

Identità

Il Pino silvestre (Pinus sylvestris L., 1753), detto anche pino di Scozia o pino di Riga, è una conifera del genere Pinus, nella famiglia delle Pinaceae. Possiede l’areale naturale più vasto fra tutte le specie del genere, dalla Scozia e dalla Spagna fino all’Estremo Oriente russo. 1 5

L’epiteto sylvestris deriva dal latino silva, foresta, e indica una pianta che cresce nei boschi. Il nome pino di Scozia ricorda che è l’unico pino realmente indigeno delle isole britanniche, relitto della grande foresta caledoniana sviluppatasi dopo l’ultima glaciazione. 4

Riconoscimento

Per riconoscerlo sul campo, la corteccia è più affidabile di aghi e coni, che variano maggiormente fra i pini. Nella parte alta del tronco e sui rami si sfalda in sottili placche, rivelando un caratteristico colore arancione o ramato; alla base rimane grigia, spessa e fessurata. Nessun altro pino europeo comune colora così la parte alta del tronco: basta questo carattere per escludere le confusioni più frequenti. 4 5

Riuniti a due, gli aghi misurano 3–7 cm, sono contorti e hanno colore da verde azzurro a grigioverde. I coni ovoidali grigiobruni sono lunghi 3–7 cm, con uno scudetto centrale privo di anello scuro sulla superficie di ogni squama. L’assenza dell’anello li distingue dal pino mugo, nel quale è ben visibile. 3 4

Da adulto raggiunge comunemente 20–30 m, con segnalazioni fino a 35 m e oltre negli esemplari centenari dell’Europa settentrionale. Da giovane ha portamento conico e denso; con l’età la chioma si dirada e diventa irregolare, talvolta quasi a ombrello nei più vecchi esemplari isolati. 5 2

Tassonomia utile

Nella sistematica POWO/WCVP, Pinus sylvestris L. conserva il nome descritto da Linneo nel 1753. Le popolazioni non vengono separate in specie diverse, ma riunite in tre varietà geografiche: sylvestris, ampiamente eurasiatica; hamata, con fogliame verde azzurro anche in inverno nei Balcani, nel Caucaso e in Turchia; e mongolica, con gemme molto resinose, nella Siberia orientale e in Mongolia. 5 1

In letteratura rimangono diversi vecchi nomi scientifici come sinonimi di varietà o forme locali, privi di valore tassonomico autonomo:

  • Pinus sylvestris var. rotundata (Link) Link, sinonimo storico
  • Pinus sylvestris subsp. engadinensis (Heer) Asch. & Graebn., sinonimo storico
  • Pinus sylvestris proles scotica (Beissn.) P.K.Schott, sinonimo storico
  • Pinus sylvestris subsp. nevadensis (Christ) Heywood, sinonimo storico

Fra questi quattro sinonimi, scotica ricorre più spesso nella letteratura forestale. Indica le popolazioni relitte della foresta caledoniana scozzese, notevoli per la loro origine, ma botanicamente appartenenti a Pinus sylvestris, senza costituire un taxon distinto. 1

Habitat e distribuzione

La distribuzione spontanea va dalla Scozia e dalla Spagna meridionale all’Estremo Oriente russo e alla Cina settentrionale, dal Caucaso e dall’Anatolia fino oltre il circolo polare in Scandinavia. Nessun altro pino occupa un areale così ampio. 1 5

Terreni poveri, acidi e ben drenati, dove le latifoglie fanno poca concorrenza, sono gli ambienti colonizzati più spesso: brughiere a erica, torbiere, dune costiere sabbiose e pinete montane. In Francia la specie occupa soprattutto i rilievi e alcuni terreni sabbiosi di pianura, dove è stata anche molto piantata a fini selvicolturali. 6 3 7

L’immenso areale e la popolazione complessivamente stabile portano l’Unione internazionale per la conservazione della natura a classificare Pinus sylvestris a rischio minimo. In Scozia, però, la storica foresta caledoniana si è ridotta a pochi nuclei relitti, come quelli di Loch Maree e Glenmore, nonostante i programmi di ripristino in corso. 8 4

Ciclo e riproduzione

Ogni esemplare di Pinus sylvestris, specie monoica, porta coni maschili e femminili separati sullo stesso albero. In primavera piccoli gruppi gialli di coni maschili liberano il polline, trasportato dal vento ai coni femminili rossastri riuniti all’estremità dei giovani germogli. 4 6

Per maturare dopo l’impollinazione, il cono richiede due stagioni complete: cresce nel primo anno e libera i semi alati durante il secondo inverno o la primavera successiva. Alcuni coni restano chiusi per diversi anni; trattengono così una riserva di semi protetti, senza che ciò indichi un’anomalia. 4

Negli esemplari isolati e ben esposti i primi coni compaiono spesso già a 10–15 anni; in popolamenti densi la maturità riproduttiva arriva più tardi, perché i giovani alberi dominati ricevono poca luce. La propagazione orticola avviene per semina nella specie tipica; solo l’innesto garantisce invece i caratteri di una cultivar, come portamento nano o fogliame dorato. 6 2

Usi e rischi

Dal Pino silvestre si ricava un legno molto usato in carpenteria e falegnameria, a lungo commercializzato come pino di Riga o legno rosso del Nord, dal porto baltico che lo esportava verso l’Europa occidentale. Fra i prodotti tradizionali figurano anche resina, pece e acquaragia. 6 5

La specie non è classificata come tossica per gatti e cani, ma aghi e resina possono irritare la bocca se ingeriti. Il rischio documentato più serio viene da un insetto: la processionaria del pino forma nidi bianchi sericei nella chioma e libera peli urticanti. Un cane che la mordicchia può subire necrosi della lingua, incidente frequente in primavera nella Francia meridionale. 6

In giardino trova impiego come frangivento, per consolidare dune sabbiose o come esemplare isolato dalla decorativa corteccia arancione. Tollera sale e inquinamento atmosferico, caratteristiche che ne favoriscono l’uso sul litorale o in città, purché riceva pieno sole: all’ombra di edifici o alberi più alti la chioma si dirada e perde interesse ornamentale. 3

Varietà, confusioni e piante affini

Tre cultivar rappresentano gran parte dell’offerta per piccoli giardini: 'Watereri', nana, a crescita lenta e fogliame grigio azzurro argenteo; 'Fastigiata', stretta e colonnare; e 'Beuvronensis', nana e arrotondata, adatta a vasi e giardini rocciosi. Tutte e tre vengono propagate per innesto, unico metodo affidabile per conservarne i caratteri. 2

Fra le confusioni più frequenti figurano:

  • Pinus nigra, con aghi più lunghi, scuri e rigidi e corteccia da grigia a nerastra anche negli esemplari vecchi;
  • Pinus mugo, specie cespugliosa a più fusti, con un netto anello scuro sullo scudetto dei coni;
  • Pinus pinaster, con aghi molto più lunghi e corteccia meno arancione, soprattutto costiero in Francia.

L’arancione della parte alta del tronco, insieme agli aghi corti e contorti, permette di escludere Pinus nigra, Pinus mugo e Pinus pinaster anche senza esaminare i coni.

Fonti principali

Domande frequenti

Perché la corteccia del Pino silvestre è arancione?

La corteccia si stacca in sottili placche nella parte alta del tronco e sui rami, rivelando uno strato interno da arancione a ramato. Ben visibile negli esemplari adulti, è il carattere più affidabile per distinguerlo dagli altri pini europei.

Come si distingue il Pino silvestre dal pino nero?

Il Pino silvestre ha aghi più corti, contorti e verde azzurro, con corteccia arancione in alto. Il pino nero ha aghi più lunghi, scuri e rigidi, su una corteccia che rimane da grigia a nerastra anche nei vecchi esemplari.

Il Pino silvestre è tossico per gatti e cani?

Non è classificato come tossico per questi animali. Aghi e resina possono però irritare la bocca se ingeriti. La processionaria del pino, frequente su questa specie, rappresenta invece un pericolo concreto e documentato per i cani.

Qual è l’areale del Pino silvestre?

È il pino con l’areale naturale più vasto al mondo, dalla Scozia e dalla Spagna all’Estremo Oriente russo e dal Caucaso fino oltre il circolo polare in Scandinavia.

Il Pino silvestre è minacciato?

No. La IUCN lo classifica a rischio minimo grazie all’areale immenso e alla popolazione complessivamente stabile, pur con regressioni locali di popolamenti storici come la foresta caledoniana scozzese.

Perché il Pino silvestre è stato eletto albero nazionale della Scozia?

È l’unico pino realmente indigeno delle isole britanniche, relitto della grande foresta caledoniana sviluppatasi dopo l’ultima glaciazione. Questo valore simbolico ha motivato la sua elezione nel 2014.

Si può piantare un Pino silvestre in un piccolo giardino?

La specie tipica diventa presto troppo grande per un piccolo terreno. Le cultivar nane come Watereri e Beuvronensis offrono lo stesso fogliame grigio azzurro con un ingombro adatto a un piccolo giardino o a un vaso.

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Se hai dubbi sulla tossicità di una pianta, chiedi consiglio a un botanico o a un veterinario.