Brunella comune (Prunella vulgaris, )
La Brunella comune (Prunella vulgaris) è una perenne tappezzante delle Lamiaceae, presente in quasi tutto l’emisfero boreale temperato fino all’America centrale. Forma un tappeto basso di fusti quadrati striscianti, sormontati da una spiga compatta di fiori blu-viola: proprio questa sagoma serrata la distingue da altre Lamiaceae dei prati.
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Distribuzione mondiale
POWO colloca l’areale nativo di Prunella vulgaris in quasi tutto l’emisfero boreale temperato e subtropicale, fino all’America centrale. La specie è stata introdotta nell’Ottocento in Australia, Nuova Zelanda e Hawaii, dove oggi è considerata localmente invasiva nei prati e nei pascoli umidi.
- Autoctona5
- Introdotta2
- Invasiva1
- Europa
- America settentrionale
- Asia temperata
- Africa settentrionale
- Francia
- Nuova Zelanda
- America meridionale
- Australia
Esagoni: regioni in cui è presente la pianta. Punti verdi: area di origine.1
Identità
La Brunella comune (Prunella vulgaris L., 1753), chiamata anche prunella comune, è una specie accettata delle Lamiaceae descritta da Linneo nello Species Plantarum. POWO non segnala importanti controversie di sinonimia al livello della specie. 1 4
Il nome Prunella deriverebbe dal tedesco die Bräune, termine che indica un’angina o la difterite: la pianta era usata da tempo per trattare queste affezioni della gola, già prima della classificazione di Linneo. L’epiteto vulgaris significa semplicemente «comune», in accordo con la distribuzione quasi cosmopolita. 4 5
Il genere Prunella riunisce circa quindici specie eurasiatiche e nordamericane delle Lamiaceae, fra cui Prunella grandiflora e Prunella laciniata. Per distinguere P. vulgaris basta spesso un dettaglio: il suo fusto fiorale conserva foglie opposte appena sotto la spiga, mentre quello di Prunella grandiflora ne è privo. 9
Riconoscimento
Un tappeto basso di fusti quadrati rossastri striscia sul terreno e radica a ogni nodo, un carattere tipico delle Lamiaceae. Le foglie sono opposte, da ovali a lanceolate, intere o poco dentate, lunghe 2–6 cm, con un breve picciolo. L’altezza varia fra 10 e 30 cm, talvolta fino a 50 cm nei terreni ricchi e freschi. 4 2
La spiga fiorale è corta, densa e cilindrica, spesso tinta di porpora alla base dalle brattee serrate. Ogni fiore ha una corolla tubulosa a due labbra: quella superiore forma un cappuccio, quella inferiore una coppa sfrangiata. Il colore prevalente è blu-viola, più raramente rosa o bianco. 4 2
In Francia la fioritura si estende da giugno a settembre, un po’ più tardi rispetto alla maggior parte delle Lamiaceae dei prati, che fioriscono soprattutto in primavera. Un esemplare senza spighe può essere giovane oppure essere stato falciato prima della fioritura. Il tappeto strisciante resta riconoscibile tutto l’anno grazie alle foglie opposte e ai fusti quadrati. 5
Tassonomia utile
Cinque sottospecie di Prunella vulgaris sono riconosciute da POWO: subsp. vulgaris in Macaronesia, Africa settentrionale ed Eurasia temperata; subsp. lanceolata nell’Estremo Oriente russo, Corea, Giappone e America settentrionale e centrale; subsp. asiatica dalla Cina alle Aleutine; subsp. hispida dall’India meridionale alla Cina meridionale; subsp. estremadurensis, limitata al Portogallo. 1
Questa diversità geografica spiega perché la descrizione cambi tanto da un continente all’altro. Le popolazioni nordamericane di subsp. lanceolata hanno foglie più strette rispetto al tipo europeo, senza che ciò metta in discussione l’identità della specie. 4
Prunella vulgaris appartiene alla sottofamiglia Nepetoideae, tribù Mentheae, insieme a timo e menta. L’ibrido naturale Prunella x intermedia, derivato dall’incrocio con Prunella laciniata, si incontra nelle zone di sovrapposizione dei due areali nell’Europa centrale e meridionale. 9
Habitat e distribuzione
Quasi tutto l’emisfero boreale temperato e subtropicale, fino all’America centrale, rientra nell’areale nativo indicato da POWO: Europa, Asia temperata, Africa settentrionale e America settentrionale. La pianta occupa prati, pascoli, margini di boschi radi, tappeti erbosi e bordi dei sentieri su suoli neutri o basici ricchi di azoto. 1 4
Introdotta nel XIX secolo in Australia, Nuova Zelanda e Hawaii, la specie forma oggi tappeti densi nei prati e nei pascoli umidi, fino a essere considerata localmente invasiva. In America meridionale rimane soprattutto un’infestante delle aree disturbate. 4
Nel territorio francese, dove è autoctona, INPN e Tela Botanica non la includono fra le specie da sorvegliare. La sua presenza in prati, margini forestali e tappeti erbosi è ordinaria, favorita dalla tolleranza a sfalci ripetuti. 7 8
Ciclo e riproduzione
Due vie riproduttive si affiancano nella brunella. Per seme, ogni fiore impollinato produce fino a quattro acheni contenuti nel calice persistente, liberati gradualmente mentre la spiga si secca e imbrunisce dopo la fioritura. Per espansione clonale, i fusti striscianti radicano a ogni nodo e producono nuovi individui indipendenti dalla pianta madre. 4 3
I fiori, impollinati da bombi e farfalle, rimangono attrattivi per tutta l’estate, quando molte perenni dei prati hanno già terminato la fioritura. Questo prolungamento spiega l’impiego della brunella nei miscugli per prati fioriti destinati agli impollinatori: la risorsa nettarifera continua fino a settembre, quando gran parte delle altre perenni dei prati non ne offre più. 4
Una sola semina primaverile basta a formare un tappeto in una stagione su terreno fresco. Dividere una zolla già radicata offre risultati ancora più rapidi, in primavera o in autunno. 3
Usi e rischi
Gli impieghi medicinali tradizionali sono documentati meglio di quelli alimentari. In Nord America vari popoli indigeni, fra cui Quileute e Quinault, estraevano il succo della pianta per trattare i foruncoli. Nella medicina tradizionale cinese la spiga essiccata, chiamata xia ku cao (夏枯草), entra ancora in tisane vendute contro febbre e affezioni cutanee. 4
Foglie e fusti giovani si consumano crudi in insalata, cotti come verdura oppure in infuso freddo dal sapore leggermente amaro, dovuto ai tannini. La pianta contiene anche acido rosmarinico e acido ursolico, due composti comuni nelle Lamiaceae aromatiche. 3 4
Le banche dati sulla tossicità vegetale non segnalano rischi documentati per esseri umani, gatti o cani. Lo stato per il cavallo rimane invece poco noto, per la mancanza di studi pubblicati al riguardo. 3
Varietà, confusioni e piante affini
Poche cultivar stabili possiedono un nome commerciale: la grande maggioranza degli esemplari in vendita corrisponde al tipo selvatico. La forma f. albiflora, a fiori bianchi, e la subsp. lanceolata, nordamericana a foglie strette, sono documentate soprattutto nella letteratura botanica anziché nel commercio orticolo corrente. 1
Le specie con cui viene confusa più spesso sono:
- Prunella laciniata, con fiori bianchi o crema e foglie spesso più incise;
- Prunella grandiflora, con fiori nettamente più grandi e fusto fiorale senza foglie subito sotto la spiga, venduta nei vivai come tappezzante ornamentale;
- Prunella x intermedia, l’ibrido naturale tra le due specie precedenti;
- Ajuga reptans, con fiori blu distribuiti lungo il fusto anziché concentrati in una spiga terminale compatta.
Queste differenze contano tanto più perché Prunella vulgaris condivide l’habitat di prati e tappeti erbosi con queste specie vicine. La convivenza negli stessi ambienti moltiplica le occasioni di confusione durante l’osservazione sul terreno. 9
Fonti principali
- Plants of the World Online / Kew, Prunella vulgaris L.
- Royal Horticultural Society, Prunella vulgaris - Selfheal
- Plants For A Future, Prunella vulgaris
- Wikipedia EN, Prunella vulgaris (Selfheal)
- Wikipedia FR, Brunelle commune (Prunella vulgaris)
- Wikidata, Prunella vulgaris
- INPN / MNHN–OFB, Prunella vulgaris L., CD_NOM 116012, scheda originale della specie, archiviata il 5 ottobre 2022
- Tela Botanica, eFlore BDTFX, Prunella vulgaris L., record nomenclaturale ufficiale 75307
- Wikipedia EN, Prunella (genere)
Domande frequenti
La brunella comune è tossica?
No. Le banche dati sulla tossicità delle piante la classificano come non tossica per persone, gatti e cani. Il suo uso alimentare e medicinale tradizionale, in insalata o infuso, è documentato da secoli.
Come distinguere Prunella vulgaris da Prunella laciniata?
Prunella laciniata ha fiori dal bianco al crema e foglie spesso più incise, mentre Prunella vulgaris ha fiori blu-viola e foglie intere o poco dentate. Le due specie talvolta si incrociano formando Prunella x intermedia.
La brunella è invasiva nel prato?
In Francia, dove è autoctona, non è classificata come invasiva. Fuori dall’areale nativo, soprattutto in Australia e Nuova Zelanda, forma tappeti densi nei prati umidi ed è considerata un’infestante.
Si può mangiare la brunella comune?
Le foglie e i fusti giovani si consumano crudi in insalata, cotti come verdura oppure in infuso freddo. Il sapore leggermente amaro deriva dai tannini che contengono.
Perché alcune spighe rimangono brune dopo la fioritura?
La spiga imbrunisce quando i fiori appassiscono, carattere dal quale deriva il nome cinese xia ku cao, erba che si secca d’estate. I semi continuano a maturare fra le brattee disseccate.
La brunella tollera lo sfalcio?
Sì, meglio della maggior parte delle perenni da fiore. Il portamento basso e i fusti striscianti ne fanno una componente frequente dei prati fioriti e dei prati tagliati più volte nella stagione.
Piante simili
Se hai dubbi sulla tossicità di una pianta, chiedi consiglio a un botanico o a un veterinario.





