Rovo comune (Rubus ulmifolius, Schott 1818)

Il Rovo comune (Rubus ulmifolius Schott, 1818) è un arbusto sarmentoso delle Rosaceae, nativo dell’Europa occidentale e del bacino mediterraneo. I fusti arcuati, spesso muniti di aculei, e la pagina inferiore bianca e lanosa delle foglie lo rendono uno dei rovi più comuni nelle siepi e negli incolti. È anche l’unica specie del sottogenere Rubus a riprodursi sessualmente, mentre quasi tutte le altre si clonano per apomissia.

Leggi di più
Nome scientificoRubus ulmifolius
GenereRubus
OrdineRosales

Rovo comune, Zarzamora, Elmleaf blackberry, Elm-leaved bramble e Mittelmeer-Brombeere

Identità
Tossicità
Nessuna tossicità riconosciuta per persone e animali domestici
Impegno di cura
Alto
Tipo di pianta
Sottoarbusto · Erbaccia invasiva
Tipo di foglie
Semisempreverde
Durata della vita
Vivace
Paese d'origine
FranciaSpagnaItaliaRegno UnitoMarocco
Habitat
Siepi campestri, margini boschivi, incolti, scarpate e pendii aridi, su terreni calcarei o argillosi
Stagionalità
Fioritura
PrimaveraEstate
Raccolta
EstateAutunno
Crescita
Dormienza
Nessun periodo di riposo
Velocità di crescita
8/10
Tempo di maturazione
Fioritura da maggio ad agosto, frutti dalla fine dell’estate all’inizio dell’autunno
Propagazione
Semina, Talea, Marcotting
Clima e acqua
Temperatura tollerata
Resistenza al freddo
Irrigazione
Molto poca
Poca
Moderata
Elevata
Molto elevata
Tolleranza alla siccità
Sì
Suolo
pH del suolo
Tipi di terreno
Suolo drenato, Suolo calcareo, Suolo perturbato
Tolleranza al sale
Non tollerato
Luce e posizione
Esposizione luminosa

Pieno sole

Offrile alcune ore di sole diretto al giorno, preferibilmente al mattino o alla sera.

Pieno sole o mezz’ombra; tollera l’ombra leggera
Esterno
Siepe campestre, Bordo del sottobosco, Bordo della strada
Aspetto
Altezza100–500 cmLarghezza200–400 cm
Foglie
VerdeBianco
Rovo comune (Rubus ulmifolius): origine e usi — foglie 1
Rovo comune (Rubus ulmifolius): origine e usi — foglie 2
Rovo comune (Rubus ulmifolius): origine e usi — foglie 3
Rovo comune (Rubus ulmifolius): origine e usi — foglie 4
Rovo comune (Rubus ulmifolius): origine e usi — foglie 5
Fiori
RosaBiancoDimensioni2–3 cm
Rovo comune (Rubus ulmifolius): origine e usi — fiori 1
Rovo comune (Rubus ulmifolius): origine e usi — fiori 2
Rovo comune (Rubus ulmifolius): origine e usi — fiori 3
Rovo comune (Rubus ulmifolius): origine e usi — fiori 4
Rovo comune (Rubus ulmifolius): origine e usi — fiori 5
Frutti
Nero
Rovo comune (Rubus ulmifolius): origine e usi — frutti 1
Rovo comune (Rubus ulmifolius): origine e usi — frutti 2
Rovo comune (Rubus ulmifolius): origine e usi — frutti 3
Rovo comune (Rubus ulmifolius): origine e usi — frutti 4
Rovo comune (Rubus ulmifolius): origine e usi — frutti 5
Portamento
Rovo comune (Rubus ulmifolius): origine e usi — portamento 1
Rovo comune (Rubus ulmifolius): origine e usi — portamento 2
Rovo comune (Rubus ulmifolius): origine e usi — portamento 3
Rovo comune (Rubus ulmifolius): origine e usi — portamento 4
Rovo comune (Rubus ulmifolius): origine e usi — portamento 5
Corteccia
VerdeRosso
Rovo comune (Rubus ulmifolius): origine e usi — corteccia 1
Rovo comune (Rubus ulmifolius): origine e usi — corteccia 2
Rovo comune (Rubus ulmifolius): origine e usi — corteccia 3
Rovo comune (Rubus ulmifolius): origine e usi — corteccia 4
Rovo comune (Rubus ulmifolius): origine e usi — corteccia 5

Distribuzione mondiale

Il WCVP colloca l’areale nativo di Rubus ulmifolius dall’Europa nordoccidentale e centrale al Mediterraneo occidentale e centrale, con un’estensione segnalata nell’Africa nordoccidentale. Introdotta poi nelle Americhe e in Oceania, la specie forma talvolta popolamenti molto estesi. Sull’isola Robinson Crusoe, nell’arcipelago cileno Juan Fernández, è arrivata nel 1927 e oggi copre circa il 7% della superficie.

  • Autoctona5
  • Introdotta2
  • Invasiva2
  • Francia
  • Spagna
  • Italia
  • Regno Unito
  • Marocco
  • Nuova Zelanda
  • Uruguay
  • Cile
  • Australia

Esagoni: regioni in cui è presente la pianta. Punti verdi: area di origine.1

Identità

Il Rovo comune (Rubus ulmifolius Schott, 1818) è un arbusto sarmentoso delle Rosaceae, presente dalle siepi francesi al bacino mediterraneo, su terreni tanto calcarei quanto argillosi. L’epiteto ulmifolius descrive le foglioline dentate che ricordano quelle dell’olmo; non indica alcuna parentela botanica con questo albero. 1 5

Una particolarità genetica lo distingue dagli altri rovi: Rubus ulmifolius pratica una normale riproduzione sessuata, mentre quasi tutte le altre specie del sottogenere Rubus si clonano per apomissia, mantenendo così centinaia di microspecie quasi identiche in tutta Europa. 4

Riconoscimento

I fusti di Rubus ulmifolius sono arcuati o striscianti, angolosi, spesso rossastri e muniti di aculei robusti e ricurvi. Il cespuglio raggiunge 1–5 m di altezza e 2–4 m di larghezza: le dimensioni dipendono soprattutto dall’età del roveto e dai sostegni disponibili su cui arrampicarsi. 3

Ogni foglia comprende 3–5 foglioline dentate, verde scuro e lucide sopra, ma rivestite sotto da una netta peluria bianca e lanosa, riconoscibile anche al tatto. Questa pagina bianca contrasta con quella verde della maggior parte dei rovi del complesso fruticosus: sul campo è il carattere più rapido da verificare, prima ancora di contare le foglioline. 4

Riuniti in racemi radi all’apice dei fusti del secondo anno, i fiori hanno 5 petali rosa o bianchi e un diametro di circa 2–3 cm. Producono un piccolo frutto composto da drupeole, dapprima verde, poi rosso e infine nero e lucido a piena maturazione; le drupeole restano più serrate e meno succose di quelle di alcuni rovi coltivati. 7 3

Tassonomia utile

In un genere dalla classificazione notoriamente instabile, Rubus ulmifolius Schott, 1818, è il nome che si è infine affermato. Diversi altri nomi hanno indicato la stessa specie o forme vicine: Rubus rusticanus Mercier, Rubus caldesianus Focke, Rubus cruentiflorus Sudre e, più recentemente, Rubus maroccensis Huan C.Wang & H.Sun.

Il caso marocchino mostra bene le insidie del genere Rubus: descritta come nuova specie nel 2013, questa popolazione è poi confluita nella sinonimia di Rubus ulmifolius, a un secolo dalla prima descrizione di quest’ultimo. Plants of the World Online considera oggi Rubus ulmifolius il nome accettato. 1 2

Habitat e distribuzione

Secondo il WCVP, l’areale nativo si estende dall’Europa nordoccidentale e centrale al Mediterraneo occidentale e centrale, con una propaggine nell’Africa nordoccidentale. In Francia la specie è considerata nativa nella maggior parte del territorio, senza uno status invasivo riconosciuto. 1 5 6

Al di fuori dell’areale originario il problema è documentato. In Australia Rubus ulmifolius rientra nel complesso Rubus fruticosus, classificato come specie esotica invasiva prioritaria: il complesso infesta circa 9 milioni di ettari, formando roveti impenetrabili. 7

Sull’isola Robinson Crusoe, nell’arcipelago cileno Juan Fernández, Rubus ulmifolius è arrivato nel 1927. Oggi ne copre circa il 7% della superficie, in un territorio che ospita una delle flore con il maggior grado di endemismo al mondo. 9

Ciclo e riproduzione

A differenza di quasi tutti i rovi del sottogenere Rubus, che producono per apomissia semi identici alla pianta madre, Rubus ulmifolius ricorre a impollinazione e fecondazione normali. Questa particolarità genetica ne fa un caso di studio per comprendere come l’apomissia si sia diffusa nel resto del genere. 4

I fusti, chiamati turioni, vivono soltanto due anni. Nel primo anno crescono senza fiorire; nel secondo si ramificano, fioriscono e fruttificano, poi muoiono. Quando la punta tocca il terreno, radica spontaneamente: da una sola pianta possono così essere colonizzati diversi metri quadrati senza intervento umano. 3

La dispersione dei semi dipende in larga misura dagli uccelli frugivori, soprattutto merli e tordi, che inghiottono le more ed espellono i semi intatti dopo la digestione, spesso lontano dalla pianta originaria. Propagginazione nelle immediate vicinanze e disseminazione a distanza tramite gli uccelli spiegano insieme la rapidità con cui la specie colonizza i luoghi dove viene introdotta. 9

Usi e rischi

L’impiego documentato principale è alimentare: il frutto maturo si mangia crudo, in confettura o sciroppo, come quello degli altri rovi del genere Rubus. Non è documentata tossicità né per il frutto né per le foglie; il rischio pratico riguarda gli aculei robusti dei fusti, frequente causa di graffi durante la raccolta. 3

Il rischio associato alla specie è soprattutto ecologico. Introdotto fuori dall’Europa senza i suoi predatori e le sue malattie naturali, Rubus ulmifolius forma roveti che escludono la vegetazione nativa, modificano i regimi degli incendi e ostacolano l’accesso ai terreni colonizzati. 7

In Australia il controllo delle popolazioni invasive si avvale talvolta di funghi patogeni come Phragmidium violaceum, agente della ruggine aranciata del lampone e del rovo, usato nella lotta biologica. Su Rubus ulmifolius questa malattia indebolisce il fogliame senza eliminare la pianta. 7

Varietà, confusioni e piante affini

Nel vasto complesso Rubus fruticosus, a cui appartiene Rubus ulmifolius, sono comprese centinaia di microspecie riconoscibili soltanto dagli specialisti del genere, i batologi. Per chi coltiva un giardino o passeggia in campagna distinguerle tutte con certezza è poco realistico; il carattere utile resta la pagina inferiore bianca e lanosa delle foglie, che permette già di escludere molti rovi con pagina inferiore verde. 4

Le confusioni più frequenti riguardano tre rovi vicini. Rubus fruticosus, inteso nel senso ampio del complesso, presenta foglie spesso meno lanose sotto. Rubus caesius ha pochi aculei sui fusti e frutti ricoperti da una caratteristica pruina azzurrina. Nel lampone, Rubus idaeus, il frutto intero si stacca dal ricettacolo alla raccolta, mentre la mora di Rubus ulmifolius lo conserva.

Il solo nome di genere Rubus non basta dunque a identificare un rovo sul campo. La consistenza della pagina inferiore delle foglie, bianca e lanosa oppure verde e liscia, rimane il carattere più accessibile per riconoscere Rubus ulmifolius fra le specie affini.

Fonti principali

Domande frequenti

Il rovo comune è tossico?

No, non è riconosciuta alcuna tossicità per frutti e fogliame. Soltanto gli aculei dei fusti comportano un rischio di graffi durante la raccolta.

Si possono mangiare le more di Rubus ulmifolius?

Sì. Il frutto, nero a piena maturazione, si consuma crudo, in confettura o sciroppo, come quello degli altri rovi del genere Rubus.

Perché questo rovo è invasivo fuori dall’Europa?

Introdotto in Cile, Australia o Nuova Zelanda senza i suoi predatori e le sue malattie naturali, colonizza rapidamente gli ambienti aperti grazie ai semi dispersi dagli uccelli e ai fusti che radicano spontaneamente.

Come si distingue dagli altri rovi?

La pagina inferiore bianca e lanosa delle foglie è il carattere più accessibile, da confrontare con quella verde di molte altre specie del complesso Rubus fruticosus.

Perché si riproduce diversamente dagli altri rovi?

Rubus ulmifolius pratica una normale riproduzione sessuata, mentre la maggior parte dei rovi del sottogenere Rubus si clona per apomissia. Questo spiega la moltitudine di microspecie molto simili fra loro negli altri rovi.

Dove cresce più spesso il rovo comune?

Nelle siepi campestri, ai margini dei boschi, negli incolti e lungo i sentieri, su terreni calcarei o argillosi, in pieno sole o a mezz’ombra leggera.

È nativo della Francia?

Sì. Rubus ulmifolius è considerato nativo in gran parte della Francia metropolitana, dove non ha uno status invasivo riconosciuto.

Piante simili

Se hai dubbi sulla tossicità di una pianta, chiedi consiglio a un botanico o a un veterinario.