Romice crespo (Rumex crispus, )
Il Romice crespo (Rumex crispus L., 1753) è una perenne delle Polygonaceae originaria dell’Eurasia temperata, della Macaronesia e dell’Africa settentrionale. La rosetta di foglie dai margini nettamente ondulati, il fittone giallo zafferano e la spiga di fiori verdastri poi bruno-rossastri caratterizzano questa comune infestante degli incolti umidi, commestibile allo stadio di foglia giovane ma temuta per la sua persistenza.
Leggi di piùRomice crespo, Lapazio, Curled dock e Yellow dock
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Distribuzione mondiale
L’areale nativo di Rumex crispus comprende l’Eurasia temperata, la Macaronesia e l’Africa settentrionale. Introdotta altrove, la specie si è ampiamente insediata in altri continenti, dove diverse regioni la regolamentano come infestante nociva.
- Autoctona3
- Introdotta2
- Invasiva2
- Francia metropolitana
- Europa
- Africa settentrionale
- Stati Uniti
- America meridionale
- Nuova Zelanda
- Australia
Esagoni: regioni in cui è presente la pianta. Punti verdi: area di origine.1
Identità
Il Romice crespo (Rumex crispus L., 1753), noto anche come lapazio, è una pianta erbacea perenne del genere Rumex, nella famiglia Polygonaceae. Plants of the World Online accetta questo nome, pubblicato da Carl von Linné nel 1753. 1 7
Sul campo, un solo carattere permette spesso di riconoscerlo ancora prima della fioritura: il fittone giallo zafferano, visibile scostando la terra alla base.
Il nome francese patience crépue ricorda un antico accostamento a Rumex patientia: Plants of the World Online include tuttora Rumex patientia var. crispus (L.) Kuntze tra i sinonimi della specie. 1
L’aggettivo crespo descrive direttamente il fogliame: i margini ondulati e arricciati delle foglie inferiori, da cui derivano anche i nomi inglesi curled dock e curly dock. 5
Riconoscimento
Prima dello sviluppo del fusto fiorale, Rumex crispus forma una rosetta basale di foglie. Il fusto è robusto ed eretto, alto 50 cm–1,50 m, con nodi ingrossati. 6 3
Le foglie inferiori, da oblunghe a lanceolate, misurano 14–24 cm di lunghezza. I margini sono così nettamente ondulati e increspati che, anche fuori dalla fioritura, bastano a escludere la somiglianza con la maggior parte degli altri romici selvatici. 5 2
La radice di Rumex crispus è un fittone giallo zafferano, carnoso e biforcuto, che contrasta nettamente con il verde del fogliame una volta scostata la terra. 6 5
I fiori, verdastri e poi bruno-rossastri a maturità, si raccolgono in verticilli densi di dieci-venticinque elementi lungo la spiga. Ogni frutto rimane racchiuso in una valva persistente capace di galleggiare: è questo galleggiamento a disperdere i semi di Rumex crispus con l’acqua, sulle rive e lungo i fossi. 2 5
Tassonomia utile
La denominazione Rumex crispus L., pubblicata nel 1753, è accettata da Plants of the World Online. La specie comprende più sottospecie riconosciute secondo la regione: subsp. crispus, la più diffusa; subsp. littoreus (Hardy) Akeroyd sulle coste dell’Europa settentrionale e occidentale; subsp. robustus (Rech.) Pestova nell’Europa centrale e orientale; subsp. strictissimus (Rech.f.) Pestova dall’Europa sudorientale all’Afghanistan. 1
Tra i sinonimi figurano Lapathum crispum (L.) Scop., nome costruito sull’antico genere Lapathum, oggi abbandonato, e Rumex patientia var. crispus (L.) Kuntze, che ricorda la parentela con il romice coltivato negli orti. 1
Il genere Rumex comprende sia acetose commestibili, come Rumex acetosa, sia romici più robusti. Per il portamento e la commestibilità limitata alle foglie giovani, Rumex crispus occupa una posizione intermedia. 3
Habitat e distribuzione
Eurasia temperata, Macaronesia e Africa settentrionale costituiscono l’areale nativo di Rumex crispus. 1
In Francia, dove la specie è autoctona, l’INPN la registra con il nome francese oseille crépue e ne segnala la presenza in tutta la Francia metropolitana, compresa la Corsica. 8
Introdotta al di fuori dell’areale nativo, la specie si è ampiamente insediata in America settentrionale e meridionale, in Nuova Zelanda e in Australia. Nel Regno Unito il Weeds Act 1959 la classifica tra le infestanti nocive; negli Stati Uniti l’Arkansas e l’Iowa la regolamentano come tale. 5
Sul terreno il Romice crespo colonizza soprattutto suoli ricchi, umidi e spesso pesanti o saturi d’acqua: incolti agricoli e urbani, bordi stradali, prati umidi e rive. 6 2
Ciclo e riproduzione
Per il Romice crespo la riproduzione avviene quasi esclusivamente tramite semi, prodotti in abbondanza lungo la spiga fiorale tra l’estate e l’autunno. 3
Ogni seme rimane protetto in una valva del perianzio persistente, capace di galleggiare sulla superficie dell’acqua. Questo spiega la frequente presenza della pianta sulle rive e vicino ai fossi. 5
La germinazione si verifica soprattutto su terreni saturi d’acqua e ricchi di sostanza organica. L’esigenza di umidità ne fa un indicatore affidabile di suoli idromorfi nei luoghi dove forma colonie. 6
Rumex crispus ospita anche i bruchi di due nottue che si nutrono del fogliame, Aedia leucomelas e Agrotis ipsilon: un ruolo documentato in diversi inventari di lepidotteri. 6 5
Usi e rischi
Le foglie giovani del Romice crespo vengono tradizionalmente consumate cotte, cambiando più volte l’acqua per ridurne il contenuto di acido ossalico. Crude e in piccola quantità, vengono talvolta aggiunte all’insalata. 3 5
Dal punto di vista nutrizionale, cento grammi di foglie apportano circa 5,6 mg di ferro e vitamine A e C, un contenuto che spiega l’antico impiego della radice nella fitoterapia occidentale contro l’anemia. 3
Per cani, gatti e cavalli, l’ASPCA classifica Rumex crispus come tossico. Il principio indicato è l’ossalato di calcio solubile, responsabile di tremori, salivazione eccessiva e, più raramente, insufficienza renale. 4
Anche negli esseri umani un consumo eccessivo di foglie crude espone allo stesso rischio: l’acido ossalico può irritare le vie urinarie e causare calcoli renali. Il rischio va limitato in particolare durante la gravidanza e l’allattamento. 5 3
Varietà, confusioni e piante affini
Nessuna cultivar orticola riconosciuta è attribuita a Rumex crispus: è una pianta selvatica, mai selezionata per l’ornamento.
La confusione più frequente riguarda il romice comune (Rumex obtusifolius), con foglie più larghe e molto meno ondulate. Il carattere più affidabile, più stabile della larghezza della lamina secondo la stagione, resta la valva del frutto: in Rumex crispus le tre valve sono prive di denti sul margine e portano ciascuna un tubercolo evidente; in Rumex obtusifolius presentano denti marginali e generalmente un solo tubercolo. 2
Il nome francese patience crépue può generare un’altra confusione, con Rumex patientia, più grande e a lungo coltivato come ortaggio. Le due specie condividono il fittone e un aspetto generale simile, ma Rumex patientia conserva foglie nettamente meno ondulate e un portamento ancora più massiccio: è il fogliame liscio, più delle dimensioni, a rivelarne l’identità in assenza di frutti. 1
Fonti principali
- Plants of the World Online / Kew, Rumex crispus L.
- Go Botany / Native Plant Trust, Rumex crispus - romice crespo
- Plants For A Future, Rumex crispus
- ASPCA, Dock (Rumex crispus), scheda di tossicità
- Wikipedia (EN), Rumex crispus
- Wikipedia (FR), Rumex crispus
- Tela Botanica / eFlore bdtfx, Rumex crispus L.
- INPN / MNHN, Rumex crispus L., 1753 - romice crespo
Domande frequenti
Il Romice crespo è tossico?
Sì. L’ASPCA classifica Rumex crispus come tossico per cani, gatti e cavalli a causa degli ossalati di calcio solubili, che possono causare tremori, salivazione e, più raramente, insufficienza renale.
Si può mangiare il Romice crespo?
Sì, quando le foglie sono giovani, cotte cambiando più volte l’acqua per ridurre l’acido ossalico. Un consumo eccessivo, soprattutto a crudo, espone gli esseri umani agli stessi rischi degli animali, in particolare per i reni.
Perché è così difficile eliminare il Romice crespo?
Ricresce da frammenti del fittone rimasti nel terreno e produce molti semi, capaci di galleggiare e di costituire una riserva durevole nel suolo.
Come distinguere Rumex crispus da Rumex obtusifolius?
Il carattere più affidabile è la valva del frutto. In Rumex crispus le tre valve sono prive di denti e portano ciascuna un tubercolo evidente; in Rumex obtusifolius presentano denti marginali e generalmente un solo tubercolo.
Da dove proviene il Romice crespo?
L’areale nativo comprende l’Eurasia temperata, la Macaronesia e l’Africa settentrionale. Oggi la specie è ampiamente introdotta in America, Nuova Zelanda e Australia.
Il Romice crespo è invasivo?
Fuori dall’areale nativo lo è in alcune zone. Nel Regno Unito la legge sulle infestanti del 1959 lo classifica tra le erbe nocive; negli Stati Uniti l’Arkansas e l’Iowa lo regolamentano come infestante nociva.
Perché la radice del Romice crespo è gialla?
Il giallo zafferano, da cui deriva il nome inglese yellow dock, caratterizza il fittone carnoso della specie ed è un riferimento affidabile per confermare l’identificazione fuori dal periodo di fioritura.
Piante simili
Se hai dubbi sulla tossicità di una pianta, chiedi consiglio a un botanico o a un veterinario.




