Salice delle capre (Salix caprea, )
Salice delle capre (Salix caprea L., 1753) è un arbusto o piccolo albero dioico delle Salicaceae, presente in tutta Europa e nell’Asia temperata. Si riconosce dagli amenti argentati che si aprono già a fine inverno, prima delle foglie, e dal fogliame largo e peloso, molto più ampio di quello degli altri salici.
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Distribuzione mondiale
L’areale nativo del salice delle capre copre tutta l’Europa e l’Asia temperata, dal Portogallo e dalle isole Britanniche alla Cina settentrionale e al Giappone, secondo POWO. La specie è molto piantata per ornamento anche fuori da quest’areale, soprattutto in America del Nord per la cultivar piangente Kilmarnock, senza naturalizzazione invasiva documentata su vasta scala.
- Autoctona5
- Europa
- Russia (Siberia)
- Cina settentrionale
- Giappone
- Francia metropolitana, Corsica compresa
Esagoni: regioni in cui è presente la pianta. Punti verdi: area di origine.1
Identità
Il Salice delle capre (Salix caprea L., 1753), chiamato anche salicone, si riconosce a colpo d’occhio dagli amenti argentati aperti già a febbraio, prima di qualsiasi foglia: nessun altro salice comune fiorisce così presto su rami tanto spogli. È un arbusto o piccolo albero dioico delle Salicaceae, descritto da Carl von Linné nel 1753 nel suo Species Plantarum; POWO conserva questo nome come riferimento accettato del genere Salix. 1
L’epiteto caprea, «capra» in latino, rimanda a un’antica credenza secondo cui le capre apprezzavano particolarmente il fogliame. Il nome francese marsault deriva dal latino medievale marensalicem (1217), letteralmente «salice maschio»: il termine indica in origine gli amenti maschili argentati, proprio quelli che rendono l’albero riconoscibile già dalla fine dell’inverno. 6
Riconoscimento
Con una taglia abituale di 6–14 m e record segnalati oltre i 20 m, Salix caprea è decisamente più imponente di gran parte dei salici potati a siepe bassa. Per distinguere sul terreno un giovane esemplare da una specie vicina, spesso basta un solo indizio: i giovani rametti, inizialmente grigi e lanuginosi, diventano glabri e giallo verdi in un anno, mentre nei salici affini la corteccia dei giovani germogli resta pelosa molto più a lungo. 6 9
Le foglie, lunghe 6–10 cm, sono da ovali a obovate e molto più larghe che nella maggior parte dei salici. Tale larghezza, insieme alla pagina inferiore coperta da un fitto feltro grigio con nervature sporgenti, distingue la specie dai salici a foglie strette del medesimo habitat. La pagina superiore resta grigio verde e leggermente corrugata. 9
La fioritura, da febbraio ad aprile secondo il clima, precede sempre la comparsa delle foglie. Gli amenti maschili, ovali e sericei, passano dal grigio argento al giallo oro quando si aprono le antere; gli amenti femminili, più discreti e verdastri, si allungano poi fino a 7 cm, portando i semi cotonosi. 2 7
Tassonomia utile
Numerosi sinonimi botanici di questa specie molto polimorfa sono registrati dal World Checklist of Vascular Plants e ricondotti al nome accettato Salix caprea L.:
- Salix caprea subsp. hultenii Kom., nome sottospecifico
- Salix caprea var. sericea Andersson, nome varietale
- Salix caprea f. pendula (T.Lang) Rehder, all’origine delle cultivar piangenti
- Salix caprea var. tomentosa Lecoq & Lamotte, nome varietale
Esiste un’insidia tassonomica: il binomio Salix caprea Boiss. & Buhse, pubblicato nel 1860, è un nome illegittimo che non indica questa specie, ma un sinonimo di Salix cinerea, la specie più spesso confusa con il salice delle capre. Citare quel binomio senza l’autorità originaria indica quindi la pianta sbagliata; per ogni fonte o etichetta di vivaio il riferimento affidabile resta il nome completo, Salix caprea L. 1
Habitat e distribuzione
Dal Portogallo e dalle isole Britanniche fino alla Cina settentrionale e al Giappone, l’areale nativo del salice delle capre copre l’intera Europa e l’Asia temperata. 1 4
A differenza della maggior parte dei salici, legati alle rive e alle zone umide, Salix caprea cresce tanto su terreni fradici quanto su incolti asciutti o scarpate disturbate. È una vera specie pioniera, che colonizza per prima qualsiasi suolo nudo appena scoperto, fino a 840 m di quota. 7 4
L’IUCN valuta la specie come a minor rischio (LC): il carattere pioniere la favorisce, poiché ogni cantiere o incolto recente le offre nuovi terreni da colonizzare. Fuori dall’areale nativo è soprattutto piantata per ornamento, in particolare in America del Nord con la cultivar piangente Kilmarnock, senza naturalizzazione invasiva documentata su vasta scala. 11
Ciclo e riproduzione
Gli amenti maschili e femminili del salice delle capre sono portati da individui distinti, essendo la specie dioica. La fioritura, impollinata sia dal vento sia dagli insetti, si apre già a febbraio, prima della comparsa delle foglie, e prosegue fino ad aprile. 2 7
I semi, minuscoli e provvisti di una peluria cotonosa, rimangono vitali soltanto pochi giorni: devono trovare un terreno nudo e umido per germinare rapidamente, altrimenti muoiono. 4
In orticoltura questo ciclo rapido incontra una particolarità: un esemplare «puro» di Salix caprea radica male per talea, a differenza della maggior parte dei salici, che si propagano così con facilità. Una pianta che attecchisce senza difficoltà è quindi spesso già un ibrido con un’altra specie del genere. Le cultivar piangenti come Kilmarnock si moltiplicano piuttosto per innesto su portainnesti di salice. 6 3
Usi e rischi
Il valore ornamentale si accompagna al ruolo ecologico. Il salice delle capre fiorisce prima della maggior parte delle altre piante legnose; per le regine dei bombi che escono dall’ibernazione in febbraio e marzo, senza altre risorse disponibili, i suoi amenti costituiscono una delle prime fonti di nettare e polline della primavera. Il fogliame nutre anche numerosi bruchi di lepidotteri, fra cui la sfinge del pioppo e l’arpia del salice. 10 8
La corteccia contiene salicina, precursore dell’acido salicilico, utilizzata tradizionalmente contro febbre e dolore, e tannino impiegato come sostituto per la concia del cuoio. La corteccia interna, molto amara, è commestibile in caso di necessità; il legno, leggero e fragile, scoppietta forte bruciando e rimane poco usato in falegnameria, ma è adatto come legna da ardere e, nei rametti flessibili, per intrecci rustici. 4
Quanto alla sicurezza, l’ASPCA classifica il genere Salix, che comprende il salice delle capre, come non tossico per cani, gatti e cavalli: non è documentato alcun principio attivo pericoloso per questa specie. 5
Varietà, confusioni e piante affini
Il clone maschile piangente Kilmarnock, innestato su fusto a 1,5–2,5 m, prende il nome dall’omonima città scozzese e resta la forma più venduta in vivaio per i piccoli giardini: la taglia controllata dall’innesto evita lo sviluppo in altezza della forma selvatica. Il suo equivalente femminile, Weeping Sally, è più raro. 3
La confusione più frequente riguarda Salix cinerea, dalle foglie più strette e dai rametti che rimangono pelosi più a lungo rispetto a Salix caprea. Le due specie si ibridano naturalmente come Salix × reichardtii: gli ibridi sono quindi comuni sul terreno e gli esemplari davvero puri più rari di quanto si supponga spesso. 7 9
Fonti principali
- Plants of the World Online / Kew, Salix caprea L.
- Royal Horticultural Society, Salix caprea - salice delle capre
- Royal Horticultural Society, Salix caprea 'Kilmarnock' (m)
- Plants For A Future, Salix caprea scheda della banca dati
- ASPCA, scheda tossicologica dei salici (Salix)
- Wikipedia (FR), salice delle capre
- Wikipedia (EN), Salix caprea
- The Wildlife Trusts, salice delle capre
- Trees and Shrubs Online, Salix caprea
- Trees for Life, notizie sul salice delle capre
- IUCN Red List, Salix caprea valutazione (2018)
Domande frequenti
Il salice delle capre è tossico per cani o gatti?
No. L’ASPCA classifica il genere Salix, che include il salice delle capre, come non tossico per cani, gatti e cavalli. Nessun principio attivo pericoloso è documentato su questa specie.
Perché le talee di salice delle capre non radicano?
A differenza della maggior parte dei salici, un esemplare «puro» di Salix caprea radica con difficoltà per talea. Una pianta che radica facilmente è spesso già un ibrido con un’altra specie, soprattutto Salix cinerea.
Come distinguere il salice delle capre dal salice cenerino?
Salix caprea ha foglie più larghe, con nervature nettamente sporgenti, e rametti di un anno glabri e giallo verdi. Salix cinerea ha foglie più strette e rametti che restano pelosi più a lungo; le due specie si ibridano naturalmente come Salix × reichardtii.
Perché a Pasqua si vedono rami di salice delle capre?
Nelle regioni europee dove non crescono palme, le Chiese orientali e parte di quelle occidentali benedicono rami di salice delle capre la domenica delle Palme, da cui il nome tedesco Palmkätzchen.
Quando fiorisce il salice delle capre?
Da febbraio ad aprile secondo il clima, sempre prima della comparsa delle foglie. È una delle primissime fonti primaverili di nettare e polline per api e bombi.
Il salice delle capre richiede un terreno umido?
Meno della maggior parte dei salici. Si trova sulle rive umide come negli incolti o sulle scarpate secche, ed è quindi un colonizzatore pioniere dei suoli nudi e disturbati.
Che cos’è la cultivar Kilmarnock?
Un clone maschile piangente, innestato su fusto a 1,5–2,5 m di altezza, che prende il nome dalla città scozzese di Kilmarnock. È la forma più venduta in vivaio per i piccoli giardini.
Piante simili
Se hai dubbi sulla tossicità di una pianta, chiedi consiglio a un botanico o a un veterinario.




