Sofora del Giappone (Styphnolobium japonicum, )
Sofora del Giappone (Styphnolobium japonicum) è un grande albero deciduo delle Fabaceae, coltivato in Europa dal Settecento pur essendo originario di Cina e Corea. Si riconosce per la fioritura tardiva, in luglio e agosto, quando la maggior parte degli altri alberi è già sfiorita, e per i baccelli pendenti a forma di rosario.
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Distribuzione mondiale
L’areale nativo di Styphnolobium japonicum comprende la Cina centrale, meridionale e orientale e la Corea, nonostante il nome specifico evochi il Giappone. Introdotta in Europa nel Settecento e poi diffusa nel mondo come albero ornamentale e da filare, la specie vi è oggi quasi esclusivamente coltivata. Negli Stati Uniti è segnalata come minaccia invasiva emergente in alcune regioni del Mid-Atlantic.
- Autoctona2
- Introdotta1
- Cina
- Corea del Sud
- Stati Uniti
Esagoni: regioni in cui è presente la pianta. Punti verdi: area di origine.1
Identità
La fioritura estiva della Sofora del Giappone (Styphnolobium japonicum (L.) Schott, 1829) appartiene a un grande albero deciduo delle Fabaceae, sottofamiglia Faboideae. In francese è chiamato anche «arbre de miel» e «arbre des pagodes». Nonostante il nome, la specie non è originaria del Giappone: cresce spontanea nella Cina centrale, meridionale e orientale e in Corea. 1 3
Il nome scientifico conserva traccia dell’errore sull’origine. Nel 1767 Carl von Linné denominò la specie Sophora japonica, basandosi su un campione d’erbario che credeva, erroneamente, raccolto in Giappone; soltanto nel 1829 il botanico Heinrich Wilhelm Schott la trasferì in Styphnolobium. Il francese «arbre de miel», albero del miele, richiama invece la fioritura tardiva, molto ricercata dalle api in una stagione in cui poche altre essenze offrono ancora nettare. 8
Riconoscimento
Da adulto Styphnolobium japonicum raggiunge comunemente 15–25 m di altezza, con chioma espansa di 10–20 m e tronco spesso corto. La corteccia grigio-bruna si fessura e si screpola con l’età; i rami giovani rimangono verde chiaro per 3–4 anni prima di imbrunire. 4 2
Le foglie decidue, alterne, composte e pennate portano 7–17 foglioline ovali, verde scuro lucido sopra e più chiare sotto, per una lunghezza totale spesso superiore a 25 cm. Restano verdi fino all’autunno inoltrato e infine ingialliscono discretamente, senza accendersi di colori vistosi. 3
La fioritura tardiva e profumata si apre in luglio e agosto: piccoli fiori color crema, dalla forma a farfalla, si raccolgono in ampie pannocchie terminali di 15–30 cm. I baccelli successivi, pendenti e strozzati tra un seme e l’altro, ricordano un rosario; diventano bruni in autunno e rimangono sull’albero per buona parte dell’inverno. 4 2
Tassonomia utile
POWO/WCVP riconosce Styphnolobium japonicum (L.) Schott, unica specie del genere ampiamente coltivata fuori dall’areale originario. Il basionimo e diverse vecchie combinazioni restano comuni, soprattutto in orticoltura e nella letteratura storica:
- Sophora japonica L., basionimo
- Sophora japonica var. pubescens (Tausch) Bosse, vecchia combinazione varietale
- Sophora japonica f. pendula Lodd. ex Sweet, vecchia combinazione di forma
- Sophora japonica f. violacea (Carrière) Zabel, vecchia combinazione di forma
Il nome Sophora japonica resta molto usato nel commercio orticolo e nei vecchi cataloghi vivaistici, benché il nome botanico accettato abbia cambiato genere nel 1829. Il riferimento affidabile per identificare la pianta resta quindi l’epiteto japonicum o japonica, associato alla famiglia delle Fabaceae. 1 6
Habitat e distribuzione
Terreni aperti in clima temperato ospitano le popolazioni spontanee di Styphnolobium japonicum, spesso tra 300 e 1.000 m nella Cina occidentale. 5
Introdotta in Europa nel Settecento, la specie vi è oggi quasi esclusivamente coltivata come albero ornamentale, da filare o da ombra. È apprezzata per la tolleranza all’inquinamento urbano e, una volta insediata, alla siccità. A Parigi la sofora del Giappone è tra le essenze stradali più frequenti. 4 8
Nel 1747 il missionario gesuita Pierre Nicolas Le Chéron d’Incarville inviò dalla Cina semi di un «albero sconosciuto» al botanico Bernard de Jussieu, allora responsabile del Jardin du roi a Parigi. L’albero nato da quei semi, piantato nell’attuale Jardin des Plantes, fiorì soltanto nel 1779. La prima fioritura consentì finalmente di ricondurre gli esemplari parigini alla specie descritta da Linné. Oggi, con oltre 270 anni, è tra gli alberi più vecchi conosciuti in Europa. 8
Negli Stati Uniti la specie è segnalata come minaccia invasiva emergente in alcune regioni del Mid-Atlantic, dove le plantule colonizzano talvolta incolti e margini boschivi. In Francia, invece, la sofora del Giappone resta confinata agli impianti urbani, senza segnalazioni di colonizzazione spontanea. 4
Ciclo e riproduzione
Soltanto un albero maturo fiorisce, generalmente 20–30 anni dopo la semina, talvolta anche più tardi. Per un esemplare piantato giovane in città possono quindi occorrere fino a 30 anni prima della primissima fioritura. 2 5
I fiori melliferi attirano fortemente le api in un periodo estivo in cui altrove il nettare si fa più scarso. Dopo l’impollinazione formano baccelli carnosi che maturano lentamente fino all’autunno, per poi imbrunire e rimanere sull’albero per buona parte dell’inverno. 8 4
La moltiplicazione avviene soprattutto per semina, dopo aver immerso i semi in acqua calda, oppure per talea di rami semilegnosi prelevati con tallone in luglio e agosto. La cultivar piangente 'Pendula', che non fiorisce praticamente mai, si propaga esclusivamente per innesto su fusto alto. 5
Usi e rischi
Parchi, filari ed esemplari isolati accolgono la sofora del Giappone soprattutto come albero ornamentale o da ombra: tollera bene l’inquinamento e i terreni urbani compattati. 4
Semi e baccelli contengono citisina, un alcaloide tossico se ingerito. I sintomi riportati comprendono disturbi digestivi e agitazione, fino a conseguenze più gravi in caso di ingestione massiccia. Foglie e fiori, invece, non presentano questo rischio e vengono anche raccolti per usi tradizionali. 3
Nella medicina tradizionale cinese i boccioli e i baccelli essiccati figurano tra i rimedi di riferimento contro ipertensione e disturbi circolatori. Le foglie sono anche una fonte di rutina, flavonoide presente a concentrazione superiore rispetto al grano saraceno, la sua fonte commerciale più comune. 5
Varietà, confusioni e piante affini
Tre cultivar dal profilo distinto dominano il commercio orticolo. 'Pendula' è una forma piangente sempre innestata su fusto alto, con fioritura rara o quasi assente. 'Regent', selezione nordamericana, cresce più rapidamente e fiorisce prima e più abbondantemente del tipo. 'Princeton Upright', forma colonnare brevettata, è adatta a impianti urbani con spazio limitato in larghezza.
La somiglianza più frequente riguarda la robinia, Robinia pseudoacacia. I due alberi condividono foglie composte pennate e fiori bianchi papilionacei. La robinia si distingue però per tre caratteri netti: fioritura primaverile, spine sui rami giovani e corteccia profondamente fessurata. La sofora del Giappone è priva di spine e fiorisce tardi, in piena estate.
Fonti principali
- Plants of the World Online / Kew, Styphnolobium japonicum (L.) Schott
- Royal Horticultural Society, Styphnolobium japonicum
- Missouri Botanical Garden Plant Finder, Styphnolobium japonicum
- North Carolina Extension Gardener Plant Toolbox, Styphnolobium japonicum
- Plants For A Future, Styphnolobium japonicum
- GBIF Backbone Taxonomy, Styphnolobium japonicum (L.) Schott
- International Plant Names Index, Styphnolobium japonicum (L.) Schott
- The Conversation / MNHN, Che albero è questo nella mia città? La sofora del Giappone
Domande frequenti
La sofora del Giappone proviene davvero dal Giappone?
No. L’areale nativo di Styphnolobium japonicum comprende Cina centrale, meridionale e orientale e Corea. Il nome specifico deriva da un esemplare d’erbario che Linné riteneva erroneamente raccolto in Giappone nel 1767.
La sofora del Giappone è tossica?
Semi e baccelli contengono citisina, un alcaloide tossico se ingerito, con possibili disturbi digestivi e agitazione. Foglie e fiori non presentano questo rischio e vengono anche raccolti per usi tradizionali.
Perché la mia giovane sofora non fiorisce?
La fioritura compare generalmente solo 20–30 anni dopo la semina, talvolta ancora più tardi. Un albero giovane piantato in città può quindi impiegare diversi decenni prima di fiorire per la prima volta.
Come distinguere la sofora del Giappone dalla robinia?
Entrambi gli alberi hanno foglie composte pennate e fiori bianchi papilionacei, ma la robinia fiorisce in primavera e porta spine sui rami giovani. La sofora è invece priva di spine e fiorisce nella tarda estate.
La sofora del Giappone è invasiva?
Negli Stati Uniti la specie è segnalata come minaccia invasiva emergente in alcune regioni del Mid-Atlantic. In Francia resta essenzialmente confinata agli impianti urbani e non è documentata come invasiva.
La sofora del Giappone ha usi medicinali?
Nella medicina tradizionale cinese i boccioli e i baccelli essiccati sono tra i rimedi di riferimento contro ipertensione e disturbi circolatori. Anche le foglie sono una fonte di rutina, un flavonoide, a concentrazione superiore rispetto al grano saraceno.
Che differenza c’è tra 'Pendula' e la sofora del Giappone comune?
La cultivar 'Pendula' è una forma piangente sempre innestata su fusto alto, dal portamento ricadente e con fioritura rara o assente. Le esigenze colturali restano quelle della specie tipo.
Piante simili
Se hai dubbi sulla tossicità di una pianta, chiedi consiglio a un botanico o a un veterinario.





