Sidr (Ziziphus spina-christi, )
Ziziphus spina-christi è un albero spinoso sempreverde delle Rhamnaceae, originario delle zone aride dell’Africa nordorientale e dell’Asia occidentale. Resistente alla siccità e al calore ma sensibile al gelo, cresce soprattutto lungo gli uadi e i corsi d’acqua e produce un frutto commestibile noto come sidr o nabk.
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Distribuzione mondiale
L’areale nativo di Ziziphus spina-christi resta discusso. Alcuni autori lo limitano all’Africa nordorientale, dalla Mauritania al Sahel fino al Mar Rosso; altri lo estendono al Levante, alla penisola Arabica, all’Iran, all’Afghanistan, al Pakistan e all’India nordoccidentale. La specie è stata introdotta nel Maghreb, nell’Africa tropicale, in Madagascar e nelle Antille olandesi, dove è diventata localmente invasiva.
- Autoctona5
- Introdotta1
- Invasiva1
- Mauritania
- Sudan
- Israele
- Iran
- Pakistan
- Madagascar
- Curaçao
Esagoni: regioni in cui è presente la pianta. Punti verdi: area di origine.1
Identità
Ziziphus spina-christi (Ziziphus spina-christi (L.) Desf., 1798), chiamato anche sidr o giuggiolo di Palestina, si riconosce subito dalle due spine stipolari appaiate, una dritta e l’altra ricurva. Il frutto, commestibile e senza tossicità documentata per esseri umani, gatti o cani, si vende fresco nei mercati mediorientali. È un albero spinoso sempreverde del genere Ziziphus, nella famiglia delle Rhamnaceae. L’epiteto spina-christi rimanda alla tradizione secondo cui la corona di spine di Gesù sarebbe stata intrecciata con i rami di questo arbusto. 1 8
Linneo pubblicò il nome nel 1753 sotto il basionimo Rhamnus spina-christi, prima che René Desfontaines lo trasferisse al genere Ziziphus nel 1798. In arabo i frutti freschi si vendono come sidr o nabk, denominazioni riprese senza adattamento in diverse lingue del Medio Oriente. 8
Riconoscimento
Alla base di ogni foglia due spine stipolari appaiate permettono un rapido riconoscimento: quella dritta misura circa 2 cm; quella ricurva all’indietro non supera 5–8 mm. Alcuni rami ne sono privi, quindi la sola assenza non basta a escludere la specie. 8
Negli esemplari comuni l’altezza è di 3–8 m, con tronco di circa 60 cm di diametro, contro i 15–18 m degli alberi isolati in condizioni più favorevoli. Le foglie ovali-ellittiche, segnate da tre nervature che partono dalla base, sono persistenti ma possono cadere durante un inverno freddo. 3 8
Profumati e giallo-verdastri, i fiori non superano 6 mm di diametro; precedono un frutto rotondo, una drupa di 1–3 cm, che dal verde passa al giallo e poi al rosso-bruno a maturità. Un nocciolo duro racchiude uno o due semi. 8
Tassonomia utile
La combinazione accettata resta Ziziphus spina-christi (L.) Desf., con i sinonimi omotipici Rhamnus spina-christi L. e Girtanneria spina-christi (L.) Neck., derivati da precedenti combinazioni generiche oggi abbandonate. 1
Dopo il confronto delle collezioni, altri binomi come Ziziphus africana Mill., Ziziphus napeca Lam. o Rhamnus nabeca Forssk. sono stati ricondotti in sinonimia. Resta un possibile equivoco con l’omonimo Ziziphus spina-christi (L.) Willd., pubblicato anch’esso nel 1798 da un altro autore su una base diversa: il nome botanicamente valido rimane quello attribuito a Desfontaines. 8
Habitat e distribuzione
Sull’estensione esatta dell’areale nativo il dibattito resta aperto: alcuni autori lo limitano all’Africa nordorientale, dalla Mauritania al Sahel fino al Mar Rosso; altri lo estendono al Levante, alla penisola Arabica, all’Iran, al Pakistan e all’India nordoccidentale. POWO considera un areale dalla Mauritania al Pakistan. 1 8
Uadi, corsi d’acqua e pianure alluvionali ospitano la specie, con precipitazioni annue talvolta ridotte a 100 mm. Resistente a siccità e calore, Ziziphus spina-christi teme invece il gelo: questa sola sensibilità spiega la sua quasi assenza nelle collezioni in piena terra dei climi temperati. 3
Nel Maghreb, nell’Africa tropicale, in Madagascar e nelle Antille olandesi, dove fu introdotta intorno al 1885, la specie è talvolta diventata invasiva, in particolare a Curaçao. 8
Ciclo e riproduzione
Da maggio a dicembre, secondo le popolazioni, la fioritura si prolunga e favorisce più ondate di impollinazione da parte delle api. Il frutto richiede poi diversi mesi per maturare e si raccoglie soprattutto in inverno e primavera. 3
Ogni nocciolo racchiude uno o due semi piatti, bruno-aranciati, lunghi 6,5–7,5 mm; in natura il seme viene aperto e consumato dalla fauna locale, fra cui l’irace delle rocce. In coltivazione la moltiplicazione avviene soprattutto per semina, dopo immersione del nocciolo in acqua per superare la dormienza del tegumento. 8
Usi e rischi
Dolce e leggermente acidulo, il frutto si mangia fresco o essiccato; ridotto in polvere e mescolato con acqua dà focacce simili al pan di spezie e serve anche per preparare una bevanda fermentata. Le foglie bollite sono tradizionalmente usate per curare le ferite e una polvere di spine carbonizzate come antidoto empirico ai morsi di serpente. 8 3
Uno studio del 2016 ha esaminato estratti della pianta usati nell’antica medicina egizia contro le infiammazioni, identificando composti come l’epigallocatechina attivi sulla via NF-κB in vitro. Nella letteratura consultata non è documentata tossicità per esseri umani o animali domestici. 6 3
Spinoso e folto, l’albero forma una siepe viva impenetrabile e un efficace frangivento nell’area saheliana; il legno duro, resistente alle termiti, fornisce manici per utensili e carbone di qualità. 3
Varietà, confusioni e piante affini
In orticoltura si distinguono due forme: la varietà tipica spina-christi, arborescente e con frutti fino a 2 cm, e la varietà microphylla, più cespugliosa della forma tipica, con foglie piccole e frutti di circa 1 cm. 3
Il rischio di confusione riguarda soprattutto Ziziphus lotus, più cespuglioso e presente fino alla Francia meridionale: già Teofrasto confrontava le due specie nell’antichità. Alcuni autori moderni attribuiscono a questa specie la vera corona di spine, anziché a Ziziphus spina-christi, ritenuto troppo fragile per essere intrecciato. Ziziphus jujuba, il giuggiolo comune asiatico, si distingue per frutti maggiori e una resistenza al gelo molto superiore. 8 5
A Ein Hatzeva, presso il Mar Morto in Israele, cresce l’esemplare più vecchio censito: la sua età è stimata fra 1.500 e 2.000 anni e la tradizione locale vi riconosce proprio l’albero della corona di Cristo. La specie resta l’unica considerata sacra dai musulmani, in relazione al sidr menzionato due volte nel Corano. 7 5
Fonti principali
- Plants of the World Online / Kew, Ziziphus spina-christi (L.) Desf.
- Royal Horticultural Society, Ziziphus spina-christi - Christ's thorn
- Useful Tropical Plants, Ziziphus spina-christi
- IUCN Red List, Diop 2020, Ziziphus spina-christi, valutazione
- Dafni, Levy & Lev 2005, The ethnobotany of Christ's Thorn Jujube in Israel, J Ethnobiol Ethnomed
- Kadioglu et al. 2016, Anti-inflammatory activity of Ziziphus spina-christi, Phytomedicine
- Times of Israel, Rooted in Israel's history, five remarkable trees
- Wikipedia FR, Ziziphus spina-christi
Domande frequenti
Ziziphus spina-christi è tossico?
No. Non è documentata tossicità per esseri umani, gatti o cani; frutti e foglie sono tradizionalmente consumati. Lo stato nel cavallo resta semplicemente non noto per mancanza di dati.
Ziziphus spina-christi è davvero legato alla corona di Cristo?
Secondo la tradizione locale sì, ma diversi botanici ritengono i rami troppo fragili per essere intrecciati e propongono invece Ziziphus lotus o Paliurus spina-christi come candidati alternativi.
Come si distingue da Ziziphus lotus?
Ziziphus lotus è più cespuglioso e cresce fino alla Francia meridionale, mentre Ziziphus spina-christi resta un albero delle regioni aride dell’Africa e dell’Asia occidentale, più grande e sensibile al gelo.
Si può coltivare questo giuggiolo nella Francia metropolitana?
Sì, in vaso o in serra, al di fuori delle zone mediterranee molto riparate. La specie teme il gelo e non raggiunge mai le dimensioni adulte al di fuori dell’areale nativo.
Il frutto del sidr è commestibile?
Sì. Il frutto maturo, dolce e leggermente acidulo, si mangia fresco o essiccato e si trasforma in pasta o bevanda fermentata in diverse tradizioni culinarie mediorientali e africane.
Perché questo albero è considerato sacro nell’islam?
Il Corano menziona due volte un albero di loto, il sidr, comunemente identificato con Ziziphus spina-christi. Ha un ruolo particolare come albero dei cimiteri e resta l’unica specie arborea considerata sacra dai musulmani.
Qual è il più vecchio Ziziphus spina-christi conosciuto?
Un esemplare a Ein Hatzeva, presso il Mar Morto in Israele, ha un’età stimata fra 1.500 e 2.000 anni. La tradizione locale vi riconosce proprio l’albero della corona di Cristo.
Piante simili
Se hai dubbi sulla tossicità di una pianta, chiedi consiglio a un botanico o a un veterinario.




