Sidr (Ziziphus spina-christi, (L.) Desf. 1798)

Ziziphus spina-christi è un albero spinoso sempreverde delle Rhamnaceae, originario delle zone aride dell’Africa nordorientale e dell’Asia occidentale. Resistente alla siccità e al calore ma sensibile al gelo, cresce soprattutto lungo gli uadi e i corsi d’acqua e produce un frutto commestibile noto come sidr o nabk.

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Nome scientificoZiziphus spina-christi
GenereZiziphus
OrdineRosales

Sidr, Nabk e Christ's thorn

Identità
Tossicità
Non tossico : umani, inclusi bambini, gatti, cani e animali · Da verificare : cavalli
Impegno di cura
Basso
Tipo di pianta
Tipo di foglie
Semisempreverde
Durata della vita
Vivace
Paese d'origine
MauritaniaSudanIsraeleIranPakistan
Habitat
Uadi, sponde fluviali e pianure alluvionali aride e semiaride, dal livello del mare a 2.000 m
Stagionalità
Fioritura
PrimaveraEstateAutunno
Raccolta
InvernoPrimavera
Crescita
Dormienza
Nessun periodo di riposo
Velocità di crescita
5/10
Tempo di maturazione
Fioritura e frutti dopo diversi anni; crescita da lenta a moderata
Propagazione
Semina, Talea
Clima e acqua
Temperatura
Resistenza al freddo
Resistenza al vento
Buona, rami flessibili e apparato radicale profondo
Umidità
20–50 %
Irrigazione
Molto poca
Poca
Moderata
Elevata
Molto elevata
Tolleranza alla siccità
Sì
Suolo
pH del suolo
Tipi di terreno
Suolo leggero e sabbioso, Terreno drenato e caldo
Tolleranza al sale
Tollerato
Luce e posizione
Esposizione luminosa

Pieno sole

Posizionala in pieno sole, con luce diretta intensa per tutto il giorno.

Esclusivamente pieno sole
Interno
Serra calda, Veranda
Esterno
Siepe campestre, Frutteto, Giardino mediterraneo
Vasi
Terracotta, Grande bacino
Aspetto
Altezza300–1500 cmLarghezza400–1000 cm
Foglie
Verde
Ziziphus spina-christi: origine e usi — foglie 1
Ziziphus spina-christi: origine e usi — foglie 2
Ziziphus spina-christi: origine e usi — foglie 3
Ziziphus spina-christi: origine e usi — foglie 4
Ziziphus spina-christi: origine e usi — foglie 5
Fiori
GialloVerdeDimensioni0.4–0.6 cm
Ziziphus spina-christi: origine e usi — fiori 1
Ziziphus spina-christi: origine e usi — fiori 2
Ziziphus spina-christi: origine e usi — fiori 3
Ziziphus spina-christi: origine e usi — fiori 4
Ziziphus spina-christi: origine e usi — fiori 5
Frutti
GialloArancioneRosso
Ziziphus spina-christi: origine e usi — frutti 1
Ziziphus spina-christi: origine e usi — frutti 2
Ziziphus spina-christi: origine e usi — frutti 3
Ziziphus spina-christi: origine e usi — frutti 4
Ziziphus spina-christi: origine e usi — frutti 5
Portamento
Ziziphus spina-christi: origine e usi — portamento 1
Ziziphus spina-christi: origine e usi — portamento 2
Ziziphus spina-christi: origine e usi — portamento 3
Ziziphus spina-christi: origine e usi — portamento 4
Ziziphus spina-christi: origine e usi — portamento 5
Corteccia
BiancoMarrone
Ziziphus spina-christi: origine e usi — corteccia 1
Ziziphus spina-christi: origine e usi — corteccia 2
Ziziphus spina-christi: origine e usi — corteccia 3
Ziziphus spina-christi: origine e usi — corteccia 4
Ziziphus spina-christi: origine e usi — corteccia 5

Distribuzione mondiale

L’areale nativo di Ziziphus spina-christi resta discusso. Alcuni autori lo limitano all’Africa nordorientale, dalla Mauritania al Sahel fino al Mar Rosso; altri lo estendono al Levante, alla penisola Arabica, all’Iran, all’Afghanistan, al Pakistan e all’India nordoccidentale. La specie è stata introdotta nel Maghreb, nell’Africa tropicale, in Madagascar e nelle Antille olandesi, dove è diventata localmente invasiva.

  • Autoctona5
  • Introdotta1
  • Invasiva1
  • Mauritania
  • Sudan
  • Israele
  • Iran
  • Pakistan
  • Madagascar
  • Curaçao

Esagoni: regioni in cui è presente la pianta. Punti verdi: area di origine.1

Identità

Ziziphus spina-christi (Ziziphus spina-christi (L.) Desf., 1798), chiamato anche sidr o giuggiolo di Palestina, si riconosce subito dalle due spine stipolari appaiate, una dritta e l’altra ricurva. Il frutto, commestibile e senza tossicità documentata per esseri umani, gatti o cani, si vende fresco nei mercati mediorientali. È un albero spinoso sempreverde del genere Ziziphus, nella famiglia delle Rhamnaceae. L’epiteto spina-christi rimanda alla tradizione secondo cui la corona di spine di Gesù sarebbe stata intrecciata con i rami di questo arbusto. 1 8

Linneo pubblicò il nome nel 1753 sotto il basionimo Rhamnus spina-christi, prima che René Desfontaines lo trasferisse al genere Ziziphus nel 1798. In arabo i frutti freschi si vendono come sidr o nabk, denominazioni riprese senza adattamento in diverse lingue del Medio Oriente. 8

Riconoscimento

Alla base di ogni foglia due spine stipolari appaiate permettono un rapido riconoscimento: quella dritta misura circa 2 cm; quella ricurva all’indietro non supera 5–8 mm. Alcuni rami ne sono privi, quindi la sola assenza non basta a escludere la specie. 8

Negli esemplari comuni l’altezza è di 3–8 m, con tronco di circa 60 cm di diametro, contro i 15–18 m degli alberi isolati in condizioni più favorevoli. Le foglie ovali-ellittiche, segnate da tre nervature che partono dalla base, sono persistenti ma possono cadere durante un inverno freddo. 3 8

Profumati e giallo-verdastri, i fiori non superano 6 mm di diametro; precedono un frutto rotondo, una drupa di 1–3 cm, che dal verde passa al giallo e poi al rosso-bruno a maturità. Un nocciolo duro racchiude uno o due semi. 8

Tassonomia utile

La combinazione accettata resta Ziziphus spina-christi (L.) Desf., con i sinonimi omotipici Rhamnus spina-christi L. e Girtanneria spina-christi (L.) Neck., derivati da precedenti combinazioni generiche oggi abbandonate. 1

Dopo il confronto delle collezioni, altri binomi come Ziziphus africana Mill., Ziziphus napeca Lam. o Rhamnus nabeca Forssk. sono stati ricondotti in sinonimia. Resta un possibile equivoco con l’omonimo Ziziphus spina-christi (L.) Willd., pubblicato anch’esso nel 1798 da un altro autore su una base diversa: il nome botanicamente valido rimane quello attribuito a Desfontaines. 8

Habitat e distribuzione

Sull’estensione esatta dell’areale nativo il dibattito resta aperto: alcuni autori lo limitano all’Africa nordorientale, dalla Mauritania al Sahel fino al Mar Rosso; altri lo estendono al Levante, alla penisola Arabica, all’Iran, al Pakistan e all’India nordoccidentale. POWO considera un areale dalla Mauritania al Pakistan. 1 8

Uadi, corsi d’acqua e pianure alluvionali ospitano la specie, con precipitazioni annue talvolta ridotte a 100 mm. Resistente a siccità e calore, Ziziphus spina-christi teme invece il gelo: questa sola sensibilità spiega la sua quasi assenza nelle collezioni in piena terra dei climi temperati. 3

Nel Maghreb, nell’Africa tropicale, in Madagascar e nelle Antille olandesi, dove fu introdotta intorno al 1885, la specie è talvolta diventata invasiva, in particolare a Curaçao. 8

Ciclo e riproduzione

Da maggio a dicembre, secondo le popolazioni, la fioritura si prolunga e favorisce più ondate di impollinazione da parte delle api. Il frutto richiede poi diversi mesi per maturare e si raccoglie soprattutto in inverno e primavera. 3

Ogni nocciolo racchiude uno o due semi piatti, bruno-aranciati, lunghi 6,5–7,5 mm; in natura il seme viene aperto e consumato dalla fauna locale, fra cui l’irace delle rocce. In coltivazione la moltiplicazione avviene soprattutto per semina, dopo immersione del nocciolo in acqua per superare la dormienza del tegumento. 8

Usi e rischi

Dolce e leggermente acidulo, il frutto si mangia fresco o essiccato; ridotto in polvere e mescolato con acqua dà focacce simili al pan di spezie e serve anche per preparare una bevanda fermentata. Le foglie bollite sono tradizionalmente usate per curare le ferite e una polvere di spine carbonizzate come antidoto empirico ai morsi di serpente. 8 3

Uno studio del 2016 ha esaminato estratti della pianta usati nell’antica medicina egizia contro le infiammazioni, identificando composti come l’epigallocatechina attivi sulla via NF-κB in vitro. Nella letteratura consultata non è documentata tossicità per esseri umani o animali domestici. 6 3

Spinoso e folto, l’albero forma una siepe viva impenetrabile e un efficace frangivento nell’area saheliana; il legno duro, resistente alle termiti, fornisce manici per utensili e carbone di qualità. 3

Varietà, confusioni e piante affini

In orticoltura si distinguono due forme: la varietà tipica spina-christi, arborescente e con frutti fino a 2 cm, e la varietà microphylla, più cespugliosa della forma tipica, con foglie piccole e frutti di circa 1 cm. 3

Il rischio di confusione riguarda soprattutto Ziziphus lotus, più cespuglioso e presente fino alla Francia meridionale: già Teofrasto confrontava le due specie nell’antichità. Alcuni autori moderni attribuiscono a questa specie la vera corona di spine, anziché a Ziziphus spina-christi, ritenuto troppo fragile per essere intrecciato. Ziziphus jujuba, il giuggiolo comune asiatico, si distingue per frutti maggiori e una resistenza al gelo molto superiore. 8 5

A Ein Hatzeva, presso il Mar Morto in Israele, cresce l’esemplare più vecchio censito: la sua età è stimata fra 1.500 e 2.000 anni e la tradizione locale vi riconosce proprio l’albero della corona di Cristo. La specie resta l’unica considerata sacra dai musulmani, in relazione al sidr menzionato due volte nel Corano. 7 5

Fonti principali

Domande frequenti

Ziziphus spina-christi è tossico?

No. Non è documentata tossicità per esseri umani, gatti o cani; frutti e foglie sono tradizionalmente consumati. Lo stato nel cavallo resta semplicemente non noto per mancanza di dati.

Ziziphus spina-christi è davvero legato alla corona di Cristo?

Secondo la tradizione locale sì, ma diversi botanici ritengono i rami troppo fragili per essere intrecciati e propongono invece Ziziphus lotus o Paliurus spina-christi come candidati alternativi.

Come si distingue da Ziziphus lotus?

Ziziphus lotus è più cespuglioso e cresce fino alla Francia meridionale, mentre Ziziphus spina-christi resta un albero delle regioni aride dell’Africa e dell’Asia occidentale, più grande e sensibile al gelo.

Si può coltivare questo giuggiolo nella Francia metropolitana?

Sì, in vaso o in serra, al di fuori delle zone mediterranee molto riparate. La specie teme il gelo e non raggiunge mai le dimensioni adulte al di fuori dell’areale nativo.

Il frutto del sidr è commestibile?

Sì. Il frutto maturo, dolce e leggermente acidulo, si mangia fresco o essiccato e si trasforma in pasta o bevanda fermentata in diverse tradizioni culinarie mediorientali e africane.

Perché questo albero è considerato sacro nell’islam?

Il Corano menziona due volte un albero di loto, il sidr, comunemente identificato con Ziziphus spina-christi. Ha un ruolo particolare come albero dei cimiteri e resta l’unica specie arborea considerata sacra dai musulmani.

Qual è il più vecchio Ziziphus spina-christi conosciuto?

Un esemplare a Ein Hatzeva, presso il Mar Morto in Israele, ha un’età stimata fra 1.500 e 2.000 anni. La tradizione locale vi riconosce proprio l’albero della corona di Cristo.

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Se hai dubbi sulla tossicità di una pianta, chiedi consiglio a un botanico o a un veterinario.