Erba luigia (Aloysia citrodora, Paláu 1784)

Erba luigia (Aloysia citrodora), chiamata anche verbena odorosa, è un arbusto aromatico deciduo delle Verbenaceae, originario delle Ande sudamericane. Le foglie dall’intenso profumo di limone si usano per infusi, dolci e profumi. Sensibile al gelo, perde le foglie in inverno e ricaccia dalla base legnosa nella primavera successiva.

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Nome scientificoAloysia citrodora
GenereAloysia
OrdineLamiales

Erba luigia, Erba cedrina, Verbena odorosa, Limoncina, Lemon verbena e Lemon beebrush

Identità
Tossicità
Tossica per gatti, cani e cavalli (oli essenziali)
Impegno di cura
Basso
Tipo di foglie
Caducifoglia
Durata della vita
Vivace
Paese d'origine
BoliviaArgentinaCilePerùUruguay
Habitat
Pendii asciutti e boscaglie subtropicali andine, dal livello del mare a 3.000 m di quota
Stagionalità
Fioritura
EstateAutunno
Crescita
Dormienza
Riposo invernale
Velocità di crescita
6/10
Tempo di maturazione
Arbusto denso in 2–4 anni; consigliata una potatura annuale
Propagazione
Talea, Semina
Clima e acqua
Temperatura
Resistenza al freddo
Resistenza al vento
< 20 km/h
Umidità
30–60 %
Irrigazione
Molto poca
Poca
Moderata
Elevata
Molto elevata
Tolleranza alla siccità
Sì
Suolo
pH del suolo
Tipi di terreno
Suolo drenato, Suolo leggero e sabbioso
Tolleranza al sale
Non tollerato
Luce e posizione
Esposizione luminosa

Pieno sole

Offrile alcune ore di sole diretto al giorno, preferibilmente al mattino o alla sera.

Interno
Veranda, Serra
Distanza dalla finestra
Circa 40 cm da una finestra a sud durante il ricovero invernale
Esterno
Aiuola a pieno sole, Contenitore
Vasi
Terracotta, Vasca pesante drenante
Aspetto
Altezza100–300 cmLarghezza100–250 cm
Foglie
Verde
Fiori
BiancoViola
Corteccia
VerdeMarrone

Distribuzione mondiale

L’areale nativo riconosciuto da POWO/WCVP comprende Bolivia meridionale e Argentina nordoccidentale, sui pendii asciutti delle Ande. Le fonti orticole lo estendono spesso a Cile, Perù e Uruguay, mescolando talvolta areale antico e coltivazione tradizionale. Fuori dal Sudamerica la pianta è coltivata, senza rilevante naturalizzazione segnalata nei climi temperati.

  • Autoctona5
  • Introdotta1
  • Bolivia
  • Argentina
  • Cile
  • Perù
  • Uruguay
  • Spagna

Esagoni: regioni in cui è presente la pianta. Punti verdi: area di origine.1

Identità

Erba luigia (Aloysia citrodora Paláu, 1784), nota anche come verbena odorosa, è un arbusto aromatico del genere Aloysia, nella famiglia delle Verbenaceae. L’epiteto citrodora richiama il profumo del fogliame: basta stropicciare una foglia perché sprigioni un aroma intenso, vicino a quello del limone. 1 2

Il nome francese che associa la pianta al Perù risale alla sua introduzione in Europa nel XVIII secolo. I botanici spagnoli e portoghesi la collegavano allora al Perù coloniale, mentre l’areale nativo riconosciuto si trova più a sud, fra Bolivia e Argentina. 4

Riconoscimento

Con portamento eretto e foglie decidue, Aloysia citrodora raggiunge normalmente 1–3 m in piena terra nei climi miti. Nell’areale originario sono riportati esemplari di 4–5 m, mentre in vaso supera raramente 1 m di altezza. 3 5

Disposte in verticilli di tre, talvolta opposte, le foglie sono lanceolate e ruvide al tatto. Quando si stropicciano liberano un netto profumo di limone. Questo carattere permette già di escludere piante dall’aspetto simile ma prive di aroma, senza affidarsi soltanto alla forma dell’arbusto. 6 4

Piccoli fiori bianchi o lilla pallido si aprono in sottili pannocchie terminali dall’estate all’inizio dell’autunno. Il loro nettare attira le api, caratteristica ricordata dal nome inglese lemon beebrush. 5

Tassonomia utile

Per la nomenclatura POWO/WCVP accetta Aloysia citrodora Paláu. La stessa pianta è stata a lungo indicata con altre combinazioni, oggi considerate sinonimi:

  • Lippia citrodora (Paláu) Kunth, sinonimo botanico
  • Aloysia triphylla Britton, sinonimo botanico
  • Verbena triphylla L'Hér., sinonimo botanico
  • Zappania citrodora (Paláu) Lam., sinonimo botanico

Nella letteratura orticola anglofona e sulle etichette dei vivai è ancora molto frequente Aloysia triphylla. Il nome indica la stessa specie di Aloysia citrodora, che resta il nome scientifico attualmente accettato. Le due diciture non corrispondono quindi a piante botanicamente diverse. 1

Habitat e distribuzione

Secondo la delimitazione di POWO/WCVP, l’areale nativo si estende dalla Bolivia meridionale all’Argentina nordoccidentale, sui pendii asciutti e nelle boscaglie subtropicali delle Ande. Le fonti orticole lo ampliano spesso a Cile, Perù e Uruguay, sovrapponendo talvolta l’area d’origine alle regioni di coltivazione antica. 1 4

Oltre il Sudamerica l’erba luigia viene coltivata soprattutto come ornamentale e aromatica. Dopo l’introduzione europea del XVIII secolo è rimasta una pianta da vaso o da piena terra riparata nelle zone con inverni miti. Nei climi temperati non è segnalata una naturalizzazione rilevante. 3

Nei contesti mediterranei in cui si è acclimatata può occupare terreni incolti e cespugliosi in pieno sole. Queste condizioni ricordano i pendii asciutti andini dell’ambiente d’origine e aiutano a comprenderne le esigenze. 4

Ciclo e riproduzione

Fra luglio e settembre, secondo il clima, si sviluppa la fioritura. Ai piccoli fiori melliferi segue un frutto secco poco appariscente, senza interesse ornamentale o alimentare. In assenza di forti gelate, lo stesso esemplare in piena terra torna a fiorire ogni anno sul legno vecchio. 5

Si propaga principalmente per talea di steli erbacei o semilegnosi, prelevati in primavera ed estate. L’emissione delle radici richiede 2–4 settimane. La semina è rara in coltivazione, perché fuori dall’areale nativo la produzione di semi risulta irregolare. 6 4

Durante la fioritura estiva il fogliame raggiunge la massima intensità aromatica. È il momento più favorevole per raccogliere le foglie destinate all’essiccazione e agli infusi, prima che la pianta indirizzi le proprie risorse verso la formazione dei semi. 5

Con i primi freddi l’erba luigia perde le foglie: è il normale comportamento di una specie decidua e non indica una malattia. Una gelata moderata può distruggere la parte aerea, ma la ceppaia ricaccia spesso dalla base nella primavera successiva, se il terreno non gela in profondità. 4

Usi e rischi

In cucina e negli infusi si sfruttano soprattutto le foglie essiccate. Aromatizzano tisane, dolci, macedonie e confetture, mentre altri impieghi riguardano profumi e pot-pourri. Il caratteristico sentore di limone spiega la diffusione della pianta come aromatica. 6 4

Gli oli essenziali delle foglie sono tossici per gatti, cani e cavalli, secondo l’ASPCA. L’ingestione può provocare disturbi digestivi, con malessere gastrico e coliche nel cavallo. L’uso culinario umano in piccole quantità non presenta invece rischi noti; questa indicazione non si estende agli animali domestici. 7

Il citrale, costituito da geraniale e nerale, domina l’olio essenziale e ne spiega l’impiego in profumeria e cosmetica. Prove di laboratorio hanno rilevato anche attività antiossidante e antimicrobica. Si tratta tuttavia di risultati di ricerca, che non equivalgono a un impiego terapeutico convalidato. 8

Per la coltivazione in giardino servono pieno sole e riparo dal vento: il legno è fragile e si spezza facilmente con le raffiche. Nei climi temperati il vaso permette di ritirare la pianta al riparo dal gelo dall’autunno. È una precauzione utile per evitare la perdita completa della ceppaia durante un inverno rigido. 3

Varietà, confusioni e piante affini

Nei cataloghi correnti non sono elencate cultivar orticole stabili per questa specie. I vivai propongono normalmente la pianta con il solo nome botanico, Aloysia citrodora, oppure con il sinonimo Aloysia triphylla. 3

Due somiglianze di nome possono creare equivoci: Melissa officinalis è una Lamiaceae dal profumo di limone, ma ha foglie opposte e dentate, mai in verticilli; Cymbopogon citratus è invece una graminacea tropicale botanicamente distante, accomunata soltanto dal richiamo al limone nel nome comune. Profumo del fogliame stropicciato e foglie disposte a tre restano i riferimenti più affidabili per riconoscere l’erba luigia.

L’appellativo «verbena» può inoltre far pensare a Verbena officinalis, la verbena comune europea. È una pianta erbacea senza profumo di limone, con minuscoli fiori lilla raccolti in sottili spighe. Appartiene anch’essa alle Verbenaceae, ma a un genere diverso da Aloysia. 1

Fonti principali

Domande frequenti

Erba luigia e melissa sono la stessa pianta?

No. Melissa officinalis appartiene alle Lamiaceae e ha foglie opposte e dentate; Aloysia citrodora appartiene alle Verbenaceae e porta foglie in verticilli di tre. Le accomuna soltanto il profumo di limone.

L’erba luigia è tossica per cani e gatti?

Sì. Secondo l’ASPCA gli oli essenziali del fogliame sono tossici per gatti, cani e cavalli e possono causare disturbi digestivi se ingeriti. L’impiego culinario umano in piccole quantità non presenta rischi noti.

Perché l’erba luigia perde tutte le foglie in inverno?

È normale. Aloysia citrodora è un arbusto deciduo che perde le foglie ai primi freddi e ricaccia dalla base legnosa in primavera, a meno che il gelo non abbia distrutto la ceppaia.

Da dove viene il nome francese che la associa al Perù?

Risale all’introduzione in Europa nel XVIII secolo da parte di botanici spagnoli e portoghesi, che associavano la pianta al Perù coloniale. L’areale nativo riconosciuto si trova invece più a sud, tra Bolivia e Argentina.

Si può coltivare l’erba luigia in piena terra in clima temperato?

Solo in clima mite e al riparo dal vento, con pacciamatura invernale. Altrove è più affidabile coltivarla in vaso e ritirarla in un luogo senza gelo per l’inverno.

Che differenza c’è tra Aloysia citrodora e Aloysia triphylla?

Nessuna dal punto di vista botanico. Aloysia triphylla è un sinonimo molto usato nella letteratura orticola anglofona; il nome accettato da POWO/WCVP resta Aloysia citrodora.

Come preparare un infuso con le foglie fresche?

Bastano poche foglie stropicciate lasciate in infusione nell’acqua calda. Le foglie essiccate all’ombra conservano il profumo di limone per diversi mesi, al riparo da luce e umidità.

Piante simili

Se hai dubbi sulla tossicità di una pianta, chiedi consiglio a un botanico o a un veterinario.