Dita (Alstonia scholaris, (L.) R.Br. 1810)

Alstonia scholaris è un grande albero sempreverde delle Apocynaceae, originario dell’Asia tropicale, dal Pakistan alla Cina meridionale, fino all’Australia settentrionale. Si riconosce per le foglie disposte in verticilli, l’abbondante lattice bianco e la corteccia ricca di alcaloidi, a lungo sfruttata nella medicina tradizionale, mentre il legno serviva per fabbricare lavagne scolastiche.

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Nome scientificoAlstonia scholaris
GenereAlstonia
OrdineGentianales

Dita e Blackboard tree

Identità
Tossicità
Tossica per gli animali
Impegno di cura
Basso
Tipo di pianta
Tipo di foglie
Sempreverde
Durata della vita
Vivace
Paese d'origine
IndiaSri LankaPakistanCinaThailandiaVietnamFilippineAustralia
Habitat
Foreste pluviali e monsoniche, savane e rive dei fiumi, dal livello del mare a oltre 1.200 m
Stagionalità
Fioritura
Autunno
Crescita
Dormienza
Nessun periodo di riposo
Velocità di crescita
6/10
Tempo di maturazione
Portamento adulto in 20–40 anni, più rapido con caldo e umidità
Propagazione
Semina, Trapianto
Clima e acqua
Temperatura
Resistenza al freddo
Resistenza al vento
Moderata, i contrafforti stabilizzano gli alberi grandi
Umidità
60–90 %
Irrigazione
Molto poca
Poca
Moderata
Elevata
Molto elevata
Tolleranza alla siccità
No
Suolo
pH del suolo
Tipi di terreno
Suolo drenato, Argilla, limo o sabbia
Tolleranza al sale
Non tollerato
Luce e posizione
Esposizione luminosa

Pieno sole

Posizionala in pieno sole, con luce diretta intensa per tutto il giorno.

Pieno sole, posizione aperta
Esterno
Aiuola, Terra piena
Aspetto
Altezza800–4000 cmLarghezza400–1000 cm
Foglie
Verde
Alstonia scholaris: origine e usi — foglie 1
Alstonia scholaris: origine e usi — foglie 2
Alstonia scholaris: origine e usi — foglie 3
Alstonia scholaris: origine e usi — foglie 4
Alstonia scholaris: origine e usi — foglie 5
Fiori
BiancoCremaGialloDimensioni1–1.5 cm
Alstonia scholaris: origine e usi — fiori 1
Alstonia scholaris: origine e usi — fiori 2
Alstonia scholaris: origine e usi — fiori 3
Alstonia scholaris: origine e usi — fiori 4
Alstonia scholaris: origine e usi — fiori 5
Frutti
VerdeMarrone
Alstonia scholaris: origine e usi — frutti 1
Alstonia scholaris: origine e usi — frutti 2
Alstonia scholaris: origine e usi — frutti 3
Alstonia scholaris: origine e usi — frutti 4
Alstonia scholaris: origine e usi — frutti 5
Portamento
Alstonia scholaris: origine e usi — portamento 1
Alstonia scholaris: origine e usi — portamento 2
Alstonia scholaris: origine e usi — portamento 3
Alstonia scholaris: origine e usi — portamento 4
Alstonia scholaris: origine e usi — portamento 5
Corteccia
Marrone
Alstonia scholaris: origine e usi — corteccia 1
Alstonia scholaris: origine e usi — corteccia 2
Alstonia scholaris: origine e usi — corteccia 3
Alstonia scholaris: origine e usi — corteccia 4
Alstonia scholaris: origine e usi — corteccia 5

Distribuzione mondiale

L’areale nativo di Alstonia scholaris forma una fascia continua dal Pakistan e dal subcontinente indiano alla Cina meridionale, attraversa tutto il Sud-est asiatico continentale e insulare e comprende l’Australia settentrionale e le isole Salomone. La specie è anche ampiamente piantata come albero ornamentale e da viale fuori da questo areale, nelle zone tropicali e subtropicali.

  • Autoctona8
  • India
  • Sri Lanka
  • Pakistan
  • Cina meridionale
  • Thailandia
  • Vietnam
  • Filippine
  • Australia

Esagoni: regioni in cui è presente la pianta. Punti verdi: area di origine.1

Identità

Alstonia scholaris (Alstonia scholaris (L.) R.Br., 1810), nota anche come dita, è un grande albero sempreverde del genere Alstonia, nella famiglia delle Apocynaceae. L’epiteto scholaris ricorda l’uso tradizionale del legno chiaro per fabbricare tavolette e lavagne scolastiche in Birmania; da qui deriva anche il nome inglese Blackboard tree. 3 1

Il genere rende omaggio al botanico scozzese Charles Alston, professore all’Università di Edimburgo. Tutte le parti tagliate o ferite liberano un abbondante lattice bianco. Questa linfa manca nella maggior parte dei grandi alberi stradali vicini, come il mango e il mandorlo indiano: è un particolare che permette di distinguerli rapidamente sul campo, senza lente né chiave di determinazione. 3

Riconoscimento

Un’altezza di 20–40 m è comune per questo albero, con esemplari eccezionali segnalati fino a 60 m. Il tronco cilindrico, spesso scanalato negli alberi anziani, può superare 1,25 m di diametro. Alla base sviluppa contrafforti stretti che risalgono lungo il tronco e contribuiscono al suo aspetto caratteristico. 4 3

Più stabili dell’altezza o della forma del tronco sono le foglie, disposte in verticilli di 4–8. È un carattere poco comune fra i grandi alberi tropicali, che distingue la specie dalle foglie alterne di mango e mandorlo indiano. Ogni lamina, da obovata a ellittica, è lunga 5–22 cm, lucida e verde scuro sopra, più chiara sotto, con 25–45 paia di nervature laterali quasi perpendicolari alla nervatura centrale. 3

I fiori, bianchi, crema o giallastri, sono riuniti in cime ramificate all’estremità dei rami. Emanano un profumo intenso, talvolta fastidioso nelle fioriture abbondanti. I frutti sono coppie di follicoli lunghi, sottili e penduli, fino a 40 cm, che si aprono direttamente sull’albero. Liberano semi appiattiti con ciuffi di peli setosi alle due estremità, trasportati dal vento. 3

Tassonomia utile

Robert Brown pubblicò nel 1810 la combinazione Alstonia scholaris (L.) R.Br., accettata da POWO/WCVP. Il basionimo è Echites scholaris, descritto da Linneo nel 1767. Diversi sinonimi compaiono ancora nella letteratura e nei cataloghi di semi:

  • Echites scholaris L., nome storico
  • Alstonia scholaris var. velutina Monach., sinonimo storico
  • Alstonia scholaris var. blumei A.DC., sinonimo storico
  • Alstonia scholaris var. avae A.DC., sinonimo storico
  • Alstonia kurzii Hook.f., sinonimo storico
  • Alstonia spectabilis Kurz, sinonimo storico
  • Pala scholaris (L.) Roberty, sinonimo storico

Il genere Alstonia comprende diverse decine di specie di alberi e arbusti tropicali con lattice. Alcune si confondono facilmente con A. scholaris nelle stesse regioni asiatiche e australiane: il nome scientifico accettato rimane il riferimento stabile per orientarsi nella nomenclatura. 1

Habitat e distribuzione

Dal Pakistan e dal subcontinente indiano l’areale nativo raggiunge la Cina meridionale, tutto il Sud-est asiatico continentale e insulare, l’Australia settentrionale e le isole Salomone. La distribuzione naturale abbraccia quindi un’ampia parte della regione indo-pacifica. 1 3

La specie vive nelle foreste pluviali primarie o secondarie, nelle foreste monsoniche, nelle savane e lungo i corsi d’acqua, dal livello del mare a oltre 1.200 m. Tollera suoli molto diversi, alluvionali, vulcanici o metamorfici. Sopporta anche terreni calcarei poveri vicino al mare, dove però rimane di dimensioni ridotte. 4 3

La IUCN classifica Alstonia scholaris a rischio minimo. La distribuzione molto estesa su diversi continenti sostiene popolazioni complessivamente stabili, nonostante lo sfruttamento locale per il legno e gli impieghi nella farmacopea tradizionale. 2

Ciclo e riproduzione

A Taiwan alcuni esemplari piantati hanno raggiunto 23,5 m in 18 anni e fino a 35 m a 41 anni. La crescita va da moderata a piuttosto rapida secondo il clima. L’albero fiorisce soltanto dopo un periodo secco marcato: la fioritura segue dunque un ciclo stagionale, anziché essere continua durante l’anno. 4

I semi freschi germinano bene, con una percentuale prossima al 100 %. Raccoglierli è però delicato, perché i follicoli si aprono sull’albero e il vento disperde rapidamente il contenuto. Conservati all’asciutto in una scatola chiusa, mantengono una germinabilità di circa 90 % per soli due mesi. 4

Oltre alla semina viene praticato l’innesto, a spacco oppure a T rovesciata. Il metodo permette di conservare e moltiplicare esemplari selezionati destinati all’ornamento urbano, senza dipendere soltanto dalla riproduzione attraverso i semi. 4

Usi e rischi

Nella corteccia si trovano diversi alcaloidi indolici, fra cui l’echitamina, il composto principale individuato in tutti i campioni studiati e commercializzato come rimedio fitoterapico. Nella medicina tradizionale dell’Asia meridionale e sud-orientale, il decotto di corteccia viene usato contro diarrea, dissenteria, febbre e malaria. L’efficacia antimalarica di questo impiego antico rimane però debole nei test di laboratorio. 6 4

Ad alte dosi, gli estratti di corteccia provocano marcate lesioni agli organi di ratti e topi. La tossicità varia con la stagione di raccolta: la corteccia prelevata durante il monsone è la meno tossica, quella raccolta in estate la più tossica. Nei cani, una singola dose elevata causa andatura instabile, salivazione eccessiva e vomito transitorio, senza mortalità segnalata. 6 7

Ogni parte ferita emette lattice bianco irritante per pelle e mucose. Anche una fioritura intensa può provocare sensibilità respiratoria in alcune persone esposte da vicino: il profumo molto forte non viene percepito allo stesso modo da tutti. 3

Il legno leggero e chiaro serve per matite, bare nello Sri Lanka, utensili domestici nel Borneo e maschere tradizionali della danza Topeng a Bali; fornisce anche pasta di cellulosa e compensato. In India è l’albero simbolo del Bengala Occidentale. Le sue foglie vengono consegnate ai laureati dell’Università Visva-Bharati, secondo una tradizione avviata da Rabindranath Tagore. 9 4

Varietà, confusioni e piante affini

Fra le specie asiatiche e australiane di aspetto simile figurano Alstonia angustifolia, Alstonia macrophylla, Alstonia spatulata e Alstonia angustiloba. Differiscono soprattutto per dimensione delle foglie, numero di foglie per verticillo e dimensioni dei follicoli. In A. scholaris i follicoli gemelli raggiungono 40 cm; per distinguere con certezza le specie sulla base di questo carattere serve generalmente un esemplare fertile. 3

In Vietnam la fioritura autunnale, conosciuta come hoa sữa, «fiore di latte», è legata alla poesia e alla canzone popolare. Il profumo intenso ha tuttavia motivato richieste di abbattimento in alcuni quartieri, come a Trà Vinh nel 2011. In India la specie porta il nome sanscrito saptaparna, letteralmente «sette foglie», ed è considerata l’albero sacro del secondo tirthankara giainista, Ajitanatha. 8

Fonti principali

Domande frequenti

Perché Alstonia scholaris è associata agli scolari?

L’epiteto scholaris deriva dall’uso tradizionale del legno chiaro per fabbricare tavolette e lavagne scolastiche in Birmania. Il nome inglese blackboard tree conserva direttamente il ricordo di questo impiego.

Alstonia scholaris è tossica?

Il lattice bianco che fuoriesce da ogni parte tagliata è irritante al contatto. La corteccia contiene alcaloidi, fra cui l’echitamina, che ad alte dosi provocano lesioni agli organi di ratti e topi in laboratorio; la tossicità varia secondo la stagione di raccolta della corteccia.

Come si riconosce Alstonia scholaris fra gli altri grandi alberi tropicali?

Il carattere più affidabile è la disposizione delle foglie in verticilli di 4–8 attorno al fusto, insieme all’abbondante lattice bianco che fuoriesce quando la pianta viene ferita.

Alstonia scholaris cresce rapidamente?

La crescita va da moderata a piuttosto rapida secondo il clima. Esemplari piantati a Taiwan hanno raggiunto 23,5 m in 18 anni e fino a 35 m a 41 anni, con un ritmo paragonabile a quello di altri grandi alberi tropicali pionieri.

Perché in alcuni quartieri del Vietnam si chiede di abbattere questo albero?

La fioritura autunnale, chiamata hoa sữa, emana un profumo intenso celebrato nella poesia, ma considerato fastidioso quando è molto concentrato vicino alle abitazioni. Questo ha motivato richieste locali di abbattimento.

Il legno di Alstonia scholaris è durevole?

No. Il legno è leggero, tenero e poco durevole, sensibile alle termiti e agli insetti xilofagi. Va essiccato rapidamente dopo il taglio per evitare l’azzurramento, un difetto estetico comune.

Alstonia scholaris è a rischio di estinzione?

No, la IUCN la classifica a rischio minimo. La distribuzione molto ampia su diversi continenti garantisce popolazioni complessivamente stabili, nonostante lo sfruttamento locale per il legno e la farmacopea.

Piante simili

Se hai dubbi sulla tossicità di una pianta, chiedi consiglio a un botanico o a un veterinario.