Wax gourd (Benincasa hispida, (Thunb.) Cogn. 1881)

Benincasa hispida è una pianta orticola annuale delle Cucurbitaceae, unica specie del genere Benincasa. I fusti pelosi si arrampicano grazie ai viticci e portano grandi frutti che a maturità si ricoprono di pruina cerosa bianca. Il frutto commestibile e non tossico si conserva per diversi mesi, caratteristica richiamata dal nome internazionale winter melon.

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Nome scientificoBenincasa hispida
GenereBenincasa
OrdineCucurbitales

Wax gourd, Ash gourd e Winter melon

Identità
Tossicità
Frutto commestibile, pianta non tossica per persone e animali
Impegno di cura
Moderato
Tipo di pianta
Tipo di foglie
Caducifoglia
Durata della vita
Annuale
Paese d'origine
Papua Nuova GuineaIsole Salomone
Habitat
Orti e campi tropicali e subtropicali su terreno caldo e drenante; non nota allo stato veramente selvatico
Stagionalità
Fioritura
Estate
Raccolta
EstateAutunno
Crescita
Dormienza
Nessun periodo di riposo
Velocità di crescita
8/10
Tempo di maturazione
Frutto giovane da 60 giorni, maturo verso 150 giorni per la conservazione
Propagazione
Semina, Semina sotto copertura
Clima e acqua
Temperatura
Resistenza al freddo
Resistenza al vento
Bassa, rampicante da sostenere al riparo dal vento
Umidità
50–80 %
Irrigazione
Molto poca
Poca
Moderata
Elevata
Molto elevata
Tolleranza alla siccità
No
Suolo
pH del suolo
Tipi di terreno
Terreno ricco, Terreno drenato e caldo
Tolleranza al sale
Non tollerato
Luce e posizione
Esposizione luminosa

Pieno sole

Offrile alcune ore di sole diretto al giorno, preferibilmente al mattino o alla sera.

Esterno
Orto, Serra calda
Vasi
Grande bacino
Aspetto
Altezza100–600 cmLarghezza60–200 cm
Foglie
Verde
Benincasa hispida: origine e usi — foglie 1
Benincasa hispida: origine e usi — foglie 2
Benincasa hispida: origine e usi — foglie 3
Benincasa hispida: origine e usi — foglie 4
Benincasa hispida: origine e usi — foglie 5
Fiori
GialloDimensioni8–10 cm
Benincasa hispida: origine e usi — fiori 1
Benincasa hispida: origine e usi — fiori 2
Benincasa hispida: origine e usi — fiori 3
Benincasa hispida: origine e usi — fiori 4
Benincasa hispida: origine e usi — fiori 5
Frutti
VerdeBianco
Benincasa hispida: origine e usi — frutti 1
Benincasa hispida: origine e usi — frutti 2
Benincasa hispida: origine e usi — frutti 3
Benincasa hispida: origine e usi — frutti 4
Benincasa hispida: origine e usi — frutti 5
Corteccia
Verde

Distribuzione mondiale

Benincasa hispida è nota soprattutto come pianta coltivata; le popolazioni più vicine a uno stato spontaneo si trovano in Papua Nuova Guinea, nelle Isole Salomone e nell’Australia nordorientale. Domesticata fin dall’antichità nell’Asia meridionale e orientale, si è diffusa nelle regioni tropicali e subtropicali del mondo. Nei climi temperati la coltivazione resta marginale e avviene soprattutto al coperto.

  • Autoctona2
  • Introdotta1
  • Papua Nuova Guinea
  • Isole Salomone
  • Australia nordorientale

Esagoni: regioni in cui è presente la pianta. Punti verdi: area di origine.1

Identità

Benincasa hispida (Benincasa hispida (Thunb.) Cogn., 1881) è un ortaggio annuale delle Cucurbitaceae, unica specie del genere Benincasa. Il suo grande frutto presenta una caratteristica poco comune fra le zucche coltivate: può superare 20 kg e conservarsi per mesi senza frigorifero. La pruina cerosa bianca che ricopre la buccia a maturità ne fa una preziosa riserva invernale, richiamata dal nome internazionale Winter melon. Carl Peter Thunberg descrisse la specie come Cucurbita hispida; Alfred Cogniaux la trasferì nel genere Benincasa nel 1881. 1 5

Gaetano Savi istituì il genere Benincasa nel 1818, dedicandolo a Giuseppe Benincasa, direttore dell’orto botanico di Pisa nel XVI secolo. L’epiteto hispida significa «coperta di peli rigidi» nel latino botanico: descrive il frutto giovane, rivestito di setole dure che scompaiono prima della maturazione. 5

Riconoscimento

Fusti angolosi, spessi e pelosi sostengono questa rampicante annuale. I viticci ramificati permettono alla pianta di salire su un sostegno oppure di distendersi sul terreno per diversi metri. Le foglie, larghe e ruvide al tatto, sono palmate, con cinque lobi, e misurano 10–25 cm di lunghezza. 2 3

Fiori maschili e femminili separati compaiono sulla stessa pianta, che è dunque monoica. Sono giallo oro, larghi 8–10 cm, e si aprono all’ascella delle foglie all’inizio dell’estate. Sotto il fiore femminile si riconosce già il piccolo frutto, ancora prima dell’impollinazione. 2

Verde e coperto di peli rigidi da giovane, il frutto cambia aspetto con la maturazione: perde le setole e si riveste di una pruina cerosa bianca, richiamata dal nome inglese Wax gourd. Può raggiungere 40 cm di lunghezza e superare 20 kg di peso; la polpa è bianca, spessa e croccante. 2 4

Tassonomia utile

Prima della combinazione attuale la specie è stata indicata con almeno quattro nomi differenti. Fra i principali sinonimi e le forme coltivate figurano:

  • Cucurbita hispida Thunb., basionimo originario
  • Benincasa cerifera Savi, nome sinonimico
  • Benincasa pruriens (Seem.) W.J.de Wilde & Duyfjes, nome sinonimico
  • Benincasa hispida var. chieh-qua F.C.How, forma coltivata

Il nome Benincasa cerifera ricorre ancora in parte della vecchia letteratura orticola e medica, mentre quello accettato resta Benincasa hispida. La varietà chieh-qua, detta anche fuzzy gourd, è una forma raccolta molto giovane e diffusa nella cucina cantonese, non una specie distinta. 1 6

Habitat e distribuzione

Non si conoscono popolazioni davvero selvatiche di Benincasa hispida: è soprattutto una pianta coltivata negli orti e nei campi delle regioni tropicali e subtropicali. Le popolazioni più vicine a uno stato spontaneo si trovano in Papua Nuova Guinea, nelle Isole Salomone e nell’Australia nordorientale. 3 1

Domesticata fin dall’antichità nell’Asia meridionale e orientale, la specie è oggi coltivata in India, Cina, Sud-est asiatico e in gran parte delle regioni tropicali. Nei climi temperati, come quello francese, rimane una coltura marginale: richiede calore stabile sopra 25 °C, condizione ottenibile soprattutto in serra o sotto tunnel. 5 3

Ciclo e riproduzione

Circa cinque mesi separano la semina dalla piena maturità del frutto. Il ciclo è annuale e richiede molto calore: i semi germinano in circa tre settimane in ambiente protetto e caldo, mentre lo sviluppo della pianta richiede temperature stabili superiori a 25 °C. 3

Le api trasportano il polline dai fiori maschili a quelli femminili. La specie è autofertile, ma un’impollinazione insufficiente o la mancanza d’acqua durante l’allegagione possono far abortire i frutticini. Dopo l’allegagione la crescita è rapida: il frutto si raccoglie giovane già a 60 giorni, come una zucchina, oppure si lascia sulla pianta fino a 150 giorni, perché sviluppi la pruina cerosa necessaria alla lunga conservazione. 3

La propagazione avviene esclusivamente da seme. Nei climi temperati si semina al caldo e al coperto in primavera, poi si trapianta quando il rischio di gelate è passato. La pianta non sopporta il freddo né temperature inferiori a 15 °C. 3

Usi e rischi

In cucina si utilizzano sia i frutti giovani, preparati come zucchine, sia quelli maturi, destinati alle zuppe, fra cui quella cantonese di winter melon, oppure alla produzione di canditi dolci. Anche i semi sono consumati: contengono olio e proteine. 3

La tradizione ayurvedica conosce il frutto come kushmanda e lo impiega per disturbi urinari, febbre, tosse e alcuni disturbi digestivi e nervosi. Sono usi tradizionali e non sostituiscono il parere di un medico. 7

Per persone e animali non risultano rischi noti documentati: Benincasa hispida è una pianta non tossica. Frutto, giovani germogli e semi sono commestibili. 3

Varietà, confusioni e piante affini

Le forme coltivate appartengono alla stessa specie. Il tipo rotondo, dalla buccia spessa, è destinato alla lunga conservazione; il tipo allungato è più comune nelle zuppe. La varietà chieh-qua, raccolta molto giovane quando la buccia pelosa è ancora tenera, costituisce una forma distinta coltivata soprattutto nell’Asia orientale. 6

Quando il frutto è giovane, le confusioni riguardano soprattutto altre grandi Cucurbitaceae coltivate:

  • La zucca bottiglia (Lagenaria siceraria), dal frutto spesso più stretto e con collo evidente;
  • Cucurbita moschata, i cui frutti giovani possono avere peli simili.

A maturità, la pruina cerosa bianca distingue Benincasa hispida dalla zucca bottiglia e dai giovani frutti di Cucurbita moschata, che non la sviluppano. È un carattere più affidabile della forma o della presenza di peli sul frutto giovane, due aspetti che queste piante affini possono condividere. 2 4

Fonti principali

Domande frequenti

Benincasa hispida è tossica?

No. Non sono documentati rischi noti per persone o animali. Frutti, giovani germogli e semi sono commestibili, crudi o cotti secondo la maturità.

Perché il frutto maturo diventa bianco?

La pruina cerosa naturale protegge la polpa e permette una conservazione di diversi mesi. Compare alla fine della maturazione, dopo la scomparsa dei peli del frutto giovane.

Si può coltivare Benincasa hispida nei climi temperati?

Sì, ma la coltivazione resta marginale. La pianta richiede temperature stabili sopra 25 °C, perciò nei climi temperati si ricorre generalmente alla semina al caldo e spesso alla coltivazione in serra o sotto tunnel.

Che differenza c’è fra il frutto giovane e quello maturo?

Il frutto giovane è verde, coperto di peli rigidi e si cucina come una zucchina. Quello maturo perde i peli, si ricopre di pruina cerosa ed è destinato soprattutto alle zuppe e alla lunga conservazione.

Come si conserva un frutto maturo di Benincasa hispida?

La buccia cerosa, spessa e impermeabile permette di conservarlo per diversi mesi in un luogo fresco e asciutto, senza frigorifero; da qui il nome internazionale winter melon.

Con quali piante si confonde Benincasa hispida?

Da giovane si può confondere soprattutto con Lagenaria siceraria o con frutti giovani di Cucurbita moschata. La pruina cerosa del frutto maturo, assente in queste specie, è il carattere più affidabile.

Da dove proviene Benincasa hispida?

L’origine resta discussa; le popolazioni più vicine a uno stato spontaneo si trovano in Papua Nuova Guinea e nel Sud-est asiatico insulare. La domesticazione risale all’antichità nell’Asia meridionale e orientale.

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Se hai dubbi sulla tossicità di una pianta, chiedi consiglio a un botanico o a un veterinario.