Ackee (Blighia sapida, )
Blighia sapida, nota anche come ackee, è un albero da frutto sempreverde delle Sapindaceae, originario dell’Africa occidentale e centrale tropicale. Introdotta in Giamaica nel XVIII secolo, è diventata il frutto nazionale e un ingrediente dell’ackee and saltfish. L’arillo color crema è commestibile soltanto dopo l’apertura spontanea del frutto in tre valve; quando è immaturo contiene una tossina pericolosa, l’ipoglicina A.
Leggi di piùAckee e Aki
Posizionala in pieno sole, con luce diretta intensa per tutto il giorno.






© foto
(c) Bart Wursten, some rights reserved (CC BY-NC), uploaded by Bart Wursten · cc-by-nc
Wikimedia Commons · CC BY-SA or Public Domain
Taken Apr 17, 2019 by OTS - O. Vargas (cc-by-nc-sa)
Taken Nov 17, 2019 by Nelson Zamora Villalobos (cc-by-nc)
© copyright of the Board of Trustees of the Royal Botanic Gardens, Kew.
Distribuzione mondiale
L’areale nativo di Blighia sapida comprende l’Africa occidentale e centrale tropicale, dal Senegal al Camerun e al Gabon. Introdotta in Giamaica prima del 1778, si è naturalizzata fino a diventare il frutto nazionale, per poi raggiungere altre regioni tropicali come albero ornamentale e da frutto.
- Autoctona4
- Introdotta3
- Ghana
- Costa d’Avorio
- Nigeria
- Camerun
- Giamaica
- Haiti
- Belize
Esagoni: regioni in cui è presente la pianta. Punti verdi: area di origine.1
Identità
Blighia sapida (Blighia sapida K.D.Koenig, 1806), nota anche come ackee o aki, è un albero da frutto delle Sapindaceae, la famiglia di litchi e longan. Una regola distingue il frutto commestibile da quello pericoloso: la capsula deve aprirsi spontaneamente in tre valve sull’albero. Se raccolta chiusa o già caduta, contiene ipoglicina A nell’arillo e può causare un’intossicazione grave nell’uomo. Originaria dell’Africa occidentale e centrale tropicale, la specie deve il nome scientifico al capitano William Bligh, che nel 1793 portò semi dalla Giamaica ai Royal Botanic Gardens di Kew. L’epiteto sapida significa «saporita» in latino e si riferisce all’arillo cotto, non al resto della pianta. 1 2
La parola inglese ackee deriva dall’akan, o twi, akye fufo, lingua parlata nell’attuale Ghana, da cui proveniva parte dei semi introdotti in Giamaica nel XVIII secolo. Nelle Antille francesi è invece chiamata arbre à fricassée, perché l’arillo cotto ricorda la consistenza delle uova strapazzate. 2
Riconoscimento
Chioma fitta ed espansa, fogliame sempreverde e corteccia liscia grigio chiaro caratterizzano questo albero. Nelle coltivazioni giamaicane raggiunge normalmente 10–12 m, con segnalazioni fino a 20 m in condizioni favorevoli. La sua ombra è apprezzata nei giardini tropicali. 2 3
Le foglie composte, paripennate, presentano 3–5 paia di foglioline coriacee, ellittiche o obovate, lunghe 15–30 cm. La pagina superiore è verde lucida, quella inferiore più opaca. I fiori bianchi, profumati e pelosi si aprono in grappoli di 7,5–17,5 cm all’ascella delle foglie. 2
Una capsula piriforme trilobata di 7–10 cm costituisce il frutto, che passa dal verde al giallo e infine al rosso scarlatto. A maturità si apre naturalmente in tre valve, mostrando tre grossi semi neri lucidi sormontati da un arillo color crema o giallo pallido: solo questa apertura segnala la maturità necessaria al consumo. Le capsule crescono spesso in gruppi di 3–10 sullo stesso ramo e, durante la raccolta, punteggiano la chioma di macchie rosse e gialle visibili da lontano. 2 3
Tassonomia utile
Descritto nel 1806 su materiale dell’Africa occidentale tropicale, Blighia sapida K.D.Koenig è il nome accettato da POWO/WCVP. Il genere Blighia, dedicato al capitano Bligh, comprende diverse specie confinate all’Africa tropicale. Per Blighia unijugata e Blighia welwitschii non è riconosciuto un frutto commestibile: questo esclude qualsiasi equivalenza culinaria con l’ackee. 1 8
Nella sottofamiglia delle Sapindoideae rientrano anche il litchi (Litchi chinensis) e il longan (Dimocarpus longan). Entrambi hanno un arillo commestibile intorno a un grosso seme, ma non presentano la tossicità caratteristica dell’ackee immaturo. 8
Habitat e distribuzione
Dal Senegal al Camerun e al Gabon si estende l’areale nativo, nelle regioni tropicali dell’Africa occidentale e centrale. La specie occupa foreste e savane alberate stagionalmente secche, fino a 900 m di altitudine. 3 9
Introdotta in Giamaica prima del 1778 sulle navi che collegavano l’Africa occidentale alle Antille, ha trovato un clima tropicale simile a quello d’origine, favorevole a una rapida naturalizzazione. Si è radicata nella cultura locale fino a diventare il frutto nazionale e l’ingrediente centrale dell’ackee and saltfish. 7 2
La valutazione IUCN colloca Blighia sapida tra le specie a rischio minimo. L’areale nativo resta ampio e l’albero, coltivato dalla Florida all’Africa orientale, non mostra un declino generalizzato, pur subendo pressioni locali come il disboscamento agricolo. 5
Ciclo e riproduzione
Per germinare i semi impiegano 2–4 settimane, con un’elevata percentuale di successo. Le piante ottenute da seme producono i primi frutti dopo 3–5 anni, mentre quelle moltiplicate mediante margotta aerea o innesto possono fruttificare già dopo 1–2 anni. 3
Tra fioritura e fruttificazione trascorrono diversi mesi. Il frutto verde cresce lentamente, poi diventa rosso e si apre da solo sull’albero. Il verde domina gran parte dello sviluppo; giallo e rosso scarlatto compaiono soltanto negli ultimi giorni e permettono di seguire l’avvicinarsi della raccolta. L’apertura naturale in tre valve resta l’unico segnale affidabile di maturità: raccogliere prima espone a elevate concentrazioni di ipoglicina A nell’arillo. 4 6
Usi e rischi
Nella cucina giamaicana l’arillo maturo e cotto viene usato come una verdura e abbinato al merluzzo salato nel piatto nazionale ackee and saltfish. Saltato con cipolle e peperoncini, ricorda le uova strapazzate. La preparazione richiede sempre di eliminare i semi e la membrana rosata, detta rafe, che li collega all’arillo ed è anch’essa tossica. 7 6
L’arillo immaturo, ancora racchiuso nella capsula, contiene ipoglicina A, responsabile della «malattia del vomito giamaicano»: vomito incoercibile, grave ipoglicemia, convulsioni e, nei casi più seri nei bambini, morte. Nei semi si concentra invece ipoglicina B, con tossicità pari a circa metà di quella dell’ipoglicina A, ma da escludere ugualmente dal consumo. 6 2
Le informazioni tossicologiche documentate riguardano soprattutto l’uomo. I dati sugli animali domestici sono limitati e non permettono di considerare la pianta innocua per cani e gatti. 6
Varietà, confusioni e piante affini
Nelle coltivazioni giamaicane si distinguono due grandi tipi: Butter, con arillo giallo scuro e consistenza delicata, e Cheese, con arillo giallo pallido e più robusto. Comprendono quasi quarantotto selezioni locali, ma, diversamente da litchi e longan, Blighia sapida non presenta cultivar molto diffuse e identificate da un unico nome commerciale. 2
L’equivoco più pericoloso riguarda il grado di maturazione dello stesso frutto. Una capsula ancora chiusa o caduta prima dell’apertura è un frutto tossico da scartare interamente, non un ackee semplicemente acerbo da mangiare con cautela. La regola dell’apertura spontanea in tre valve protegge dal rischio legato all’ipoglicina A. Le altre due specie del genere, Blighia unijugata e Blighia welwitschii, hanno frutti più piccoli e non commestibili e un areale esclusivamente africano. 8 1
Fonti principali
- Plants of the World Online / Kew, Blighia sapida K.D.Koenig
- Purdue University / Julia F. Morton, Fruits of Warm Climates, Akee
- Plants For A Future, Blighia sapida
- Missouri Botanical Garden Plant Finder, Blighia sapida
- IUCN Red List, Blighia sapida, valutazione del 2019
- PMC / Isenberg et al., ipoglicina A negli arilli delle Sapindaceae
- Jamaica Information Service, ackee, frutto nazionale giamaicano
- USDA-ARS GRIN Taxonomy, Blighia sapida
- USDA PLANTS Database, profilo di Blighia sapida
Domande frequenti
Il frutto di Blighia sapida si può mangiare senza rischi?
Si può consumare cotto soltanto l’arillo del frutto completamente maturo, aperto spontaneamente in tre valve sull’albero. Un frutto ancora chiuso o caduto prima dell’apertura va scartato interamente.
Perché Blighia sapida è tossica prima della maturazione?
L’arillo immaturo contiene ipoglicina A, responsabile della malattia del vomito giamaicano, con vomito, grave ipoglicemia e convulsioni. Nei semi si concentra invece l’ipoglicina B.
Che differenza c’è tra ackee, litchi e longan?
Tutti appartengono alle Sapindaceae e hanno un arillo commestibile intorno a un grosso seme, ma nell’ackee la capsula deve aprirsi da sola prima della raccolta, precauzione che non riguarda litchi e longan.
Da dove viene il nome Blighia sapida?
Il nome rende omaggio al capitano William Bligh, che nel 1793 portò il frutto dalla Giamaica ai Royal Botanic Gardens di Kew. L’epiteto sapida significa saporita in latino.
Blighia sapida è originaria della Giamaica?
No. Proviene dall’Africa occidentale e centrale tropicale. Fu introdotta in Giamaica prima del 1778, probabilmente sulle navi che collegavano l’Africa alle Antille, prima di diventarne il frutto nazionale.
Come riconoscere un ackee adatto al consumo?
L’unico segnale affidabile è l’apertura spontanea della capsula in tre valve sull’albero. Occorre poi eliminare i semi neri e la membrana rosata che li collega all’arillo, anch’essa tossica.
Si può coltivare Blighia sapida nella Francia continentale?
Solo da giovane in vaso, in ambienti interni riscaldati. È sensibile al gelo sotto −3 °C e richiede un clima tropicale stabile per fruttificare; viene coltivata in piena terra in Guadalupa e Martinica.
Piante simili
Se hai dubbi sulla tossicità di una pianta, chiedi consiglio a un botanico o a un veterinario.






