Olivagno umbellato (Elaeagnus umbellata, )
Olivagno umbellato (Elaeagnus umbellata) è un arbusto spinoso caducifoglio delle Elaeagnaceae, originario dell’Himalaya, della Cina, della Corea e del Giappone. Le foglie argentee, i fiori molto profumati e i frutti rossi commestibili ne hanno favorito l’uso nelle siepi. Oggi è classificato come invasivo negli Stati Uniti centrali e orientali ed è sorvegliato in diversi paesi europei.
Leggi di piùOlivagno umbellato, Autumn olive e Japanese silverberry
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Taken May 15, 2016 by Photoflora - Jean-Luc TASSET (©)
Taken May 11, 2016 by Tela Botanica − Dominique REMAUD (cc-by-sa)
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Taken May 25, 2015 by Tela Botanica − Liliane ROUBAUDI (cc-by-sa)
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Distribuzione mondiale
L’areale nativo di Elaeagnus umbellata va dall’Himalaya al Giappone attraverso Cina e Corea e, secondo POWO, arriva fino all’Afghanistan. Introdotta negli Stati Uniti già nel 1830 per contrastare l’erosione e favorire la fauna, la specie si è ampiamente naturalizzata ed è sfuggita alla coltivazione. In Europa resta soprattutto coltivata nelle siepi, con naturalizzazioni locali documentate nel Regno Unito, in Belgio, in Francia e in Italia.
- Autoctona5
- Introdotta2
- Invasiva1
- Cina
- Giappone
- Corea
- India (Himalaya)
- Afghanistan
- Regno Unito
- Francia metropolitana
- Stati Uniti
Esagoni: regioni in cui è presente la pianta. Punti verdi: area di origine.1
Identità
L’Olivagno umbellato (Elaeagnus umbellata Thunb., 1784) è un arbusto della famiglia delle Elaeagnaceae. Carl Peter Thunberg lo descrisse nel 1784 e POWO ne mantiene il nome come riferimento accettato. L’epiteto umbellata richiama i piccoli fiori riuniti in ombrelle all’ascella delle foglie; il nome francese «oléastre» evoca invece il fogliame argenteo, simile nell’aspetto a quello dell’olivo. 1 7
I nomi inglesi autumn olive e Japanese silverberry richiamano rispettivamente il periodo di raccolta e l’aspetto argenteo del frutto ancora verde. Non indicano alcuna parentela botanica con l’olivo vero (Olea europaea), ma soltanto una somiglianza di forma e colore. 3
Riconoscimento
Nel portamento dell’olivagno umbellato spiccano le spine e il fogliame caducifoglio: l’arbusto raggiunge 1–5 m d’altezza e fino a 6 m di ampiezza. I rami portano spine corte, derivate da rametti abortiti, utili per distinguerlo dagli eleagni inermi. 4 6
Il cambiamento estivo delle foglie offre un indizio prezioso. Alterne, ellittiche e con margine leggermente ondulato, misurano 4–10 cm e da giovani sono coperte di fini squame argentee su entrambe le pagine. Quelle superiori si consumano durante l’estate, lasciando emergere un verde più netto, mentre la pagina inferiore resta argentea per tutta la stagione. Il contrasto distingue la specie dagli eleagni che mantengono entrambe le pagine argentee fino all’autunno. 6 2
Da aprile a giugno sbocciano fiori bianco crema o giallo pallido, tubulosi, con corolla a quattro lobi di circa 1 cm, molto profumati e raggruppati all’ascella fogliare. Segue una piccola drupa ovoidale di 0,6–0,9 cm, argentea e gialla da acerba, poi rossa punteggiata d’argento a piena maturità, in settembre-ottobre. Il frutto maturo è ricco di licopene, pigmento carotenoide raro nei frutti temperati, e si distingue sotto questo aspetto dalle bacche indigene comparabili. 6 10
Tassonomia utile
Pubblicato anch’esso nel 1784, il nome Elaeagnus crispa Thunb. è oggi considerato sinonimo di Elaeagnus umbellata. Sotto questo nome accettato POWO riconosce tre varietà: la tipica umbellata, parvifolia (Wall. ex Royle) C.K.Schneid., a foglie piccole, e borealis Ohwi, descritta per popolazioni più settentrionali. 1
L’epiteto parvifolia richiede però attenzione: Elaeagnus umbellata subsp. parvifolia (Wall. ex Royle) Servett. non rimanda a questa specie, ma a Elaeagnus multiflora, il goumi del Giappone, distinto per il frutto più globoso e lungamente peduncolato. Autori diversi hanno quindi applicato lo stesso epiteto a due piante differenti; il riferimento stabile resta il binomio completo Elaeagnus umbellata Thunb. 1
Habitat e distribuzione
Il percorso dell’areale nativo va dall’Himalaya al Giappone, passando per Cina e Corea e raggiungendo, secondo POWO, l’Afghanistan. La specie colonizza margini forestali, cespuglieti e terreni poveri o disturbati, sempre in pieno sole. L’IUCN considera la popolazione mondiale stabile e la classifica a minor preoccupazione (LC), in ragione dell’ampio areale e della tolleranza a diversi habitat. 1 8
Già nel 1830 l’olivagno umbellato fu introdotto negli Stati Uniti per contrastare l’erosione, realizzare frangivento e favorire la fauna, prima di sfuggire ampiamente alla coltivazione. Oggi è classificato come infestante invasiva in diversi Stati centrali e orientali, dove forma macchie dense che soffocano la vegetazione indigena. In Europa resta soprattutto coltivato in siepe, con naturalizzazioni locali documentate nel Regno Unito, in Belgio, in Francia e in Italia. 9 6
Ciclo e riproduzione
La simbiosi attinorrizica con il batterio del suolo Frankia accomuna questa specie agli altri eleagni. Il batterio vive nei noduli radicali, dove fissa l’azoto atmosferico: un meccanismo distinto da quello delle leguminose, che permette un rapido insediamento su terreni poveri dove pochi altri arbusti crescono altrettanto velocemente. 3
Gli insetti attirati dal profumo impollinano i fiori, cui segue una fruttificazione che si protrae fino all’autunno. I semi racchiusi nei frutti, ricercati da uccelli e piccoli mammiferi, vengono dispersi su lunghe distanze: questo trasporto spiega la rapida colonizzazione dei terreni aperti. 9 6
Per la moltiplicazione in coltura si ricorre alla semina, senza una stratificazione rigorosa, oppure alla talea semilegnosa per mantenere un determinato cultivar da frutto. Una pianta nata da seme può fiorire e fruttificare già a 3–4 anni. 2 3
Usi e rischi
Una volta maturo, il frutto si mangia crudo oppure trasformato in confettura e gelatina; ancora verde è astringente e poco gradevole. Concentra licopene, flavonoidi e vitamina C in quantità elevate per un frutto temperato, caratteristica che spiega l’interesse della ricerca per le sue proprietà antiossidanti. 10 3
Secondo la classificazione dell’ASPCA, Elaeagnus umbellata è non tossico per cani, gatti e cavalli: non sono documentati pericoli tossicologici per questi animali domestici. 5
La maggiore criticità riguarda invece l’ecologia. Crescita rapida, arricchimento del terreno tramite fissazione dell’azoto e abbondante dispersione dei semi da parte degli uccelli permettono di formare macchie fitte che sottraggono luce alla vegetazione indigena. L’apparato radicale difficile da eliminare spiega perché negli Stati Uniti siano allo studio metodi di controllo biologico. 9
Varietà, confusioni e piante affini
Negli anni Cinquanta il Soil Conservation Service statunitense diffuse le selezioni 'Cardinal' e 'Red Wing', scelte per la crescita rapida e l’abbondante fruttificazione utile alla fauna. Gli stessi caratteri favorirono poi l’invasività della specie e la loro diffusione fu abbandonata. I cultivar 'Red Cascade' e 'Sweet 'n' Tart', tuttora proposti da vivai specializzati, sono stati selezionati per il gusto e l’abbondanza dei frutti anziché per la rivegetazione. 2
Il confronto con le specie affini si basa su pochi caratteri:
- Elaeagnus angustifolia conserva le squame argentee su entrambe le pagine fogliari per tutta la stagione, porta più spine e ha un profumo più intenso;
- Elaeagnus multiflora produce un frutto più globoso, portato da un peduncolo più lungo, con tubo del perianzio più stretto;
- Hippophae rhamnoides, della stessa famiglia delle Elaeagnaceae, presenta foglie argentee simili ma frutti arancioni su individui separati, essendo dioico.
Fra i due eleagni argentei più comuni nelle siepi, la pagina superiore delle foglie permette una rapida distinzione sul campo: diventa verde dall’estate in Elaeagnus umbellata, mentre resta argentea per tutta la stagione in Elaeagnus angustifolia. 6
Fonti principali
- Plants of the World Online / Kew, Elaeagnus umbellata Thunb.
- Royal Horticultural Society, Elaeagnus umbellata - autumn olive
- Plants For A Future, Elaeagnus umbellata, scheda botanica
- NC State Extension, Elaeagnus umbellata - Autumn Olive
- ASPCA, scheda di tossicità di Autumn Olive (Elaeagnus umbellata)
- Wikipedia (EN), Elaeagnus umbellata
- Wikipedia (FR), Elaeagnus umbellata
- IUCN Red List, valutazione di Elaeagnus umbellata (Plummer, 2021)
- USDA Invasive Species Info, profilo di Autumn Olive
- Kumar et al., 2023, benefici per la salute studiati in Elaeagnus umbellata dell’Himalaya nordoccidentale
Domande frequenti
L’olivagno umbellato è tossico per cani e gatti?
No. L’ASPCA classifica Elaeagnus umbellata come non tossico per cani, gatti e cavalli. Il frutto maturo è anche commestibile per l’essere umano.
Si possono mangiare i frutti di Elaeagnus umbellata?
Sì, quando sono completamente maturi in settembre-ottobre, crudi oppure trasformati in confettura o gelatina. Il frutto ancora verde è astringente e poco gradevole.
Perché questo arbusto è considerato invasivo negli Stati Uniti?
Introdotto già nel 1830 per contrastare l’erosione e favorire la fauna, combina crescita rapida, fissazione dell’azoto e frutti molto ricercati dagli uccelli, che ne disperdono abbondantemente i semi. Queste qualità lo hanno reso un colonizzatore aggressivo dei terreni poveri nel Centro e nell’Est del paese.
Come distinguere l’olivagno umbellato dall’olivo di Boemia?
In Elaeagnus angustifolia le squame argentee restano su entrambe le pagine fogliari fino all’autunno; le spine sono più numerose e il profumo più intenso. In Elaeagnus umbellata la pagina superiore delle foglie diventa verde durante l’estate.
Perché le foglie sono argentee in primavera e verdi in estate?
Le foglie giovani sono ricoperte di squame argentee su entrambe le pagine. Quelle superiori si consumano con il passare delle settimane, lasciando emergere il verde della lamina, mentre la pagina inferiore resta argentea.
Questo arbusto fissa l’azoto come una leguminosa?
Fissa l’azoto atmosferico, ma tramite una simbiosi attinorrizica con il batterio del suolo Frankia, ospitato nei noduli radicali. È un meccanismo distinto da quello delle leguminose.
È opportuno piantare Elaeagnus umbellata in Francia?
In Francia la specie compare in diverse liste regionali di sorveglianza delle piante esotiche invasive. Prima dell’impianto conviene verificarne lo status locale e preferire, nelle siepi campestri, specie indigene come prugnolo e biancospino.
Piante simili
Se hai dubbi sulla tossicità di una pianta, chiedi consiglio a un botanico o a un veterinario.



