Euforbia minore (Euphorbia peplus, )
Euforbia minore (Euphorbia peplus L.) è una piccola annuale delle Euphorbiaceae, originaria del bacino mediterraneo, dell'Europa e del Nord Africa, oggi diffusa come infestante cosmopolita. Il lattice bianco caustico e le ghiandole fiorali a mezzaluna con due corna aiutano a riconoscerla. Colonizza rapidamente i terreni smossi di orti e giardini e ha fornito la molecola alla base del farmaco Picato, poi ritirato dal mercato.
Leggi di piùEuforbia minore, Calenzuola piccola, Porcellana lattaria, Petty spurge, Radium weed e Esula redonda
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Distribuzione mondiale
L'areale nativo di Euphorbia peplus comprende il bacino mediterraneo, l'Europa e il Nord Africa fino alla Somalia, estendendosi a est fino all'Himalaya occidentale. Il commercio agricolo e orticolo l'ha introdotta nella maggior parte dei continenti, rendendola un'infestante cosmopolita. Non figura fra le specie regolamentate in Europa; in Francia è indigena e comune in tutto il territorio metropolitano, Corsica compresa.
- Autoctona5
- Introdotta5
- Francia metropolitana
- Spagna
- Italia
- Marocco
- Pakistan
- Stati Uniti
- Australia
- Nuova Zelanda
- Sudafrica
- Giappone
Esagoni: regioni in cui è presente la pianta. Punti verdi: area di origine.1
Identità
Euforbia minore (Euphorbia peplus L.), descritta da Carl von Linné nel 1753, è una piccola annuale del genere Euphorbia, nella famiglia delle Euphorbiaceae. Il binomio costituisce un riferimento stabile fra i molti nomi vernacolari usati nelle diverse lingue. 1 2
In italiano è chiamata anche calenzuola piccola e porcellana lattaria. Il francese « ésule » deriva dal latino esula, antico nome delle euforbie erbacee, mentre « ronde » richiama la forma compatta e le foglie arrotondate. Gli inglesi petty spurge, cancer weed e radium weed indicano la stessa pianta; gli ultimi due ricordano l'antico impiego popolare del lattice sulle lesioni cutanee. 4 3
Basta una piccola ferita perché ogni parte della pianta emetta un lattice bianco caustico, come avviene in molte Euphorbiaceae. Questo carattere orienta già verso il genere Euphorbia, prima ancora di esaminare le strutture fiorali. 5
Riconoscimento
Fusto eretto e glabro, verde talvolta sfumato di rosso, e altezza di 5–40 cm caratterizzano Euphorbia peplus, a seconda del terreno e dell'umidità. Le foglie alterne sono obovate, a margine intero, lunghe 1–3 cm e portate da un breve picciolo. 4 6
Per confermare l'identificazione occorre osservare il ciazio, la tipica struttura fiorale delle euforbie: una minuscola coppa di circa 2 mm, con quattro ghiandole a mezzaluna terminate ciascuna da due corna sottili e divergenti. Altre euforbie annuali europee presentano ghiandole a disco prive di corna; questa coppia di appendici permette di distinguere la specie dalle piante affini. 6
Dopo la fecondazione compare una capsula liscia e glabra, lievemente trilobata e sporgente dalla struttura fiorale. I semi grigiastri, coperti di piccole fossette, portano una caruncola bianca all'estremità. A maturità la capsula scoppia e li scaglia a varie decine di centimetri dalla pianta madre: così l'annuale può occupare un intero riquadro di terra nuda in una stagione, invece di restare presso il punto di germinazione. 6
Tassonomia utile
Per Euphorbia peplus L., POWO e WCVP riconoscono due taxa infraspecifici: la forma tipica Euphorbia peplus var. peplus, ampiamente diffusa, e Euphorbia peplus var. minima DC., forma mediterranea di dimensioni inferiori. 1
Nelle flore più antiche ricorrono anche sinonimi dello stesso taxon, fra cui Euphorbia peplus subsp. peploides (Gouan) Ball, Euphorbia peplus var. maritima Boiss. e Euphorbia peplus var. minor Willd. Per identificare la pianta nell'uso comune basta il nome accettato: queste denominazioni storiche non indicano specie diverse. 1
Oltre duemila specie compongono il genere Euphorbia, con portamenti che vanno dalle succulente simili a cactus alle annuali dei giardini. In Euphorbia peplus, il fusto glabro, le foglie intere e soprattutto le ghiandole a due corna permettono di risolvere gran parte dei dubbi sul campo senza ricorrere a un erbario. 2
Habitat e distribuzione
Dal bacino mediterraneo all'Himalaya occidentale si estende l'areale nativo di Euphorbia peplus, attraverso Europa e Nord Africa fino alla Somalia. In Francia la specie è indigena e comune in tutto il territorio metropolitano, Corsica compresa: per insediarsi le basta un terreno da giardino smosso, senza un clima particolare. 1 3
Il commercio agricolo e orticolo ha diffuso questa infestante cosmopolita nella maggior parte dei continenti. Go Botany la segnala come ampiamente distribuita in Nord America, dove viene considerata un'introduzione eurasiatica naturalizzata e non una specie indigena. La sua diffusione va distinta dallo status normativo locale. 6 7
Il programma di lotta integrata dell'Università della California la segnala soprattutto negli orti e giardini freschi e ombrosi, nelle zone costiere e meridionali. Cresce anche su macerie, terreni coltivati, bordure e aiuole poco diserbate, in ambienti simili a quelli dell'areale d'origine. 5
Ciclo e riproduzione
Se il terreno è favorevole, il ciclo annuale di Euphorbia peplus può completarsi in sole 6–8 settimane. La germinazione comincia quando il suolo fresco e smosso offre luce ai semi, spesso dopo una vangatura o una sarchiatura. 5
Dalla primavera all'autunno si susseguono le fioriture: in Francia da aprile a settembre, mentre nei climi miti della California costiera possono iniziare già a febbraio. Più generazioni nello stesso anno spiegano la presenza apparentemente continua della pianta nei giardini lavorati regolarmente. 4 5
La dispersione avviene per deiscenza esplosiva: le tre logge della capsula matura si aprono di colpo e proiettano i semi lontano dalla pianta madre. Il meccanismo accelera la colonizzazione del terreno nudo rispetto alla semplice caduta dei semi al suolo. 6
Usi e rischi
Il lattice di Euforbia minore è caustico e irritante, come quello di molte Euphorbiaceae. L'ASPCA classifica il genere Euphorbia fra le piante tossiche per cani e gatti: il contatto irrita bocca, occhi e pelle, mentre l'ingestione può provocare salivazione e vomito. 8
Da questo lattice deriva anche una storia farmaceutica particolare. Un gruppo australiano ne isolò il principio attivo, l'ingenolo mebutato, dimostrandone l'efficacia contro tumori cutanei superficiali non melanomatosi in studi clinici pubblicati nel 2011. La molecola fu poi commercializzata come Picato, approvato dal 2012 per la cheratosi attinica. 9
Nel 2020 la rivalutazione dell'Agenzia europea per i medicinali modificò il giudizio sul rapporto fra benefici e rischi del Picato. Nei pazienti trattati furono rilevati più tumori cutanei, in particolare carcinomi squamocellulari, rispetto ai trattamenti di confronto. L'autorizzazione all'immissione in commercio fu ritirata nello stesso anno. 10
Tre precauzioni riducono i rischi in giardino: non applicare mai il lattice grezzo su ferite o lesioni cutanee, indossare guanti per estirpare la pianta e sciacquare abbondantemente gli occhi dopo un contatto accidentale. L'antico uso popolare non rende sicura l'applicazione diretta. 5 8
Varietà, confusioni e piante affini
Non sono note cultivar ornamentali di Euphorbia peplus: i due taxa riconosciuti, var. peplus e var. minima, sono forme botaniche senza valore ornamentale o commerciale. 1
Fra le annuali dei giardini europei, le confusioni più frequenti riguardano queste euforbie:
- Euphorbia helioscopia ha foglie ovali finemente dentate e ghiandole a disco bruno, senza corna;
- Euphorbia exigua presenta foglie lineari molto strette, decisamente più sottili di quelle di Euphorbia peplus;
- Euphorbia lathyris è una biennale molto più alta, con foglie opposte e decussate;
- Euphorbia maculata, altra infestante introdotta, cresce prostrata e ha spesso foglie macchiate di rosso.
In tutti questi casi risultano decisive le ghiandole fiorali a mezzaluna con due corna: confermano Euphorbia peplus quando il solo portamento lascia ancora dubbi. 6
Fonti principali
- Plants of the World Online / Kew, Euphorbia peplus L.
- ITIS, Euphorbia peplus L., TSN 28117
- INPN / MNHN, Euphorbia peplus L., 1753, CD_nom 97609
- Tela Botanica / eFlore BDTFX, Euphorbia peplus
- UC Statewide IPM Program, Petty Spurge (Euphorbia peplus)
- Go Botany / Native Plant Trust, Euphorbia peplus
- USDA PLANTS Database, Euphorbia peplus plant profile (EUPE6)
- ASPCA, scheda di tossicità del genere Euphorbia
- Ramsay et al., 2011, efficacia del lattice di Euphorbia peplus contro i tumori cutanei umani non melanomatosi, British Journal of Dermatology
- Agenzia europea per i medicinali, rivalutazione di Picato: i rischi superano i benefici
Domande frequenti
Euforbia minore è tossica per cani e gatti?
Sì. Il lattice caustico irrita bocca, occhi e pelle e può causare vomito se ingerito. L'ASPCA include il genere Euphorbia fra le piante tossiche per cani e gatti.
Come riconoscere Euforbia minore in giardino?
È una piccola annuale glabra alta 5–40 cm, con foglie obovate a margine intero e lattice bianco che fuoriesce appena si spezza il fusto. Il carattere più affidabile sono le ghiandole fiorali a mezzaluna con due corna sottili.
Da questa pianta è stato ricavato un farmaco contro il cancro della pelle?
Il lattice ha fornito l'ingenolo mebutato, commercializzato dal 2012 come Picato per lesioni cutanee precancerose. Nel 2020 l'Agenzia europea per i medicinali ne ha ritirato l'autorizzazione dopo aver rilevato un aumento del rischio di tumori cutanei nei pazienti trattati.
Si può applicare il lattice su una lesione cutanea?
No. Nonostante l'antico uso popolare e la storia farmaceutica del Picato, il lattice è caustico e ustiona la pelle sana. Il ritiro del farmaco derivato conferma un rapporto fra benefici e rischi sfavorevole per impieghi senza controllo medico.
Con quali euforbie si può confondere?
Soprattutto con Euphorbia helioscopia, dalle foglie dentate e dalle ghiandole a disco prive di corna, e con Euphorbia exigua, dalle foglie strette e lineari. Le ghiandole a mezzaluna con due corna distinguono Euphorbia peplus da entrambe.
Euforbia minore è invasiva in Francia?
No. È indigena in tutto il territorio metropolitano francese e non figura negli elenchi delle specie esotiche invasive; resta una comune infestante di orti e giardini.
Piante simili
Se hai dubbi sulla tossicità di una pianta, chiedi consiglio a un botanico o a un veterinario.





