Manchurian walnut (Juglans mandshurica, )
Juglans mandshurica è un grande albero deciduo delle Juglandaceae, originario dell’Estremo Oriente russo, della Cina e della penisola coreana. Si riconosce dalle foglie composte molto lunghe, dall’eccezionale resistenza al freddo e dall’allelopatia nettamente più debole rispetto al noce nero e al noce comune.
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Taken Jul 29, 2019 by Emmerich El (cc-by-sa)
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Distribuzione mondiale
L’areale nativo di Juglans mandshurica comprende l’Estremo Oriente russo, gran parte della Cina nordorientale e centrale, la penisola coreana e Taiwan, nei boschi delle valli e delle basse montagne. La specie è coltivata anche molto più a nord, come albero ornamentale resistente al freddo, senza essere considerata invasiva in queste regioni d’introduzione.
- Autoctona5
- Russia
- Cina
- Corea del Nord
- Corea del Sud
- Taiwan
Esagoni: regioni in cui è presente la pianta. Punti verdi: area di origine.1
Identità
Juglans mandshurica (Juglans mandshurica Maxim., 1856) è un grande albero deciduo del genere Juglans, nelle Juglandaceae. Il botanico russo Carl Johann Maximowicz lo descrisse nel 1856. Cresce spontaneo nelle foreste temperate dell’Asia orientale, dall’Estremo Oriente russo alla Cina nordorientale e centrale. 1 3
Il latino Jovis glans, «ghianda di Giove», è all’origine di Juglans: l’espressione indicava il noce comune già nell’antica Roma e Linneo la riprese per l’intero genere. L’epiteto mandshurica rimanda alla Manciuria, regione storica tra Cina nordorientale ed Estremo Oriente russo, cuore dell’areale nativo. 1 4
Riconoscimento
La chioma ampia e arrotondata di Juglans mandshurica sovrasta un tronco diritto dalla corteccia grigia, meno scura di quella del noce nero. L’altezza adulta è generalmente di 15-25 m. Le foglie alterne, composte e imparipennate sono lunghe 40-90 cm, con 7-19 foglioline ovato-lanceolate di 6-17 cm: superano nettamente in lunghezza quelle del noce comune, con 5-9 foglioline, o del noce nero. 6 7
Essendo monoico, l’albero porta amenti maschili penduli lunghi 9-40 cm e piccoli fiori femminili sullo stesso individuo, in aprile-maggio. La noce, da tonda a ovale, misura 3-7,5 cm per 3-5 cm ed è avvolta da un mallo verde fitto di peli ghiandolari. Matura tra agosto e ottobre e il guscio molto spesso rende difficile estrarre il gheriglio. 7 2
Tassonomia utile
La denominazione riconosciuta da POWO/WCVP è Juglans mandshurica Maxim. Fra le varietà riconosciute figurano Juglans mandshurica var. sachalinensis (Komatsu) Kitam., talvolta chiamata noce del Giappone nella letteratura orticola, e Juglans mandshurica var. cordiformis (Makino) Kitam., cultigeno giapponese dalle noci a forma di cuore. 1 4
La posizione del vicino Juglans cathayensis Dode divide i tassonomi: per alcuni è sinonimo di Juglans mandshurica, per altri una specie distinta con foglioline tomentose e spighe più ricche. Il nome scientifico completo rimane il riferimento affidabile e aiuta anche a evitare confusioni con il vero noce del Giappone, Juglans ailantifolia, specie autonoma spesso associata erroneamente alla varietà sachalinensis. 3 6
Habitat e distribuzione
Dall’Estremo Oriente russo a gran parte della Cina nordorientale e centrale, alla penisola coreana e a Taiwan si estende l’areale nativo di Juglans mandshurica. Occupa boschi di valli e basse montagne fra 500 e 2.800 m di quota. 1 2
Gelate fino a circa -45 °C distinguono la resistenza di questa specie da quella di altri noci comunemente coltivati nei climi temperati. Tale rusticità ne consente la coltivazione ornamentale molto a nord dell’areale nativo, fino all’Alberta, in Canada. 6
Nelle valli dell’Estremo Oriente, Juglans mandshurica forma popolamenti puri o misti con pino coreano, abete, frassino e olmo, accompagnati da aceri, betulle e pioppi nel piano inferiore. Le noci nutrono cinghiali, orsi e scoiattoli, costituendo una risorsa alimentare documentata nelle foreste della regione. 8
Ciclo e riproduzione
In aprile-maggio, prima o durante l’apertura delle foglie, si svolge la fioritura di Juglans mandshurica. Amenti maschili penduli e fiori femminili separati convivono sullo stesso individuo monoico; la riproduzione favorisce la fecondazione incrociata attraverso il vento rispetto all’autofecondazione. 7
Tra agosto e ottobre maturano le noci di Juglans mandshurica. In piena terra si propaga soprattutto per semina di semi freschi, posti direttamente in vasi profondi oppure stratificati prima della semina primaverile. Per forme nominate come cordiformis, solo l’innesto conserva i caratteri varietali: i semenzali sono geneticamente variabili. 2
Un tratto peculiare di Juglans mandshurica è la minore liberazione di juglone da radici e foglie rispetto ai parenti nordamericani ed europei. Questo composto allelopatico caratteristico del genere incide quindi meno sulla crescita delle piante vicine in coltivazione. 6 7
Usi e rischi
Più tenero e meno ricercato di quello del noce comune o nero, il legno trova comunque impiego in falegnameria, impiallacciature decorative e calci di fucile. Le sezioni delle radici, dalla venatura marcata, servono anche per scatole e oggetti apprezzati nella tornitura. 6 8
I gherigli ricchi di olio, circa 55 %, e proteine si mangiano crudi o tostati, ma il guscio spesso rende difficile estrarli. L’olio irrancidisce presto e si conserva male. Il mallo produce una tintura bruno scura stabile; un tempo le foglie essiccate proteggevano dalla tarme la biancheria di lana, come la naftalina. Corteccia, foglie e mallo ricchi di tannini rientrano inoltre nella medicina tradizionale locale, senza moderna validazione scientifica degli usi interni. 8 2
Noci ammuffite di Juglans mandshurica, come quelle degli altri noci, possono contenere micotossine tremorigene tossiche per il cane, con possibili tremori e convulsioni dopo l’ingestione. Il rischio di laminite da lettiera di trucioli, documentato nel cavallo per Juglans nigra, non è specificamente dimostrato per questa specie dal minore contenuto di juglone; il gatto non risulta sensibile. 5
Varietà, confusioni e piante affini
La disponibilità orticola di Juglans mandshurica rimane limitata fuori dall’Asia orientale e da alcune collezioni botaniche. Le varietà sachalinensis e cordiformis, entrambe di origine giapponese, sono le sole forme regolarmente nominate nella letteratura specialistica; il mercato occidentale ridotto non ha favorito una selezione orticola più ampia. 4
Fra le specie confondibili figurano Juglans regia, il noce comune con meno foglioline (5-9 contro 7-19), Juglans nigra, il noce nero americano dalla corteccia quasi nera e dal mallo indeiscente, e Juglans cinerea, il noce cinereo dal mallo appiccicoso. Si aggiunge Juglans ailantifolia, il vero noce del Giappone, talvolta confuso con la varietà sachalinensis di Juglans mandshurica. 6 3
Fonti principali
- Plants of the World Online / Kew, Juglans mandshurica Maxim.
- Plants For A Future, Juglans mandschurica
- ITIS, Juglans mandshurica Maxim.
- USDA GRIN Global Taxonomy, Juglans mandshurica
- ASPCA, scheda di tossicità del noce nero
- Wikipedia (EN), Juglans mandshurica
- Wikipedia (FR), noce della Manciuria
- Wikipedia (RU), Орех маньчжурский
Domande frequenti
Juglans mandshurica è la stessa specie del noce comune?
No. Juglans mandshurica e Juglans regia, il noce comune, sono specie distinte dello stesso genere. Juglans mandshurica ha foglie molto più lunghe, con più foglioline, e una resistenza al freddo nettamente superiore.
Perché questo noce danneggia meno le piante vicine?
Radici e foglie liberano molto meno juglone, il composto allelopatico tipico del genere Juglans, rispetto al noce nero o al noce comune. Gli effetti sulle piante vicine rimangono quindi generalmente limitati in coltivazione.
Juglans mandshurica è tossico per cani e gatti?
Come negli altri noci, i frutti ammuffiti possono essere tossici per il cane, con possibili tremori dopo l’ingestione. Il rischio di laminite documentato nel cavallo riguarda soprattutto le lettiere di trucioli di noce nero; il gatto non risulta sensibile.
Le noci di Juglans mandshurica sono commestibili?
Sì, i gherigli sono commestibili crudi o tostati e ricchi di olio, ma difficili da estrarre dal guscio molto spesso. L’olio estratto irrancidisce rapidamente e si conserva male.
Quanto resiste al freddo Juglans mandshurica?
È tra i noci più resistenti al freddo e tollera gelate fino a circa -45 °C. Questo spiega il successo della coltivazione molto a nord dell’areale nativo, fino al Canada.
Come distinguere Juglans mandshurica dal noce del Giappone?
Il vero noce del Giappone, Juglans ailantifolia, è una specie distinta, talvolta confusa con la varietà sachalinensis di Juglans mandshurica. Il nome scientifico completo rimane il riferimento più affidabile.
Il legno di Juglans mandshurica è pregiato quanto quello del noce nero?
No, è più tenero e meno valorizzato in ebanisteria rispetto al noce nero e al noce comune. Le sezioni di radice, dalla venatura marcata, sono però apprezzate per piccoli oggetti torniti.
Piante simili
Se hai dubbi sulla tossicità di una pianta, chiedi consiglio a un botanico o a un veterinario.




