Noce bianco (Juglans regia, )
Noce bianco (Juglans regia) è un grande albero deciduo delle Juglandaceae, originario dell’Asia sudoccidentale e centrale, dal Caucaso e dalla Turchia orientale all’Himalaya occidentale. Coltivato fin dall’Antichità per le noci e il legno da ebanisteria, porta foglie composte odorose e radici che secernono una sostanza tossica per molte piante vicine.
Leggi di piùNoce bianco, Noce comune, Noce reale, Noce da frutto, English walnut e Persian walnut
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Taken Jun 28, 2021 by Alain Bigou (cc-by-sa)
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Distribuzione mondiale
L’areale nativo di Juglans regia va dal Caucaso e dalla Turchia orientale al Libano e all’Himalaya occidentale, attraverso l’Asia centrale e l’Iran. Diffusa verso occidente fin dall’Antichità, prima in Grecia e poi in tutto il Mediterraneo, la specie è oggi coltivata in tutti i continenti temperati.
- Autoctona5
- Turchia
- Iran
- Kirghizistan
- Libano
- India (Himalaya occidentale)
Esagoni: regioni in cui è presente la pianta. Punti verdi: area di origine.1
Identità
Noce bianco (Juglans regia L., 1753), detto anche noce comune, noce reale o noce da frutto, è un grande albero deciduo del genere Juglans, nella famiglia delle Juglandaceae. Il nome del genere deriva dal latino Jovis glans, «ghianda di Giove»: i Romani consideravano questo frutto degno degli dei. L’epiteto regia, «regale», richiama la mole imponente dell’albero e il valore attribuito da secoli al suo legno. 1 2
Dall’Asia sudoccidentale e centrale, fra Caucaso e Himalaya occidentale, la coltivazione di Juglans regia si è diffusa fin dall’Antichità per la noce e per il legno denso a grana fine, ricercato in ebanisteria. Il nome inglese walnut deriva dall’antico inglese wealhnutu, «noce straniera»: distingueva il frutto importato dalla nocciola indigena delle isole britanniche.
Riconoscimento
Un esemplare adulto raggiunge normalmente 10–25 m di altezza e 8–20 m di larghezza, con un tronco che nei soggetti più vecchi può superare 2 m di diametro. La chioma ampia e arrotondata, sostenuta da una ramificazione fitta, ne fa un imponente albero isolato piuttosto che una pianta da filare. 4 2
Le foglie composte e imparipennate misurano 20–45 cm e portano 5–9 foglioline ovali, glabre e lucide. Se stropicciate, emanano un odore aromatico netto, utile per distinguere Juglans regia da altri grandi alberi a foglia composta. 4
La specie è monoica: in primavera i fiori maschili formano amenti penduli lunghi 5–10 cm, mentre quelli femminili, poco appariscenti, compaiono in piccoli gruppi terminali sugli stessi rami. Dopo l’impollinazione affidata al vento, il frutto si sviluppa dentro un mallo verde liscio. 3 A maturità, in autunno, il mallo annerisce e si apre, liberando il guscio rugoso che racchiude il gheriglio commestibile. 3 4
Tassonomia utile
Juglans regia L. è la denominazione accettata da POWO/WCVP per l’unica specie del genere largamente diffusa fuori dall’areale nativo. Sono state descritte numerose varietà e forme storiche, perlopiù ricondotte a sinonimi botanici:
- Juglans regia var. sinensis C.DC., varietà storica;
- Juglans regia var. kamaonia C.DC., altro nome varietale;
- Juglans regia subsp. fallax (Dode) Popov, denominazione sottospecifica;
- Juglans regia f. pendula (Pépin) C.K.Schneid., forma storicamente descritta;
- Juglans regia f. monophylla (Dochnahl) C.K.Schneid., ulteriore nome di forma.
Il genere Juglans comprende una ventina di specie distribuite in America, Europa e Asia. Una parente molto vicina è Juglans nigra, il noce nero nordamericano, spesso confuso con J. regia nei giardini e nei frutteti misti. 1
Habitat e distribuzione
Fra Caucaso, Turchia orientale e Himalaya occidentale si estende l’areale originario, che comprende Libano, Iran e Asia centrale. Qui la specie colonizza boschi montani misti e valli fresche con terreno profondo, dalla pianura alla media montagna secondo le regioni. 5 8
Diffuso verso occidente fin dall’Antichità, prima in Grecia e poi nel Mediterraneo anche grazie alle legioni romane, il noce bianco viene oggi coltivato in tutti i continenti temperati. L’INPN ne attesta la presenza naturalizzata in Francia, dove è anche alla base della denominazione AOC delle noci di Grenoble. 9
Richiede pieno sole e terreno profondo, fresco e ben drenato; non sopporta l’ombra né i suoli compattati o fradici in inverno. Il fittone, profondo già negli individui giovani, riduce fortemente le probabilità di attecchimento degli esemplari trapiantati tardivamente. 4
Ciclo e riproduzione
Con la primavera arriva la fioritura, generalmente in maggio secondo il clima. Il polline degli amenti maschili viene trasportato dal vento ai fiori femminili dello stesso albero o di un vicino; la maggior parte delle cultivar è parzialmente autosterile. Le noci maturano in settembre-ottobre, quando il mallo verde si screpola e annerisce. 3 4
Un giovane albero nato da seme produce le prime noci a 4–6 anni, ma raggiunge la piena produzione solo a 15–20 anni, secondo cultivar e portinnesto. Seminare una noce stratificata al freddo non riproduce fedelmente una varietà nominata: per una produzione affidabile e regolare, l’innesto su portinnesto franco resta il metodo di riferimento. 5
Usi e rischi
Noci e legno sono le due risorse principali del noce bianco. Le prime, ricche di grassi e proteine, si consumano fresche, essiccate o trasformate in olio; il secondo, denso e a grana fine, è ricercato in tutta Europa per ebanisteria, impiallacciature e calci di fucile. 5
Le radici secernono juglone, sostanza allelopatica che inibisce la crescita di molte piante vicine entro 15–20 m, fra cui pomodoro, patata, azalee e rododendri. Questo effetto spiega la zona spesso libera sotto la chioma di un noce adulto e sconsiglia di piantarlo immediatamente accanto a un orto. 4
Le noci fresche non sono classificate come tossiche per cani o gatti. Quelle ammuffite rimaste a terra sono invece pericolose: possono contenere micotossine tremorgene, soprattutto penitrem A, responsabili di tremori, atassia e convulsioni nel cane. 6 7
Varietà, confusioni e piante affini
Fra le cultivar da frutto selezionate per epoca di raccolta e resa figurano Franquette, francese a germogliamento tardivo che limita i danni da gelo, Chandler, americana precoce e produttiva, e Lara, che fruttifica sulle gemme laterali già nei primi anni. Laciniata, con foglie profondamente incise, ha soprattutto valore ornamentale.
La confusione più frequente riguarda Juglans nigra, il noce nero nordamericano: presenta più foglioline, un guscio decisamente più duro e un mallo più appiccicoso e macchiante rispetto a Juglans regia. Entrambe le specie producono juglone nelle radici: questo carattere comune non permette quindi di distinguerle.
Fonti principali
- Plants of the World Online / Kew, Juglans regia L.
- Royal Horticultural Society, Juglans regia - noce comune
- Missouri Botanical Garden Plant Finder, Juglans regia
- NC State Extension Gardener Plant Toolbox, Juglans regia
- Plants For A Future, Juglans regia
- Merck Veterinary Manual, neuromicotossicosi tremorgena nei cani
- Munday et al., 2008, sospetta micotossicosi tremorgena in un cane dopo ingestione di noci ammuffite, New Zealand Veterinary Journal
- Tela Botanica eFlore (BDTFX), Juglans regia
- INPN / MNHN, Juglans regia L., 1753
Domande frequenti
Il noce bianco è tossico per cani e gatti?
Le noci fresche non sono classificate come tossiche, ma in grandi quantità favoriscono sovrappeso e disturbi digestivi. Le noci ammuffite cadute a terra sono invece pericolose: possono contenere micotossine tremorgene che causano tremori e convulsioni nel cane.
Perché sotto un noce cresce poco?
Le radici di Juglans regia secernono juglone, una sostanza che inibisce la crescita di molte piante vicine, tra cui pomodoro, patata e azalee. La zona spesso libera sotto la chioma è un indizio classico per riconoscerlo.
Dopo quanti anni un noce produce noci?
Le prime noci compaiono spesso a 4–6 anni, ma la piena produzione si raggiunge soltanto a 15–20 anni, secondo cultivar e portinnesto.
Come distinguere noce bianco e noce nero?
Juglans regia porta 5–9 foglioline e un guscio relativamente sottile, facile da rompere a mano. Juglans nigra, il noce nero nordamericano, ha più foglioline e un guscio molto più duro e spesso.
Si può potare il noce in inverno?
No. La potatura invernale o di inizio primavera, durante la risalita della linfa, provoca un abbondante essudato che indebolisce l’albero. Si pota a fine estate, fuori dal periodo di risalita della linfa.
Da dove proviene il noce bianco?
Il suo areale nativo va dal Caucaso e dalla Turchia orientale al Libano e all’Himalaya occidentale. Raggiunse il bacino mediterraneo fin dall’Antichità e fu poi coltivato in tutti i continenti temperati.
Il legno di noce è pregiato?
Sì. Il legno di Juglans regia, denso e a grana fine, è ricercato per ebanisteria, impiallacciature e calci di fucile, ed è tra i legnami più valorizzati in Europa.
Piante simili
Se hai dubbi sulla tossicità di una pianta, chiedi consiglio a un botanico o a un veterinario.







