Amla (Phyllanthus emblica, L. 1753)

Amla (Phyllanthus emblica) è un albero da frutto deciduo delle Phyllanthaceae, originario dell’Asia tropicale e subtropicale. Il frutto verde pallido, molto ricco di vitamina C, appartiene alla cucina del subcontinente indiano e a una lunga tradizione medicinale; la sinonimia botanica causa ancora frequenti confusioni.

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Nome scientificoPhyllanthus emblica
GenerePhyllanthus
OrdineMalpighiales

Amla, Emblica, Uva spina indiana, Indian gooseberry, Emblic e Amalaki

Identità
Tossicità
Non tossico : umani, inclusi bambini, gatti, cani e animali · Da verificare : cavalli
Impegno di cura
Basso
Tipo di pianta
Tipo di foglie
Caducifoglia
Durata della vita
Vivace
Paese d'origine
IndiaBangladeshCinaTaiwanMyanmar (Birmania)ThailandiaVietnamMalaysiaIndonesia
Habitat
Boschi misti e secchi, savane alberate, margini e incolti, dal livello del mare fino a circa 2.300 m
Stagionalità
Fioritura
Primavera
Raccolta
AutunnoInverno
Crescita
Dormienza
Riposo invernale
Velocità di crescita
3/10
Tempo di maturazione
Frutti in 3–4 anni su pianta innestata, 7–10 anni da seme
Propagazione
Semina, Trapianto
Clima e acqua
Temperatura
Resistenza al freddo
Resistenza al vento
Moderata, tollera i venti asciutti delle foreste secche
Umidità
40–75 %
Irrigazione
Molto poca
Poca
Moderata
Elevata
Molto elevata
Tolleranza alla siccità
Sì
Suolo
pH del suolo
Tipi di terreno
Terreno drenato e caldo, Terreno molto drenato
Tolleranza al sale
Non tollerato
Luce e posizione
Esposizione luminosa

Pieno sole

Offrile alcune ore di sole diretto al giorno, preferibilmente al mattino o alla sera.

Richiede pieno sole, non tollera ombra fitta
Esterno
Frutteto, Giardino di frutta
Vasi
Vasca profonda, Terracotta
Aspetto
Altezza300–1500 cmLarghezza400–800 cm
Foglie
Verde
Amla (Phyllanthus emblica): origine e usi — foglie 1
Amla (Phyllanthus emblica): origine e usi — foglie 2
Amla (Phyllanthus emblica): origine e usi — foglie 3
Amla (Phyllanthus emblica): origine e usi — foglie 4
Amla (Phyllanthus emblica): origine e usi — foglie 5
Fiori
GialloVerdeDimensioni0.3–0.6 cm
Amla (Phyllanthus emblica): origine e usi — fiori 1
Amla (Phyllanthus emblica): origine e usi — fiori 2
Frutti
VerdeGiallo
Amla (Phyllanthus emblica): origine e usi — frutti 1
Amla (Phyllanthus emblica): origine e usi — frutti 2
Amla (Phyllanthus emblica): origine e usi — frutti 3
Amla (Phyllanthus emblica): origine e usi — frutti 4
Amla (Phyllanthus emblica): origine e usi — frutti 5
Portamento
Amla (Phyllanthus emblica): origine e usi — portamento 1
Amla (Phyllanthus emblica): origine e usi — portamento 2
Amla (Phyllanthus emblica): origine e usi — portamento 3
Amla (Phyllanthus emblica): origine e usi — portamento 4
Corteccia
Marrone
Amla (Phyllanthus emblica): origine e usi — corteccia 1
Amla (Phyllanthus emblica): origine e usi — corteccia 2
Amla (Phyllanthus emblica): origine e usi — corteccia 3
Amla (Phyllanthus emblica): origine e usi — corteccia 4
Amla (Phyllanthus emblica): origine e usi — corteccia 5

Distribuzione mondiale

Secondo POWO e la rete GRIN, l’areale nativo di Phyllanthus emblica comprende l’Asia tropicale e subtropicale, dal subcontinente indiano alla Cina meridionale, all’Indocina e all’arcipelago malese. La specie è coltivata da secoli come albero da frutto e medicinale in tutto questo territorio, e introdotta più sporadicamente in alcune regioni tropicali e subtropicali esterne all’Asia.

  • Autoctona9
  • Introdotta1
  • India
  • Bangladesh
  • Cina meridionale
  • Taiwan
  • Myanmar
  • Thailandia
  • Vietnam
  • Malesia
  • Indonesia
  • Florida (Stati Uniti)

Esagoni: regioni in cui è presente la pianta. Punti verdi: area di origine.1

Identità

Amla (Phyllanthus emblica L., 1753) è un albero da frutto deciduo della famiglia Phyllanthaceae, noto anche come Emblica, Uva spina indiana, Indian gooseberry, Emblic e Amalaki. Il richiamo all’uva spina evoca l’acidità del frutto, senza indicare una parentela con i veri ribes del genere Ribes, appartenenti a tutt’altra famiglia. 1 2

Il frutto essiccato dell’amla, conosciuto come mirabolano emblico, ha circolato a lungo con questo nome nella farmacopea arabo-musulmana e poi europea, accanto agli altri mirabolani essiccati. Oggi la specie è nota soprattutto come fonte alimentare concentrata di vitamina C: l’acido ascorbico può raggiungere l’1–1,8% del peso fresco del frutto. 3

Riconoscimento

Un tronco spesso tortuoso sostiene Phyllanthus emblica, albero di dimensioni piccole o medie, generalmente alto 3–15 m secondo suolo e clima. Nei soggetti più vecchi la corteccia da grigiastra a verdastra si stacca in placche sottili. 3

I rametti sottili e caduchi, lunghi 10–20 cm, portano due file di piccole foglie semplici e leggere, che da lontano sembrano un’unica foglia pennata. Alla fine della stagione vegetativa cade l’intero rametto, foglie comprese. Questa perdita collettiva limita la dispersione d’acqua quando arriva la stagione secca e distingue l’amla dai fruttiferi tropicali sempreverdi talvolta presenti nello stesso frutteto. 3

Piccoli fiori giallo-verdastri compaiono in primavera all’ascella delle foglie. Ne deriva una bacca sferica di 2–2,5 cm di diametro, verde pallido e poi giallastra a maturità, segnata da sei solchi longitudinali ben visibili. È un riferimento affidabile per riconoscere il frutto sia al mercato sia sull’albero. 2 3

Tassonomia utile

Nella nomenclatura accettata da Plants of the World Online, la specie si chiama Phyllanthus emblica. Il binomio convive tuttavia con il sinonimo Emblica officinalis Gaertn., ancora molto usato nella letteratura medica. Un secondo sinonimo, Cicca emblica (L.) Kurz, compare ormai soltanto nelle fonti antiche, mentre il nome invalido Mirobalanus embilica Burm. sopravvive solo nei riferimenti storici. 1 2

Fra questi tre nomi, Emblica officinalis crea più problemi pratici degli altri due, caduti in disuso: resta stampato sugli integratori alimentari e citato in studi farmacologici successivi all’inclusione del genere Emblica in Phyllanthus. Per identificare la specie, il riferimento stabile rimane il nome accettato da POWO, Phyllanthus emblica. 5 1

Habitat e distribuzione

Dalle foreste del subcontinente indiano alla Cina meridionale, all’Indocina e all’arcipelago malese si estende l’areale nativo dell’amla, nell’Asia tropicale e subtropicale. La specie abita boschi misti e foreste secche dal livello del mare fino a circa 2.300 m di quota. 1 2

L’albero tollera suoli poveri, asciutti e talvolta calcarei, dove molti fruttiferi tropicali non riescono a crescere. Questa adattabilità ecologica, più di esigenze particolari, spiega la sua presenza antica nei boschi degradati e negli incolti dell’Asia meridionale e sudorientale. 3

L’IUCN classifica la specie come a rischio minimo: una valutazione coerente con l’ampia distribuzione naturale e la coltivazione intensiva come albero da frutto e medicinale in tutto l’areale d’origine. 4

Ciclo e riproduzione

La ripresa vegetativa sui rametti caduchi accompagna la fioritura primaverile. Dai piccoli fiori giallo-verdastri si sviluppano frutti che maturano verso la fine dell’anno e vengono raccolti generalmente da ottobre a febbraio, secondo latitudine e clima. 2

Nei frutteti commerciali si ricorre quasi sempre all’innesto su portinnesti da seme. Una pianta innestata entra in produzione in 3–4 anni, mentre una nata da seme, lasciata sulle proprie radici, richiede 7–10 anni. La semina serve quindi soprattutto a ottenere portinnesti, più raramente alla produzione diretta di frutti. 3

Usi e rischi

L’astringenza intensa limita il consumo del frutto crudo in quantità. Tradizionalmente lo si conserva con sale e spezie: la preparazione attenua l’astringenza e ne prolunga la conservabilità. Da questi procedimenti derivano chutney, succhi e preparazioni dolci come il murabba indiano. Nell’Ayurveda il frutto essiccato entra anche in formulazioni classiche come triphala e chyawanprash. 3

L’abbondanza di tannini e composti fenolici, come l’acido gallico, ha motivato diversi studi preclinici sulle proprietà antiossidanti del frutto. Sono state riportate una riduzione dello stress ossidativo nei ratti diabetici e azioni protettive in un modello sperimentale di pancreatite acuta. Queste prove, ottenute nei ratti, non sostituiscono un parere medico per un impiego terapeutico nell’essere umano. 7 8

Non risulta documentata alcuna tossicità per esseri umani o animali domestici. L’unico inconveniente segnalato per il frutto crudo non trasformato è la marcata astringenza in bocca dovuta ai tannini, distinta da un rischio tossico reale. 3

Varietà, confusioni e piante affini

A differenza di altri fruttiferi tropicali, l’amla non presenta cultivar ornamentali largamente diffuse nell’orticoltura occidentale. La confusione più frequente riguarda i nomi usati nei documenti: Phyllanthus emblica e il suo sinonimo Emblica officinalis, ancora comune nelle pubblicazioni farmacologiche e sulle confezioni commerciali. 1

Una leggenda malese riportata dal Forest Research Institute Malaysia collega la specie alla fondazione di Malacca. Parameswara avrebbe deciso di stabilire la città dopo aver visto un tragulo tenere testa ai suoi cani da caccia sotto uno di questi alberi, dando il nome all’attuale Melaka. 6

Rispetto ad altri fruttiferi acidi asiatici, come il cedro (Citrus medica), l’amla si riconosce dai rametti caduchi con foglie disposte come in una foglia pennata e dal frutto con sei solchi. La combinazione di questi caratteri permette di distinguerla dai fruttiferi vicini senza ricorrere ad analisi genetiche.

Fonti principali

Domande frequenti

L’amla è tossica?

Non è accertata alcuna tossicità per esseri umani o animali domestici. Il frutto crudo è semplicemente molto astringente per la presenza di tannini, motivo per cui viene quasi sempre trasformato prima del consumo.

Quanta vitamina C contiene l’amla?

Il frutto figura tra le fonti vegetali più ricche di vitamina C conosciute: secondo le analisi riportate da Plants For A Future, l’acido ascorbico può raggiungere l’1–1,8% del peso fresco.

L’uva spina indiana è parente dei veri ribes?

No. Il richiamo all’uva spina riguarda soltanto l’acidità del frutto. Phyllanthus emblica appartiene alle Phyllanthaceae e non è imparentato con i ribes del genere Ribes, classificati nelle Grossulariaceae.

Che differenza c’è tra Phyllanthus emblica ed Emblica officinalis?

Nessuna dal punto di vista botanico. Emblica officinalis è un sinonimo eterotipico di Phyllanthus emblica, il nome accettato secondo POWO; il vecchio nome resta molto usato negli studi farmacologici e sulle etichette degli integratori.

Si può mangiare il frutto crudo?

Il frutto crudo è commestibile ma molto acido e astringente. Viene consumato soprattutto conservato, essiccato, in chutney o in succo: preparazioni che ne attenuano molto il gusto.

Qual è il legame tra questo albero e Malacca?

Secondo una leggenda riportata dal Forest Research Institute Malaysia, il fondatore Parameswara avrebbe stabilito la città sotto un Phyllanthus emblica dopo avervi visto un tragulo sfidare i suoi cani da caccia, dando così il nome a Melaka.

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Se hai dubbi sulla tossicità di una pianta, chiedi consiglio a un botanico o a un veterinario.