Alchechengi del Perù (Physalis peruviana, L. 1763)

Alchechengi del Perù (Physalis peruviana) è una pianta erbacea perenne della famiglia Solanaceae, originaria delle Ande sudamericane. Ogni fiore produce un frutto arancione racchiuso in un calice rigonfio a lanterna di carta, che protegge la bacca fino alla piena maturazione. Coltivato fin dall’epoca inca, è conosciuto anche come ribes del Capo e goldenberry nelle diverse regioni del mondo in cui si è diffuso.

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Nome scientificoPhysalis peruviana
GenerePhysalis
OrdineSolanales

Alchechengi del Perù, Alchechengi peruviano, Ribes del Capo, Aguaymanto, Cape gooseberry e Goldenberry

Identità
Tossicità
Tossico, tranne il frutto maturo (solanina)
Impegno di cura
Basso
Tipo di foglie
Caducifoglia
Durata della vita
Vivace
Paese d'origine
BoliviaBrasile
Habitat
Incolti, margini dei campi, scarpate e terreni abbandonati, dal mare a circa 3.200 m nelle Ande
Stagionalità
Fioritura
Estate
Raccolta
EstateAutunno
Crescita
Dormienza
Nessun periodo di riposo
Velocità di crescita
7/10
Tempo di maturazione
Fioritura e fruttificazione 3-4 mesi dopo la semina, nei climi caldi
Propagazione
Semina, Divisione
Clima e acqua
Temperatura
Resistenza al freddo
Resistenza al vento
Scarsa, richiede riparo dal vento
Umidità
40–70 %
Irrigazione
Molto poca
Poca
Moderata
Elevata
Molto elevata
Tolleranza alla siccità
Sì
Suolo
pH del suolo
Tipi di terreno
Suolo drenato, Suolo leggero e sabbioso
Tolleranza al sale
Non tollerato
Luce e posizione
Esposizione luminosa

Pieno sole

Offrile alcune ore di sole diretto al giorno, preferibilmente al mattino o alla sera.

Pieno sole; tollera una leggera mezz’ombra
Esterno
Aiuola a pieno sole, Orto
Vasi
Vaso drenante, Grande bacino
Aspetto
Altezza60–150 cmLarghezza60–100 cm
Foglie
Verde
Alchechengi del Perù (Physalis peruviana): origine e usi — foglie 1
Alchechengi del Perù (Physalis peruviana): origine e usi — foglie 2
Alchechengi del Perù (Physalis peruviana): origine e usi — foglie 3
Alchechengi del Perù (Physalis peruviana): origine e usi — foglie 4
Alchechengi del Perù (Physalis peruviana): origine e usi — foglie 5
Fiori
GialloViola
Alchechengi del Perù (Physalis peruviana): origine e usi — fiori 1
Alchechengi del Perù (Physalis peruviana): origine e usi — fiori 2
Alchechengi del Perù (Physalis peruviana): origine e usi — fiori 3
Alchechengi del Perù (Physalis peruviana): origine e usi — fiori 4
Alchechengi del Perù (Physalis peruviana): origine e usi — fiori 5
Frutti
ArancioneGiallo
Alchechengi del Perù (Physalis peruviana): origine e usi — frutti 1
Alchechengi del Perù (Physalis peruviana): origine e usi — frutti 2
Alchechengi del Perù (Physalis peruviana): origine e usi — frutti 3
Alchechengi del Perù (Physalis peruviana): origine e usi — frutti 4
Alchechengi del Perù (Physalis peruviana): origine e usi — frutti 5
Portamento
Alchechengi del Perù (Physalis peruviana): origine e usi — portamento 1
Alchechengi del Perù (Physalis peruviana): origine e usi — portamento 2
Alchechengi del Perù (Physalis peruviana): origine e usi — portamento 3
Alchechengi del Perù (Physalis peruviana): origine e usi — portamento 4
Alchechengi del Perù (Physalis peruviana): origine e usi — portamento 5
Corteccia
Verde
Alchechengi del Perù (Physalis peruviana): origine e usi — corteccia 1
Alchechengi del Perù (Physalis peruviana): origine e usi — corteccia 2
Alchechengi del Perù (Physalis peruviana): origine e usi — corteccia 3
Alchechengi del Perù (Physalis peruviana): origine e usi — corteccia 4
Alchechengi del Perù (Physalis peruviana): origine e usi — corteccia 5

Distribuzione mondiale

Secondo POWO l’areale strettamente nativo di Physalis peruviana è limitato alla Bolivia e al Brasile occidentale. La tradizione andina e la maggior parte delle fonti orticole collegano però la specie alle alte valli del Perù e della Colombia, dove la coltivazione risalirebbe all’Impero inca. Insediato al Capo di Buona Speranza prima del 1807 e poi diffuso in Australia, l’alchechengi del Perù si è successivamente naturalizzato in molte regioni temperate e tropicali del mondo.

  • Autoctona2
  • Introdotta3
  • Bolivia
  • Brasile
  • Sudafrica
  • Australia
  • Nuova Zelanda

Esagoni: regioni in cui è presente la pianta. Punti verdi: area di origine.1

Identità

L’Alchechengi del Perù (Physalis peruviana L., 1763) è una pianta erbacea perenne del genere Physalis, nella famiglia Solanaceae. Dallo stadio verde fino alla piena maturazione arancione, il frutto rimane racchiuso in un calice rigonfio a lanterna di carta: questa struttura protegge la bacca dagli insetti e dalle intemperie durante tutta la crescita. È un carattere assente nelle comuni Solanaceae da orto, come pomodoro e melanzana. 1 3

La coltivazione andina risale all’epoca dell’Impero inca; in seguito la specie si insediò al Capo di Buona Speranza prima del 1807, per poi diffondersi in Australia. L’insediamento al Capo spiega il nome inglese Cape gooseberry, da cui ribes del Capo: il nome ripercorre una rotta commerciale, non indica un’origine botanica africana. 3

Riconoscimento

Un cespuglio allargato alto 60 cm-1,5 m caratterizza questa specie, con segnalazioni occasionali fino a 2,5 m negli esemplari naturalizzati in climi miti. I fusti angolosi, fragili e presto appesantiti dai frutti, portano foglie pelose a cuore allungato, inserite in posizione quasi opposta. Un tutore o una gabbia da pomodori riduce le rotture, soprattutto dei fusti più carichi. 7 3

Nei fiori solitari a campanella, la corolla è giallo pallido con cinque macchie bruno-porpora alla base: né il pomodoro né la melanzana, con fiori bianchi o viola privi di questo motivo porpora, presentano tale carattere. Dopo l’impollinazione il calice si ingrandisce rapidamente formando un involucro cartaceo verde, che diventa bruno e si secca mentre il frutto matura al suo interno. 3 4

La bacca rotonda misura 1,5-2 cm di diametro e ha una buccia liscia e lucida, dall’arancione all’arancio dorato a piena maturazione. Un calice ancora verde segnala una raccolta troppo precoce: il frutto è più acido e talvolta irritante per lo stomaco, e conviene lasciarlo maturare ancora qualche giorno sulla pianta. 3

Tassonomia utile

Per Physalis peruviana L., POWO/WCVP conserva questo nome come accettato. Numerosi sinonimi si sono accumulati con le revisioni del genere, spesso ereditati da vecchie descrizioni regionali:

  • Physalis edulis Sims, sinonimo botanico
  • Physalis latifolia Lam., sinonimo botanico
  • Physalis peruviana var. latifolia (Lam.) Dunal, sinonimo botanico
  • Physalis tomentosa Medik., sinonimo botanico
  • Boberella peruviana (L.) E.H.L.Krause, sinonimo botanico
  • Herschelia edulis (Sims) Bowdich, sinonimo botanico

Le denominazioni dei cataloghi di sementi aggiungono un’altra possibile confusione: i nomi inglesi ground cherry e tomatillo indicano altre due specie del genere, Physalis philadelphica e Physalis pruinosa, raccolte verdi per la cucina messicana anziché a piena maturazione arancione come l’alchechengi del Perù. Il nome scientifico resta quindi il riferimento affidabile per distinguere gli usi: raccolta verde da un lato, frutto arancione maturo dall’altro. 1 2

Habitat e distribuzione

Nella delimitazione di POWO, l’areale strettamente nativo di Physalis peruviana si colloca tra la Bolivia e il Brasile occidentale. La tradizione andina e la maggior parte delle fonti orticole collegano però la specie alle alte valli del Perù e della Colombia, dove la coltivazione risalirebbe all’Impero inca. Occorre quindi distinguere l’areale nativo in senso stretto da quello della domesticazione storica, più ampio e meno documentato dal punto di vista botanico. 1 6

Incolti, margini dei campi, scarpate e terreni abbandonati ospitano la pianta dal livello del mare fino a circa 3.200 m di altitudine nell’areale andino; oltre questa quota il freddo notturno ne riduce la presenza. Fuori da tale area si è ampiamente naturalizzata: in Australia Occidentale cresce lungo le strade e i corsi d’acqua, con fiori che si aprono in inverno e all’inizio dell’estate dell’emisfero sud. 7

Ciclo e riproduzione

Per moltiplicare l’alchechengi del Perù si ricorre soprattutto alla semina, più raramente alla divisione dei cespi esistenti. Nei climi caldi senza gelo, Physalis peruviana è una perenne che fiorisce e fruttifica quasi tutto l’anno; nei climi temperati una sola notte sotto 0 °C può distruggere la pianta. Va quindi coltivata come annuale o ricoverata in vaso per l’inverno. 4

Nel corso della bella stagione la fioritura procede gradualmente. Ogni fiore impollinato avvia lo sviluppo del calice protettivo, che racchiude l’ovario in crescita; il frutto impiega poi diverse settimane, secondo il calore ricevuto, per passare dal verde all’arancio dorato. Nel frattempo il calice si secca e assume il caratteristico colore bruno chiaro della piena maturazione. 3

Usi e rischi

Fresco, essiccato al posto dell’uvetta oppure trasformato in confettura, salsa, crostata o composta, il frutto maturo trova numerosi impieghi. È noto per il contenuto di vitamina C e provitamina A, con quantità di proteine e fosforo insolitamente elevate per un frutto. 3

Foglie, fusti, calice e frutto acerbo sono tossici, perché contengono glicoalcaloidi del tipo della solanina. Il frutto immaturo causa intossicazioni, talvolta mortali nel bestiame in Australia; nei cavalli in particolare, l’ingestione delle parti verdi provoca mal di testa, disturbi digestivi, dilatazione delle pupille, vomito e diarrea. Soltanto il frutto pienamente maturo, con calice bruno e secco, è considerato commestibile. 3 4

Varietà, confusioni e piante affini

Per l’alchechengi del Perù non esiste un registro di cultivar stabile quanto quello di altre piante da orto. Nomi commerciali come 'Golden Nugget' circolano nel settore orticolo, ma l’attribuzione precisa a questa specie, anziché a un’altra selezione locale, varia secondo i cataloghi senza uno standard varietale definito.

L’alchechengi (Physalis alkekengi) è la specie con cui viene confuso più spesso: si coltiva per il calice decorativo rosso arancio, mentre il frutto è ritenuto molto meno gustoso di quello dell’alchechengi del Perù. I tomatillo in commercio sono Physalis philadelphica o Physalis pruinosa, raccolti verdi e acerbi, al contrario del frutto arancione maturo ricercato qui. 2

Fonti principali

Domande frequenti

L’alchechengi del Perù è tossico?

Fusti, foglie, calice e frutto acerbo contengono glicoalcaloidi del tipo della solanina. Soltanto il frutto pienamente maturo, quando il calice è bruno e secco, è considerato commestibile.

Physalis peruviana e Physalis alkekengi sono la stessa pianta?

No. Physalis alkekengi, l’alchechengi, si coltiva per il calice decorativo rosso arancio, con un frutto molto meno apprezzato in cucina; Physalis peruviana si coltiva invece per il frutto dolce.

Come si riconosce un frutto maturo?

Il calice che avvolge il frutto diventa bruno, si secca e assume una consistenza cartacea, mentre il frutto passa all’arancio o all’arancio dorato. Un calice ancora verde indica un frutto immaturo.

L’alchechengi del Perù è perenne o annuale?

È una perenne erbacea nei climi caldi senza gelate, ma il freddo la distrugge già alle prime gelate. Nei climi temperati si coltiva quindi come annuale oppure si ricovera in vaso per l’inverno.

Da dove viene il nome ribes del Capo?

Il nome inglese Cape gooseberry deriva dall’insediamento della pianta al Capo di Buona Speranza prima del 1807. Da lì si diffuse in Australia, che le diede il suo nome comune più diffuso.

Si può confondere l’alchechengi del Perù con il tomatillo?

I tomatillo appartengono perlopiù a Physalis philadelphica o Physalis pruinosa, specie distinte raccolte verdi per la cucina messicana, a differenza del frutto arancione e maturo ricercato in Physalis peruviana.

Quali problemi colpiscono più spesso l’alchechengi del Perù?

Oidio, marciume radicale nei terreni fradici e diversi parassiti comuni alle Solanaceae, in particolare altiche e ragnetti, sono i principali problemi riscontrati in coltivazione.

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Se hai dubbi sulla tossicità di una pianta, chiedi consiglio a un botanico o a un veterinario.