Tomatillo (Physalis philadelphica, )
Tomatillo (Physalis philadelphica) è una pianta erbacea annuale della famiglia Solanaceae, coltivata fin dall’epoca precolombiana in Messico e in America centrale. Il frutto verde o violaceo rimane racchiuso in un calice cartaceo rigonfio fino alla raccolta; l’impollinazione dipende da una seconda pianta geneticamente distinta.
Leggi di piùTomatillo, Pomodoro messicano, Miltomate e Mexican groundcherry
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Distribuzione mondiale
Secondo POWO/WCVP l’areale nativo di Physalis philadelphica si estende dal Messico all’America centrale, con segnalazioni disgiunte a Cuba e Haiti. La specie fu domesticata nella Mesoamerica precolombiana e aveva un ruolo culinario più importante del pomodoro presso Aztechi e Maya. La coltivazione si è poi estesa ben oltre l’areale nativo, verso il Nord America, l’India, l’Australia e l’Africa.
- Autoctona4
- Introdotta3
- Messico
- Guatemala
- Cuba
- Haiti
- Stati Uniti
- Sudafrica
- Kenya
Esagoni: regioni in cui è presente la pianta. Punti verdi: area di origine.1
Identità
Il Tomatillo (Physalis philadelphica Lam., 1786), noto anche come pomodoro messicano, è una pianta erbacea annuale del genere Physalis, nella famiglia Solanaceae, alta 60 cm-1,5 m nei climi caldi. Ogni fiore produce un frutto di 2,5-6 cm racchiuso in un calice cartaceo rigonfio che lo protegge fino alla maturazione, un carattere proprio del genere. Il tomatillo si distingue per la raccolta verde o violacea, con calice ancora chiuso, destinata a preparazioni salate, mentre l’alchechengi del Perù si raccoglie dolce e pienamente giallo-arancio. 1 6
Nella Mesoamerica precolombiana, dove fu domesticata, la specie aveva un ruolo culinario più importante del pomodoro presso Aztechi e Maya. Miltomate, nome nahuatl formato da milli (campo) e tomatl (frutto rotondo), precede di molto lo spagnolo tomatillo. 5
Riconoscimento
Il portamento del tomatillo è semilegnoso e allargato, alto 60 cm-1,5 m; senza tutori i fusti angolosi radicano più facilmente a contatto con il suolo. Le foglie ovali, dal margine irregolarmente dentato, si alternano su rami ramificati che si allargano per 60 cm-1,2 m. 6 5
Una corolla giallo pallido con macchie bruno-porpora alla base caratterizza il fiore, solitario e a campanella: il motivo manca nel pomodoro e nella melanzana, dai fiori di colore uniforme. Dopo l’impollinazione il calice si ingrandisce rapidamente in una sacca cartacea che avvolge tutto il frutto, la cui crescita può arrivare a romperla. 5
Sferico e leggermente appiattito, il frutto misura 2,5-6 cm di diametro e ha buccia appiccicosa, verde, gialla o violacea secondo la varietà, ma mai rossa: quest’ultimo colore indica sempre un’altra Solanaceae. La polpa chiara e acidula racchiude numerosi piccoli semi, con un sapore che va dall’acido al dolce secondo il grado di maturazione. 5
Tassonomia utile
Per questa pianta POWO/WCVP mantiene Physalis philadelphica Lam. come nome accettato e vi riunisce diversi sinonimi accumulati nelle revisioni del genere:
- Physalis philadelphica var. minor Dunal, sinonimo botanico
- Physalis angulata var. philadelphica (Lam.) A.Gray, sinonimo botanico
- Physalis philadelphica f. pilosa Waterf., sinonimo botanico
- Physalis mexicana Molina ex Colla, sinonimo botanico
- Physalis laevigata M.Martens & Galeotti, sinonimo botanico
- Physalis chenopodiifolia Willd., sinonimo botanico
Va distinto il caso di Physalis ixocarpa Brot. ex Hornem.: POWO/WCVP lo tratta come nome botanico accettato separatamente, anziché come sinonimo di Physalis philadelphica. Il commercio di sementi trascura però questa distinzione: la stessa etichetta «tomatillo» può riportare entrambi i nomi su una medesima bustina. 1 4
Habitat e distribuzione
Dal Messico all’America centrale si estende l’areale nativo di Physalis philadelphica secondo POWO, con segnalazioni disgiunte fino a Cuba e Haiti. Il tomatillo colonizza campi coltivati, incolti agricoli e bordi dei sentieri: cresce in popolazioni subspontanee presso gli orti più che in ambienti naturali indisturbati. 1 3
Le coltivazioni si concentrano soprattutto negli Stati messicani di Morelos e Hidalgo; la specie si è anche naturalizzata negli Stati Uniti occidentali prima del 1863. Fuori dall’areale originario cresce oggi in India, Australia, Sudafrica e Kenya, senza raggiungere il successo commerciale che conserva in Messico. 5
Ciclo e riproduzione
L’autosterilità marcata del tomatillo spiega perché una pianta isolata fiorisce normalmente ma allega pochissimi frutti, anche quando viene impollinata a mano con il proprio polline. Almeno due esemplari geneticamente distinti, piantati vicini, permettono l’impollinazione incrociata e un raccolto regolare. 5
Nei climi temperati la fioritura va da luglio a settembre e i semi maturano da agosto a ottobre. La fruttificazione segue 60-75 giorni dopo il trapianto: il calice si riempie gradualmente attorno al frutto, poi imbrunisce e si secca a piena maturazione. 7 6
Usi e rischi
In cucina si usa soltanto il frutto del tomatillo giunto a grandezza definitiva: raccolto verde, con calice ancora chiuso, si mangia crudo o cotto nella salsa verde, nelle zuppe, negli stufati e nelle insalate. Il calice non è commestibile e deve sempre essere rimosso prima della preparazione. 5
Le parti rimanenti della pianta sono tossiche: foglie, fusti, calice e frutto acerbo contengono glicoalcaloidi del tipo della solanina e della solanidina, capaci di causare mal di testa, disturbi digestivi, vomito e diarrea se ingeriti. Soltanto il frutto giunto a grandezza definitiva, privato del calice, è destinato al consumo. 6
Tra i principali parassiti dell’orto compaiono larve di nottue, comprese quelle terricole, e aleurodidi; questi ultimi possono trasmettere virosi alle Solanaceae vicine nelle parcelle irrigate. Rispetto al pomodoro, il tomatillo rimane comunque poco soggetto alle malattie. 5 6
Varietà, confusioni e piante affini
Nel commercio di sementi si distinguono diverse selezioni: 'Toma Verde', standard a frutto verde; 'Rendidora', più eretta e produttiva delle popolazioni selvatiche; 'Purple de Milpa', a frutto violaceo; 'Pineapple', dal piccolo frutto giallo dorato e dolce, venduto per il consumo fresco anziché per le salse. 5
Tre specie vicine sono spesso causa di scambio:
- Physalis ixocarpa, trattata come specie distinta da POWO/WCVP ma venduta con lo stesso nome commerciale di tomatillo;
- Physalis peruviana, l’alchechengi del Perù, raccolto arancione e dolce anziché verde e acidulo;
- Physalis pruinosa, un ground cherry nordamericano dal piccolo frutto dorato, talvolta confuso in inglese per la scarsa distinzione fra i due usi.
Rispetto alle specie vicine, due criteri aiutano a orientarsi: frutto verde o violaceo per la salsa, oppure arancione e dolce da consumare fresco. 4
Fonti principali
- Plants of the World Online / Kew, Physalis philadelphica Lam.
- International Plant Names Index, Physalis philadelphica Lam.
- Integrated Taxonomic Information System, Physalis philadelphica Lam.
- USDA GRIN Global, Physalis philadelphica scheda tassonomica
- Purdue University NewCrop / Morton, Mexican Husk Tomato (Physalis ixocarpa)
- NC State Extension, Physalis philadelphica (Tomatillo)
- Plants For A Future, Physalis philadelphica
Domande frequenti
Il tomatillo è tossico?
Foglie, fusti, calice e frutto acerbo contengono glicoalcaloidi del tipo della solanina e della solanidina. Soltanto il frutto giunto a grandezza definitiva, liberato dal suo involucro verde, è destinato al consumo; il calice va rimosso prima della preparazione.
Perché la mia pianta di tomatillo non produce frutti?
Physalis philadelphica è fortemente autosterile. Una pianta isolata fiorisce normalmente ma quasi mai allega frutti; per ottenere un raccolto occorrono almeno due esemplari geneticamente distinti, piantati vicini.
Bisogna togliere il calice prima di mangiare il frutto?
Sì. Il calice cartaceo che avvolge il frutto non è commestibile e va tolto prima della preparazione, in particolare prima della cottura per la salsa verde.
Physalis philadelphica e Physalis ixocarpa sono la stessa pianta?
POWO/WCVP riconosce Physalis philadelphica come nome accettato e tratta Physalis ixocarpa come un nome botanico distinto. Il commercio di sementi e molte fonti orticole usano però i due nomi in modo intercambiabile per indicare il tomatillo.
Il tomatillo è annuale o perenne?
In coltivazione è annuale e viene distrutto dalla prima gelata. Nei climi caldi senza gelo può comportarsi da perenne di breve durata, ma continua a essere coltivato ogni anno da seme.
Come si riconosce un tomatillo maturo?
Il frutto riempie e spesso fende il calice, che rimane verde o comincia a imbrunire secondo la varietà. Il colore della buccia, verde, giallo o violaceo, diventa più intenso e la superficie risulta leggermente appiccicosa al tatto.
Che differenza c’è tra tomatillo e alchechengi del Perù?
Il tomatillo, Physalis philadelphica, si raccoglie verde o violaceo per preparazioni salate. L’alchechengi del Perù, Physalis peruviana, si raccoglie a piena maturazione arancione per preparazioni dolci. Hanno entrambi il calice cartaceo, ma usi culinari differenti.
Piante simili
Se hai dubbi sulla tossicità di una pianta, chiedi consiglio a un botanico o a un veterinario.




