Giacinto d'acqua (Pontederia crassipes, )
Il giacinto d'acqua (Pontederia crassipes), a lungo classificato come Eichhornia crassipes, è una pianta acquatica galleggiante delle Pontederiaceae, originaria dei bacini amazzonico e del Rio de la Plata in Sudamerica. Si riconosce dai piccioli rigonfi, simili a galleggianti spugnosi, e dalle spighe di fiori malva. Può raddoppiare la biomassa in pochi giorni e rientra fra le 100 specie invasive più dannose al mondo secondo l’IUCN.
Leggi di piùGiacinto d'acqua, Water hyacinth, Aguapé e Jacinto de agua
Offrile alcune ore di sole diretto al giorno, preferibilmente al mattino o alla sera.
Pieno sole o leggera mezz’ombra




© foto
no rights reserved, uploaded by 葉子 · cc0
ritirene · CC BY-NC
Mattia Menchetti · cc-by
© copyright of the Board of Trustees of the Royal Botanic Gardens, Kew.
Distribuzione mondiale
Pontederia crassipes è originaria del Sudamerica, nei bacini amazzonico e del Rio de la Plata (Brasile, Argentina, Uruguay, Paraguay). Diffusa dal commercio ornamentale dalla fine dell’Ottocento, è oggi presente in tutti i continenti tranne l’Antartide e dal 2016 figura fra le specie esotiche invasive di rilevanza unionale nell’Unione europea.
- Autoctona3
- Introdotta1
- Invasiva5
- Brasile
- Argentina
- Uruguay
- Francia metropolitana
- Stati Uniti
- Kenya
- Cina
- Australia
- India
Esagoni: regioni in cui è presente la pianta. Punti verdi: area di origine.1
Identità
Il giacinto d'acqua (Pontederia crassipes Mart., 1823) è una pianta acquatica galleggiante delle Pontederiaceae, a lungo conosciuta come Eichhornia crassipes. Temperature superiori a 25 °C ne stimolano fortemente la moltiplicazione: la biomassa raddoppia in 10-18 giorni, un ritmo che contribuisce a collocarla fra le 100 specie invasive più dannose censite dall’IUCN. 3 Una revisione filogenetica del 2018 ha mostrato che Eichhornia non costituiva un gruppo naturale distinto dalle altre Pontederia e lo ha incluso in questo genere; il vecchio nome resta tuttavia prevalente nella letteratura scientifica e nei testi normativi. 1 2
L’epiteto crassipes significa “dal piede grosso” e indica il picciolo rigonfio di ogni foglia, una struttura spugnosa piena d’aria. Il vecchio nome di genere, Eichhornia, rende omaggio al ministro prussiano Johann Albrecht Friedrich von Eichhorn. Il nome comune richiama invece la somiglianza della spiga fiorale con il giacinto da giardino, senza una reale parentela botanica. 10 8
Riconoscimento
Una rosetta galleggiante riunisce foglie da ovali a orbicolari, lucide e coriacee, senza fusto visibile fra fogliame e radici. Il carattere più sicuro è il picciolo bulboso, gonfio come un galleggiante spugnoso: questa struttura manca sia in Pistia stratiotes, dalla rosetta vellutata con picciolo piatto, sia in Pontederia cordata, radicata sul fondo. 6 7
Sotto la rosetta pendono radici piumose, dal blu-nero al violaceo, lunghe fino a 1 m in acque profonde. Funzionano sia da zavorra sia da organi di assorbimento dei nutrienti disciolti nell’acqua. 7
Durante la fioritura compare uno scapo eretto alto 20-50 cm, terminante in una spiga di 8-15 fiori malva o violetti, ciascuno con una macchia gialla sul petalo superiore. Ogni fiore resta aperto un solo giorno, ma l’intera spiga rimane attraente per più giorni grazie all’apertura progressiva dei boccioli. 6
Tassonomia utile
La lunga permanenza della specie nel genere Eichhornia, oggi incluso in Pontederia, ha lasciato numerosi nomi sinonimici. Fra quelli più utili da riconoscere figurano:
- Eichhornia crassipes (Mart.) Solms, sinonimo storico;
- Piaropus crassipes (Mart.) Raf., sinonimo storico;
- Oshuna crassipes (Mart.) A.Haines, sinonimo storico;
- Eichhornia crassicaulis Schltdl., sinonimo storico;
- Eichhornia speciosa Kunth, sinonimo storico;
- Heteranthera formosa Miq., sinonimo storico;
- Pontederia crassicaulis Schltdl., sinonimo storico.
Eichhornia crassipes è tuttora più usato di Pontederia crassipes: la normativa europea adottata in applicazione del regolamento 1143/2014, che vieta la specie dal 2016, conserva il vecchio nome, come gran parte delle pubblicazioni precedenti al 2018. Il nome scientifico accettato rimane comunque Pontederia crassipes Mart. 1 4
Habitat e distribuzione
I bacini amazzonico e del Rio de la Plata, fra Brasile, Argentina, Uruguay e Paraguay, costituiscono l’areale originario in Sudamerica. 3 Introdotta come ornamentale dalla fine dell’Ottocento, in particolare durante un’esposizione a New Orleans nel 1884, la pianta si è poi diffusa con il commercio per laghetti e acquari in quasi tutte le regioni tropicali e subtropicali del pianeta. 10
La presenza su tutti i continenti tranne l’Antartide e l’inclusione fra le 100 specie invasive più dannose dell’IUCN mostrano l’ampiezza della diffusione. 3 Le popolazioni più documentate si trovano nel lago Vittoria in Africa orientale, nel delta del Nilo e in numerosi sistemi irrigui dell’Asia meridionale. Nella Francia metropolitana la specie non è indigena ed è sorvegliata come introduzione a rischio. 9 Dal 2016 compare nell’elenco europeo delle specie esotiche invasive di rilevanza unionale, in applicazione del regolamento 1143/2014: nell’intera UE sono vietate importazione, detenzione, coltivazione e vendita, a tutela degli ambienti acquatici ancora indenni. 4
Ciclo e riproduzione
A colonizzare un nuovo specchio d’acqua è quasi sempre la moltiplicazione vegetativa. Dalla base delle rosette partono stoloni orizzontali che producono nuove piante figlie alle estremità: in acqua calda e ricca di nutrienti questo meccanismo può raddoppiare la biomassa in soli 10-18 giorni. 3 9
Esiste anche la riproduzione sessuata: una singola pianta può produrre migliaia di semi all’anno, capaci di restare vitali per oltre 28 anni sepolti nel fango. Questa riserva di semi dormienti spiega perché una popolazione rimossa possa ricomparire dopo anni. 10
Fra 25 e 30 °C la crescita raggiunge condizioni ottimali; sotto 5 °C il gelo distrugge la rosetta. Nei climi temperati viene quindi trattata come annuale da laghetto, reintrodotta in primavera soltanto nei territori in cui la detenzione è consentita. 6
Usi e rischi
Per cani, gatti e cavalli l’ASPCA non classifica la pianta come tossica. Il rischio documentato è soprattutto ecologico ed economico. 5
Un tappeto denso di giacinti d’acqua sottrae luce e ossigeno disciolto alla colonna d’acqua, riduce fortemente la biodiversità acquatica, ostacola navigazione e pesca e offre luoghi di deposizione alle zanzare vettrici di malattie. 3 D’altra parte, la specie è studiata come iperaccumulatrice di metalli pesanti e nutrienti disciolti: questa capacità viene sfruttata nel fitorisanamento di alcune acque reflue, oltre che nella produzione di biogas, compost e manufatti in fibra. 7
La lotta biologica impiega soprattutto due punteruoli del genere Neochetina e il lepidottero defogliatore Niphograpta albiguttalis, introdotti in vari paesi per frenare la proliferazione riducendo il ricorso massiccio agli erbicidi. 9
Varietà, confusioni e piante affini
Non si distinguono cultivar botanicamente stabili di questa specie. I nomi orticoli come Major, riferito a rosette più grandi, indicano variazioni dimensionali senza uno status tassonomico separato da Pontederia crassipes.
Le confusioni più frequenti riguardano altre piante delle acque calme:
- la lattuga acquatica (Pistia stratiotes), rosetta vellutata senza piccioli rigonfi né fiori vistosi;
- la lenticchia d’acqua (Lemna minor), minuscola e senza una rosetta distinta visibile a occhio nudo;
- Pontederia cordata, radicata sul fondo, con foglie lanceolate e priva di piccioli bulbosi galleggianti.
Rispetto a Pistia stratiotes, Lemna minor e Pontederia cordata, il criterio più affidabile resta il picciolo rigonfio a galleggiante di una rosetta libera. Durante la fioritura lo conferma la spiga di fiori malva con macchia gialla. 6
Fonti principali
- Plants of the World Online / Kew, Pontederia crassipes Mart.
- International Plant Names Index, Pontederia crassipes Mart.
- IUCN Global Invasive Species Database, Eichhornia crassipes
- EPPO Global Database, Pontederia crassipes (EICCR)
- ASPCA, scheda sulla tossicità del giacinto d’acqua
- Missouri Botanical Garden Plant Finder, Eichhornia crassipes
- USGS Nonindigenous Aquatic Species, profilo di Eichhornia crassipes
- Wikipedia in francese, Giacinto d’acqua
- Centro di risorse sulle specie esotiche invasive (OFB), Il giacinto d’acqua, problema e/o risorsa?
- Bugwoodwiki, scheda di Eichhornia crassipes
Domande frequenti
Il giacinto d’acqua è tossico?
No. L’ASPCA classifica Pontederia crassipes come non tossica per cani, gatti e cavalli. Il rischio documentato è soprattutto ecologico.
Perché il giacinto d’acqua è vietato nell’Unione europea?
Dal 2016 figura nell’elenco europeo delle specie esotiche invasive di rilevanza unionale, in applicazione del regolamento 1143/2014. Ne sono quindi vietate importazione, detenzione, coltivazione e vendita in tutta l’UE.
Come si riproduce il giacinto d’acqua?
La moltiplicazione vegetativa per stoloni prevale ampiamente su quella per seme. Ogni rosetta produce rosette figlie che, in acqua calda e ricca di nutrienti, possono far raddoppiare la biomassa complessiva in 10-18 giorni.
Da dove proviene Pontederia crassipes?
La specie è originaria dei bacini amazzonico e del Rio de la Plata, in Sudamerica. Dalla fine dell’Ottocento si è diffusa nel mondo attraverso il commercio di piante ornamentali.
Come si distingue dalla lattuga acquatica?
Il giacinto d’acqua presenta piccioli rigonfi come galleggianti e uno scapo con vistosi fiori malva. La lattuga acquatica (Pistia stratiotes) rimane bassa, con foglie vellutate prive di picciolo rigonfio e fiori minuscoli e nascosti.
Perché il nome scientifico è passato da Eichhornia a Pontederia?
Una revisione filogenetica pubblicata nel 2018 ha mostrato che Eichhornia non costituiva un gruppo naturale distinto e lo ha incluso in Pontederia. Eichhornia crassipes rimane comunque molto usato nella letteratura e nelle norme esistenti.
Il giacinto d’acqua è utile all’ambiente?
Assorbe efficacemente azoto, fosforo e alcuni metalli pesanti disciolti, proprietà utile nel fitorisanamento. In tappeti densi, però, sottrae luce e ossigeno all’acqua ed è fra le infestanti acquatiche più dannose censite dall’IUCN.
Piante simili
Se hai dubbi sulla tossicità di una pianta, chiedi consiglio a un botanico o a un veterinario.



