Tamarillo (Solanum betaceum, )
Solanum betaceum, detto anche tamarillo o pomodoro arboreo, è un arbusto o piccolo albero andino della famiglia delle Solanaceae. Originario dei versanti subtropicali di Colombia, Ecuador, Perù e Bolivia, produce frutti ovoidali rossi, arancioni o gialli da consumare maturi, mentre il fogliame e i frutti verdi rimangono irritanti, come nella maggior parte delle Solanaceae.
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Distribuzione mondiale
L’areale nativo di Solanum betaceum comprende i versanti andini dalla Colombia alla Bolivia, con popolazioni tradizionali in Perù e in Ecuador. La coltivazione commerciale ha poi diffuso la specie nell’Africa orientale, in Asia e in Oceania, dove rimane sempre introdotta, mai indigena.
- Autoctona4
- Introdotta1
- Invasiva1
- Colombia
- Ecuador
- Perù
- Bolivia
- Nuova Zelanda
- Australia (Victoria)
Esagoni: regioni in cui è presente la pianta. Punti verdi: area di origine.1
Identità
Solanum betaceum Cav., 1799, noto anche come tamarillo e pomodoro arboreo, è un arbusto o piccolo albero della famiglia delle Solanaceae, stretto parente del pomodoro e della melanzana. L’epiteto betaceum richiama la barbabietola per la forma del frutto, senza indicare una reale parentela botanica con essa. 1 2
Il nome commerciale tamarillo ha un’origine recente: fu inventato nel 1966 dal Tree Tomato Promotions Council neozelandese, alla ricerca di una parola dal suono subtropicale e facile da pronunciare in più lingue. Il termine unisce una sonorità ispanica a un riferimento maori a Tama-te-kapua, capitano di una canoa fondatrice. Dal 1966 questo neologismo sostituì «tree tomato», ritenuto troppo vicino al nome dell’ortaggio del supermercato per vendere un frutto distinto. 4
Riconoscimento
Un tronco unico con ramificazioni laterali sostiene il piccolo albero di Solanum betaceum, alto 3–5 m, dalla crescita rapida e dal legno fragile. La corteccia è grigiastra. L’apparato radicale superficiale rende la pianta vulnerabile al vento e alla siccità. 6 3
Le foglie sono ampie, cuoriformi alla base, lunghe 8–20 cm, ed emanano un odore forte, quasi fetido, quando vengono stropicciate. 3 I fiori, riuniti in grappoli di 10–50, hanno una corolla stellata bianco rosata di circa 2 cm di diametro e un profumo ben percepibile. 3 4
Il frutto è una bacca ovoidale lunga 4–10 cm, con buccia liscia e satinata, gialla, arancione, rossa o quasi viola secondo la forma, talvolta percorsa da striature scure. La polpa arancione, ricca di semi, ha un sapore acidulo che ricorda un pomodoro non del tutto maturo, con una nota resinosa nel retrogusto. 6 4
Tassonomia utile
Kew accetta Solanum betaceum Cav. come nome della specie, nella famiglia delle Solanaceae. 1 Per oltre un secolo la pianta è stata collocata in un altro genere, il cui nome rimane molto presente nei cataloghi orticoli e in alcune raccolte tassonomiche:
- Cyphomandra betacea (Cav.) Sendtn. rimane il sinonimo omotipico più citato nei cataloghi orticoli attuali, prima dei due seguenti.
- Cyphomandra crassifolia Kuntze figura anch’esso fra i sinonimi riconosciuti, senza un uso orticolo corrente.
- Solanum crassifolium Ortega completa l’elenco dei nomi storici riconosciuti da Kew.
Il ritorno al genere Solanum, confermato da Kew e dal GRIN statunitense, riavvicina ufficialmente il tamarillo al pomodoro e alla melanzana, i suoi parenti più coltivati. 1 2
Habitat e distribuzione
Sui versanti andini l’areale nativo si estende dalla Colombia alla Bolivia, con popolazioni tradizionali in Perù e in Ecuador, fra 1.500 e 3.000 m di quota. 3 6 Il clima ricercato è subtropicale più che tropicale: temperature annue di 15–20 °C, precipitazioni di 600–4.000 mm e suolo leggero e profondo. 4
La coltivazione commerciale ha portato la specie ben oltre il suo areale originario. La Nuova Zelanda la introdusse nel 1891 a partire da semi indiani, diventando poi uno dei grandi paesi produttori dal 1920 e inventando il nome «tamarillo» per l’esportazione. 6 4 Solanum betaceum viene coltivato anche in Kenya, Ruanda, Etiopia, India e Cina. Nello Stato di Victoria, in Australia, sfugge dai giardini e si naturalizza localmente ai margini della foresta temperata umida. 3
Ciclo e riproduzione
Dalla semina il tamarillo germina in 2–4 settimane e comincia a fruttificare dopo 18 mesi–2 anni. La produzione raggiunge il massimo intorno al quarto anno, mentre la durata complessiva della vita è di 5–12 anni, secondo il clima e le cure ricevute. 4 6
La moltiplicazione avviene per seme o per talea: una pianta nata da seme forma un tronco eretto, adatto a posizioni riparate, mentre una talea produce un esemplare più basso e cespuglioso, preferibile nei luoghi ventosi. 6 Il frutto matura circa 2–3 mesi dopo la fioritura, che può proseguire quasi tutto l’anno in un clima favorevole. 3
Usi e rischi
Tagliato a metà, il frutto maturo si mangia con un cucchiaino oppure si trasforma in succo, confettura, chutney o salsa; la forma gialla, più dolce, entra nei ceviche ecuadoriani, mentre quella rossa, più acida, trova impiego soprattutto nei dolci. 4 6 La buccia, più amara, viene consumata raramente cruda.
Come nella maggior parte delle Solanaceae, le parti verdi del tamarillo richiedono cautela: la buccia del frutto ancora immaturo e il resto della pianta contengono glicoalcaloidi del tipo della solanina. 5 Nel genere Solanum diverse specie sono considerate troppo tossiche per un uso domestico privo di precauzioni, motivo di prudenza anche in assenza di una valutazione dedicata a questa precisa specie. 7 L’ASPCA non dispone di una voce specifica per il tamarillo, ma classifica il pomodoro, Solanacea affine con lo stesso meccanismo tossico, come tossico per gatti, cani e cavalli. Le precauzioni valide per il fogliame del pomodoro si applicano anche al tamarillo non maturo. 8
Varietà, confusioni e piante affini
Sul mercato si distinguono soprattutto due forme del frutto: la forma rossa, più acidula e più diffusa, e la forma gialla o dorata, più dolce, apprezzata in Ecuador. Una forma regionale, il Naga tree tomato, coltivata nel Nagaland indiano con i nomi locali si binyano e khwüdi, gode di un’indicazione geografica protetta. 4
Le confusioni frequenti riguardano:
- Solanum quitoense, la naranjilla, un altro solano arboreo andino dal frutto commestibile;
- Solanum mammosum, il cui frutto non commestibile ricorda vagamente la stessa sagoma;
- Solanum lycopersicum, il pomodoro, parente erbaceo dai frutti nettamente più piccoli.
Il tronco unico e legnoso di Solanum betaceum, assente in Solanum lycopersicum, impedisce di confonderlo con il pomodoro già al primo sguardo. Per distinguerlo da Solanum quitoense e Solanum mammosum, il frutto liscio di 4–10 cm e l’odore fetido del fogliame stropicciato evitano errori d’identificazione.
Fonti principali
- Plants of the World Online / Kew, Solanum betaceum Cav.
- USDA ARS GRIN Global, Solanum betaceum scheda tassonomica
- VicFlora / Royal Botanic Gardens Victoria, Solanum betaceum
- Wikipedia (EN), Tamarillo
- Wikipedia (FR), Tamarillo
- Purdue Center for New Crops, Morton, Fruits of Warm Climates — Tree Tomato
- NC State Extension Gardener Plant Toolbox, genere Solanum
- ASPCA, Toxic and Non-Toxic Plants — Tomato Plant
Domande frequenti
Tamarillo e pomodoro arboreo sono la stessa pianta?
Sì. Tamarillo e pomodoro arboreo indicano la stessa specie, Solanum betaceum. Tamarillo è un nome commerciale inventato nel 1966 in Nuova Zelanda per sostituire tree tomato, ritenuto troppo simile al nome dell’ortaggio del supermercato.
Solanum betaceum è tossico per gatti e cani?
Il fogliame e i frutti ancora verdi contengono glicoalcaloidi del tipo della solanina, come nella maggior parte delle Solanaceae. La parte alimentare è il frutto ben maturo; le parti verdi devono restare fuori dalla portata degli animali.
Si può mangiare la buccia del tamarillo?
La buccia, liscia e satinata, è commestibile nel frutto maturo ma molto più amara della polpa. Nella maggior parte delle preparazioni si elimina, tagliando il frutto a metà per conservarne soltanto la polpa.
Quanto freddo sopporta Solanum betaceum?
L’arbusto tollera brevi gelate fino a -2 °C, oltre le quali la parte aerea muore. Nei climi temperati la coltivazione in vaso, da ricoverare in inverno, rimane più affidabile della piantagione in piena terra.
Che differenza c’è fra tamarillo rosso e giallo?
Sono due forme commerciali della stessa specie. Quella rossa, più diffusa, ha polpa più acidula; quella gialla o dorata, più dolce, è preferita in Ecuador per ceviche e condimenti.
Solanum betaceum cresce in Francia?
È coltivato a La Réunion, dove viene chiamato tomate de la Paz, in un clima subtropicale adatto. Nella Francia metropolitana la sensibilità al gelo sotto -2 °C limita la coltivazione in piena terra alle regioni più miti; altrove servono una veranda o una serra riscaldata.
Con quali piante si confonde Solanum betaceum?
Le confusioni più frequenti riguardano Solanum quitoense, la naranjilla andina, e Solanum lycopersicum, il pomodoro. Il portamento arboreo, l’odore forte delle foglie stropicciate e le dimensioni del frutto rimangono i riferimenti più affidabili.
Piante simili
Se hai dubbi sulla tossicità di una pianta, chiedi consiglio a un botanico o a un veterinario.





