Lulo (Solanum quitoense, Lam. 1794)

Solanum quitoense è un arbusto perenne peloso delle Solanaceae, originario del Sud America nordoccidentale. Coltivato per il frutto arancione dalla polpa acidula, chiamato lulo in Colombia e naranjilla in Ecuador, cresce nelle foreste montane umide fra 1.200 e 2.400 m di quota, al riparo dal sole diretto.

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Nome scientificoSolanum quitoense
GenereSolanum
OrdineSolanales

Lulo, Naranjilla e Quito Orange

Identità
Tossicità
Tossico allo stato verde, fogliame e frutto immaturo
Impegno di cura
Alto
Tipo di pianta
Tipo di foglie
Sempreverde
Durata della vita
Vivace
Paese d'origine
PerùEcuadorColombia
Habitat
Foreste montane umide e sottoboschi luminosi, fra 1.200 e 2.400 m di quota
Stagionalità
Fioritura
PrimaveraEstateAutunno
Raccolta
EstateAutunnoInverno
Crescita
Dormienza
Nessun periodo di riposo
Velocità di crescita
6/10
Tempo di maturazione
Fioritura a 4–5 mesi, frutti a 10–12 mesi, produzione per 3 anni
Propagazione
Semina, Trapianto, Talea aerea
Clima e acqua
Temperatura
Resistenza al freddo
Resistenza al vento
Bassa, rami fragili da riparare dal vento
Umidità
70–90 %
Irrigazione
Molto poca
Poca
Moderata
Elevata
Molto elevata
Tolleranza alla siccità
No
Suolo
pH del suolo
Tipi di terreno
Terreno ricco, Suolo drenato
Tolleranza al sale
Non tollerato
Luce e posizione
Esposizione luminosa

Posizionala alla luce indiretta o in una stanza ombreggiata.

Mezz’ombra, non tollera il pieno sole intenso
Interno
Serra calda, Veranda
Distanza dalla finestra
Circa 40 cm da una finestra a est o ovest, luce filtrata
Esterno
Patio ombreggiato
Vasi
Terracotta, Vaso drenante
Aspetto
Altezza150–250 cmLarghezza100–200 cm
Foglie
Verde
Solanum quitoense: origine e usi — foglie 1
Solanum quitoense: origine e usi — foglie 2
Solanum quitoense: origine e usi — foglie 3
Solanum quitoense: origine e usi — foglie 4
Solanum quitoense: origine e usi — foglie 5
Fiori
BiancoViolaDimensioni2.5–3.5 cm
Solanum quitoense: origine e usi — fiori 1
Solanum quitoense: origine e usi — fiori 2
Solanum quitoense: origine e usi — fiori 3
Solanum quitoense: origine e usi — fiori 4
Solanum quitoense: origine e usi — fiori 5
Frutti
ArancioneVerdeDimensioni4–6.25 cm
Solanum quitoense: origine e usi — frutti 1
Solanum quitoense: origine e usi — frutti 2
Solanum quitoense: origine e usi — frutti 3
Solanum quitoense: origine e usi — frutti 4
Solanum quitoense: origine e usi — frutti 5
Portamento
Solanum quitoense: origine e usi — portamento 1
Solanum quitoense: origine e usi — portamento 2
Solanum quitoense: origine e usi — portamento 3
Solanum quitoense: origine e usi — portamento 4
Solanum quitoense: origine e usi — portamento 5
Corteccia
VerdeViola
Solanum quitoense: origine e usi — corteccia 1

Distribuzione mondiale

L’areale nativo di Solanum quitoense comprende il Sud America nordoccidentale, soprattutto Perù, Ecuador e Colombia meridionale. La coltivazione si è estesa a Costa Rica, Panama e Venezuela, dove la specie non è considerata nativa; fuori dal suo areale rimane una coltura protetta o una curiosità da serra.

  • Autoctona3
  • Introdotta3
  • Perù
  • Ecuador
  • Colombia
  • Costa Rica
  • Panama
  • Venezuela

Esagoni: regioni in cui è presente la pianta. Punti verdi: area di origine.1

Identità

Solanum quitoense Lam., 1794, commercializzato come lulo in Colombia e naranjilla in Ecuador, è una pianta perenne delle Solanaceae, riconoscibile dalla peluria stellata viola che copre fusti, foglie e frutto immaturo. 1 6 Questa peluria lo distingue a prima vista dalle altre Solanaceae andine a foglia grande, ancora prima della fioritura. L’epiteto quitoense rimanda a Quito, capitale ecuadoriana vicina al suo centro di diversità.

Secondo il paese cambiano i nomi d’uso: naranjilla in Ecuador, Costa Rica, Nicaragua e Panama, lulo in Colombia; nei cataloghi botanici francofoni compaiono morelle de Quito, naranjille e orange de Quito. 4 6

Riconoscimento

L’arbusto espanso ed erbaceo di Solanum quitoense raggiunge 1,5–2,5 m; i suoi fusti lignificano con l’età. Le popolazioni selvatiche portano spine su fusti, piccioli e nervature maggiori; i produttori ecuadoriani e colombiani coltivano quasi esclusivamente la forma senza spine, più rapida da raccogliere a mani nude. 2

Giovani germogli, piccioli e pagina inferiore delle grandi foglie ovali, lunghe 30–60 cm, presentano la stessa peluria stellata viola del frutto immaturo, un indizio affidabile rispetto alle altre Solanaceae a foglia grande. La lamina morbida e leggermente bollosa si piega al vento più facilmente del fogliame coriaceo delle specie temperate, in accordo con l’origine da sottoboschi riparati. 2

I fiori profumati, larghi circa 3 cm, hanno cinque petali bianchi sopra, violacei e pelosi sotto, attorno a cinque stami giallo vivo. Il frutto tondo misura 4–6 cm di diametro; la buccia diventa arancione e liscia a maturità, dopo uno stadio verde interamente coperto dalla stessa peluria viola del fogliame. 2 7

Tassonomia utile

Accettato da POWO/WCVP, Solanum quitoense Lam. appartiene al sottogenere Leptostemonum e alla sezione Lasiocarpa, che riunisce diverse specie sudamericane affini dai frutti commestibili. Fra i sinonimi censiti figurano: 1 6

  • Solanum angulatum Ruiz & Pav., sinonimo storico.
  • Solanum quitense Kunth, sinonimo storico.
  • Solanum nollanan Britton, sinonimo storico.
  • Solanum quitoense var. septentrionale R.E.Schult. & Cuatrec., varietà spinosa.

Quest’ultima varietà, descritta in Colombia e Venezuela, si distingue per le spine su fusto, rami, piccioli e nervature principali, mentre la forma tipica porta, tutt’al più, poche spine sparse. Le banche dati tassonomiche internazionali, fra cui l’ITIS negli Stati Uniti, adottano lo stesso nome accettato di POWO, limitando le ambiguità di vendita con etichette differenti. 2 8

Habitat e distribuzione

Perù, Ecuador e Colombia meridionale costituiscono il nucleo dell’areale d’origine nel Sud America nordoccidentale; la coltivazione si è estesa fino a Costa Rica, Panama e Venezuela. 2 4

La specie vive nelle foreste montane umide, fra 1.200 e 2.400 m di quota, con precipitazioni annue di 1.500–3.000 mm. Le migliori piantagioni ecuadoriane si trovano fra 1.500 e 1.800 m, dove la temperatura media rimane fra 17 e 19 °C. 2 7

Il pieno sole la danneggia: preferisce la mezz’ombra di un sottobosco luminoso e non sopporta né il gelo né temperature stabilmente superiori a 29 °C. La coltivazione resta quindi limitata ai climi tropicali montani, oppure alle serre riscaldate altrove. Queste esigenze climatiche ristrette spiegano perché i tentativi di introduzione in Florida e California, avviati fin dall’inizio del XX secolo, siano rimasti episodici malgrado un reale interesse commerciale. 2

Ciclo e riproduzione

In vivaio i semi germinano con il protocollo usato per il pomodoro; le piantine vengono trapiantate dopo due o tre mesi. La fioritura inizia quattro o cinque mesi dopo il trapianto, mentre il primo raccolto arriva dieci o dodici mesi dopo la semina. 2

Una volta insediata, la pianta fruttifica continuamente per circa tre anni, prima che la produzione diminuisca. I frutti vanno raccolti ogni sette o dieci giorni; per il mercato si staccano quando il colore è ancora intermedio, perché si ammaccano facilmente e fermentano presto una volta pienamente maturi. 2

La moltiplicazione commerciale ricorre soprattutto all’innesto su Solanum macranthum, tecnica che protegge dai nematodi galligeni, principale nemico della coltura. Margotta aerea e talea di legno maturo rimangono alternative possibili. 2

Usi e rischi

Tagliato a metà e spremuto in bocca, il frutto maturo si consuma fresco oppure si trasforma in succo, sorbetto, confettura o dessert. Una dozzina di frutti dà circa 227 g di succo, dal gusto spesso paragonato ad ananas e limone. La polpa verdastra, traslucida e acidula si distingue da quella dei frutti andini affini proprio per questo colore, considerato un carattere diagnostico della specie. 2

Come la maggior parte delle Solanaceae, Solanum quitoense contiene alcaloidi steroidei di tipo solanidina nelle parti immature e nel fogliame; solo il frutto pienamente maturo è raccomandato per il consumo. 7 3

La peluria stellata viola del frutto verde e dei giovani fusti può irritare la pelle sensibile; si elimina strofinando o risciacquando prima di maneggiare i frutti destinati al consumo. 3

Varietà, confusioni e piante affini

Nessuna cultivar stabile con un nome proprio è ampiamente diffusa: la variabilità orticola riguarda soprattutto la presenza di spine e il grado di pelosità del frutto. La varietà septentrionale, spinosa su tutta la pianta, e un ceppo locale dolce ma poco succoso coltivato presso Baza, in Ecuador, illustrano questa variazione regionale senza costituire cultivar registrate. 2

Diverse specie selvatiche vicine portano frutti simili e si prestano a confusioni: Solanum sessiliflorum, i cui ibridi con S. quitoense danno polpa giallastra; Solanum candidum, chiamato huevo de gato; e Solanum pectinatum, il cui succo è ostacolato da peli persistenti. 6

Fra queste specie affini, i riferimenti più affidabili sono colore e consistenza della buccia matura, insieme alla persistenza o meno dei peli viola dopo il lavaggio del frutto.

Fonti principali

Domande frequenti

Solanum quitoense è la stessa pianta del lulo?

Sì. Lulo e naranjilla indicano la stessa specie, Solanum quitoense, con nomi diversi secondo il paese: lulo in Colombia, naranjilla in Ecuador, Costa Rica, Nicaragua e Panama.

Il frutto di Solanum quitoense è tossico?

Il frutto ancora verde e le altre parti della pianta contengono alcaloidi steroidei tipici delle Solanaceae. Solo il frutto pienamente maturo, dalla buccia arancione liscia, è raccomandato per il consumo.

Perché il frutto verde punge al tatto?

Il frutto immaturo è coperto da una peluria stellata viola che può irritare la pelle sensibile. A maturità questa peluria si stacca quasi interamente, lasciando la buccia arancione liscia.

Dove cresce spontaneamente Solanum quitoense?

L’areale nativo si trova nelle Ande del Sud America nordoccidentale, soprattutto in Perù, Ecuador e Colombia meridionale, nelle foreste montane umide fra 1.200 e 2.400 m di quota.

Si può coltivare Solanum quitoense fuori dai tropici?

La pianta non tollera alcuna gelata e richiede umidità atmosferica elevata; fuori dai tropici montani sopravvive soprattutto in serra riscaldata o veranda protetta, mai in piena terra in inverno.

Quali piante somigliano a Solanum quitoense?

Diverse Solanaceae andine affini, fra cui Solanum sessiliflorum, Solanum candidum e Solanum pectinatum, portano frutti commestibili simili. Colore e consistenza della buccia matura rimangono gli indizi più affidabili.

Piante simili

Se hai dubbi sulla tossicità di una pianta, chiedi consiglio a un botanico o a un veterinario.